lunedì 11 dicembre 2017

Parco nazionale Foreste Casentinesi: Riserva naturale e Monastero di Camaldoli

Riserva Naturale e Monastero di Camaldoli (comune di Poppi, AR)
Riprese effettuate con drone dal Parco nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna in collaborazione col Reparto Carabinieri Parco Foreste Casentinesi, nell'ambito di azioni di monitoraggio ambientale (aut. N.O. 200/2017).
Elaborazione video Nicola Andrucci

domenica 10 dicembre 2017

Buon punto per l'Inter a Torino


L'Inter torna a casa da Torino con un ottimo punto conquistato, sia per la classifica che per il morale. Non abbiamo la controprova ma c'è da credere che partite come quella di ieri sera le Inter degli ultimi anni le avrebbero probabilmente perse, invece abbiamo tenuto e, nella prima mezzora, abbiamo persino fatto la partita per poi calare fisicamente e subire il ritorno della Juventus.
La distanza tra le due squadre è ancora evidente, difficile pensare di colmarla già in questo campionato, servono innesti che non arriveranno prima dell'estate prossima, Fair play Finanziario permettendo. Ci manca qualcosa a centrocampo (un interditore di spessore), in difesa sulle fasce, una spalla per Icardi che permetta di far girare la squadra davanti, oltre a una panchina dove dovranno esserci ricambi di maggiore qualità (non abbiamo giocatori che possano entrare e cambiare il corso della partita).
L'obiettivo si dice essere il 4° posto ma, negli ultimi anni, abbiamo sempre raggiunto un gradino sotto quanto ci si prefiggeva: puntavamo alla qualificazione champions e arrivavamo in Europa League (per poi uscire malamente quando invece, attualmente, sarebbe l'obiettivo su cui puntare), quando speravamo nella qualificazione all'Europa League ne rimanevamo fuori.
Difficile pensare oggi allo scudetto, ma bisognerà cercare di qualificarsi alla Champions evitando il turno preliminare.

sabato 2 dicembre 2017

Cresce l'Italia ma non la fiducia nel paese


Secondo il Censis l'economia in Italia è in ripresa grazie soprattutto al settore manifatturiero dove, storicamente, siamo tra i leader mondiali, resta però una certa "sfiducia" tra i cittadini di cui avevo già parlato con il post "il paese che ha smesso di crederci". 
La crisi economica degli ultimi dieci anni ha fatto salire il numero di poveri, soprattutto tra le famiglie con più di tre figli e da qui si capisce anche uno dei motivi per cui in Italia c'è una contrazione delle nascite; a differenza di quanto si potrebbe pensare il maggior numero di situazioni di povertà non colpisce gli anziani ma proprio le famiglie con figli numerosi. 
Se l'industria è ripartita, meno lo sono stati gli investimenti pubblici (-30% rispetto agli anni pre crisi), va anche detto che in questi anni il numero di dipendenti pubblici si è sensibilmente assottigliato e, ovviamente, gli investimenti pubblici non "avvengono da sé", serve chi li programma, progetta, gestisce, serve insomma personale qualificato e dedicato a svolgere determinate funzioni: se qualcuno pensava che bastasse diminuire linearmente i dipendenti pubblici per risolvere i problemi dell'amministrazione pubblica si sbagliava di grosso (ne ho parlato qui).
Sono altresì ripartiti i consumi anche se l'Italia resta un paese che, tendenzialmente, preferisce il risparmio agli investimenti, è cresciuto il turismo dove bisognerebbe investire ancora di più soprattutto per migliorare la qualità dei servizi offerti alla clientela.
Resta però un certo pessimismo che porta a pensare sia difficile in Italia risalire la scala sociale, molte persone si formano, laureano (anche se meno che negli altri paesi europei), ma poi non trovano sviluppi per le proprie aspettative, così molti emigrano, spesso gente altamente qualificata, che il paese perde a vantaggio di altri. Qui però una precisazione va fatta: non può essere solo "colpa" della politica se i giovani non trovano lavori adeguati alle loro aspettative anche sotto l'aspetto remunerativo, non dimentichiamo che sì c'è il lavoro pubblico ma anche il lavoro privato, è una responsabilità condivisa che riguarda la nostra società nel suo intero; se in altri paesi le remunerazioni e le condizioni contrattuali di lavoro sono migliori che da noi, è presumibilmente grazie anche alle condizioni che offrono i privati  e non solo il pubblico. Non si può addossare le colpe solo a una parte sarebbe uno scarico di responsabilità che non ci aiuterà a crescere.

lunedì 27 novembre 2017

In volo su Campominacci: vista verso Sassofratino

Riprese effettuate con il drone dal Parco nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna in collaborazione con il Reparto Carabinieri Parco, in zona Campominacci (comune di Bagno di Romagna): si può ammirare il versante romagnolo del Parco e la Riserva di Sassofratino patrimonio UNESCO.

martedì 21 novembre 2017

Italia - EMA - Europa e le possibili conseguenze politiche


L'Italia ha perso al "sorteggio" la possibilità di ospitare l'EMA, che andrà ad Amsterdam, nonostante la candidatura di Milano fosse tecnicamente molto forte. Hanno prevalso, probabilmente, scelte politiche fatte da altri paesi, legittimamente nei loro interessi, magari anche di non rafforzare il peso politico (ed economico) di un paese concorrente come l'Italia. Scelta legittima, ma sarebbe la conferma che l'unione politica in Europa è sempre più lontana, a favore di interessi economici e nazionali portati avanti da vari paesi.
L'Italia dovrebbe prendere atto di ciò ed agire di conseguenza non con "vendette" certo, ma dando priorità ai propri interessi politici nazionali come altri hanno fatto, poiché va bene l'europeismo, ma deve essere un obiettivo verso cui spingono tutti i paesi in ugual modo, altrimenti si creano degli squilibri.
L'Italia, ad esempio, da anni si sta trovando piuttosto "sola" nella gestione dei flussi migratori, causati anche da scelte politico-militari di altri paesi, vedi l'intervento in Libia del 2011. 
Le modalità di scelta al sorteggio della sede dell'EMA, così come le indiscrezioni trapelate su paesi che avrebbero "cambiato idea", non faranno altro che acuire lo scetticismo europeo già presente nel nostro paese. L'Europa dovrebbe comprendere, e se non dovesse comprenderlo l'Italia dovrebbe farglielo capire, che la coesione politica europea è molto vicina a un punto di rottura e di non ritorno.
L'Italia è sotto pressione e certe modalità decisionali, pur legittime, non fanno altro che acuire il malumore dei cittadini verso istituzioni che vedono e sentono sempre più lontane, con tutte le possibili conseguenze del caso di cui le Istituzioni europee (politiche e burocratiche) dovrebbero tenere adeguatamente conto.