martedì 19 settembre 2017

domenica 10 settembre 2017

Sportivi e la chiusura di carriera


Ieri alla Vuelta abbiamo assistito all'ultimo sparo del Pistolero, Alberto Contador chiuderà la sua fantastica carriera ciclistica oggi. Forse avrebbe voluto qualcosa di più, probabilmente avrebbe meritato il podio e chissà se non avesse avuto quel problema fisico a inizio corsa, magari avrebbe potuto anche agguantare il gradino più alto. Devo ammettere che non sono stato un suo tifoso, ma ieri ho tifato per lui e ho cercato di spingerlo sulla durissima salita dell'Angliru. Non ho tifato per lui poiché l'ultimo ciclista di cui sono stato tifoso è e sarà Marco Pantani; dopo di lui ho simpatizzato e simpatizzo per le vittorie italiane, ma l'empatia e le emozioni provate per il Pirata non saranno ripetibili per nessun altro sportivo.
Solo nei film capita che l'eroe chiude nel tripudio, nella vita reale non succede quasi mai, neanche per i grandi campioni: Maradona chiuse a USA '94 con una squalifica, Usain Bolt ha chiuso la carriera con un infortunio ai mondiali, Schumacher chiuse nel '06 senza conquistare il mondiale per la rottura del motore in Giappone dove era agevolmente in testa e dal problema meccanico in Brasile (in un film, sarebbe successa la "magia riparatrice alla sfortuna", ma nella realtà non fu così), Muhammad Alì chiuse malinconicamente con una sconfitta, neanche Rossi probabilmente riuscirà a raggiungere il decimo mondiale che insegue dall'ultimo vinto nel 2009. 
Sono pochi i campioni che hanno chiuso in gloria: ricordo Tomba che nel 1998 vinse, ancora giovane, la sua ultima gara (ma con "solo" un bronzo mondiali in slalom), Phelps ha chiuso brillantemente alle Olimpiadi di Rio dopo un precedente ritiro dalle competizioni. 
Ma il pensiero va a Marco Pantani, a tutto ciò che sarebbe potuto essere e non è stato: spesso penso a cosa ci siamo persi, a quale spettacolo non abbiamo potuto assistere e che mai sapremo. Nei giorni scorsi sono andato al cimitero di Cesenatico a trovarlo: sono passati quasi 14 anni e sembra ancora impossibile che lui sia lì: lo immagino ora 47enne a passeggio per Cesenatico, a scambiare chiacchere sulla sua carriera, a pedalare un po' appesantito nel lungomare, e invece tutto questo non c'è e non ci sarà.
Per le emozioni che ha regalato avrebbe meritato tutto ciò che, purtroppo, non è stato.