domenica 16 settembre 2007

Eutanasia e accanimento terapeutico.


Dico subito che sono favorevole all'eutanasia nei casi di persone che ne facciano richiesta consapevole in momenti di grave sofferenza e per le quali non ci siano altre speranze che la cosiddetta "dolce morte".
Ratzinger ha detto che le persone in stato vegetativo devono essere tenute in vita ad ogni costo; questo è accanimento terapeutico, non trovo altre parole per definirlo.

La legge italiana non prevede l'eutanasia ma questa viene normalmente già praticata. Vi faccio un esempio: un ospedale importante, può avere 8-10 macchine in sala di rianimazione; spesso a queste macchine sono attaccate persone di 90-100 anni in fin di vita, in metastasi, con ictus, infarti, dei vegetali che non aspettano altro che il termine delle proprie sofferenze. Se a queste macchine continuassero a stare attaccate queste persone, non ci sarebbe spazio per altre, magari giovani o bambini vittime di incidenti, che necessitano di una sala di rianimazione per sopravvivere. Per questo motivo spesso ai malati terminali, che non hanno speranza di sopravvivenza, viene staccata la spina.
Dove è il punto in cui comincia l'accanimento terapeutico? Per la Chiesa non c'è mai accanimento terapeutico, tanto chi soffre sono sempre gli altri e non ci si pone il problema di fare terminare queste sofferenze, ma solo tenere in vita ad ogni costo e contro ogni principio di umana pietas.
Poi devo ancora capire una cosa: Welby non meritava funerali religiosi mentre Pinochet (e con lui mafiosi, terroristi, assassini, pedofili, criminali di ogni genere) si, e in pompa magna!
Mi spiegate quale sia il reato peggiore per la Chiesa?I crimini contro l'umanità pare proprio di no, mentre gente che si batte come Welby deve essere crocifissa dalla Chiesa...

I potenti che crocifiggono un innocente, successe già duemila anni fa...

1 commento:

Nicola Andrucci ha detto...

Io, per non saper né leggere né scrivere, ho già dato disposizioni in merito a chi di dovere...