venerdì 9 novembre 2007

Curiosità: i palindromi.


Leggete queste tre frasi:
  • A valle, tra masse ebre, la nera, l'accesa d'ira Etna ti moveva; l'Etna gigante, lave vomitante. Arida secca l'arena, l'erbe essa martellava;
  • Ella va a valle;
  • Roma tibi subito motibus ibit amor .
Cosa hanno di cuorioso? Sono tutte e tre "palindromi". Cosa significa? Provate a leggerli al contrario, partendo dal fondo! :-)

11 commenti:

Mr.Segnalatore ha detto...

Eh! Mica facile!

Nicola Andrucci ha detto...

li ho presi dal web ovviamente. C'è un autore che ha costruito un libro-palindromo con 5000 parole!

Anonimo ha detto...

Ciao io ne conosco un'altro: Eran i mesi di seminare

Nicola Andrucci ha detto...

oppure il palindromo più corto: ADA

Tella ha detto...

Nik controlla il mio numero di san Piero ghghgh

paola ha detto...

Anche io ne ricordo uno : "ai lati d'italia".
Un libro palindromo, caspita! Io avevo sentito parlare di un Pinocchio scritto tutto con parole che iniziavano per p.
ciao

Nicola Andrucci ha detto...

del libro di Pinocchio ne ho sentito parlare pure io, non vorrei sbagliare ma mi sembra lo abbia scritto Umberto Eco che è un appassionato di Palindromi e di giochi letterari in genere.

Lo sentii recitato alla radio qualche tempo fa.

paola ha detto...

Che memoria! grazie alla quale ho fatto una ricerchetta :
Povero Pinocchio , Umberto Eco 1995. La storia di Pinocchio, il celebre burattino di Collodi, sotto forma di tautogramma, ovvero tutte le parole iniziano esclusivamente con una stessa lettera, la P.


Povero Pinocchio!

Povero papà (Peppe), palesemente provato
penuria, prende prestito polveroso pezzo
pino poi, perfettamente preparatolo,
pressarolo, pialla pialla, progetta
prefabbricarne pagliaccetto.
“Povero Pinocchio”Prodigiosamente procrea, plasmando
plasticamente, piccolo pupo pel pelato,
pieghevole platano!
Perbacco! Pigola, può parlare, passeggiare,
percorrere perimetri, pestare pavimento,
precoce protagonista (però provvisto
pallido pensiero), propenso produrre
pasticci. Pronunciando panzane protubera
propria proboscide pignosa, prolunga
prominente pungiglione, profilo puntuto.
Perde persino propri piedi piagati, perusti!
Piagnucola. Papà paziente provvede.
Pinocchio privo pomodori, panciavuota,
pela pere. Poco pasciuto, pilucca
picciuolo. Padre, per provvedergli
prestazioni professorali, premurosamente
porta Pegno palandrana.
“Pensaci”, punzecchialo peritissimo,
prudentissimo parassita parlante,
“prudenza, perseveranza! Prevedo pesanti
punizioni!” “Piantala petulante pignolo!”
Presuntuoso pupattolo percuote pedagogo
piccino piccino (plash!) producendone
poltiglia. Peccato. Poteva piuttosto
porgergli padiglione.
Poi parte pimpante, privo pullover. Papà
piange preoccupato: “Pinocchio perduto!”
Pellegrino, percorre perennemente pianure
paludose … Pinocchio, pedala, pedala,
pervicacemente peregrinando per piazze,
partecipa pantonima pupazzetti, periclita
presso pentola, prende pochi pennies.
Pervenuto Pub Palinuro Purpureo, per
perfidia personaggi poco popolari (pirati,
paltronieri perdigiorno), penzola penoso patibolo.
Puella portentosa (parrucca pervinca)
provvede poliambulatorio pennuto,
parlagli predicando perfetti principi,
promettendo prossima pubertà, persino
parvenza piacente persona. Pinocchio
pare puntiglioso, persistente,
predeterminato. Palle. Parole. Parcamente
persegue positivi propositi. Preferisce
passatempi pestilenziali, percorsi
puntellati perigli paurosi, perdendo
possibilità parascolastiche. […]

Nicola Andrucci ha detto...

Magnifica! Ricordo che lo avevo sentito alla radio (credo fosse radio 2) qualche anno fa.
Resta memorabile la sfida che fecero Umberto Eco e Roberto Benigni nell'anagrammare le parole (vinse Benigni!)

Nicola Andrucci ha detto...

dimenticavo: io ho scritto una poesia in cui le parole iniziano tutte con "S"; più avanti la pubblicherò (ho qualche poesia, qualcuna di queste è stata anche premiata in concorsi letterari; vedrò di fare una piccola sezione nel blog in futuro).

Tella ha detto...

Quel testo di Pinocchio lo scrisse uno degli studenti del corso di Semiotica generale alla università di lettere e filosofia a Bologna nell'anno accademico 1993-1994. Eco tornava da un semestre alla Sorbona e sembra gli piacesse giocare un po' con la lingua, forse nostalgia.
Ero presente quando chiese di scrivere qualcosa e il più talentuoso era un ragazzo che rispetto a noi sembrava un vecchio, ma a quanto sento un genio dei giochi linguistici.

Tella (Io c'ero)