Mi riallaccio alla recente notizia che riporta come l'Italia sia l'unico paese al mondo che sia stato escluso da Google relativamente alla competizione legata alla realizzazione della nuova piattaforma mobile, Android. Rinunciamo così in partenza a 10 milioni di dollari, per un motivo molto semplice: l'estrema burocratizzazione del sistema Italia. Se l'Italia fosse scelta da Google, questa azienda si troverebbe di fronte a mille cavilli, mille notai, mille burocrati, che le impedirebbero di svolgere il proprio lavoro, quindi hanno rinunciato in partenza a prenderci in considerazione.
L'Italia è ancora oggi, nonostante le più o meno recenti leggi tese a snellire il sistema pubblico, un paese estremamente burocraticizzato, dove non si può spostare un foglio o una penna se prima non si fa un atto, che poi andrà firmato da qualcuno, il quale farà un altro atto, che a sua volta sarà firmato, in una catena infinita che rende il nostro sistema pubblico poco competitivo.
Io nel Pubblico ci lavoro, oramai da diversi anni, e posso confermare (seppur con varie eccezioni) la presenza di un sistema burocraticizzato che spesso rende difficile, se non impossibile, lo svolgimento delle mansioni più elementari. Succede così che, per colpa della burocratizzazione, le auto restano senza benzina, senza gomme, senza revisione, le stampanti senza toner, senza fogli, gli uffici senza materiale di cancelleria; tutto ciò anche perché manca un minimo di elasticità mentale.
Nel Pubblico si susseguono atti su atti, anche per spostare una penna. Nessuno vuole assumersi alcuna responsabilità, cosicché si scrivono fogli su fogli, che altri dovranno firmare, all'infinito. Ciò comporta la paralisi del sistema e i privati che vogliono accedere ai servizi pubblici, spesso desistono, causa l'estrema burocratizzazione. Eppure le leggi non prevedono questo, già dagli anni '90 la legislazione ha voluto assimilare il sistema pubblico a quello privato, con leggi ad hoc (i dipendenti pubblici attualmente, a seguito del decreto legislativo n. 29 del 1993, sono assimilati ai privati, fatte salve alcune categorie quali Magistrati e Forza Armate).
Ciò sarebbe dovuto servire a snellire il sistema e a renderlo più efficiente, ma nicchie di potere informale lo hanno impedito, continuando ad attuare un'estrema burocratizzazione del sistema.
Quanto tempo dovrà ancora passare affinché l'Italia diventi un paese normale?
















13 commenti:
Google ha fatto benissimo. E' stata anche troppo buona a scaricare colpe alla burocratizzazione. In realta' l'italia non ha cervelli per partecipare a questo concorso... o meglio li avrebbe se non fossero stati costretti tutti a lasciare il paesello per trovare lavoro gratificante altrove.
Sarebbe stato inutile far partecipare un paese del 4° mondo ad un concorso simile. L'italia non e' un paese civile, democratico e sufficientemente "avanzato"... quindi non e' degno di considerazione. Dire che e' un paese strano e' troppo generico.
L'italia e' il paese dei paraculati, delle mafiette, degli amici, degli amichetti... questa gente non e' nulla di buono.
E' giusto cosi'.
Ricordo proprio ora la storia del fondatore della Logitech... in italia non essendo amico di nessuno avrebbe avuto magari un futuro come pizzaiolo. All'estero ha fatto cio' che ha fatto meritevolmente. Tornato nella sua terra pieno di soldi e con l'intenzione di investire, dopo 1 mese e' scappato via con queste parole: "l'italia e' un paese buono solo per farsi una vacanza o venire a trovare i propri familiari".
Google, hai fatto bene. Non perdere tempo con noi.
a quanto pare si prospettano scenari desolanti per il Belpaese... speriamo che almeno resti bello per le vacanze. Comunque il fatto che siamo un paese poco competitivo in generale, credo sia sotto gli occhi di tutti.
aggiungo: per quello che ho visto l'italia e' il paese delle conoscenze. Ci sono aziende "caste" ben radicate nel territorio, con tanta incompetenza da vendere a caro prezzo. Una possibilita' del genere, darebbe il via al nuovo. Pensate se un gruppo di persone con la voglia di fare (le poche rimaste in italia non ancora emigrate) e con le giuste competenze riuscisse a vincere un concorso simile, a creare dal nulla una azienda con i controcoglioni (in italia nel settore non esistono se non qualche rara eccezione).
Queste pseudoaziende italiane fatte di amici, mafiucce, amichetti si troverebbero in difficolta'.
Cio' in italia non puo' essere permesso.
Questa e' la mia opinione. Tutto e' fatto per mantenere la merda cosi' com'e'.
Ma posso anche sbagliarmi.
L'informatica in italia oggi e' ben descritta da un artitolo che riporto di seguito. Un commento solo: la colpa e' sia di questi italiani furbi sia che di tanti italiani fessi che lavorano comunque a queste condizioni.
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Che cos' il Caporalato Informatico??
E' quel assurdo fenomeno per il quale anche se siete bravissimi nel vostro lavoro (certificazioni, anni di esperienza e conoscenze informatiche) non riuscirete quasi mai a lavorare per le grandi società e farvi pagare bene (per 'bene' vi consiglio di vedere quanto viene pagato in Inghilterra un professionista dalla IT) ma siete destinati a tenervi la vostra paga ed essere rivenduti ad altre società che vi rivendono ad una altra società che alla fine vi rivende alle grosse aziende.
Il fenomeno è molto interessante. Infatti sono moltissimi i soldi 'bruciati' da questo sistema che vanno ad arricchire non voi ma solo queste organizzazioni di CAPORALATO INFORMATICO.
Forse un esempio in termini monetari è più efficace.
La società per la quale lavorate (e.s.ACME ONE) vi paga si e no 1300 Euro netti al mese (e va già bene) il che vuol dire considerando un mese di 20 giorni lavorativi 65 Euro al giorno.
Questi signori un giorno vi dicono "devi fare un colloquio alla MOUSSE TWO per un progetto". Loro (ACME ONE) percepiranno per la tua prestazione dai 300 ai 400 Euro a giornata ed il progetto potrebbe durare dai 6 mesi ad oltre un anno.
Vi recate, visibilmente scoglionati, alla sede della MOUSSE TWO che vi dice che assieme al loro personale dovrete sostenere un colloquio presso la ACCETTUR THREE e durante questo colloquio dovrete sostenere di lavorare da oltre 2 mesi per loro e non per la vostra reale società .
Domanda: quanti soldi da la ACCETTUR THREE alla MOUSSE TWO ?? Sicuramente ben oltre 400 Euro dato che deve pagare la ACME ONE. possiamo supporre su 700-800 Euro
Non è finita! Andate al colloquio, più incazzati e scoglionati di prima, siete obbligati a mentire spudoratamente su dove effettivamente lavorate ed in alcuni casi a sostenere il vostro CV opportunamente 'migliorato'. Li vi dicono che il cliente finale non solo loro ma è la HIGH FOUR, che vi dovete fare il culo, che si lavora a volte (leggi spesso) di Sabato e di Domenica e anche fuori orario, che si lavora molto (oltre le 8 ore chiaro..e lo straordinario ?? ehh)
Domanda: quanto paga la HIGH FOUR alla ACCETTUR THREE?? Molto! Moltissimi soldi al giorno. Probabilmente oltre 1000 Euro al giorno.
Invece di creare nuovi posti di lavoro le società del tipo della HIGH FOUR sperperano milioni di Euro in questa assurda catena dei CAPORALI. Altro che la famosa SPECTRA dei film di 007.
LA SPECTRA, anzi le SPETCRA esistono veramente e sono queste società di barbara intermediazione che speculano sullo sfruttamento delle risorse: I CAPORALI DELL'INFORMATICA.
purtroppo la realtà è questa, l'Italia è indietro, molto indietro. Ci siamo mangiati tutto, l'industria in primis. Negli anni '60 eravamo all'avanguardia (si parlava persino di "miracolo italiano"), ora è sparito tutto. Gli imprenditori di un tempo, gli Olivetti i Mattei, non ci sono più (Mattei tra l'altro è stato ucciso...). Quelli che sono succeduti, si sono dimostrati spesso retrogradi e/o incompetenti.
Siamo competitivi solo sull'artigianato, il sistema industriale è fallito. E pensare che eravamo tra i primi...
Lo stesso discorso che faccio io. Ma da quando mi sono affacciato sul mondo del lavoro (la situazione non era differente dal periodo universitario) ho trovato solo merda, paraculati, amici, mafiosetti, cl...ini di merda, tesserati. Tutti ben posizionati a parlare o a fare cose di cui non hanno la piu' pallida idea. Una merda: o ti adegui e diventi come loro o preferisci un minimo di dignita' e prosegui per la tua strada. Io ho fatto e faccio le mie piccole battaglie, ma vieni preso piu' per rompi palle o pazzo... l'italota medio non comprende.
Meglio cosi', vorra' dire che il giorno che emigrero' saro' fiero di farlo e saro' fiero di festeggiare quando l'italia tocchera' il fondo.
Saluti.
L'Italia è uno dei paesi europie con la più elevata disoccupazione giovanile, entrare nel mondo del lavoro, anche se si è possessori di un titolo universitario non è facile. Spesso si deveono accettare lavori non all'altezza delle nostre aspirazioni, le carriere lavorative sono precarie; difficile così formarsi una famiglia o fare investimenti per il futuro.
Insomma non siamo messi per niente bene...
Nicola sono d'accordissmo con te. Tirando le somme siamo un paese povero! Disoccupazione e precariato sono i mali della società italiana che lavora
www.diegogarciablog.blogspot.com
quello della disoccupazione giovanile è un problema che ci portiamo dietro da anni e che le Istituzioni non hanno saputo (o voluto) risolvere. Si tratterebbe di rivedere buona parte delle politiche economiche del nostro Stato e una profonda revisione del welfare state. L'Italia è pronta a questo passo?
Ecco poi che succede :-( , qui.
ciao
purtroppo Paola, ciò che è riportato nell'articolo che hai linkato è assolutamente vero!
dietro alla decisione di Google non c'è la volontà di escludere l'Italia perchè non ritenuta all'altezza del compito, ma un semplice calcolo di convenienza economica. Infatti la normativa italiana che disciplina i concorsi prevede che chi organizza la cosa debba versare in tasse oltre il 50% del montepremi. Si avete capito bene....oltre il 50%!! Capite bene che Era più facile per Google escludere l'Italia dalla competizione che raddoppiare il propri costi. Per il resto...sono d'accordo...l'effetto netto di questa normativa è quella di rendere il nostro belpaese un posto sempre più difficile in cui operare. Io lavoro in un contesto tecnologico e lo so bene quanto sia difficile innovare (cioè viaggiare rapidi e senza impedimenti) quando un intero sistema paese viaggia a 15 all'ora e fa di tutto per crearti dei problemi.
Nel pubblico ho lavorato per più di cinque anni (a tempo determinato), quindi concordo con te. I dirigenti pubblici non volgiono prendersi nessuna responsabiltà, nonstante ricevano notevoli indennità proprio per assumersi delle responasbilità. Traccheggiano, cavillano, lavorano solo sulla carta e chi un giorno diventerà un dirigente impara il loro modus operandi. Indennità, oltre lo stipendio, da 20.000, 40.000 eruo all'anno (ma ne ho viste anche di più alte) per stare seduti su una sedia a escogitare modi burocratici per lavarsi le mani come ponzio pilato e non rimanere coinvolti, qualora dovesse succedere qualcosa
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