Questo è il primo ammonimento che si legge in tutte le Caserme, eppure ancora oggi troppe persone che hanno in dotazione un'arma, non sanno maneggiarla. Regole e regolamenti sono molto chiari, basterebbe rispettarli, eppure succedono ancora numerosi incidenti con le armi da fuoco. Il poliziotto che ieri ha ferito a morte Gabriele Sandri ha commesso gravi infrazioni al regolamento.
Vi spiego un attimo come funziona l'arma in dotazione alle Forze dell'Ordine e quali chiare regole ci siano per evitare incidenti:
La pistola è una Beretta 92FS semiautomatica (una volta "armata" non è necessario ricaricarla ad ogni colpo che si spara, quindi si può svuotare il caricatore di 15 proiettili, senza dovere riarmare). I proiettili sono calibro 9 Parabellum Nato (sono blindati, full metal jacket per ricollegarsi a un famoso film). Questi proiettili hanno un elevato potere penetrante ma rimanendo compatti, se non colpiscono un organo vitale, talvolta non sono letali; i proiettili che utilizza la polizia americana invece sono più teneri e quando entrano in corpo si espandono. Questi proiettili però hanno basso potere penetrante (a quella distanza probabilmente non avrebbero sfondato il vetro).
La Beretta 92FS è dotata di 3 sicure (una diretta e due indirette; più un'altra contro la fuoriuscita di gas):
- la prima è la sicurezza ordinaria, che sgancia i meccanismi di scatto e blocca il battente del percussore;
- la seconda è la sicurezza contro lo sparo prematuro, se la culatta è arretrata il cane non colpise il percussore;
- la terza è la sicurezza contro lo sparo accidentale, se la pistola è armata, il colpo parte se e solo se viene premuto il grilletto (se la pistola cade a terra NON spara!).
Per regolamento la pistola deve stare dentro la fondina, disarmata e senza sicura inserita.
Non è previsto sparare in aria (anche se talvolta in casi estremi, vedi l'arresto del boss Lo Piccolo, questa prassi viene utilizzata), la pistola deve essere utilizzata quando si è costretti dalla necessità di respingere una violenza o di vincere una resistenza all'Autorità (uso legittimo armi).
Il poliziotto ha dichiarato che il colpo gli è partito mentre correva, da ciò si evince che egli ha commesso gravi infrazioni al regolamento: non si capisce il perché egli abbia armato la pistola e sparato in aria (dalle prime ricostruzioni si evince che egli era distante dal luogo dove si trovavano i tifosi, circa 70 metri); altrettanto grave è il fatto che egli abbia corso con la pistola in mano (e con il dito sul grilletto, poiché altrimenti, come ho chiarito prima, la pistola non spara!). Il grilletto della 92FS è molto sensibile, talvolta basta sfiorarlo affinché parta il colpo, correre con una pistola armata in mano significa accettare il rischio che parta il proiettile.
La Beretta 92FS ha un tiro utile di 30-40 metri (e una distanza di fuoco di circa 100 metri); ciò significa che oltre quella distanza, il colpire o meno qualcuno dipende molto dal caso.
E' di questi minuti la notizia che riporta il possibile aggravamento della posizione del poliziotto; alcuni presenti hanno (avrebbero) testimoniato che l'agente avrebbe sparato ad altezza uomo. In quel caso il capo d'accusa diverrebbe omicidio volontario.
C'è da dire che alcuni agenti delle Forze dell'Ordine non sono adeguatamente preparati all'utilizzo delli armi da fuoco. I regolamenti sono ben chiari, ma portare un'arma è molto pericoloso. Una pistola in mani ad agenti non preparati, può uccidere.
Criminalizzare le Forze dell'Ordine per un episodio è profondamente sbagliato. La stragrande maggioranza di Carabinieri, Poliziotti e Finanzieri sono persone molto preparate ad adempiere ai loro compiti.


















24 commenti:
condivido l'analisi
un testimone dice che l'agente assassino sparava a braccia tese.
aspettiamo l'inchiesta, però ti posso assicurare che da 70 metri, con un guard-rail di mezzo, mirare e centrare una persona con una Beretta 92 FS è impossible anche al campione olimpico di tiro!
Ci vuole molto culo o molta sfiga...
Sparare ad una persona da 70 metri è molto difficile, centrare un'auto invece meno...
Siamo ai limiti del tiro della pistola, il proiettile dovrebbe avere poca forza penetrante. Forse non erano 70 metri... Ripeto, dobbiamo aspettare lo svolgimento dell'inchiesta, abbiamo pochi elementi in mano attualmente.
Non voglio assolutamente prendere le difese del poliziotto che è stato giustamente incriminato per omicidio colposo. Vediamo come si svilupperà l'inchiesta. Egli ha indubbiamente commesso gravi inadempienze nell'impiego dell'arma, come ho scritto nel post. Ma con i dati che sono stati forniti, tra l'altro divergenti uno dall'altro (chi parla che era a 2 metri, chi a 20 chi a 50...) è difficile trarre ora delle conclusioni.
Nel sito del quotidiano "La repubblica", dove si parla della tragedia di ieri, a un certo punto si legge testualmente:
15:36 Il questore: "Forse ha mirato alle gomme"
Il questore di Arezzo Vincenzo Giacobbe ritiene che sia "probabile" che l'agente abbia mirato alle gomme, ma ha aggiunto che se è così ha preso un rischio enorme
Se è vero che tra il poliziotto e il bersaglio c'erano circa 70 metri non mi spiego come un questore, sicuramente preparato in materia di armi, abbia potuto "sparare" una panzana del genere.
Ma glielo spiegheranno agli agenti che vuol dire "tiro utile" e "tiro efficace"? La Beretta 92 ha un tiro utile di circa trenta metri (tiro utile vuol dire che ci sono buone probabilità di attingere il bersaglio dove si è mirato) tanto che le esercitazioni di tiro vengono effettuate al massimo con distanze di 25 metri.
Il "tiro efficace" (distanza alla quale un proiettile ha ancora lesività) non so quanto sia ma in tutta franchezza io a 200 metri da una Beretta che spara non mi ci metterei...
Ho visto le immagini ora. Anche a me non sembra possibile l'ipotesi "sparo gomme" (c'è una rete, un gard-rail e una notevole distanza). Sembra però che la posizione del poliziotto si stia aggravando, a seguito delle testimonianze dei presenti.
Uno che da 70 metri cerca di colpire delle ruote con una Beretta 92FS è quantomeno un irresponsabile.
Ps. io una Beretta puntata non la vorrei neppure a 1 km!!!
caro Nicola.
ti chiedo, visto che mi pare che te ne intendi, quale � la formazione, la preparazione e l'assistenza psicologica slle forze dell'ordine che per due lire fanno una vita da cani? Quanti finiscono in strutture di assistenza? Quale attivit� di sostegno � prevista?
Grazie. ciao
mario
X Mario: bisogna differenziare innanzitutto polizia civile e militare. Non conosco le strutture assistenziali della Polizia di Stato; i Carabinieri (che non hanno sindacato in quanto militari) ne hanno ben poche: c'è un fondo sociale per i parenti delle vittime dei militari caduti in servizio, Associazione Nazionale Carabinieri che fornisce supporto.
I militari devono essere visitati generalmente in ospedali militari e vi posso assicurare che sono molto molto molto meglio quelli civili.
La formazione ritengo sia buona, la preparazione generale anche, per quanto riguarda l'assistenza psicologica credo sia carente. Almeno ai miei tempi, qualche anno fa, si utilizzava la "strategia del terrore" per inculcarti le regole. La caserma era tappezzata da minacciosi messaggi sullo scorretto impiego delle armi. La strategia generalmente è questa: selezionare ed eliminare subito i più deboli psicologicamente, non adatti a proseguire nella carriera militare (quando feci il corso io circa 200 persone abbandonarono nella prima settimana per "carenze caratteriali"; così vengono definite). Però qualcuno che non è "portato" capita sempre che arrivi in fondo. Francamente ho visto dare in mano pistole a gente cui non avrei dato neppure un coltello e una forchetta.
Detto questo ritengo con certezza di potere dire che la stragrande maggioranza degli appartenenti alle Forze dell'Ordine sono persone adeguatamente preparate.
Il rischio che corrono è ovviamente differenziato ai luoghi in cui operano; la differenziazione però non è prevista da alcuna norma quindi chi lavora a Scampia è equiparato a uno che lavora in un paesino sperduto in montagna.
Credo che si dovrebbero sistemare alcune cose (più d'una...) all'interno delle Forze dell'Ordine.
Molti di questi rischiano la vita, fanno orari di lavoro improponibili (spesso lavorano per "la gloria" anche se di gloria non ne avranno e non ne vogliono...). I buoni pasto delle Forze dell'Ordine sono ridicoli (ci mangi un panino). Stipendi bassi. Condizioni di lavoro spesso disagiate. Insomma tantissimi problemi, ci sarebbe da farne un post!
Personalmente condanno l'episodio del poliziotto che ha ucciso il giovane e porgo la mia solidarietà alla famiglia.
Voglio esprimere anche la mia solidarietà alle Forze dell'Ordine che ieri sono state attaccate da criminali fascisti che vogliono sovvertire l'ordine democratico del paese.
Ho appena sentito un poliziotto sotto assedio da quei delinquenti, urlare contro una telecamera: "guarda per 1200 euro al mese cosa ci fanno, ditelo in televisione".
Solidarietà alla famiglia del giovane e alla Polizia.
Ci sono delle affermazioni poco giuste
A 70 metri una persona si colpisce benissimo, forse non nel punto preciso, ma la persona la si colpisce
noi normalmente un fusto di olio a 100 metri lo colpiamo senza problemi con una pistola
a 200 metri un proiettile in piombo passa meno facilmente in un corpo con massa, umano o animale o di materiale che sia, ma un cristallo lo passa tranquillamente ed è ancora letale
la 92fs è una delle pistole più "dure" da azionare e non basta sfiorare il grilletto, certo che correndo con il dito all'interno del ponticello si va aldilà dello sfioramento e questa è considerata pratica da imbecilli, vedi il vigile di Como con il ragazzo indiano di un pò di mesi fa
corsica
socio fondatore AUDA
www.auda.it
Salve,ho fatto 14 anni in Polizia,non conosco la dinamica dei fatti,ma posso dire che la preparazione di un Agente di P.S. é buona,durante il corso viene spiegato ampiamente l´uso delle armi,poi stá ad ogni singolo la ricezione di tale insegnamento, come in tutto. A difesa del Poliziotto e di altro personale delle forze dell´ordine posso dire questo:- un Agente di Polizia una volta uscito dal corso e si trova ad operare su strada deve essere AVVOCATO DIFENSORE-PUBBLICA ACCUSA E GIUDICE, il tutto in una manciata di secondi,a parte lo stipendio inadeguato al rischio e tenendo conto che la Giustizia italiana impiega anni per un processo,mi spiace molto per il ragazzo ucciso,ma non date la colpa al Poliziotto
Contraddico il Sig. Piccolo, ma il tiro utile della Beretta non supera i 50 metri (così dichiara anche la casa). A 100 metri il proiettile ha già toccato terra, a meno che non si spari con un'inclinazione di 45 gradi. Una P38 può arrivare a colpire a 100 metri (cosa non si sa...), ma la Beretta no. Il resto sono cose da campione olimpico, superate certe distanze la balistica del proiettile subisce forti deviazioni, la rotazione del proiettile non è in grado di contrastare le forze destabilizzanti della traiettoria. Il resto si chiama fantascienza.
Rispondo anche ad anonimo: confermo che la preparazione generale degli agenti sia buona (l'ho pure scritto); come in tutto gli scarsi e i meno bravi ci sono sempre. Operare su strada è molto difficile, per questo bisogna avere testa e pensare almeno dieci volte prima di sparare. Perlomeno questo era ed è il mio modo di pensare. Altrimenti si che è farwest... Concordo che gli stipendi degli agenti siano bassi e i rischi elevati. Credo altresì che sarebbe giusto fare una distinzione di rischio (ed economica) tra chi lavora nel paese sperduto di montagna e chi lavora nelle città ad alta densità criminale. Le Forze dell'Ordine che operano in zone pericolose dovrebbero essere maggiormente incentivate e retribuite.
Nessuno qua sta facendo un processo, i processi li fa la Magistratura, ma anche il Questore di Arezzo è stato chiaro.
sig. Andrucci facciamoci una risata su quello che Lei ha confuso e cioè: il punto di caduta, ma non a terra, corrisponde all'abbassamento del proiettile
quindi per esempio quello della Beretta a 100 metri sarà 3 cm.
veda per info http://www.earmi.it/balistica/balest.htm , ma Le assicuro che come diceva precedentemente non è ancora sano il km per il 9 x 19 mentre il chilometro comincia a essere sicuro per un calibro più piccolo come il .22
a riguardo poi della P 38 Le chiederei dei chiarimenti in quanto è arma per me sconosciuta:-) ma molto nominata dai giornalisti quando vogliono parlare, senza capirci un'acca, di armi pericolose, famigerate, oltremodo letali etc. etc. ma mi lasci dire che ha lo stesso calibro cioè il 9x19 della 92fs ed usa la stessa cartuccia
quindi a differenza delle auto che a parità di benzina hanno motori diversi per le pistole essendo la cartuccia il motore a parità di lunghezza di canna abbiamo gli stessi identici risultati balistici
distinti saluti
corsica
socio fondatore AUDA
www.auda.it
d'accordissimo!
X SIG. ANDRUCCI: Le consiglierei, prima di esprimere le Sue "certezze" sulle capacità offensive o meno di un'arma, e nello specifico della 92FS, di andarsi a leggere qualche "tomo" di balistica applicata e di rivedere le sue "esperienze" nell'Arma dei Carabinieri!!!
Il bello è che afferma che Lei non si metterebbe nemmeno ad 1 Km di distanza da una Beretta e nel contempo afferma che il proiettile a 100 mt di distanza dall'arma è già a terra!! Ma per piacere, suvvia non scriva castronerie la prossima volta!!!
Cari amici,qualcuno qui ha confuso la potenza di un'arma da guerra con la sua replica softair.La Beretta 92FS,migliore pistola semiautomatica del mondo, spara un proiettile ad un chilometro di distanza.Un buon tiratore a 50Mt colpisce le gomme di un'automobile.Molto probabilmente quel poliziotto era solo un pò presuntuoso circa le sue capacità..Quanto alla replica della Beretta FS ad aria, il suo tiro utile è giusto una trentina di metri.UN AVVISO !Se udite spari di pistola(vera)girate l'angolo, anche se siete a 200 metri!!!
Qui ci sono molti fenomeni di tiro a quanto pare (che scrivono anonimi ovviamente)... Allora distinguiamo i "fenomeni" dalla normalità. Visto che ai normali si insegna come si usa la pistola, mentre tanta altra gente usa la pistola e sarebbe meglio non la usasse... Beretta da un tiro utile di 50 metri, dichiarato dalla casa costruttrice. Punto! I conflitti a fuoco si svolgono, nel 90% dei casi a una distanza compresa tra i 10 e i 15 metri e hanno una durata tra i 7 e i 10 secondi.
Non mi piace chi gioca a fare la guerra e non sa niente in merito.
Se gli istruttori di tiro presso le Forze dell'Ordine fossero gente come i due anonimi, io mi preoccuperei parecchio...
PS. per chi non lo sapesse il "tiro utile" è quella distanza a cui si può colpire e centrare una sagoma con elevate certezza di riuscita. Forse qualcuno scorda (o non sa) che le condizioni di tiro in strada sono ben diverse da quelle del poligono. Infatti la casa costruttrice stessa dichiara che oltre i 50 metri, in condizioni operative, è molto difficile colpire con buona probabilità di riuscita, una sagoma (peraltro, nella maggior parte dei casi in movimento).
Ben so che il proiettile della 92FS ha una gittata superiore ai 50 metri, ma da quella distanza in poi, in condizioni operative sulla strada, centrare un bersaglio, è dato più dal caso che dalle reali capacità.
Distinguiamo da chi tira al poligono (e millanta prestazioni olimpiche) e da chi opera sulla strada...
In merito a qst post ho solo da dire che i media televisivi lo hanno dipinto come "tifoso morto"...erano all' autogrill cazzo...no allo stadio...E' UN RAGAZZO MORTO!!!! BASTA CON QUESTI IMBECILLI CON LE PISTOLE ALLA MANO!!!!
In merito al commento che mi hai lasciato sul posto:
Message on Right Click...Allora, serve solo per farsì che la gente non ti copi con facilità il tuo codice HTML che a te è costato ore ed ore di internet...però...si può copiare cmq con un altro trucchetto...poi spiegherò...
certo è che tutto nasce da un agettivo "tifoso" messo là da un giornalista per enfatizzare l'accaduto.
In secondo penso che il peggio sia stato che il poliziotto ha sparato attraverso una autostrada, e se colpiva l'autista di un tranquillo pulman di pensionati ????
Posso confermare che la 92/f o la 92 /sb è considerata un'arma perfetta e sicura. Comunque colpire una persona a 70 mt., con una serie di ostacoli materiali e visivi davanti, bisogna avere proprio una sfiga indescrivibile.
Pur condannando l'operato dell'Agente di Polizia, bisognerebbe trovarsi in determinate situazioni che possono essere di varia natura quale psicologica, di paura e di altre decine di cause per determinare perchè sia partito quel maledetto colpo con quelle modalità.
Non vedo perchè il poliziotto avrebbe voluto ammazzare il ragazzo? Omicidio ok., ma perchè omicidio volontario?
Un'ultima cosa. Sarei curioso di leggere il regolamento dove spiega cosa fare e come agire con un'arma in mano. Mi indicate dove? mah!
è un regolamento interno delle Forze Armate non è pubblico. Era ben descritto nelle sinossi. Vi posso assicurare che in fatto di armi la preparazione era molto meticolosa. La pistola fu affidata carica solo dope 3 mesi di addestramento intensivo. In quei 3 mesi sono state svolte numerose esercitazioni di tiro, con svariate centinaia di proiettili sparati ai poligoni (interni ed esterni).
Come ho scritto la pistola deve stare in fondina con la sicura disinserita e disarmata (senza il "colpo in canna"). Se si ha il colpo in canna la pistola può essere caricata a 16 proiettili (15 nel caricatore) ma ciò non è previsto da regolamento. In dotazione vengono dati due caricatori, uno pieno e uno vuoto. Ogni sera in apposita zona della caserma, si dovrebbe fare lo scarico armi (verificare che non ci siano colpi in canna, e togliere il caricatore). Per una maggiore sicurezza la pistola andrebbe smontata in tre parti, conservate in tre zone diverse della casa. In caserma deve essere tenuta in apposito armadietto chiuso a chiave.
una pistola a un tiro utile di 25 metri ok ma ricordate bene tutti che anche se cosi e a centro metri uccide ancora e puo' perforare una macchina io di prove ne ho fatte e ve l'assicuro di certo nn ci vuole molto pratica basta avere mano ferma e una buona vista
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