Alle ore 15.15 del 30 luglio ho sentito arrivare l’elimedica e mi sono recato al locale campo sportivo dove questa è atterrata. Essendo un mezzo che generalmente interviene per urgenze, è solito vederla ripartire quasi immediatamente, spesso atterra nel luogo medesimo dell’incidente. Quella volta invece l’elicottero è ripartito solo dopo circa 1 ora. Ho deciso quindi di informarmi e ho inviato una e-mail all’Asl. Mi ha risposto il Sig. K. Petropulacos dicendomi che l’intervento in questione si era reso necessario per trasportare un paziente ricoverato presso l’ospedale di Santa Sofia (nda. Ricoverato già da tempo presso la struttura), riportando poi le operazioni mediche svolte (intubazione, sedazione, curarizzazione). Petropulacos ha poi proseguito dicendo che in tale ambito territoriale si è convenuto da molto tempo di utilizzare l’elisoccorso, qualora sia disponibile, nei casi in cui esista la necessità di trasferire un paziente critico dall’ospedale di Santa Sofia (FC); una missione con queste caratteristiche è considerata di tipo primario in tutto il sistema dell’elisoccorso della Regione. Petropulacos ha concluso dicendo che questo tipo di procedura viene messa in atto con una discreta frequenza per l’ospedale di Santa Sofia.
Ora faccio le mie considerazioni: se l’elisoccorso è un mezzo che deve intervenire “sulle urgenze”, come è possibile che il medesimo venga impiegato per spostare pazienti già ricoverati all’interno di strutture ospedaliere?
Ciò starebbe a significare che:
- o l’ospedale in questione non presenta strutture adeguate (visto che l’intervento dell’elimedica risulta “frequente”);
- o il personale medico dell’ospedale in questione non è all’altezza.
L’elisoccorso è un mezzo fondamentale per il 118, ma ha anche un costo elevato di utilizzo (qualche migliaio di euro anche se, nonostante io abbia richiesto informazioni in merito al 118, non me ne sono ancora state date). Ovviamente non possiamo dare un valore monetario alla salute delle persone (ma pretendere efficienza nelle spese del denaro pubblico si!!!) ma mi chiedo: non sarebbe meglio spendere quei soldi potenziando il/gli ospedali in questione, per far si che non sia necessario un frequente utilizzo dell’elisoccorso per interventi che non dovrebbero essere urgenti (se io sono in ospedale, spero sempre che i medici che mi hanno in cura sappiano cosa fare!).
Mi è sembrata la solita spesa all’italiana che non risolve il problema alla fonte, ma lo sposta nella maniera peggiore, ovvero spendendo più denaro di quello che sia necessario.
Tenuto conto che da S.Sofia all’ospedale di Forlì si impiegano circa 30 minuti con l’auto, mentre l’elicottero deve sopraggiungere da Ravenna, poi il personale medico deve andare ad effettuare tutte le operazioni di rito (ma i medici che lavorano già in quell’ospedale non sono in grado di farlo?).
Senza considerare poi il fatto che l’elicottero potrebbe servire nello stesso momento per un intervento urgente, magari proprio sulle martoriate strade romagnole.
Meglio investire soldi in ospedali e medici più qualificati, invece che far fare il “taxi” a un elicottero per spostare pazienti da ospedali di serie B (non dovrebbero esserci ospedali di Serie B!!!) a quelli più attrezzati, risolvendo il problema alla fonte, investendo denaro nelle strutture ospedaliere e utilizzando mezzi quali l’elisoccorso per svolgere interventi urgenti sui luoghi ove i sinistri avvengono.




















