sabato 17 novembre 2007

Ricevo e pubblico: "Discriminazione all’italiana". Gionata, cesenate emigrato in Belgio.

Ricevo e pubblico questa lettera, inviatami da un cittadino italiano che da due anni vive e lavora come architetto, in Belgio:


Buongiorno,
mi chiamo Gionata Brunetti, ho 30 anni, e sono originario di Cesena.
Ho trascorso 27 anni della mia vita in questa città cui sono molto legato.
Infatti, anche se mi sono trasferito in Belgio da poco più di 2 anni, non posso dimenticare (come credo tutti) le mie amate origini, la mia terra, la mia città e i miei concittadini. Infatti, ritorno spesso a Cesena, in quanto ho la famiglia, la casa, gli amici, i ricordi e tanto altro a cui non posso e non potrò mai rinunciare.
Comunque, non è per questo motivo che scrivo, ma per una vicenda vergognosa di “discriminazione” da me subita, da parte di due vigilesse, nel mio ultimo soggiorno a Cesena.
Vi assicuro che mi rincresce enormemente dover raccontare questa vicenda, ma la delusione e, allo stesso tempo, il disgusto sono, ancora oggi, molto presenti dentro di me.

In data venerdi 03 agosto 2007, con la mia auto mi sono fermato temporaneamente di fronte alla casa che possiedo assieme a mia madre a Cesena, per scaricare del materiale e portarlo al suo interno.
Erano circa le 11:00 del mattino e i parcheggi presenti nei dintorni erano tutti occupati. Così, sono stato costretto a fermarmi con l’auto esattamente di fronte all’abitazione, in parte su un marciapiede privato e in parte sulla strada. Ho segnalato la fermata temporanea con le quattro frecce accese, assicurandomi di non disturbare il traffico veicolare e il passaggio dei pedoni; ho celermente scaricato il necessario e appena terminato mi sono recato verso l’auto per ripartire.
In quel momento esatto sono arrivate, con la loro auto, due vigilesse della municipale.
Mi sono rivolto a loro educatamente, per spiegare che possiedo un appartamento che dà sulla via medesima e che sono stato costretto a fermarmi un momento per scaricare del materiale, prima di ripartire. Mi hanno chiesto “patente e libretto”, senza ascoltare le mie spiegazioni. La vigilessa mi ha detto “che erano costrette a fare la multa in quanto tutti si fermano in quel marciapiede per andare a bere il caffè”.
Ricevuti e letti i miei documenti, mi hanno redarguito in modo arrogante, dicendomi che avevo commesso un’infrazione parcheggiando l’auto su un marciapiede e che essendo straniero (in quanto possessore di un’auto con targa di nazionalità belga) dovevo saldare subito la sanzione, altrimenti ci sarebbe stata la rimozione forzata del veicolo. A tale risposta, con molto risentimento, ho risposto di essere cittadino italiano, ma come risposta ho ricevuto : “si, ma, lei non risiede più in Italia” !!!
A tali parole, ho allora controrisposto che sono nato a Cesena e che sono anche cittadino cesenate; alcun accenno di risposta da parte loro, ma solo la preoccupazione marcante di farmi pagare immediatamente la cifra di 74,00 euro. Ho fatto loro presente di non avere tale somma e ho richiesto, allora, di poter recarmi presso uno sportello automatico. Sono stato accompagnato (direi meglio sequestrato) allo sportello automatico che mi era più comodo, quello Postale della stazione ferroviaria in via Comandini, per prelevare quanto dovuto.

Pagata la multa, ho ricevuto il verbale dalla vigilessa, apprendendo così di avere violato la norma del Codice della Strada poiché “abbandonava il veicolo in sosta vietata sul marciapiede della suddetta via". Ma io non avevo abbandonato il veicolo, la mia era una fermata temporanea, segnalata con le quattro frecce, per scaricare del materiale in casa mia!!!

Assicuro che da un lato, pagando, ho terminato l’incubo ma non l’incredulità di quanto avvenuto, cosa che mai mi sarei aspettato di vivere nella mia cara e amata città.
Il pomeriggio dello stesso giorno, mi sono recato al Comando della Municipale in Corso Cavour per spiegare quanto accaduto. Riconosco di avere parlato, finalmente, con un vigile responsabile e disponibile al dialogo, il quale ha capito la situazione e si è dispiaciuto per l’accaduto.

Ho scritto questa lettera poiché voglio esprimere il mio più totale sdegno nell’atteggiamento che due signore appartenenti al Corpo dei Vigili Municipali di Cesena hanno avuto nei miei confronti.
Credo che ogni mestiere richieda valori come etica, professionalità e rispetto.
Credo, sinceramente, che tutto ciò sia mancato.
Tutto questo è mancato, non solo quel venerdi 03 agosto 2007, ma da tempo , da parte dei Vigili Municipali di Cesena.
Mi rincresce che la Legge Non sia Uguale per Tutti, in quanto tutti i giorni i vigili passano in via Benedetto Croce e auto di gente che si reca veramente a bere il caffè o di camionette con materiale da scaricare sono sempre lì, parcheggiate spesso in modo anche poco civile.
E i vigili cosa fanno? Passano con le loro auto e continuano nel loro percorso senza preoccuparsi minimamente di redigere verbali. (Il giorno stesso, qualche ora dopo le 11:00 del mattino, ho assistito e fotografato il passaggio di 5 auto della Municipale, le quali hanno proseguito senza intervenire).
Quindi, che conclusioni dovrei trarre?
Tralasciando la discriminazione subìta, mi auguro fortemente che il tutto non sia nato perché, avendo la targa straniera, si è presentata l’occasione giusta per mettere in atto la “norma” e ricevere subito il pagamento...
Non credo che una città come Cesena abbia bisogno di tali strategie per reperire più soldi possibili al proprio sostentamento.
Ciò non farebbe bene né all’immagine della città né a quella dei suoi abitanti!!!

Perdonatemi se ho rubato troppo tempo, ma purtroppo non potevo esimermi nel riferire tale accaduto ed esprimere il fatto (esposto anche alla Sede della Polizia Municipale) che il giorno 03 agosto 2007 mi sono vergognato di essere un Cesenate.
Mi auguro che certe vicende non riaccadano mai più.

BRUNETTI Gionata, Herstal. Belgio (Comunità Europea!).

La FIA conferma: Raikkonen campione del mondo.


Nonostante il vergognoso tentativo di Ron Dennis di ribaltare la vittoria in pista di Kimi Raikkonen, la Federazione Internazionale dell'Automobile ha confermato la vittoria del ferrarista, respingendo il ricorso McLaren. A detta di tutti (tranne che per la casa di Woking) sarebbe stata una profonda ingiustizia togliere il titolo al finlandese a tavolino. La McLaren come al solito ha giocato sporco. Prima ha dichiarato di volere fare solo ricorso per comprendere meglio il funzionamente del regolamento, poi invece ha chiesto il titolo. Dopo la spystory ci siamo accorti che gentaglia come Ron Dennis non si vergogna di nulla. Il suo tentativo disperato di vincere con gli avvocati è stato respinto. Kimi Raikkonen è ufficialmente campione del mondo di Formula 1 per l'anno 2007.

Approfitto per fare alcune considerazioni sulla F1. Dal prossimo anno sarà proibita l'elettronica, si tornerà quindi indietro di circa 7 anni, quando questa era vietata sulle macchine di F1. Un problema si pone subito, la McLaren all'epoca (hanno sempre fatto i furbi), utilizzava un dispositivo di partenza illegale con un software che si bruciava subito dopo il via, rendendo impossibile verificare la sua presenza. Forse questa cosa potrebbe riverificarsi, i giudici dovranno quindi fare bene il loro lavoro affinché ciò non si ripeta.
Secondo gli organizzatori del mondiale vedremo più sorpassi e più spettacolo. Forse...Però sono convinto che sarebbero bastati due semplici accorgimenti per rendere la F1 più spettacolare:

1) Diminuire la potenza frenante: i sorpassi generalmente avvengono in staccata, ciò ora è molto difficile in quanto le F1 hanno una potenza frenante incredibile che gli permette di arrivare a 50 metri dalla curva con il gas tutto aperto. In questo modo non c'è lo spazio materiale per eseguire il sorpasso. Io sono andato parecchi anni a vedere la F1 a Imola (oltre a numerosi test, sempre all'autodromo di Imola). Alla Rivazza le auto arrivavano a 330 km all'ora e frenavano a non più di 50 metri dalla curva! Se si allungassero le frenate, riducendo le dimensioni dei dischi dei freni, avremmo molti più sorpassi.

2) Modifiche all'aerodinamica: per impedire che questa disturbi l'assetto delle macchine che seguono e che si apprestano al sorpasso. Abbiamo visto più volte auto molto veloci che si avvicinavano prepotentemente a quelle che le precedevano e poi fermarsi dietro ad esse poiché il disturbo aerodinamico non ne consentiva il sorpasso. Basterebbe mettere regole ben precise in tal senso, per rivedere bei sorpassi (negli anni '80 c'era l'effetto suolo, ora vietato, quanti sorpassi si vedevano!!! Certo, sarebbe troppo pericoloso reintrodurlo, però si potrebbero trovare altre soluzioni).

A mio avviso con queste due semplici modifiche la Formula 1 ritornerebbe estremamente spettacolare.

venerdì 16 novembre 2007

Ricevo e pubblico. Tella il demiurgo: considerazioni socio-filosofiche sulla società attuale.


Ricevo la presente dal Prof. Davide Giunti e pubblico. Era un commento allegato al post sulla ragazzina travolta dall'autobus e filmata dai compagni.

Servizio civile obbligatorio sì, solo chi è a contatto col dolore o con la fatica, capisce la vera disciplina dell'etica: cosa intendo per disciplina dell'etica? Non la parte filosofica riscontrabile e rintracciabile nella Critica del giudizio del signor Immanuel Kant (quella è etica prussiana buona per l'Ottocento) ma nello scorrere giorno per giorno la propria playlist di valori. Sento in giro dire che si sono persi, che non ci sono più valori che i genitori..., che i figli..., che basta vedere i genitori per capire com'è un figlio. Cazzate. Ciò che deve interessarci è la persona in quanto tale, la persona e la sua playlist di valori, la persona in quanto ente irriproducibile (vai Dolly!!!Hastaluego!) ed essente quale somma delle proprie esperienze/scelte. Tommaso Campanella scrive che la gioventù dovrà apprendere dalle mura (sostegno, protezione, difesa) le virtù e valori della propria città e civiltà. Siamo nella Città del Sole e si cita la Repubblica di Platone, ma non per fare il maestrino (diminutivo per me un po' stretto...) dalla penna rossa, ma guardatevi cosa apprendono i nostri giovani (cazzata sovrageneralizzata io non lo sono più, lo sono ancora e chi c'è dentro?) insomma cosa impariamo noi, tutti anche la mia nonna, dalle mura delle nostre città? Pubblicità, miti del bello per un giorno, mito del felice perché più simile allo standard. Allora mi chiedo, chi si sporca le mani? Chi esce dal delirio catodico? Abbiamo una vita e non tre come quelle del pac-man, se ci fottono i fantasmini è game over (siamo da Raul) allora sporchiamoci le mani, impariamo la disciplina dell'etica impariamo a ripeterci i nostri valori come una litania come l'assurdo refrain di una canzone (dammi tre parole sole cuore aMMore), ripetiamoli almeno a noi perché non sappiamo più comunicarli ad altri. Esempi? La non-violenza è un valore per voi (secondario), la vita è un valore per voi (primario) e come la mettiamo con la pena di morte? E' difficile è difficilissimo parlare di etica, infatti l'uomo si è inventato la morale ma questo mondo ha tradotto la morale in noioso moralismo e ha fatto dimenticare l'etica condivisa. E' un valore per voi il rispetto dell'altro (secondario)? Sono temi che io tratto a lezione ma per la sfortuna della scuola di appartenenza ho le risposte più deviate di 'sto mondo. Qui non mi importa che mi rispondiate ma mi preme ricordare l'esempio di un vecchio professore di filosofia.
Un giorno fu chiamato a tenere un corso per top manager sulla gestione del tempo. Si presentò e l'uditorio, ossequiosamente spense i palmari e i cellulari di ultima generazione anche se sono certo che qualcuno la vibrazione l'ha lasciata accesa. Il professore estrasse dalla sua borsa un recipiente di vetro e una busta con dei sassi (di ghiottle, sassi molto voluminosi), riempì il contenitore fino all'ultimo sasso tanto che parte di questo quasi usciva dal contenitore e chiese: "E' pieno questo contenitore?" L'uditorio rumoreggiando sbofonchiò un sì, incerto. Il professore allora pazientemente estrasse dei sassi più minuti, una specie di ghiaino e lo rovesciò nel vaso cercando di agevolare la discesa dei sassi scuotendo un po' le pareti del contenitore. Riempito il contenitore di ghiaia chiese: "E' pieno adesso?". "No". Rispose uno dei top manager che dal primo banco aveva ricreato tutto l'esperimento facendo disegnini e attaccando post-it ad ogni variazione delle azioni del professore. "Sicuro? E cosa vuol dire questo?" chiese il Professore estraendo una borsina di sabbia: "Che se anche la nostra agenda sembra piena di appuntamenti con qualche accorgimento riusciremo a trovare posto per qualche altro incontro o riunione." Seguirono sbofonchi di plauso al top manager dagli altri top manager che si esprimono in topmanagerese (Bennistyle). Sorrise il vecchio mentre versava la sabbia sul contenitore e si assicurava che ogni granello scendesse a colmare gli interstizi tra sasso e sassone: "E adesso cosa dobbiamo dire?" Silenzio. Il provessore aprì la bottiglia d'acqua che i gestori della sala convention del centro congressi top dei top gli aveva preparato e iniziò a versarla sulla sabbia: "Allora?" di nuovo il silenzio "Signori, il tempo non ha ordine soggettivo ma scorre oggettivamente, siamo noi che compiamo scelte e se non mettiamo prima i sassi più grandi (valori) non riusciremo mai a riempirlo a dargli un senso".

Ripetiamoci perché siamo come siamo, cosa ci ha insegnato la nostra lingua, la nostra cultura, il nostro credo, non vi è distinzione tra etica positiva ed etica negativa (ossimoro impossibile). Non vi chiedo di pensare all'idea di bene ma a quante facce possiamo noi guradare di questa idea.

Tella il Demiurgo

Cassazione: stop a pettegolezzi inutili. Vespa trema. Profilattici Cinesi riutilizzati come elastici per capelli.

La Cassazione ha emesso una sentenza con la quale "vieta, su giornali e media, di fare pettegolezzi lubrici fini a sé stessi sulle persone note quando tali "chiacchiere e dicerie" non sono in alcun modo utili per valutare la personalità o la moralità dei personaggi finiti sotto i riflettori".

Speriamo che questa sentenza ponga fine al trash televisivo che imperversa da anni sulle reti pubbliche e private.

Pare che saputa la notizia della sentenza, Bruno Vespa abbia dichiarato: "pazienza, vorrà dire che, visto che si avvicina il Natale, con il plastico di Cogne ci faremo il presepe". Ora... non ho il coraggio di sapere come verranno distribuiti i personaggi...

Una simpatica notizia dalla Cina: si è scoperto che alcune fabbriche utilizzano profilattici usati per farci elastici per capelli. Il resto del contenuto invece, per farci il gel...

La burocratizzazione del sistema pubblico che rende l'Italia un paese del sesto mondo.

Mi riallaccio alla recente notizia che riporta come l'Italia sia l'unico paese al mondo che sia stato escluso da Google relativamente alla competizione legata alla realizzazione della nuova piattaforma mobile, Android. Rinunciamo così in partenza a 10 milioni di dollari, per un motivo molto semplice: l'estrema burocratizzazione del sistema Italia. Se l'Italia fosse scelta da Google, questa azienda si troverebbe di fronte a mille cavilli, mille notai, mille burocrati, che le impedirebbero di svolgere il proprio lavoro, quindi hanno rinunciato in partenza a prenderci in considerazione.

L'Italia è ancora oggi, nonostante le più o meno recenti leggi tese a snellire il sistema pubblico, un paese estremamente burocraticizzato, dove non si può spostare un foglio o una penna se prima non si fa un atto, che poi andrà firmato da qualcuno, il quale farà un altro atto, che a sua volta sarà firmato, in una catena infinita che rende il nostro sistema pubblico poco competitivo.

Io nel Pubblico ci lavoro, oramai da diversi anni, e posso confermare (seppur con varie eccezioni) la presenza di un sistema burocraticizzato che spesso rende difficile, se non impossibile, lo svolgimento delle mansioni più elementari. Succede così che, per colpa della burocratizzazione, le auto restano senza benzina, senza gomme, senza revisione, le stampanti senza toner, senza fogli, gli uffici senza materiale di cancelleria; tutto ciò anche perché manca un minimo di elasticità mentale.

Nel Pubblico si susseguono atti su atti, anche per spostare una penna. Nessuno vuole assumersi alcuna responsabilità, cosicché si scrivono fogli su fogli, che altri dovranno firmare, all'infinito. Ciò comporta la paralisi del sistema e i privati che vogliono accedere ai servizi pubblici, spesso desistono, causa l'estrema burocratizzazione. Eppure le leggi non prevedono questo, già dagli anni '90 la legislazione ha voluto assimilare il sistema pubblico a quello privato, con leggi ad hoc (i dipendenti pubblici attualmente, a seguito del decreto legislativo n. 29 del 1993, sono assimilati ai privati, fatte salve alcune categorie quali Magistrati e Forza Armate).
Ciò sarebbe dovuto servire a snellire il sistema e a renderlo più efficiente, ma nicchie di potere informale lo hanno impedito, continuando ad attuare un'estrema burocratizzazione del sistema.

Quanto tempo dovrà ancora passare affinché l'Italia diventi un paese normale?

giovedì 15 novembre 2007

Agghiacciante: ragazzina travolta da autobus, gli amici la filmano e mettono video su youtube.


Sembra la notizia di un film dell'orrore, invece è tutto vero: è successo a Modena, gli amici che erano con lei, invece di soccorrerla hanno cominciato a filmare e hanno pubblicato tutto su youtube, lasciando macabri commenti. Uno di quei ragazzi ha lasciato scritto: "Dai, vai a vederla anche tu, ha la testa staccata". Siamo di fronte a una deriva della nostra società, in cui si è perso il senso del giusto e dello sbagliato, in cui spariscono i valori morali, in cui esiste solo la parola IO e non più la parola NOI.
Anni fa scrissi questo breve testo, che vorrei ora riproporvi. Era relativo alla nostra società attuale, lo chiamai: "Running":

Sono passati ormai quasi 25 anni dall’uscita del film Blade Runner, che tradotto suona più o meno come il nostro correre sul filo del rasoio, un film futurista, visionario, ma fortemente contemporaneo sia allora che adesso. La corsa, il movimento, la fretta, la continua ricerca, parafrasando Guccini, di qualcosa che non troviamo nel mondo che abbiamo già (l’originale era al singolare). Tutto oggi è teso al moto e resta pochissimo tempo per fermarsi a pensare e a ragionare. Forse è proprio la fuga dal riflettere, dal soffermarci su ogni piccola cosa, che ci porta a questa corsa continua, al running. Io per primo mi accorgo che tendo a saturare tutto il mio tempo, ad avere le 24 completamente impegnate in ogni genere di attività, comprese ovviamente le ore dedicate al dormire e per questo resta sempre meno tempo per meditare. Chi ha Idee le usi, ma se non hai tempo per soffermarti su queste come puoi fare ad elaborarle e poi impiegarle nella vita quotidiana? La modernità ci ha portato il benessere, l’agiatezza, ma ci ha conseguentemente privato di “spazi” che prima si potevano impiegare in altri modi, che ci consentivano di dedicarci più a noi stessi evolvendo le nostre conoscenze, grazie al poter apprendere da ogni piccola esperienza quotidiana quel qualcosa che forma(va) il nostro essere e la nostra personalità. Oggi questa continua corsa ci priva di quella possibilità di crescita, gli spazi sono sempre più limitati e di conseguenza ogni opportunità di sviluppo proprio è più contenuta, ristretta. Il progresso, la modernità, che ci danno (o quantomeno dovrebbero darci) prosperità, limitano allo stesso tempo le opportunità di incremento del nostro essere e di conseguenza la maturazione del nostro Io e delle caratteristiche proprie di ognuno di noi. Questo comporta l’omologazione delle persone, oramai gli uomini (e le donne) si diversificano per varie tipologie, in base al lavoro, agli studi compiuti, agli interessi, ma si sono conformati al pensiero dominante, quello dell’arrivare, ovunque e comunque, di imporsi, non importa come, dove e quando, l’importante è riuscire nell’intento. La famosa “carriera”, la necessità di raggiungere a tutti i costi un obiettivo (peraltro talvolta utopistico o quantomeno non alla portata di tutti), l’individualismo che ci porta a “combattere” contro gli altri per imporci. Sembra che la società moderna non accetti più le persone normali, quelle che vivono la vita di tutti i giorni, senza mete o finalità complesse ed articolate, coloro che fisicamente compongono la quasi totalità delle persone. La normalità o quantomeno il desiderio di normalità, che dovrebbe essere ordinario, sta diventando l’eccezione, le persone normali sono considerate quasi alla stregua di uomini anomali, sta emergendo questa nuova tipologia di razzismo, che non si basa sul colore della pelle o sulla paura del diverso, ma sul “dispregio” nei confronti della ordinarietà. Questo comporta che ogni persona debba rimettersi in discussione per adeguarsi a questa “nuova normalità”, il normale dell’eccezione, che porta di conseguenza al fallimento personale di coloro che vi si cimentano, poiché la normalità non può essere eccezionalità e viceversa. La ricerca dell’evoluzione personale dovrebbe essere tesa al dare il meglio di se stessi che, nella normalità e nell’eccezionalità, sono gli unici obiettivi realistici perseguibili. Per fare questo però si dovrebbe rivedere tutta la visione odierna dei modelli, dei falsi miti, oggi passare dal Trono al tonfo non è solo un passo, poiché spesso questo non dipende da noi ma da circostanze esterne che influenzano pesantemente i risultati che possiamo o che non riusciamo a conseguire, ma più spesso una casualità. Ciò porta sovente alla demolizione della propria personalità poiché non abbiamo più il benché minimo controllo degli avvenimenti quando ci cimentiamo nella ricerca di obiettivi quantomeno rischiosi, se non utopistici. Non mi meraviglia il fatto che tutti quei personaggi che hanno avuto in passato il loro momento di gloria, ora subiscano la mancanza di questa, il loro ritorno a ciò che dovrebbe essere la normalità, ma che è stata imposta come eccezionalità, gli è parso un regresso, poiché l’eccezione è stata imposta dal modello comune come regola. E’ un rovesciamento dei modelli, un tempo eri una persona realizzata e venivi considerata ed apprezzata per questo, quando eri te stesso, oggi si ritiene che per essere apprezzati si debba essere qualcosa che non si è. L’imposizione di queste false tipologie umane comporta la spersonalizzazione dell’uomo stesso, che guardandosi allo specchio spesso non si riconosce più, non vede quello che è, che potrebbe essere o magari perché no che vorrebbe essere, ma solo ciò che il modello comune gli impone, almeno psicologicamente, di essere. Non si è più se stessi, si tende a correre (to run) alla ricerca di un modello che è stato introdotto da un luogo comune, la dittatura dell’eccezionalità che ci è stata imposta come normalità.
E’ giunto il momento di rivedere la scala dei Valori e ricollocarli nella vera “normalità”, senza correre, ma soffermandoci a pensare, riconquistandoci quelle quotidianità e quelle consuetudini che ci sono proprie e che fanno si che nella normalità ognuno di noi sia veramente eccezionale.

Sulla Finanziaria o cade Prodi o cade Berlusconi.

Slitta a venerdì il voto sulla Finanziaria. Il Centro Sinistra dice che il Governo terrà, il Centro Destra (Berlusconi in primis) dice che cadrà. Siamo quindi al giro di vite finale, vedremo se il Governo Prodi sopravviverà a questa prova o se si avvereranno le previsioni di Berlusconi.

Se Prodi cade, difficile andare alle urne con questa legge elettorale, nonostante il Cavaliere spinga in tal senso. La riforma elettorale è indispensabile, altrimenti se si vota con l'attuale siamo a "capo dodici" (così si dice dalle mie parti).

Credo che siamo a un bivio: se Prodi cade torna forte Berlusconi come leader della Casa della Libertà, se Prodi regge nel Centro Destra potrebbe aprirsi la successione al Cavaliere come leader dello schieramento. In tanti nella Casa della Libertà stanno sbuffando e chiedono più o meno velatamente a Berlusconi di farsi da parte (è dal 1994 che si pone come leader e due volte è stato sconfitto); dal Centro Destra in molti chiedono l'avvicendamento, il fatto che il leader di Forza Italia si sia recato al convegno de "La Destra" di Storace può fare pensare a qualche dissapore con AN. Berlusconi sta facendo la conta di chi è con lui: Forza Italia, Lega e La Destra. Casini è parecchio tempo che gli chiede di farsi da parte e probabilmente a breve pure Fini uscirà allo scoperto.

Questa Finanziaria potrebbe cambiare gli scenari politici futuri.

mercoledì 14 novembre 2007

Riportiamo lo sport a San Piero!!!


San Piero in Bagno (FC) è il principale paese della Valle del Savio. Fa parte del Comune di Bagno di Romagna, nota stazione termale e turistica.
Negli anni passati il paese ha avuto una buona squadra dilettantistica (la Sampierana) che sul finire degli anni '80-'90, riuscì ad arrivare persino in Interregionale (serie D). All'epoca non c'era solo il calcio, avevamo una squadra di Pallavolo, una di Basket, persino la Pallamano con la quale le scuole medie riuscirono a conquistare vari campionati provinciali (in uno partecipai pure io come portiere; vincemmo il provinciale e fummo sconfitti nel regionale).
Oltre alle presenza di squadre impegnate in vari campionati, si svolgevano varie manifestazioni sportive:

- talvolta il Giro d'Italia ha attraversato il paese (anni '60-'70, senza farvi però mai tappa), nel 1990 ci fu l'arrivo di tappa del Giro d'Italia dilettanti; fino a una decina di anni fa il Giro Baby passava quasi tutti gli anni dalle nostre montagne;
- avevamo una competizione di Go-kart nel centro del paese, in cui partecipavano anche racer sampierani (come non ricordare Regina, il babbo del centauro Superbike Lorenzo Lanzi);
- un anno fecero persino una gara di minimoto per bambini in un piazzale della zona artigianale;
- ricordo poi, ma non saprei dire l'anno (primissimi anni '80) di una cronoscalata per auto fatta sul Carnaio;
Insomma, tante attrazioni sportive. Ora sono quasi tutte sparite ed è un vero peccato:
- i go-kart disturbavano la messa (qualcuno diceva che era la messa a disturbare i go-kart... diverse vedute), la cronoscalata chiudeva la strada, il Giro d'Italia costa troppo, delle minimoto non gliene frega niente a nessuno.

C'è da dire che nell'ultimo periodo sono state rifondate la squadra di pallavolo e quella di basket (anche se non ne conosco i dettagli). La Sampierana purtroppo milita in Prima Categoria e non se la passa neanche tanto bene, i derby con la Bagnese non hanno più il sapore di una volta (chi non ricorda il vetro sfondato della macchina del Chiodo davanti a Gallini?!? Una delle prime avvisaglie di deriva Ultras...).

Forse in pochi sanno che attualmente nella palestra di San Piero si gioca il torneo nazionale di ping-pong serie A2 (di sampierani in palestra a parte Stefanelli che ci va perché deve pulire, non si vede mai nessuno). Credo che questa cosa sarebbe da pubblicizzare un po' meglio, in quanto è un torneo di valenza nazionale.

Anni fa qualcuno voleva organizzare un Rally nelle nostre strade, ma non se ne fece nulla. Eppure le nostre strade si presterebbero, Valentino Rossi e Andrea Navarra vengono spesso a provare le loro auto sulla Biancarda e al Fumaiolo (ooops, forse questo non si poteva dire).

Credo che riportare un po' di sport (che non sia solo il "palone": d'estate Cesena e San Marino vengono in ritiro da noi, ma c'è gente cui piacciono anche altri sport, oltre al calcio), sarebbe salutare per il paese. Anche solo un passaggio del Giro d'Italia sarebbe un ottima cosa.
C'è qualche amministratore pubblico interessato a rivalutare il paese in tal senso? O dobbiamo sorbirci solo le manifestazioni (e/o edificazioni) fatte per puro scopo elettorale?

Rivoglio lo sport a San Piero!!!

Sir Duke: Ellington e la sua grande orchestra jazz.

Chi mastica un po' di musica jazz, non può non conoscere il Duca, Sir Duke Ellington, nato a Washington in America nel 1899. La sua orchestra è considerata la più importande BigBand jazz di tutti i tempi. Pianista, compositore, arrangiatore Duke Ellington ha caratterizzato con la sua musica tutto il periodo che va dagli anni '30 agli anni '60.
Innumerevoli i suoi successi: da Satin Doll a Prelude to a kiss, da In a sentimental mood a Don’t Get Around Much Anymore, da It Don’t Mean a Thing (If It Ain’t Got That Swing) a Caravan, e moltissime altre composizioni.
In questo video vi propongo uno dei più grandi successi di Ellington: Take the A Train, composta nel 1941 (è un brano molto popolare, sigla tra le altre cose di Anicaflash-cinema).
Il brano è una sovraincisione di basso, pianoforte e organo hammond, suonati da me. Spero vi piaccia.



Centrali eversive alimentano gli ultras. Dopo 30 anni il ritorno del terrorismo nero?


Il Ministro dell'Interno Amato ha dichiarato che "ci sono centrali eversive che alimentano l'estremismo nelle tifoserie, che cercano di assoldare come militanti armati contro la polizia tanti giovani che trovano cosi' la loro identita" -aggiungendo- "La procura di Roma ha inteso verificare se negli incidenti di domenica sera c'e una possibile connessione terroristico-eversiva, ma questo e' uno dei temi che dobbiamo affrontare e dobbiamo liberarne il calcio''.

A quanto pare stiamo tornando indietro di 30 anni, alle buie stagioni del terrorismo eversivo, alla strategia della tensione. Emerge ciò dalle parole del Ministro dell'Interno. L'Italia rischia di ripiombare in una delle stagioni più nere della sua storia del dopoguerra. Pare oramai assodato che dietro a certe associazioni ultras ci siano movimenti politici di estrema destra che tentano di rovesciare l'ordine democratico dello Stato, come già successe in passato. Purtroppo le istituzioni hanno sottovalutato per troppo tempo il problema, con la paura di rompere il remunerativo giochetto del calcio, ma ora, se le cose stanno veramente così (pure un Magistrato che indaga da anni sugli ultras ha confermato le tesi del Ministro), ci troviamo di fronte a un reale pericolo per la nostra democrazia. Non sono pochi sparuti delinquenti, ma migliaia di persone organizzate, ideologizzate, dietro alle quali ci sono precise strategie politiche che con il calcio hanno ben poco a che fare.

Lo Stato dovrà rispondere fermamente, senza avere il timore, come ha sempre fatto, di andare a inficiare i guadagni del calcio. Si tratta di un problema ben più grave che quello di un gioco.

martedì 13 novembre 2007

Nuove funzioni sul sito Linea Gotica. Bis

Grazie a Risorse per Blogger ultimamente sto installando nuove funzionalità sul sito. Nei giorni scorsi ho messo i feed, cliccando sui quali ci si può tenere aggiornati al blog; per ora ho 17 sottoscrizioni, ma spero possano aumentare.
Una nuova funzione l'ho installata questa sera, sono dei bottoni che troverete sotto ogni post (delle piccole icone), cliccando sulle quali potrete (se volete) votare le mie notizie su vari aggregatori, in modo da dare maggiore visibilità agli articoli, permettendo così un maggiore ingresso di utenti al sito.
Nei prossimi giorni sarò in grado di dirvi se queste nuove soluzioni avranno fruttato.
Nel frattempo approfitto per salutarvi a tutti.
Ps. Ho scritto il post per domani, che sarà visibile nella primissima mattinata.
Buona serata.
Nicola.

Negazionismo e revisionismo storico. Un grave fatto accaduto a Forlì.


La Voce di Romagna, uno dei peggiori giornali in circolazione, domenica scorsa ha dato ampio spazio a (definirlo giornalista è improprio...) Gianfranco Stella il quale dichiara nei suoi (ehm...) scritti che i Partigiani non hanno combattuto!!! aggiungendo che "il ruolo peggiore nella Resistenza (i giornalisti lo hanno scritto in piccolo...) ce l'hanno avuto i partigiani comunisti, erano loro che durante le ostilità facevano azioni di disturbo e agguati ai tedeschi talmente odiosi da mettere a rischio i civili". L'ignorante (nel senso che non conosce la storia) e il giornale che gli da spazio o sono in malafede o non conoscono la storia. Queste vergognose dichiarazioni dovrebbero essere censurate al pari di coloro che negano l'esistenza dell'Olocausto. L'occasione per riproporre questo revisionismo storico è stata data dall'inaugurazione a Forlì di un'area verde intitolata alle Donne della Resistenza. Qualcuno ha avuto il coraggio di presentarsi alla manifestazione e negare l'esistenza delle Donne Partigiane! (credo che tutti in Romagna abbiano visto almeno una volta la foto di Iris Versari impiccata dai fascisti in Piazza Saffi!) Sono in contatto con il Signor (lui si un vero Signore!) Miro Flamigni dell'Istituto per la Storia della Resistenza, per scrivere un articolo da mandare ai giornali (seri!) e controbattere in modo fermo e duro a questi vergognosi revisionismi!!!

Nella foto Iris Versari, medaglia d'oro al valor militare della Resistenza (c'è una foto anche sulla sua impiccagione, ma per rispetto non la pubblicherò).

lunedì 12 novembre 2007

Una pistola ritenuta scarica può uccidere.


Questo è il primo ammonimento che si legge in tutte le Caserme, eppure ancora oggi troppe persone che hanno in dotazione un'arma, non sanno maneggiarla. Regole e regolamenti sono molto chiari, basterebbe rispettarli, eppure succedono ancora numerosi incidenti con le armi da fuoco. Il poliziotto che ieri ha ferito a morte Gabriele Sandri ha commesso gravi infrazioni al regolamento.
Vi spiego un attimo come funziona l'arma in dotazione alle Forze dell'Ordine e quali chiare regole ci siano per evitare incidenti:
La pistola è una Beretta 92FS semiautomatica (una volta "armata" non è necessario ricaricarla ad ogni colpo che si spara, quindi si può svuotare il caricatore di 15 proiettili, senza dovere riarmare). I proiettili sono calibro 9 Parabellum Nato (sono blindati, full metal jacket per ricollegarsi a un famoso film). Questi proiettili hanno un elevato potere penetrante ma rimanendo compatti, se non colpiscono un organo vitale, talvolta non sono letali; i proiettili che utilizza la polizia americana invece sono più teneri e quando entrano in corpo si espandono. Questi proiettili però hanno basso potere penetrante (a quella distanza probabilmente non avrebbero sfondato il vetro).
La Beretta 92FS è dotata di 3 sicure (una diretta e due indirette; più un'altra contro la fuoriuscita di gas):
- la prima è la sicurezza ordinaria, che sgancia i meccanismi di scatto e blocca il battente del percussore;
- la seconda è la sicurezza contro lo sparo prematuro, se la culatta è arretrata il cane non colpise il percussore;
- la terza è la sicurezza contro lo sparo accidentale, se la pistola è armata, il colpo parte se e solo se viene premuto il grilletto (se la pistola cade a terra NON spara!).

Per regolamento la pistola deve stare dentro la fondina, disarmata e senza sicura inserita.
Non è previsto sparare in aria (anche se talvolta in casi estremi, vedi l'arresto del boss Lo Piccolo, questa prassi viene utilizzata), la pistola deve essere utilizzata quando si è costretti dalla necessità di respingere una violenza o di vincere una resistenza all'Autorità (uso legittimo armi).

Il poliziotto ha dichiarato che il colpo gli è partito mentre correva, da ciò si evince che egli ha commesso gravi infrazioni al regolamento: non si capisce il perché egli abbia armato la pistola e sparato in aria (dalle prime ricostruzioni si evince che egli era distante dal luogo dove si trovavano i tifosi, circa 70 metri); altrettanto grave è il fatto che egli abbia corso con la pistola in mano (e con il dito sul grilletto, poiché altrimenti, come ho chiarito prima, la pistola non spara!). Il grilletto della 92FS è molto sensibile, talvolta basta sfiorarlo affinché parta il colpo, correre con una pistola armata in mano significa accettare il rischio che parta il proiettile.
La Beretta 92FS ha un tiro utile di 30-40 metri (e una distanza di fuoco di circa 100 metri); ciò significa che oltre quella distanza, il colpire o meno qualcuno dipende molto dal caso.
E' di questi minuti la notizia che riporta il possibile aggravamento della posizione del poliziotto; alcuni presenti hanno (avrebbero) testimoniato che l'agente avrebbe sparato ad altezza uomo. In quel caso il capo d'accusa diverrebbe omicidio volontario.

C'è da dire che alcuni agenti delle Forze dell'Ordine non sono adeguatamente preparati all'utilizzo delli armi da fuoco. I regolamenti sono ben chiari, ma portare un'arma è molto pericoloso. Una pistola in mani ad agenti non preparati, può uccidere.

Criminalizzare le Forze dell'Ordine per un episodio è profondamente sbagliato. La stragrande maggioranza di Carabinieri, Poliziotti e Finanzieri sono persone molto preparate ad adempiere ai loro compiti.

E' guerriglia in varie città Italiane. Il delirio del calcio che va fermato!

E' morto un ragazzo ad Arezzo, si stava recando alla partita Inter-Lazio. Gli hanno sparato, qualcuno per questo dovrà pagare. Solidarietà alla famiglia.

Poi c'è il resto: era da tempo che frange violente presenti del tifo organizzato, criminali cammuffati da tifosi, aspettavano la miccia per creare la guerriglia urbana, che è ciò che bramavano da tempo. Questa gente non ha alcun interesse per il calcio, vanno allo stadio solo con l'intento di scontrarsi, stanno girati dando le spalle al campo per aizzare il pubblico, non guardano la partita. Sono delinquenti che vogliono solo lo scontro e sono varie decine di migliaia in tutta Italia, non certo quattro gatti! Gente che si presenta allo stadio con spranghe, bastoni, coltelli, gente che vuole uccidere. Molte curve sono dominate dall'estrema destra fascista e la loro violenza si ispira proprio al vecchio regime: saluti romani, croci uncinate, cori razzisti. Uno schifo!

Lo Stato è oramai assente, non vuole prendere provvedimenti poiché non vuole rompere il giocattolo del calcio!

Il calcio va fermato, a tempo indeterminato. Il tifo organizzato deve essere sciolto come è successo in Inghilterra per arginare il fenomeno Hooligans. All'interno degli stadi dovranno stare solo gli steward poiché io contribuente, mi sono rotto i coglioni di pagare per i danni e i crimini che commettono questi delinquenti! Che se li paghino le società i poliziotti privati, cosicché non ci saranno più pretesti per attaccare ideologicamente le forze dell'ordine. Troppi pseudotifosi criminali vanno allo stadio con un unico scopo: lo scontro e se viene ben venga pure il morto. Sono criminali e vanno trattati da criminali!

Leggi severe, come quelle prese negli anni '70 contro il terrorismo. Chiusura degli stadi inagibili, che restano comunque ancora aperti (vedi stadio di Bergamo). Certezza della pena!
Ci preoccupiamo dell'emergenza Rom, poi invece ci accorgiamo che, come al solito, i peggiori delinquenti sono sempre italiani...

domenica 11 novembre 2007

Il calcio è morto.


Arezzo, scontri tra tifosi laziali e juventini, interviene la polizia, c'è scappato il morto. A Febbraio a Catania fu ucciso l'ispettore di Polizia Raciti. Prima ancora un dirigente di una piccola società calcistica fu ucciso dai tifosi avversari.

Il calcio è sempre più spesso morte, non è più uno sport. Criminali travestiti da tifosi si recano tutte le domeniche negli stadi. Le curve sono spesso fucine di delinquenza, zone franche dove non vige più il diritto.

Il calcio va fermato, a tempo indeterminato. Basta! guardare sempre all'interesse economico, vogliono farlo continuare nonostante tutto e tutti!

Il calcio va fermato, se non per sempre, almeno a tempo indeterminato.

Berlusconi ospite ai Circoli di Dell'Utri.

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C'erano proprio tutti oggi, ospiti ai Circoli di Dell'Utri.
Berlusconi, Dell'Utri... mancava solo lo Stalliere Mangano, ma solo perché è morto...

La Cronaca morta...in Italia.

Se parliamo di cronaca in Italia cosa vi viene in mente: Garlasco, Perugia, Erba, Cogne, via Poma (via Poma!!!). Solo cronaca nera. Certo esiste anche quella, ma in Italia sembra che venga utilizzata per non parlare d'altro... Così mentre un grande giornalista (Enzo Biagi) ci lascia, i peggio restano e occupano tutti i palinsesti: Vespa con il suo plastico di Cogne (neanche glielo avesse fatto 'Driano di Pastrocchio... questa è per pochi, mi dispiace per chi non potrà capirla), Studio Aperto e le previsioni del tempo, Mimun e il nulla assoluto, Del Noce e le castagne, Fede e la merda.

Ma dove sono finiti i giornalisti veri, che ci parla(va)no seriamente di ciò che accade in Italia. Come ha detto Vauro ad Anno Zero, se vuoi trovare le grandi firme del giornalismo, ti tocca cercare nelle lapidi al cimitero (Montanelli, Pintor e Biagi).

Esiste anche la cronaca nera ed è giusto che se ne parli, ma sarà mai possibile che questa debba occupare il 98% dello spazio??? In TV c'è quasi solo trash e cronaca nera. Buona domenica (buona solo per loro...), Isola dei dementi... Ah dimenticavo, la Gregoraci ha detto che lei non è trash; detto da una che faceva i pompini a Sottile per sfondare (e farsi sfondare) in TV...

Il giornalismo serio in Italia, se non è morto è comunque agonizzante.
Cerchiamo di fare qualcosa tutti, affinché il coma non diventi irreversibile.