Ricevo e pubblico questa lettera, inviatami da un cittadino italiano che da due anni vive e lavora come architetto, in Belgio:
mi chiamo Gionata Brunetti, ho 30 anni, e sono originario di Cesena.
Ho trascorso 27 anni della mia vita in questa città cui sono molto legato.
Infatti, anche se mi sono trasferito in Belgio da poco più di 2 anni, non posso dimenticare (come credo tutti) le mie amate origini, la mia terra, la mia città e i miei concittadini. Infatti, ritorno spesso a Cesena, in quanto ho la famiglia, la casa, gli amici, i ricordi e tanto altro a cui non posso e non potrò mai rinunciare.
Comunque, non è per questo motivo che scrivo, ma per una vicenda vergognosa di “discriminazione” da me subita, da parte di due vigilesse, nel mio ultimo soggiorno a Cesena.
Vi assicuro che mi rincresce enormemente dover raccontare questa vicenda, ma la delusione e, allo stesso tempo, il disgusto sono, ancora oggi, molto presenti dentro di me.
In data venerdi 03 agosto 2007, con la mia auto mi sono fermato temporaneamente di fronte alla casa che possiedo assieme a mia madre a Cesena, per scaricare del materiale e portarlo al suo interno.
Erano circa le 11:00 del mattino e i parcheggi presenti nei dintorni erano tutti occupati. Così, sono stato costretto a fermarmi con l’auto esattamente di fronte all’abitazione, in parte su un marciapiede privato e in parte sulla strada. Ho segnalato la fermata temporanea con le quattro frecce accese, assicurandomi di non disturbare il traffico veicolare e il passaggio dei pedoni; ho celermente scaricato il necessario e appena terminato mi sono recato verso l’auto per ripartire.
In quel momento esatto sono arrivate, con la loro auto, due vigilesse della municipale.
Mi sono rivolto a loro educatamente, per spiegare che possiedo un appartamento che dà sulla via medesima e che sono stato costretto a fermarmi un momento per scaricare del materiale, prima di ripartire. Mi hanno chiesto “patente e libretto”, senza ascoltare le mie spiegazioni. La vigilessa mi ha detto “che erano costrette a fare la multa in quanto tutti si fermano in quel marciapiede per andare a bere il caffè”.
Ricevuti e letti i miei documenti, mi hanno redarguito in modo arrogante, dicendomi che avevo commesso un’infrazione parcheggiando l’auto su un marciapiede e che essendo straniero (in quanto possessore di un’auto con targa di nazionalità belga) dovevo saldare subito la sanzione, altrimenti ci sarebbe stata la rimozione forzata del veicolo. A tale risposta, con molto risentimento, ho risposto di essere cittadino italiano, ma come risposta ho ricevuto : “si, ma, lei non risiede più in Italia” !!!
A tali parole, ho allora controrisposto che sono nato a Cesena e che sono anche cittadino cesenate; alcun accenno di risposta da parte loro, ma solo la preoccupazione marcante di farmi pagare immediatamente la cifra di 74,00 euro. Ho fatto loro presente di non avere tale somma e ho richiesto, allora, di poter recarmi presso uno sportello automatico. Sono stato accompagnato (direi meglio sequestrato) allo sportello automatico che mi era più comodo, quello Postale della stazione ferroviaria in via Comandini, per prelevare quanto dovuto.
Pagata la multa, ho ricevuto il verbale dalla vigilessa, apprendendo così di avere violato la norma del Codice della Strada poiché “abbandonava il veicolo in sosta vietata sul marciapiede della suddetta via". Ma io non avevo abbandonato il veicolo, la mia era una fermata temporanea, segnalata con le quattro frecce, per scaricare del materiale in casa mia!!!
Assicuro che da un lato, pagando, ho terminato l’incubo ma non l’incredulità di quanto avvenuto, cosa che mai mi sarei aspettato di vivere nella mia cara e amata città.
Il pomeriggio dello stesso giorno, mi sono recato al Comando della Municipale in Corso Cavour per spiegare quanto accaduto. Riconosco di avere parlato, finalmente, con un vigile responsabile e disponibile al dialogo, il quale ha capito la situazione e si è dispiaciuto per l’accaduto.
Ho scritto questa lettera poiché voglio esprimere il mio più totale sdegno nell’atteggiamento che due signore appartenenti al Corpo dei Vigili Municipali di Cesena hanno avuto nei miei confronti.
Credo che ogni mestiere richieda valori come etica, professionalità e rispetto.
Credo, sinceramente, che tutto ciò sia mancato.
Tutto questo è mancato, non solo quel venerdi 03 agosto 2007, ma da tempo , da parte dei Vigili Municipali di Cesena.
Mi rincresce che la Legge Non sia Uguale per Tutti, in quanto tutti i giorni i vigili passano in via Benedetto Croce e auto di gente che si reca veramente a bere il caffè o di camionette con materiale da scaricare sono sempre lì, parcheggiate spesso in modo anche poco civile.
E i vigili cosa fanno? Passano con le loro auto e continuano nel loro percorso senza preoccuparsi minimamente di redigere verbali. (Il giorno stesso, qualche ora dopo le 11:00 del mattino, ho assistito e fotografato il passaggio di 5 auto della Municipale, le quali hanno proseguito senza intervenire).
Quindi, che conclusioni dovrei trarre?
Tralasciando la discriminazione subìta, mi auguro fortemente che il tutto non sia nato perché, avendo la targa straniera, si è presentata l’occasione giusta per mettere in atto la “norma” e ricevere subito il pagamento...
Non credo che una città come Cesena abbia bisogno di tali strategie per reperire più soldi possibili al proprio sostentamento.
Ciò non farebbe bene né all’immagine della città né a quella dei suoi abitanti!!!
Perdonatemi se ho rubato troppo tempo, ma purtroppo non potevo esimermi nel riferire tale accaduto ed esprimere il fatto (esposto anche alla Sede della Polizia Municipale) che il giorno 03 agosto 2007 mi sono vergognato di essere un Cesenate.
Mi auguro che certe vicende non riaccadano mai più.
BRUNETTI Gionata, Herstal. Belgio (Comunità Europea!).



























