domenica 20 aprile 2008

Educatore islamico insegna: prima viene la Costituzione Italiana, poi il Corano.


A Milano un educatore marocchino, di religione islamica, cerca di fare integrare gli studenti arabi nella società italiana: insegna loro i principi della Costituzione i quali, a suo dire (e io sono pienamente d'accordo), devono venire prima di quelli del Corano. La Costituzione infatti è pubblica, mentre la/le Religione è un fatto privato.
Già tempo fa l'educatore si attirò le ire di un Imam poiché insegnava alla figlia di questi, a suonare uno strumento che, secondo i dettami del Corano, sarebbe vietato (anche se l'educatore ha smentito).
Ora molte famiglie di fede islamica minacciano di ritirare i loro figli da scuola, per ritorsione contro l'educatore.
Credo che sia molto importante insegnare a scuola che la prima "Bibbia" da rispettare, è la Costituzione Italiana. I dettami religiosi (di qualsiasi Religione) sono fatti personali e, in quanto personali, vengono dopo a quelli di interesse pubblico.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

i bumbabumba islamiti dovrebbero essere spazzati via dalla nostra patria!

Satira Danzante ha detto...

Una notizia che dà speranza e che mi riempie di felicità :) . Amo la cultura araba e le immense sfumature della loro cultura e della loro religione, e di queste persone il mondo islamico nè è pieno. Purtroppo però chi sale agli onori della cronaca sono sempre quelle persone che disonorerano non solo se stessi, ma anche la religione a cui dicono di rifarsi (mi riferisco ai kamikaze, ma anche ai preti pedofili, senza distinzione alcuna).

Alla prossima

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Credo che sia essenziale che ci siano anche tanti educatori come lui e non solo di fede islamica, magari anche qualcuno di fede cattolica...

Nicola Andrucci ha detto...

concordo sia con Satira che con Daniele: in troppi, sia cattolici che islamici, professano ancora odio e diffidenza tra le religioni. E' uno scoglio che ci si porta avanti da 2000 anni, prima o poi bisognerà superarlo

tommi ha detto...

come dissi il buon vecchio ciaaùmpi da presidente della repubblica: "la costituzione è la mia bibbia civile".

antonio ha detto...

Peccato che la nostra Costituzione contenga ancora principi "bigotti": penso ad esempio all'esplicito riferimento alle norme lateranensi (successivamente modificate col Concordato) e quindi all'implicita (ma neanche tanto implicita) considerazione "diversa" della religione cattolica rispetto alle altre, godendo quest'ultima di una regolamentazione ad hoc, un privilegio per pochi insomma (mi riferisco ad articoli come il 29 o il 31 che l'Avvenire sventola ai quattro venti, anzi ad un vento solo quello che porta dritto verso palazzo Chigi, per giustificare la sua battaglia contro i diritti per i conviventi, o l'aborto, o il divorziom etc etc). Quindi: prima la Costituzione sì, ma quando verranno spazzati via quei residui (che troppo incidono nella nostra società civile) di privilegio che ancora vi sono per il Vaticano anche in forza della Costituzione? Giro a voi la domanda, sempre che siate d'accordo nell'avere una Costituzione "laica" che quindi abbia un atteggiamento di par condicio nei confronti di tutte le confessioni religiose.
PS: io non ho nessuna Bibbia, e neanche la Costituzione è una Bibbia, è scritta bene, contiene dei buoni pricipi, ma c'è di meglio, basta guardare un pò più ad ovest (non troppo però mi raccomando... rischiereste di incontrare quella statunitense e rimpiangere quella italiana).

rokko ha detto...

Ciao Antonio,

non sono completamente convinto di quello che hai scritto .. secondo me la ns Costituzione non contiene alcun riferimento particolare alla religione cattolica né ai patti lateranensi, né "residui" alcuni.

Ciò comunque non toglie nulla alla sostanza del tuo discorso, sul fatto che siamo bigotti e che in pratica le leggi dello Stato (non però la Costituzione) favoriscano in qualche modo la religione cattolica.
Fossi io a decidere abolirei i patti lateranensi, mi prenderei il Vaticano e venderei papa e cardinali al miglior offerente sulla piazza, ma purtroppo non si può fare. In ogni caso, io farei finalmente una legge che sancisca in chiaro, una volta per tutte, valida per un cattolico o musulmano o ebreo o induista o buddista o qualsiasi altra cosa, che ognuno è libero di professare la religione che crede finché non in contrasto con le leggi dello Stato. In caso di contrasto, vale la legge dello Stato: se uno delinque per motivi religiosi la pena la aumenterei di venti volte, perché il motivo è ancora più futile di qualsiasi altro.

antonio ha detto...

Caro Rocco,
l'art. 7 della Cost. dice: Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Questo è un privilegio giuridico!
Per il resto, sono d'accordo.

rokko ha detto...

Hai ragione, mi era sfuggito il riferimento ai Patti Lateranensi.