
Sono stato un ciclista dilettante, ho gareggiato negli anni '90 nelle categorie Allievi e Juniores; vi racconterò parte di quella storia.
Non seguo più il ciclismo da tempo, non ha senso dare audience ad uno sport che non ha più nessuna credibilità. Gli unici che stanno facendo un lavoro serio sono gli organizzatori del Tour de France, il resto, meglio non parlarne.
Al via ci saranno il vincitore del Tour dello scorso anno (respinto dal Tour 2008 poiché sgradito) Contador, il quale in passato è stato al centro di presunto doping (operacion Puerto). Ci sarà anche Danilo Di Luca, anche lui passato in mezzo a vicende di doping e recentemente riammesso in modo non troppo chiaro.
Che credibilità ha questa gente? zero.
Vi riporto una lettera che nell'Agosto scorso fu pubblicata sul giornale Liberation.
sabato 10 maggio 2008
Inizia il Giro d'Italia in un ciclismo morto da un pezzo. La mia lettera pubblicata su "Liberation"
Egregia Redazione,
vi scrivo per dire la mia sul problema doping; non voglio insegnare nulla a nessuno, soprattutto a persone molto più competenti di me, però vorrei offrire il mio piccolo contributo.
Sono un ex cilclista che ha corso nelle categorie Allievi e Juniores negli anni 1993-1994. Già all'epoca il problema del doping tra corridori così giovani era molto elevato, alcuni miei compagni di squadra prendevano sostanze illecite ed io che mi rifiutavo, non sono mai stato ben visto, né cosiderato; ricordo le volte in cui si vedevano le auto dei Direttori Sportivi ferme davanti alle farmacie, con i dirigenti che stavano sulla porta a fare il palo. Cose schifose. Spesso erano gli stessi genitori che spingevano i figli a prendere sostanze dopanti per vincere. Mio padre diceva che io non vincevo poiché ero scarso, gli altri si drogavano, io no, ma non l'ho mai tirata fuori come scusa; non ho mai vinto una gara (ne ho fatte poche; quel mondo mi schifava) e neppure ho ottenuto importanti piazzamenti; era umiliante per me sentirmi dire da mio babbo che ero solo un brocco, ma io non mi sono mai drogato. Però a differenza degli altri ho sempre potuto camminare a testa alta davanti a tutti. Vedere ragazzini di 16-17 anni che si drogavano per vincere un prosciutto, con i genitori che li spingevano a farlo, mi ha sempre fatto schifo. Io ho la mia dignità, che sta sopra a qualsiasi cosa, altri no. Ho smesso di correre dopo un incidente in una gara, ma la decisione l'avevo già presa da tempo.
Successivamente ho conosciuto personalmente Marco Pantani, di cui sono stato un grandissimo tifoso.
Il doping nel ciclismo c'è sempre stato e temo che ci sarà sempre per un motivo motlo semplice e che nella Scienza Economica viene definito come: "dilemma del prigioniero". La strategia ottimale definita dall'equilibrio di Nash purtroppo è quella di doparsi poiché si parte dal presupposto che anche gli altri lo facciano e quindi la strategia ottimale è quella di usare sostanze illecite a prescindere da ciò che fanno effettivamente gli altri. Generalemente credo che tutti i ciclisti utilizzino sostanze più o meno illecite, nessuno escluso, per questo motivo c'è così tanta omertà tra i corridori e non si è mai trovato un vero pentito, cosa che non succede neppure nella Mafia!!!
Nel ciclismo non ci sono e noi ci sono mai stati dei pentiti di un certo livello e quei pochi che hanno confessato sono stati oggetto delle vendette degli altri corridori.
E' un mondo schifoso, l'ho vissuto dall'interno. Dove girano i soldi tutti vogliono vincere e farebbero qualsiasi cosa per farlo (principio economico stabilito da Adam Smith il quale teorizzava che le singole persone fanno qualsiasi cosa per avere il proprio profitto).
Forse si dovrebbe fermare il ciclismo, tutte le manifestazioni ciclistiche, a tempo indeterminato. Ma ci sono di mezzo troppi soldi e non lo si farà. Il denaro, come diceva Smith, comanda tutto, doping e antidoping diventano suoi servi
Oppure, come fu in passato teorizzato, rendere legale il doping e pubblicizzare le manifestazioni dicendo: "questi atleti sono drogati e gareggiano sotto l'ausilio di sostanze stupefacenti". scriverlo in TV, ovunque. Sono certo che nessuno guarderebbe più queste manifestazioni sportive e di conseguenza tutti gli sponsor e i soldi sparirebbero. Coloro che si sottopongono a queste terapie illecite e tutti quelli che gli stanno attorno, dovranno trovarsi un altro lavoro.
Detesto l'ipocrisia dei ciclisti che accusano gli altri di essersi dopati, quando i medesimi utilizzano le stesse pratiche. Mi fanno veramente schifo. E' un mondo che mi fa schifo. Non seguo più il ciclismo, non mi interessa, quando passa dalla TV cambio canale, d'altronde sto guardando solo degli uomini veramente piccoli che farebbero qualsiasi cosa pur di vincere.
Vogliono continuare ad andare avanti così, imbrogliando la gente e i tifosi?
Ma in fin dei conti tutto il mondo è paese e un po' tutte le cose stanno in mano ai furbi, nella politica, nello sport e nella società in generale.
Mi viene da dire che sia generalmente il mondo che fa schifo e questo ciclismo ne è un degno rappresentante.
Se tutti facessero come me, ovvero smettessero di seguire le corse, tutto questo schifo finirebbe.
Il ciclismo non è più uno sport, ma un interesse di denari, ma mi viene da chiedere: ESISTE LO SPORT?
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7 commenti:
....Oppure, come fu in passato teorizzato, rendere legale il doping e pubblicizzare le manifestazioni dicendo: "questi atleti sono drogati e gareggiano sotto l'ausilio di sostanze stupefacenti". scriverlo in TV, ovunque. Sono certo che nessuno guarderebbe più queste manifestazioni....
non ne sarei cosi' certa.
perche' tutti lo sanno gia' senza bisogno di dirlo in tv.
OT:
ho un problema a visualizzare il tuo blog.succede anche ad altri?
ciao
olimpia
Olimpi, per il blog non so, anche altri mi hanno segnalato dei problemi. Io dalla mia postazione, seppur non abbia attualmente l'Adsl, riesco ad accedere normalmente (anche se ci mette parecchio a caricare). A volte però devo fare un refresh.
Ciao Nik
nicola, anche il blog vuole chiudersi da solo. evidentemente anche lui si vergogna di pubblicare scemenze comuniste. poni fine alle sue pene. chiudi il blog.
Forse lo sport esiste ancora se lo intendiamo non come "leale competizione" ma come "puro spettacolo".
Insomma, la strada del ciclismo e dello sport in generale sembra essere quella tracciata dal wrestling: il pubblico va a vederlo pur sapendo che è tutto finto (dal doping a "moggiopoli"), gli basta lo spettacolo.
In questo senso in fondo non si imbroglia nessuno: ci si lamenta al bar del doping, della "sudditanza psicologica" degli arbitri, ma poi tutti a casa a guardare la partita in tv o il tappone sulla Cima Coppi.
Ciao.
Gli è tutto sbagliato...gli è tutto da rifare. Nicola, ti ammiro molto per come scrivi, a volte, come questa, non sono daccordo, ma esprimi molto bene le tue opinioni. Non confondiamo lo sport con lo spettacolo. Lo spettacolo DEVE essere dopato (odio l'ipocrisia) perchè altrimenti vincerebbero sempre gli stessi. La TV esiste e non è solo quella di Silvio Berlusconi (che non ha solo prodotto Tv spazzatura, anzi).
In Tv vogliono che i vincitori cambino. Il ciclismo professionista sarà sempre dopato. la cosa che le persone in gamba come te dovrebbero fare è andare nelle scuole medie ed elementari, organizzare tornei puliti, metterli su youtube e scoprire magari che può e deve esistere SPORT pulito. Perchè se il professionsita vuole doparsi per me ne ha diritto. Ci guadagna e del suo corpo fa quello che vuole. Ma sui ragazzi hai ragione tu. Allenali. Promuovi corse pulite: è un buon momento per farlo. Guai a rovinare la gente da adolescente.
Muoviamoci per salvare i dilettanti, altrimenti se diciamo che tutto è finito si cade solo in depressione. Complimenti per il blog.
Max
x Anonimo: se Nicola chiude il suo blog te che cazzo fai poi tutto il giorno?
x Anonimo:
Nicola vorrebbe chiuderlo da un pezzo il suo blog, siamo noi che lo imploriamo di tenerlo aperto, altrimenti dovremmo pagare il biglietto per venirti a vedere allo zoo.
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