mercoledì 15 ottobre 2008
Carretta stermina i genitori e ne eredita la casa. Pietro Maso trucida i suoi ed è già libero (vignetta)
Pubblicato da
Linea Gotica
a
mercoledì, ottobre 15, 2008
Etichette: attualità
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

















14 commenti:
ma perchè in Italia siamo così tanto contagiati dal populismo? Masi si è fatto quasi vent'anni di carcere. Ne farà altri dieci di semilibertà. Che dovevamo fare. Chiuderlo dentro e buttare via la chiave? Condannarlo a morte?
Nel suo caso è stata applicata la legge penale. Non ci va più bene neanche il nostro diritto penale?
semplicemente la pena dovrebbe essere scontata fino in fondo. ha preso 30 anni è uscito dopo la metà
non è uscito, è in semilibertà. Dunque, è un detenuto.
è un detenuto libero di andare in giro quindi ha un regime di detenzione atipico. Inoltre a breve sarà completamente libero, ben prima dei 30 anni di carcere che doveva scontare
io sono per la certezza della pena.
art. 27 Costituzione:
"le pene... devono tendere alla rieducazione del condannato"
Se in carcere sono riusciti a "rieducare" Masi e a garantirgli la semilibertà, che non significa libertà di andarsene in giro, è un successo per l'ordinamento penitenziario e una riaffermazione di un principio costituzionale fondamentale.
Penso che su questo tema entrambi continueremo a pensarla in modo diverso, però.
il recupero è previsto solo se possibile, infatti l'ordinamento giuridico prevede l'ergastolo.
Altrimenti vogliamo recuperare pure Totò Riina?
...infatti nel caso di Maso evidentemente era possibile: era stato condannato ad una reclusione di tren'tanni, non all'ergastolo!
reo confesso, ha ottenuto le attenuanti generiche.
La pena dei 30 anni è assimilabile all'ergastolo.
In caso di confessione e "redenzione" l'ergastolo non si sconta, dopo massimo 26 anni si pul accedere alla libertà condizionale.
Il fatto è: come capire se una persona si è redenta?
succede spesso che chi esce di galera reitera il/i reato/i.
Il carcere non serve solo a recuperare i rei, ma eliminare la pericolosità sociale di questi.
Siamo sicuri che un personaggio come Pietro maso non sia socialmente pericoloso ovvero non reiteri il reato? Da quanto sappiamo non si è mai pentito del suo gesto, il suo avvocato lo dovette zittire perché insisteva nell'avere l'eredità dei suoi genitori, quella stessa eredità per cui li aveva uccisi.
E' solo un pazzo in più in giro per quest'Italia.... speriamo di non incontrarlo (o almeno che se lo incontri prima il cattivo maestro, così verifica lui la validità della rieducazione e della redenzione) !
Premesso che non è che voglio fare polemica con te, anzi se commento qui è perchè la discussione mi stimola, ti vorrei far notare che la pericolosità sociale e la tendenza alla reiterazione del reato del Maso è già stata valutata da lameno due giudici. In sede di concessione della misura cautelare e ora prima della decisione sulla semilibertà. Ma non abbiamo proprio fiducia più nei giudici? Conosceranno meglio il caso, avendolo istruito, rispetto a noi che valutiamo senza avere alcuna cognizione di causa?
si anche il mostro del circeo era stato giudicato non piu pericoloso e recuperato pero messo fuori in semi liberta ha ucciso 2 donne madre e figlia! legate e strangolate!
i periti valutano la pericolosità sociale, i giudici applicano solo la legge.
La legge è scritta dai parlamentari ergo non si lamentino se poi i giudici la applicano.
Caro Andrucci, stiamo attenti a svalutare anche il ruolo e la dignità della legge. Ora siamo malati di populismo. Se aggrediamo anche i pilastri dello stato di diritto, non lamentiamoci poi delle possibili derive successive.
Lei è anarchico?
io credo nella legge, nelle leggi fatte bene.
Ci sono tante leggi fatte male e quelli che le scrivono poi danno la colpa ai giudici che le applicano.
In Italia i giudici applicano la legge, non siamo un paese common law.
Inutile attaccarli se fanno il loro lavoro. La classe politica invece si indigna quando i giudici applicano la legge.
Io sono per la certezza della pena ma l'Italia è un paese molto lassista su questo tema ma d'altronde sono stati i Parlamentari che si sono succeduti nel tempo a volere ciò.
Non hanno voluto la certeza della pena e hanno legiferato di conseguenza. Ora, non avendo la dignità per assumersi le proprie colpe, scaricano le loro sui Giudici i quali, ripeto, applicano semplicemente la legge.
Posta un commento