lunedì 10 novembre 2008

Disordini di Roma: ma non era colpa dei comunisti?

Il governo berlusconiano si è affrettato a incolpare gli studenti di sinistra per i disordini a Roma durante le manifestazioni contro la riforma Gelmini.
La stampa di regime ha portato filmati e testimonianze secondo le quali sarebbero stati i soliti comunisti a provocare i disordini.
Storace ha inveito contro tutti, dicendo che l'Italia avrebbe dovuto chiedere scusa agli studenti fascisti.
Poi è uscito il filmato, trasmesso da Chi l'ha visto in cui si sono visti chiaramente gli studenti fascisti picchiare senza alcun motivo dei giovanissimi. I cagasotto fascisti si sono attaccati contro ragazzini di 14 anni o poco più.
Sappiamo chi sia stato ad aggredire e provocare i disordini, nonostante la disinformatjia del governo e della stampa di regime. Per completare l'opera i fascisti hanno invaso gli studi di Chi l'ha visto aggredendo gli operatori, come succedeva nel Ventennio.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Svegliamoci, oppure come ha anche detto il parlamentare di Forza Italia Paolo Guzzanti, finiremo in una dittatura Stalinista

Andrea Maccarrone ha detto...

La penso come te.
Direi che questi fascisti che volevano pure fare la controinformazione coi loro video in cui si dipingevano come vittime sono stati del tutto sbugiardati e non hanno trovato di meglio che ricacciare fuori la loro vera pelle minacciando i giornalisti e devastando gli studi RAI di Chi l'ha visto.
Un'aggiunta. Il giorno dopo, il TGR Lazio ha dato notizia del rinvio a giudizio di questi tipi mandando in onda un sevrizio con le immagini dell'assalto criptate in modo da rendere irriconoscibili i devastataori. A me è parso un segno di paura. Ho mandato una mail alla redazione del TGR Lazio ma non ho avuto alcun riscontro...

Nicola Andrucci ha detto...

@andrea: i fascisti sono da prendere a calci in culo o se proprio vogliono oscurarli, farlo veramente

Rokko ha detto...

Capirai, con questo governo i fascisti dormono sonni tranquilli.
Bisognerebbe chiuderli dentro a vita, come meriterebbero.