sabato 12 gennaio 2008

Magistrati: "siamo lavoratori socialmente inutili"


Questo il titolo della provocatoria lettera che alcuni Giudici stanno preparando in occasione dell'innaugurazione dell'Anno Giudiziario.
Queste le parole dei Magistrati: "Oggi pm, avvocati e giudici percepiscono dallo Stato, lo stipendio per fornire una giustizia penale del tutto inutile. Troppi processi, per vari motivi, non portano nessuna pena per i condannati... un sistema repressivo che non reprime è una fabbrica che non produce. Per un buon 30% di processi si tratta di assolvere o condannare delle impronte digitali: stranieri mai identificati, che anni fa fornirono alla polizia un nome, ma che sono rimasti fantasmi. Poi ci sono gli imputati identificati ma irreperibili, ignari di giudizi in contumacia che peraltro la Corte europea ritiene contrari al giusto processo. Ma il senso di inutilità si aggrava se si considera l'altro 40% di processi che, pur contro imputati identificati e avvisati, riguardano reati per i quali il destino è o la prescrizione o l'indulto in caso di condanna".
Parole molto pesanti, ma vere, e pesantissime. La colpa di chi è? Non certo dei Magistrati, ma della politica che non fa nulla, anzi distrugge la Giustizia.
La gente tende a dare colpe ai Giudici, quando questi non ne hanno. I Magistrati applicano la legge, quella legge che fa il Parlamento. Se abbiamo leggi vergognose, che permettono di delinquere e rimanere impuniti, la colpa è solo ed esclusivamente del Parlamento che queste leggi emana. Purtroppo i Giudici diventano spesso i "capri espiatori" di colpe non loro, ma che sono da attribuire a politici che non sanno fare il loro lavoro e che incolpano gli altri delle loro mancanze. Si sente gridare spesso addosso al Giudice, ma mai abbastanza al politico che fa leggi vergognose, in favore dei delinquenti e di chi delinque (spesso sono i politici stessi beneficiari di queste leggi!).
Io sto con i Magistrati, con tutti quei Giudici che lanciano la loro preoccupazione sul futuro della Giustizia italiana.

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I grandi "perché" cui la scienza non ha saputo rispondere.


Nella storia dell'umanità, rimangono misteri cui la scienza, nonostante numerosissimi sforzi, non ha saputo dare risposta. Sono i grandi "perché" dell'Universo. Vediamone alcuni:

- Il ferro non vola, perché gli aerei si?
- Perché ci si ammala sempre sotto le feste o quando si è in ferie?
- Non mi risulta che il ferro galleggi, e le navi?
- Perchè se state visitando una città e comincia a piovere, appena comprate un ingombrante ombrello, smette subito?
- Se, come dice Guccini, "Dio è morto", si può sapere lui in che paradiso è andato?
- Perché tutti abbiamo una cosa in casa, che è sempre in mezzo, ma appena ti serve e la cerchi non la trovi più?
- Perché alle donne non piace il calcio?

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venerdì 11 gennaio 2008

Movimento Pace: Anche Agnese Ginocchio e Alex Zanotelli alla manifestazione contro la discarica Pisani di Pianura


Ricevo e pubblico:

Campania
/ Napoli/ Caserta- Agnese Ginocchio, testimonial ed Artista per la Pace nativa del comune matesino di Alife, insignita del "premio nazionale per la Legalità Paolo Borsellino per l'impegno sociale e civile", ha partecipato alla Manifestazione contro i rifiuti e contro la discarica Pisani svoltasi a Napoli l'altro ieri( mercoledi 9 gennaio) in sostegno della popolazione di Pianura. L' artista per la Pace ha sfilato in capo al corteo insieme al comitato organizzatore della manifestazione e ai tanti rappresentanti dei Movimenti e testimoni di Pace presenti, fra cui Alex Zanotelli ( vedi foto, autore Andrea Pioltini). "La manifestazione é stata pacifica, molto sentita e partecipata"- ha dichiarato Agnese Ginocchio alla nostra redazione- "Molti -continua- sono stati i partecipanti provenienti dall' intera Regione ed oltre, tutti lì a manifestare contro questo scempio perpetrato da politici e camorra che in trent'anni hanno permesso non la rinascita, bensì la devastazione totale del nostro territorio. C'è bisogno di una forte presa di coscienza e di responsabilità. Creare un grosso movimento dal basso, che sia in grado di unire tutte le forze (associazioni, movimenti, istituzioni, religioni )per difendere l'unico diritto alla salute ed a una vita dignitosa. Non si può pensare di vivere in Pace se non c'é sicurezza e quindi se non persistono condizioni sociali e civili di vita ottimali. La salvaguardia del creato e la tutela dell'ambiente é la prima causa che richiama l'impegno per la Pace. Le nostre province e la Regione Campania si trovano a vivere un momento tragico come mai accaduto. Basta vedere in che condizioni versano le zone del Matesino di cui sono originaria. Inquinamento e diossina sparsi nell'aria che noi respiriamo a causa di quelle grosse montagne di rifiuti improvvisate in discariche a ciel aperto sparse quà e là. Ma non finisce quì. Fatevi un giro e andate nel capoluogo casertano per poi spostarvi fino a Napoli. Un degrado totale. Uno spettacolo che fa veramente male al cuore e alla vita, al punto tale da non farti dormire. Notti nell' insonnia per cercare o tentare di capire come si é potuti arrivare in questo grave stato di allerta a causa dell' inquinamento ambientale, in quella che dovrebbe essere l'era dell' evoluzione, ma che invece si sta trasformando nell'era della desolazione. Nei miei viaggi, e, in questo caso proprio tornando dalla manifestazione di Napoli, a notte fonda, mi é capitato di vedere in diretta a scene di fumo che si innalzava dai cassonetti di rifiuti incendiati dai soliti piromani selvaggi. Arma micidiale che ci si ritorce contro in quanto va a colpire direttamente la nostra salute. Il fumo sprigionato dai rifiuti in fiamme causa nell'aria un forte tasso di diossina. Chi a pagarne le spese saremo sempre e solo noi con conseguenti cause di malattie irreversibili e fatali. I dispetti non fanno bene a nessuno. I rifiuti non vanno bruciati. In questi momenti urge mantenere massima calma e cercare di adottare uno stile di vita più sobrio, evitando sprechi e usi spropositati di rifiuti in eccesso. Bisogna fare molta attenzione. Per questo diventa indispensabile "Fermare questi mostri" come recita il ritornello -slogan della mia canzone di impegno per la Pace e di protesta che ho scritto contro la discarica Lo Uttaro di Caserta e contro tutti i rifiuti in generale". La canzone "Fermate il Mostro ( alias rifiuti e politici)" di Agnese Ginocchio (vedi su: www.agneseginocchio.it) , lo ricordiamo anche questa volta ha fatto da sfondo, accompagnando il corteo di Napoli a sostegno della popolazione di Pianura, e gli interventi susseguitesi durante lo stesso.
(Fonte: Comunicato stampa: Ufficio Stampa Movimento Provinciale)

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La nebbia agli irti colli, l'Inferno di Dante...e i caprioli.


Questo è il paesaggio che si presentava stamane nella valle di San Benedetto in Alpe (FC), dove è possibile trovare la cascata dell'Acquacheta, citata da Dante nell'Inferno. Sembrano proprio i fumi infernali.

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Perché Pistorius, l'atleta senza gambe, non può partecipare a Pechino 2008.


Quella di Pistorius è una bella storia, un ragazzo disabile che, grazie a due protesi alle gambe, riesce a competere sui tempi dei normodotati sul giro di pista dell'Atletica.

Il sudafricano Pistorius vorrebbe partecipare alle olimpiadi di Pechino 2008 tra i normodotati, ma credo che ciò non sarà possibile: la IAAF ha rimandato la decisione, Luca Pancalli, il presidente del comitato Paraolimpico si dice possibilista, ma la realtà è che Pistorius, grazie alle protesi, ha dei vantaggi sugli altri atleti. Potrebbe sembrare impossibile che un disabile abbia dei vantaggi sui normodotati, ma gli studi che sono stati fatti sul suo caso, hanno dimostrato questo. Pistorius, soprattutto nella parte finale della gara, ha grossi vantaggi, grazie al ritorno di spinta, prodotto dalle protesi.

Il professor Dal Monte, uno dei massimi esperti di biomeccanica, rilevando i vantaggi che avrebbe Pistorius nelle competizioni, ha paventato uno scenario inquietante per il futuro:
"Se fosse autorizzato l'utilizzo di protesi artificiali, che con il passare del tempo tra l'altro, diventerebbero sempre più performanti, si potrebbe arrivare al caso limite in cui gli atleti normodotati si amputerebbero volontariamente le gambe per essere più competitivii". Una cosa mostruosa.

Insomma, pareri autorevoli dicono che Pistorius è avvantaggiato e non credo sia possibile farlo competere con atleti normodotati (va precisato anche che attualmente Pistorius non è accreditato di tempi che gli consentirebbero di partecipare alle Olimpiadi).

Quella di Pistorius è una bella storia, ma il buonismo non deve fare sì che la favola prenda il sopravvento sulla giustizia e sull'equità.

Faccio un altro esempio: Lance Armstrong, il ciclista americano che ha vinto 7 Tour de France, diventò un campione dopo avere avuto un tumore; prima di allora era solo un discreto corridore da corse di un giorno. Le terapie ormonali e tutte le altre sostanze che egli prese per curarsi (e non solo...), lo avvantaggiarono incredibilmente: lo stesso Armstrong ha ammesso di avere preso EPO (secondo lui a scopo terapeutico). La bella favola che poi diventa una brutta storia...

Non vorremmo che ciò accadesse anche con Pistorius.

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giovedì 10 gennaio 2008

Frankenstein Junior: il capolavoro di Mel Brooks.

Frankenstein Junior è il film capolavoro di Mel Brooks, uno dei più più importanti autori satirici del '900.
Il film, del 1974, fu girato in bianco e nero, per renderlo più caratteristico.
La trama si svolge sulla falsariga del libro di Mary Shelley, rivisitato in chiave satirica.
Fenomenali alcune gag e battute, che sono rimaste nella storia del cinema, come quando il dottor Frankenstin e Aigor, mentre si avvicinano al castello ,sentono ululare un lupo. Igor dice: "Lupo ululà, castello ululì". Altra scena memorabile, quando la creatura prende vita e tutti scendono nella stanza dove essa muove i primi passi.
Vi riporto qualche minuto di filmato. Da vedere e rivedere.



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Quando lo Stato privilegia l'irregolarità rispetto alla regolarità.


La Moratti ha deciso di impedire l'iscrizione agli asili nido, ai figli degli immigrati irregolari. Una decisione discutibile, poiché le colpe dei padri non devono ricadere sui figli. Quei bambini hanno diritto ad una giusta collocazione nella nostra società, anche se i loro genitori vivono una situazione di illegalità (c'è però un conflitto legislativo, al momento che gli irregolari iscrivono i loro figli all'asilo, questi genitori dovrebbero essere espulsi, ai sensi della legislazione vigente).

Il Ministro Fioroni ha minacciato di non dare i soldi che spettano all'amministrazione, se non si farà come dice lui. Ma quei soldi sono dei cittadini, spettano loro di diritto poiché tirati fuori dalle loro tasche per avere dei servizi, e Fioroni non può privarne i legittimi destinatari; non sono soldi suoi!

C'è un forte conflitto di legittimazione dello Stato: dobbiamo capire se conviene essere regolari o clandestini.
Uno Stato dovrebbe promuovere la legalità, ma spesso ciò non avviene.

Tempo fa nella Regione Emilia Romagna, le ASL fornivano servizi gratuiti agli immigrati clandestini, mentre gli immigrati regolari quei medesimi servizi se li dovevano pagare, cosicché molti immigrati preferivano rimanere in una situazione di irregolarità, poiché più conveniente.
Gli immigrati regolari erano sfavoriti rispetto a quelli regolari. Non mi sembre un bel modo per promuovere la legittimità dello Stato.

Credo sia importante fare capire a tutti che conviene vivere nella legalità, piuttosto che nell'illegalità, altrimenti rischiamo di avere uin paese sempre più alla deriva sociale.
Lo Stato dovrebbe dare agevolazioni a tutti quegli immigrati che passano da una situazione di irregolarità a quella di regolarità, in modo da promuovere e consentire il rispetto della legge.

Le prime vittime di questi provvedimenti ambigui dello Stato, sono proprio quegli immigrati regolari che, rispettando le leggi italiane, si vedono sorpassare da chi quelle leggi non le rispetta.

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mercoledì 9 gennaio 2008

Il più grande calciatore italiano di sempre? Augusto Scala, il George Best di Bergamo.

Augusto Scala assieme a Pelè
Augusto Scala è stato uno dei gioielli del calcio italiano negli anni '70. Nato a San Piero in Bagno (FC) il 30 Gennaio 1949, ha militato in Serie A nelle file del Bologna e dell'Atalanta.
In suo sostegno, per avere rifiutato il trasferimento dal Bologna all'Avellino, il 14aprile 1974 l'Associazione Italiana Calciatori effettuò il primo sciopero della storia del calcio italiano.
Ma "Gusto" così tutti lo conosciamo, è stato veramente un genio del calcio.
I tifosi dell'Atalanta lo soprannominarono il "George Best di Bergamo", per la classe e lo stile di vita. Gusto non ha mai nascosto gli piacesse la bella vita, fu genio e sregolatezza. Nel forum dei tifosi dell'Atalanta, ho trovato molti commenti su Scala, ve ne riporto qualcuno:

"...Nuovo del forum ma vecchio come età e come atalanta(esordio allo stadio nel 68)viste le foto di Sua Maestà Gusto Scala (mano sul cuore)non posso esimermi dall'esaudire la richiesta delle giovani leve di sapere qualcosa sul giocatore piu' amato da una generazione(o almeno da quelli che conosco io di quella generazione..l'UNICO giocatore da manosulcuore in quasi 40 anni di atalanta). Cosa ricordare di lui la classe immensa insieme alla totale nonvoglia che alternava tranquillamente,tanto chi lo amava lo amava ugualmente,quante discussioni su e per lui,come scegliere tra i tanti ricordi,il gol su rigore al Napoli con susseguente gesto dell'ombrello a Di Marzio,il secondo gol a Genova agli spareggi con un tiro dei suoi,sempre quell'anno il gol vittoria quasi al 90 sotto la nord contro il Modena con una bomba su punizione,la doppietta a Lazio per lo 0-2 definitivo contro un portiere macchietta come Avagliano,il gol speranza a Firenze con la palla che entra lentissima in rete..e tantissimi altri..magari in una seconda puntata."

"stellare su PRIDE OF BERGHEM il "reportage" fotografico su Augusto Scala alla Festa della Dea... non sarebbe male se qualcuno dei "senatori"(del forum riportasse qui qualche storia o qualche dato sul George Best nerazzurro,tanto per farlo conoscere meglio e apprezzare anche a noi "gggiovani".

Sempre cercando in internet, si possono trovare molte testimonianza sul grande Gusto, c'è persino chi lo ha accostato, per la grande classe, a Cruyff e Bobby Charlton (le grandi del calcio).

Un importante giocatore juventino degli anni Settanta, in un'intervista rilasciata a un giornale sportivo tempo fa, alla domanda che gli chiedeva: "chi è stato il più grande calciatore italiano di sempre?" Egli rispose: Non ho dubbi, il più grande è stato Augusto Scala, un personaggio incredibile, prima di scendere in campo noi ci davamo l'olio per i massaggi, lui invece usava l'olio abbronzante!".

Questo è stato Augusto Scala, il George Best di Bergamo.


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Le regole da rispettare quando si incontrano animali selvatici.


Per chi abita in montagna, è abbastanza facile imbattersi per strada, in animali selvatici. Ci sono alcune regole che sarebbe bene tutti conoscessero, per tutelare se stessi e gli animali. Ve ne riporto qualcuna:

- Lungo le strade di montagna spesso ci sono cartelli di pericolo che indicano la presenza di selvaggina vagante, ciò significa che dovete prestare attenzione durante la marcia. Se vi dovesse attraversare un animale selvatico ,quale un capriolo, un daino o un cervo, fermatevi! molto probabilmente dopo pochi istanti, attraverserà anche il secondo. Viaggiano quasi sempre in coppia. Eviterete di investirlo e potrete pure ammirare questi splendidi animali.

- Gli animali selvatici hanno paura dell'uomo e questa è la loro salvezza. Se vi dovesse capitare, mentre passeggiate, di incontrare un piccolo di capriolo, daino o cervo, non toccatelo per nessun motivo!!! Se lo toccate, gli trasmetterete il vostro odore, la madre del cucciolo non lo riconoscerà più e questi morirà!!!

- Non date mai da mangiare agli animali selvatici!

- Tutti gli animali selvatici, quando vi vedranno, scapperanno. Potrebbe succedere però che questi abbiano con loro i piccoli e per questo motivo diventare aggressivi. Non infastiditeli e lasciateli andare via con calma;

- Non preoccupatevi del lupo, molto probabilmente, non lo vedrete mai. Il lupo fugge dall'uomo; non mi risultano, almeno dalle mie parti, attacchi di lupi ad esseri umani. Quasi sempre si da la colpa ai lupi per attacchi ai greggi di animali domestici, ma spesso questi sono portati da cani selvatici.

- Se incontrate una vipera, lasciatela andare e non provate a schiacciarla. La vipera non vi attaccherà mai se non gli date fastidio. State però attenti a non pestarla involontariamente, per reazione potrebbe mordervi. Se venite morsi, recatevi in ospedale oppure, se l'avete con voi, prendete l'antidoto. Non succhiate la ferita come si vede nei film, ma praticate su essa una piccola incisione e fasciate l'arto. Non agitatevi, è rarissimo morire (a parte i casi di shock anafilattico) a causa di un morso di vipera.

- Se durante la vostra passeggiata entrate nell'harem di un toro, ciò non sarà buona cosa, poiché il toro non tollera la presenza di intrusi nel suo territorio. Si arrabbierà molto, comincerà a soffiare, "mugghiare" e pestare il terreno con le zampe; vi assicuro che è spaventoso. Non scappate, lui sarà molto più veloce di voi, ma cercate di nascondervi dietro a delle piante, il toro farà confusione e non riuscirà a localizzarvi; quando si sarà calmato andate via, evitando di infastidirlo. I tori veri, non sono come gli "innocui" vitelli che usano in modo criminale nelle corride, quindi fate molta attenzione quando lo incontrate;

- Anche il caprone è un animale che non tollera intrusioni nel suo territorio, se vi carica potrebbe farvi volare in aria per qualche metro. La soluzione per difendersi è molto semplice, sdraitevi a terra, il caprone si avvicinerà, ma non riuscirà a caricarvi (questa tecnica NON funziona con il toro!). Rotolate via dal suo territorio e lasciatelo in pace.

Questi sono alcuni piccoli consigli che sarebbe bene rispettare quando si incontrano animali selvatici.

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martedì 8 gennaio 2008

La verità (processuale) sull'arresto di Totò Riina da parte del Capitano Ultimo. Estratti dal libro "Cosa Nostra attacco allo Stato".


Il revisionismo in Italia, è sempre di casa. Si tende a fare revisionismo su tutto e talvolta, come in questo caso, a rovesciare ciò che hanno stabilito le sentenze dei Tribunali italiani (oppure ad estrapolare da quelle sentenze, solo le parti che fanno comodo per avvalorare le proprie tesi). Rincresce sapere che questa azione è stata portata da alcuni giornalisti che, per avvalorare i propri teoremi, hanno preso da quelle sentenze solo ciò che serviva loro, nascondendo il resto.

Come qualcuno saprà il Capitano Ultimo, l'Ufficiale dei Carabinieri che nel 1993 arrestò Salvatore Riina, è stato messo sotto processo per "favoreggiamento" (assiema al Gen. Mori). Il Capitano Ultimo e il Generale Mori sono stati assolti dal Tribunale di Palermo con formula piena, per non avere commesso il fatto. Gli stessi Magistrati inquirenti non volevano portare a Processo i due Ufficiali dell'Arma, poiché non ravvisavano reati nelle loro azioni. Invece qualcuno spinse in tal merito, soprattutto alcuni giornalisti che oggi, invece di fare mea culpa, rigirano la sentenza, disinformando e cercando di avvalorare le proprie strambe tesi. Fortunatamente la maggior parte dei giornalisti non avvalora la tesi del complotto, del solito Stato deviato (che talvolta, anzi spesso, c'è stato, ma non certo in questo caso), ma riporta la verità stabilità in sede giudiziale.
Per motivi di spazio non ho la possibilità di riportare molti estratti dal mio libro "Cosa Nostra, Attacco allo Stato", il cui ultimo capitolo è dedicato interamente alla minuziosa dicostruzione dell'arresto di Totò Riina.

Riporto qualche breve estratto:

"...L’accusa che si porta ai due Ufficiali dei Carabinieri è quella di essere scesi a patti con i vertici di Cosa Nostra, per fermare le stragi, iniziate con quella di Capaci, che stavano insanguinando e terrorizzando l’Italia. Quello della Mafia allora fu un atteggiamento “politico”, quando una Associazione criminale si trova in difficoltà crea terrore, mette le bombe, cerca di destabilizzare lo Stato ed induce i suoi cittadini a sentirsi sotto tiro in qualsiasi posto in cui si trovino, sempre in pericolo, vivendo nel terrore" (nda. quando scrissi il libro il Processo non si era ancora conluso, per questo nella premessa ho usato il presente).

"...Il Capitano Ultimo fu inviato in Sicilia nel mese di settembre del 1992 per una attività operativa che riguardava Ganci Raffaele, un affiliato a Cosa Nostra attivo nella fazione facente capo ai Riina. Lui e la sua squadra erano estremamente motivati, poiché dopo le stragi in cui avevano perso la vita i Giudici Falcone e Borsellino, nel 1992, sentivano tutti il “Dovere Morale” di intervenire, di fare qualcosa per la Giustizia, al di là del proprio lavoro".

Arresto di Riina in via Bernini:

"...Ultimo ritenne quindi l’immediata perquisizione del covo controproducente, sarebbe stato molto meglio seguire i Sansone partendo dal covo di via Bernini, verificando l’esistenza di circuiti imprenditoriali e le connessioni con i politici. A questo punto l’attività operativa di Ultimo sarebbe consistita nel seguire i movimenti di tutte le altre persone di interesse operativo emerse da queste indagini, i Sansone ed i Ganci, per arrivare a smontare completamente l’organizzazione mafiosa, operazione molto pericolosa poiché sarebbe andata a coinvolgere anche personalità dello Stato colluse con la criminalità. Il Capitano Ultimo scelse di seguire una pista diversa, non ritenne utile una immediata perquisizione del covo del boss, anzi la ritenne altamente controproducente poiché il resto dell’organizzazione mafiosa avrebbe capito cosa l’Autorità Giudiziaria sapesse di loro..."

"... Per il Capitano, a differenza che per gli altri investigatori, l’arresto era un punto di partenza per sviluppare nuove indagini poiché Cosa Nostra, anche se priva del suo capo, era ancora molto forte, bisognava quindi seguire i Sansone, come era stato fatto per i Ganci, per ottenere risultati ottimali le cose dovevano essere lasciate come se niente fosse successo, ma… .Ma la Procura richiese una misura di prevenzione nei confronti dei Sansone, per Ultimo, ed anche per chi scrive, fu una mossa gravemente sbagliata poiché in questo modo si fece capire a Cosa Nostra fino a che punto gli investigatori erano arrivati, sarebbe stato un po’ come se i Re Greci avessero invitato il re di Troia Priamo a vedere come erano bravi a costruire il cavallo…"

"...Il Capitano Ultimo comunicò quindi che il suo obiettivo principale sarebbe stato quello di agganciare i Sansone, “ricostruendo i circuiti politico-imprenditoriali”, con attività tecnica di osservazione, partendo da via Bernini dopo che le acque si fossero calmate, ma la decisione di Ultimo non fu ritenuta valida dalla Procura che eseguì la perquisizione del covo ed adottò le misure patrimoniali nei confronti di Riina. Il Capitano accettò ovviamente anche se non condivideva questo tipo di attività operativa ed il 26 Gennaio, su richiesta dei superiori, inviò un rapporto alla Procura sulle attività svolte..."

"...Ultimo non voleva andare, parole sue, “all’alveare mentre le api ronzano, ma bisogna andarci mentre dormono, per poi seguirle una ad una quando escono, questa è la collaborazione che vi dobbiamo dare, questa è la collaborazione di un professionista”, le acque dovevano acquietarsi per poter continuare ad investigare. La perquisizione ordinata nel fondo Gelsomino, per distogliere l’attenzione dal vero obiettivo che era il covo di Riina, poteva essere utile alle successive attività investigative di Ultimo, come da questi dichiarato, poiché rendeva “parzialmente tranquilli” i vertici della Cupola mafiosa, che in questo modo non avrebbero avuto sospetti sulla effettiva scoperta della casa ed avrebbero pensato l’arresto fosse stato frutto di una soffiata e non di una complessa attività investigativa, e si sarebbero messi l’uno contro l’altro poiché nessuno si sarebbe più fidato di nessuno ed il fronte dei corleonesi si sarebbe disgregato, un ottimo attacco psicologico..."

"...L’ipotesi di mettersi davanti al cancello della villa era stata presa in considerazione da Ultimo, ma in questo modo avrebbe solo potuto arrestare qualche mafioso, rinunciando però definitivamente alla possibilità di potere comprendere tutti gli assetti di Cosa Nostra, Ultimo era ed è ancora convinto che con i loro metodi in sei mesi avrebbero distrutto Cosa Nostra, avrebbero fatto le radiografie alla Cupola, definendo il contesto associativo esatto, le collusioni politico-mafiose, le infiltrazioni criminali in seno alla società civile, “saremmo arrivati sicuramente alla sconfitta totale di Cosa Nostra”, ma questo purtroppo non è stato possibile. Se avessero messo il furgone davanti alla villa, “al terzo giorno la Bagarella avrebbe bussato dicendo: brigadiere desidera un caffè?”, non era fattibile la sorveglianza con il furgone, sarebbe saltato tutto il resto dell’operazione come la intendeva il Capitano Ultimo “Cuntactor”, temporeggiare per vincere non una battaglia ma l’intera guerra...."

"...Da una parte Ultimo è stato accusato dalla Procura che indaga su Lui e sul Generale Mori, di essere stato “volutamente ermetico” con la Procura che, se avesse saputo che l’abitazione di Riina non fosse più tenuta sotto sorveglianza, avrebbe immediatamente ordinato la perquisizione ma il Capitano ha sempre respinto in maniera sdegnata questa ipotesi, Ultimo ha sempre manifestato una personale stima ed ammirazione per il Giudice Caselli, per ciò che questa persona aveva fatto e stava facendo per la lotta alla Mafia, stima e fiducia che il dottor Caselli ricambiava ampiamente. Parecchi dei malintesi che sorsero, furono la conseguenza delle divergenti vedute tra gli investigatori, anche all’interno della stessa Arma dei Carabinieri, ed alla assenza del Capitano Ultimo ad alcuni degli incontri operativi che la Procura aveva svolto con l’Arma..."

Non so se da questi brevi estratti del lungo capitolo sull'arresto di Riina, si può ottenere un quadro di insieme relativo all'operazione. Se possibile in futuro pubblicherò, scaricabile gratuitamente, anche il libro Cosa Nostra attacco allo Stato, edito da Montedit. Come vi ho detto in precedenza, non è una decisione che può spettare a me, ma deve decidere la Casa Editrice.


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Agnese Ginocchio: Solidarietà e Sostegno a Pianura. Vergogna a chi ha male gestito il nostro territorio, riducendoci in questo stato.


Ricevo via email e pubblico nella sezione collaborazioni:

Campania/ Napoli/ Caserta- Dopo i duri moniti lanciati e anche cantati in questo caso ( vedi canzone di protesta ambientalista "Fermate il mostro"..) ai nostri poilitici campani e casertani, colpevoli di avere permesso un grave disastro ambientale mai accaduto nella storia, Agnese Ginocchio testimonial e cantautrice internazionale per la Pace, insignita dell'ultimo riconoscimento del "premio nazionale per la legalità Borsellino per l'impegno sociale e civile", torna a farsi sentire rivolgendosi alla società civile, e, lanciando un accorato appello alla presa di coscienza sul grave stato in cui versa la nostra provincia per qualto riguarda il problema o meglio la guerra dei rifiuti, invita a partecipare al corteo della manifestazione del 9 Gennaio prossimo a Napoli per sostenere la lotta della popolazione di Pianura, che in queste si batte per l'unico diritto di difesa alla vita, protestando per l'apertura della discarica illegale di Pisani.
Riportiamo di seguito il testo del comuniato.
"Il problema rifiuti in Campania - scrive la rappresentante del movimento per la Pace e la salvaguardia del creato Agnese Ginocchio- mai come in questo momento sta raggiungendo il culmine della drammaticità e del pericolo allarme ambientale e sanitario. I medici e le associazioni ambientaliste lo hanno denunciato da tempo. Si corre serio rischio di ammalarci per epidemie e cancri. I piani dei commissariamenti straordinari si sono dimostrati inefficaci. La gente é stanca, é al culmine della sopportazione. Ci domandiamo se ciò che sta accadendo in queste ore così drammatiche per la nostra regione Campania, un tempo considerata la Campania felix, può avere un senso, una ragione.
Le migliaia di tonnellate di rifiuti sparse lungo le strade e le discariche abusive improvvisate a ciel aperto sono il sintomo di una società in malanno da tempo. La Campania, le nostre province di Napoli e Caserta sono state letteralmente gettate in ginocchio. Disastro ambientale perpetrato da criminali di potere in carne ed ossa.
Un invito alla società civile a prendere coscienza.
Diventa necessario cercare in queste ore di evitare gli sprechi, non consumare in eccesso, ne produrre in maniera sconsiderata i rifiuti. Evitate quindi di usare tutti quei prodotti usa e getta, di incendiare i cassonetti d'immondizia, altrimenti si sprigionano ancor più nell'aria sostanze tossiche come la diossina, che danneggia irreparabilmente la nostra salute. Riutilizzate più volte gli stessi oggetti per gli alimenti. Cercare di condurre uno stile di vita più sobrio e solidale. Cominciate ad informarvi e a coscientizzarvi sull' educazione ambientale (info siti su internet). E' ora che si faccia chiarezza su un problema fin troppo trascurato e fin troppo urgente da risolvere, perché da ciò dipende il futuro delle nostre terre e delle giovani generazioni. Troppa confusione sul da farsi non giova a risolvere il problema.
C'è chi dice di costruire inceneritori, c'è chi dice di aprire altre discariche, c'è chi si scrolla la responsabilità di dosso etc..etc..
E' ora di svegliarsi e di istruirsi e di informarsi che il problema non si risolverà con l'apertura di discariche ed inceneritori inquinanti che producono diossina e nenoparticolati. Il problema si risolve introducendo un serio piano di provincializzazione dei rifiuti con una seria raccolta differenziata. Il problema si risolvera solo quando ci sarà buona volonta politica a risolverlo e quando si dice buona volontà s'intente che i politici devono imparare a fare i politici.
Politica significa servizio tutela della cittadinanza difesa del bene comune e tutela della vita umana.
Servizio. Ma quale servizio, se siamo stati ridotti in questo stato? La Campania é diventata la pattumiera del mondo, un fatto clamoroso risaltato alla cronanca internazionale. C'è solo da VERGOGNARSI!!!
Altro che servizio! Con quale coraggio- rivolgendosi poi ai politici - continuate ad esercitare questo ruolo? Quando non si é capaci di gestire il territorio, di servirlo e difenderlo da ogni attentato alla vita ed alla salute pubblica é meglio DIMETTERSI per incapacità di gestione, piuttosto che scandalizzare con il proprio comportamento.
E' ora di dire BASTA a questi mostri che ci hanno avvelenato, ci stanno divorando una storia, che hanno permesso la devastazione totale dei nostri territori.
Se andremo avanti di questo passo moriremo tutti sommersi dai nostri rifiuti come già aveva preannunciato il grande capo indiano Toro seduto a meta del secolo( "l’uomo bianco morirà seppellito dai propri rifiuti" ).
La soluzione c'è per risolvere il problema. I comitati e associazioni ambientaliste li avevano individuati da anni: introdurre un serio piano di gestione provinciale per la raccolta differenziata porta a porta. Ma da parte vostra - e si rivolge ancora ai politici- quali risposte sono seguite? E quali le azioni concrete che siete riusciti a mettere in atto?
Parole, parole, solo belle parole e tante promesse a vuoto..bla.bla.bla...eh dai...eh ormai così si fa , va di moda...eh..., tanta cattiva volontà a gestire il territorio. Cosa avete pensato a fare nel frattempo? Discariche ed inceneritori che hanno avvelenato ancor più le nostre vite ed inquinato i nostri territori.
L'infiltrazione camorristica nelle istituzioni ha condizionato la volontà politica a non volere affrontare obiettivamente l'argomento rifiuti. Per questo ci ritroviamo in questa grave ed allarmante situazione sanitaria ed ambientale.

Sembra di trovarsi nel terzo o addirittura nel quarto mondo. Ma questa non era l'era dell' evoluzione del terzo millennio, o piuttosto é l'era della devolution?
E' anche vero però che la società civile distratta dalla freneticità della vita ha subito una sorte di disinformazione sull'argomento . Ma sappiamo che la disonformazione é sinonimo di non responsabilità. Urge quindi un cambio di rotta ed un forte senso di responsabilità nel rimboccarsi le maniche per cercare di salvare il salvabile.
In compenso respiriamo aria contaminata dai veleni tossici dei rifiuti in decomposizione, (diossina, nanoparticolati, metalli pesanti..) diffusi dai rifiuti, eco-balle che di eco non hanno nulla ma sono solo balle e ancora discariche ed inceneritori presenti nella nostra regione.
Vi siete mai chiesti come mai da un pò di anni a questa parte sono aumentati i casi anomali di cancro nella nostra provincia casertana, in quella napoletana ed in Campania?
Trent'anni di sversamenti illeciti e rifiuti tossici provenienti dal nord Italia ed Europa. Tutto ciò grazie alla camorra che sui rifiuti ci ha guadagnato montagne di miniere d'oro. La Campania ha subito la più grossa violenza, spodestata ed usurpata nei suoi diritti primari (salute ambiente ecologia).
Le acque delle piogge che scendono sulla terra a irrigare la vegetazione oggi sono acide e cariche di veleni. Gli alimenti prodotti dalla terra (e i derivati ) che noi acquistiamo ai supermercati per il fabbisogno quotidiano sono avvelenati da diossina.
La nostra regione non ce la fa più sta soffocando! I piani di emergenza si sono rivelati inefficaci. Il percolato, ovvero quel veleno mortale che viene prodotto dai rifiuti in decomposizione sversati nelle discariche illegali come quella de Lo Uttaro & c, é penetrato nel terreno ed é andato a inquinare le falde acquifere.
L'acqua, primo alimento della nostra vita, ovvero la stessa acqua che usiamo anche per irrigare i campi, dissetare gli animali, coltivare la verdura è inquinata da diossina, pcb & c.
La provincia di Caserta a causa de Lo Uttaro si é trasformata in un vero e proprio immondezzaio, diventandocosì lo sversatorio d'Italia. Tutto ciò grazie ai nostri beneamati politici che abbiamo anche votato.... Chi a pagarne le spese, la salute e la vita oggi siamo e saremo solo noi cittadini, mentre i nostri politici si riempiono le tasche di denaro sporco, assicurando le loro vite ed il loro futuro(quale futuro?!?!) lavandosene le mani per tutto il resto della situazione. Tipico atteggiamento di omertà di 'Ponzio Pilato'.

Alla faccia della democrazia e della difesa dei diritti umani!

Un appello alla società civile a prendere coscienza e coraggio. Un appello a ribellarvi a questo sistema politico mafioso che ci viene imposto senza scrupoli perchè calpesta la vita e la coscienza. UN appello a riprenderci i diritti che ci hanno tolto, prima che sia troppo tardi e tutto ci sfugga dalla mano.
Non ci resta che la mobilitazione nonviolenta, il boicottaggio , la nostre voci per gridare costro questi scandali e crimini d'umanità, ed implorare in primis l'aiuto divino, affinchè questo immane flagello dei rifiuti sia scongiutaro dalle nostre terre e dalla nostra vita, e torni presto a sorgere il sole della Speranza come il verde della Pace. - "La terra è di Dio! E’ dunque secondo la sua legge che deve essere trattata - Queste ultime parole tratte dalla Genesi-conclude la cantautrice e testimonial di Pace Agnese Ginocchio- consegnano la terra all'uso, non all'abuso dell'uomo"! "Fermate il MOSTRO"!!!

Movimento per la pace e la salvaguardia del creato della Provincia e Regione Campania.

lunedì 7 gennaio 2008

Napoli città.....monnezza. Di Maurysto


(Ndr) Quello che riporto in corsivo è l'articolo di un cittadino napoletano, che ci racconta la sua esperienza e fa le sue considerazioni, sulla situazione della sua città.

L' indecente spettacolo offerto agli occhi del mondo dalle immagini e dai filmati riportanti la situazione determinatasi a Napoli a seguito della fallimentare gestione comunale/regionale dei rifiuti, mi fà vergognare di essere napoletano.

La vergogna, oltre che da un ovvio sentimento per un legame affettivo profondo che ho con la mia città (sono napoletano, di genitori napoletani, di nonni materni e nonna paterna napoletani), è originata da una mera considerazione storico/ambientale e da un rapporto diretto che ho da 40 anni con Napoli e la napoletanità .
Le immagini rimbalzanti descrivono una città sporca, con immondizia fino nelle auto, con scontri da guerriglia urbana, dove tutti si dichiarano disponibili a fare, dove nessuno si assume le responsabilità e paga in proprio per i suoi errori.
Le immagini, purtroppo, dicono il vero.
Io ci sono nato a Napoli, ho 44 anni e sono andato via dalla mia città da tre anni, perchè la mia bella Napoli non mi offriva più nulla.

Il mio lavoro non lo potevo svolgere in un ambiente martoriato dalla camorra, che a Napoli riesce ad esigere il pizzo in maniera più efficiente, puntuale e capillare dell' Amministrazione Comunale che invece impiega anche cinque anni, quando ci riesce, per esigere il pagamento di un semplice verbale elevato per divieto di sosta.
Il grado di sicurezza per me e per i miei figli era diventato bassissimo e quindi ho optato, sebbene a malincuore, per cambiare regione.
Le ultime elezioni amministrative e regionali hanno, purtroppo, riconfermato Sindaco e Presidente della Regione, del medesimo colore rosso sinistro che tinge la mia terra ormai da svariati decenni. Ma una domanda nasce spontanea e io me la ripeto da anni : Possibile mai che il popolo di Masaniello che nel '600 riuscì a ribellarsi dagli spagnoli con un guizzo di orgoglio cacciando via il vicerè, non riesca a liberarsi di Bassolino, della Iervolino e della camorra ? L'orgoglio e la capacità di industriarsi dei napoletani sono qualità indiscusse e proverbiali riconosciuteci da ogni parte del mondo, insieme ad una nota filosofia del "tira a campare", purtroppo, anch'essa nota in tutto il mondo. Ma qui non si parla di "arte di arrangiarsi", qui non si parla di sopportare o sopperire con giri e rigiri di piroette Maradoniane, risolutive di una partita già persa in partenza. Quì, miei cari napoletani, è in gioco la nostra vita e, ....."chiacchiere e tabacchiere di legname....il Banco di Napoli non le impegna " (recita un noto proverbio napoletano).
Cosa aspettiamo ? Non ci basta quello che ci hanno fatto vedere fino ad ora ?
Cosa ci fà sopportare la presenza di amministratori così inetti, ladri, falsi ed incapaci ? Cosa ci fà sopportare la camorra ? la paura ? A Napoli vivono oltre 3.000.000 di abitanti, oltre 5.700.000 in tutta la Campania. I camorristi conclamati, e non, quanti saranno ? 100.000 ? 200.000 ? 300.000 ? Vogliamo avere paura di così poca gente ? Possibile che un pugno di vigliacchi incapaci di lavorare tenga in scacco 3.000.000 di persone oneste ? Se facessimo a botte e pugni, vinceremmo per superiorità numerica schiacciante !! E allora......... !! Napoletani svegliamoci !
Onoriamo la memoria dei vari Totò, Peppino ed Eduardo, Vittorio de Sica, Carosone, e tanti altri che ci hanno onorati nel mondo inorgogliendo le nostre origini e liberiamo la nostra città da questi mali che l'affliggono e l'asfissiano, prima che muoia.
Prima che sia troppo tardi riprendiamoci la nostra città, che mi si stringere il cuore e si bagnano gli occhi al pensiero di vederla così. Riscattiamo il nostro onore ed il nostro orgoglio. Oltre alle strade, ripuliamo anche i palazzi del potere ed occupati da bande di nullafacenti e dai camorristi che rubano il sangue a chi lavora, e che dalle ceneri della nostra città nasca una città nuova, libera e degna di essere rispettata ovunque per la cultura che ha sempre esportato e quale bellezza naturale, unica al mondo. Quanto scritto non ha assolutamente scopo sovversivo o incitante a guerriglia o rivoluzioni popolari.
Le uniche rivoluzioni alle quali mi rivolgo, sono esclusivamente quelle culturali.
Maurysto

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L'inquietante vicenda dell'ex-Parà Fabio Piselli,un uomo che qualcuno vuole morto poiché sa troppe cose.


Un uomo informato sui fatti, così si definisce il quarantenne ex-Parà della Folgore Fabio Piselli.
Ripercorriamo brevemente la sua storia: Piselli dal 1985 al 1988 è stato militare di carriera nei seguenti reparti, Scuola Allievi Sottufficiali Viterbo, Brigata Paracadutisti Folgore Pisa e Livorno, Rgt NATO missili contraerei a Ravenna.
Specializzato come aiuto istruttore di educazione fisica, artificiere, pilota per veicoli speciali per missili contraerei, ma soprattutto tecnico elettronico specialista; in gergo meno tecnico Piselli è un esperto di spionaggio elettronico.

Nel 1989 è entrato a fare parte del circuito dei professionisti privati della sicurezza e consulente free-lance per la sicurezza in strutture americane, operando a Marsiglia, Londra, Berlino est prima della caduta del muro, Danimarca, USA, Messico, Tailandia e Cambogia, venendo a conoscenza di numerosi segreti.
Successivamente ha operato in tutte le zone calde del mondo: Nigeria, Sierra Leone, Benin, Somalia, Croazia, Bosnia, Belgrado, Albania Valona e Tirana, Kosovo e Libano, durante i periodi di guerra.
Come detto Piselli è un esperto di spionaggio elettronico (elint e sigint) e consulente della Magistratura italiana.

I film lo chiamerebbero Agente 007, ma la storia di Fabio non è un film. Piselli sa tante cose, per qualcuno troppe, cosicché nei mesi scorsi qualcuno ha tentato di ucciderlo: 4 persone incappucciate lo hanno aggredito con l'intento di eliminarlo, bruciando la sua auto con lui dentro; si è salvato per miracolo, solo grazie alla sua grande esperienza.

Ma cosa sa l'ex-Parà Piselli che non dovrebbe sapere, o meglio dire? Fabio il giorno dell'aggressione si doveva incontrare con l'avvocato di parte civile che ha fatto riaprire l'inchiesta sulla tragedia della Moby Prince, il traghetto affondato al largo di Livorno in circostanze misteriose nel 1991. Della tragedia della Moby Prince ho già parlato in un articolo scritto qualche mese fa e che vi invito a leggere prima di proseguire, per comprendere perché Piselli sta rischiando la sua vita.

In questa vicenda potrebbero esserci di mezzo i Servizi Segreti, Americani, Italiani, chissà chi altro... Sta di fatto che un'altra tragedia aveva già colpito la famiglia di Fabio Piselli: suo cugino Massimo Pagliuca, impiegato nel controspionaggio militare all'interno dell'Ambasciata USA di Roma, è morto annegato nel 2004 in circostanze misteriose, pur essendo un esperto sommozzatore, cadendo chissà come da una barca. I suoi documenti furono ritrovati in Romania. Strano, molto strano. L'Agente Pagliuca infatti, nei giorni successivi alla tragedia della Moby Prince, raggiunse la Base Nato di Camp Darby a Livorno, quella base militare che trafficava armi verso la Somalia e per le cui inchieste probabilmente fu uccisa la giornalista Ilaria Alpi. Probabilmente Pagliuca, stimatissimo dai vertici della Difesa Americana, era venuto a conoscenza di qualcosa che non doveva sapere. Il cugino Fabio Piselli ha indagato pure su questo mistero, Pagliuca era riservatissimo, come si addice a uno 007, e non disse mai nulla. I suoi segreti affondarono con lui in quel maledetto 18 luglio 2004.

Anche Fabio Piselli sa, non ha la verità in tasca come dice lui, ma conosce cose che potrebbero dare una svolta alle indagini sul disastro della Moby Prince in cui perirono 140 civili italiani; uno dei tanti misteri italiani, come Ustica, come la Strage di Bologna, Piazza Fontana e molti altri casi, con i Servizi Segreti deviati, la Nato, Gladio, gli intrecci criminali tra politica, Strategia della Tensione, Guerra.

Oggi Fabio Piselli è un dirigente di comunità infantile, impegnato nel sociale, iscritto alla Facoltà di Psicologia. E' un uomo in pericolo poiché sa troppo, e che tutti noi possiamo e dobbiamo proteggere e aiutare, facendo conoscere la sua storia.

Il Generale Dalla Chiesa diceva: "un uomo lasciato solo è un uomo morto, ma se quell'uomo non lo lasciamo solo, se siamo fianco a lui in dieci, cento, mille, allora assieme a quell'uomo potremo fare trionfare la Giustizia e la verità".

Parleremo ancora in quiesto spazio dell'incredibile storia di Fabio Piselli, per fare emergere la verità: per le vittime della Moby Prince, per le vittime di Ustica, di Bologna, di Piazza Fontana, per tutte le vittime di quelli che vengono definiti i misteri italiani, morti che ancora bramano giustizia.

Vi invito a leggere il suo blog per conoscere meglio la storia di quest'uomo che rischia la sua vita, per trovare la verità.


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Pasquelle 2008 San Piero in Bagno (FC)

La tradizione delle Pasquelle è una tipicità di molte zone italiane: sono canti tradizionali, che si svolgono generalmente la sera antecedente l'Epifania e il giorno della Befana appunto.
Nel mio Paese, San Piero in Bagno, questa tradizione si perde lontana nel tempo (non saprei darne una collocazione temporale precisa, ma certamente posso dire che già ai primi del Novecento questa tradizione esisteva). Mio nonno cominciò a fare la pasquella da bambino e continuò per molti anni. Talte altre pasquelle si sono succedute nel tempo e la tradizione continua ancora oggi. A San Piero la Pasquella poi, ha assunto nel tempo una tradizione particolare, quella della satira: non solo pasquelle tradizionali, ma anche veri e propri spettacoli satirici, che ripercorrono gli avvenimenti dell'anno appena trascorso.
Vi riporto un video con un pout-pourri di Pasquelle, tenutesi a casa Fanti la sera del 5 Gennaio.
Una doverosa citazione per Renzo Fanti, nel primo anno della sua scomparsa. Per i sampierani credo non ci sia bisogno di dire chi fosse Renzo e con quale passione abbia portato avanti questa tradizione. Se ancora oggi troviamo in giro molte Pasquelle la sera dell'Epifania, è grazie anche a gente come Renzo, che ha sempre ospitato con grande entusiasmo a casa sua, tutte le Pasquelle.



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domenica 6 gennaio 2008

THINKING AWARD DI CAPODANNO - AUGURI PENSANTI...


Narcomatra mi ha nominato in questa catena di bloggers, che leggendosi e “piacendosi” si tengono a mente e creano il “percorso”, la “storia” della propria esistenza in internet.

Ringrazio Narcomatra e accetto di continuo l'iniziativa, fornendo alcuni nomi (ma ce ne sarebbero molti altri):

Ideateatro

La penna che graffia

Il Passatore

Movimento impatto zero


Rinascita Nazionale

Le regole per partecipare a questa iniziativa, sono le seguenti:

1. Partecipare se si è stati nominati.

2. Lasciare un link al post originario inglese

3. Quindi inserire nel post il logo del Thinking blog award.

4. Indicare i i blog che hanno la "capacità di farti pensare".

Sssss

Se solo sapessi sopperire sul sesso
senza sentire strisciare sassi
sui sinistri solchi situati
sotto strati scuri scuoiati
sibili simili satanici stridi
suoni salenti sino sfuggevole spazio
smarrito sugli scarni suoi seni
spesso smania sentimento
speme struggente
sulle solitarie stanche
sere spente


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