sabato 19 gennaio 2008

Una storia d'altri tempi: i figli della montagna


Nei paesi di montagna in passato, la vita non è mai stata facile. Oggi la globalizzazione ha portato le comodità ovunque, ma 50-60 anni fa, era veramente un altro mondo.
Tre fratelli, Armando, Giuseppe e Attilio, nati in 20 mesi, tra il 1921 e il 1923. Il padre, Oreste, operaio nella cooperativa Cesare Battisti, quando avere un lavoro era già un privilegio. Ma i soldi, per tirare avanti una famiglia, non erano abbastanza, e allora anche i figli dovevano arrangiarsi. Così, quando il maggiore non aveva ancora 10 anni, si doveva contribuire, in qualche modo. A 10 anni non si può avere un lavoro regolare, allora ce n'era solo uno possibile, in un paese di montagna. Andare a tagliare la legna. Ma lo si poteva fare solo di notte, poiché quella legna era del demanio. Allora i bambini partivano, alle 2 di notte, 20 Km per raggiungere la vetta dei Mandrioli e cominciavano a raccattare tutto ciò che trovavano, caricandolo sul loro carretto. C'erano tanti bambini all'epoca, che facevano questo, si partiva la notte, senza neppure un lume, ricordando la strada a mente, per non finire nelle scarpate, e si tornava a casa all'alba, per andare a scuola. Tre volte alla settimana, la cadenza di questa operazione. Il carro riusciva a caricare 20 quintali di legna, che erano da portare a casa, tra enormi fatiche. L'economia familiare era tirata avanti anche da questi bambini, nelle famiglie di montagna.
I bambini poi crescevano e diventavano sempre più forti, riuscendo a caricare sempre più legna. Si doveva andare in posti nascosti e non si usava più il carretto, ma si caricava la legna sulle spalle. Attilio era il più forte, nessuno riusciva a caricare quanto lui, anche 200Kg sulle spalle, portati per 20km fino a casa; faceva paura la sua potenza, la gente lo temeva, era burbero e forte, cominciarono a chiamarlo: il Bòbo. Non si poteva trovare da dire con il Bòbo e durante gli anni del fascismo, nessuno osava dirgli niente, neppure i Balilla, poiché il Bòbo e suo babbo Oreste picchiavano forte, molto forte, più forte di tutti gli altri. Oreste si permetteva di fischiare l'Internazionale socialista nella piazza del paese, e nessuno osava dirgli niente. Gli stavano lontano, sia i fascisti che gli antifascisti, poiché chi fischiava l'Internazionale, davanti a tutti e senza paura, significava che non era una persona molto agevole.
Gli anni passarono, tra numerose vicende. Giuseppe partì in guerra nel sud Italia, si unì agli alleati e risalì la penisola in 2 anni, senza che nessuno sapesse più nulla di lui. La madre morì per colpa della guerra, senza sapere della sorte del figlio che nel 1945 riuscì a tornare a casa, tra l'incredulità di tutti.
Armando nel dopoguerra, partì per la Svizzera e là restò a lavorare per 18 anni, da solo, con la famiglia che era rimasta in Italia. Tornava a casa due volte all'anno, e mandava i soldi, per permettere a moglie e figli di vivere dignitosamente.
Attilio, il Bòbo, trovò un impiego all'Enel.
I tre fratelli però, continuarono ad andare a cercare la legna assieme, poiché avevano conosciuto la carestia, e ciò che era stato poteva sempre tornare.
Passarono gli anni, i tre fratelli ebbero figli, diventarono nonni, attraversarono tante altre vicende, belle e brutte, figlie della vita di uomini di montagna.
Ieri il Bòbo se ne è andato e con lui se ne è andato un tassello di questa storia normale, di uomini figli della montagna.

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Caterpillar, iniziativa: M'illumino di meno 2008.


Cari amici di Caterpillar sparsi per l’Italia e per il mondo,
la campagna di M'Illumino di Meno 2008 è ufficialmente iniziata!
Come potete veder dal nostro sito, quest'anno le adesioni saranno visibili su una mappa del mondo.
La vostra trasmissione radiofonica preferita vi chiede di diffondere il verbo nelle vostre università, luoghi di lavoro, quartieri di domicilio, parrocchie, associazioni e dovunque riusciate ad arrivare!
Mi raccomando, aderite e fate aderire i vostri amici e colleghi: potete aiutarci a ricevere migliaia di adesioni da tutte le province d’Italia e a piantare bandierine in tutte le nazioni del mondo!
Se ne avete la possibilità, inoltre, cercate di fare aderire anche le istituzioni (municipi, scuole, università, biblioteche...) con cui avete a che fare. Chiaramente lo spegnimento del15 di febbraio non può incidere sui consumi globali, ma forse può incuriosire e sensibilizzare sul tema del risparmio energetico e dare l'occasione per un dibattito... o semplicemente per un'ennesima "puttanade", come direbbe Cirri, in nome di Caterpillar!
Dal nostro sito www.caterueb.rai.it è già possibile aderire nella sezione M’illumino di meno. Lì troverete anche tutto il materiale necessario a diffondere l’iniziativa.
Un abbraccio a tutti e grazie fin da ora per l’aiuto.


La Redazione di Caterpillar

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venerdì 18 gennaio 2008

Cuffaro condannato a 5 anni: le preghiere non sono bastate, ma si è detto molto felice.I precedenti penali infatti, fanno curriculum...


Cuffaro condannato a 5 anni per favoreggiamento, si è detto soddisfatto. E cosa vuoi che sia un favoreggiamento? Non è stata riconosciuta l'aggravante di favoreggiamento a Cosa Nostra.
Le preghiere di Cuffaro non sono bastate, la condanna è arrivata, ma Cuffaro è felice, si sfrega le mani... Ecco, una cosa così può succedere solo in questa italia...
Cuffaro è stato interdetto dai pubblici uffici, ma resterà Presidente della Regione Siciliana. Un'altra cosa che può succedere solo in italia...
Cuffaro, condannato e felice, esce dal Tribunale quasi trionfante. In italia infatti, i precedenti penali fanno curriculum...

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Le grandi cover della storia della musica: "Knockin' On Heaven's Door".

Ho deciso di aprire un piccola rubrica musicale, in cui riporterò alcune canzoni famose, delle quali abbiamo varie versioni: pubblicherò l'originale e la/le cover meglio riuscite.
Ho scelto di cominciare con un grandissimo classico di Bob Dylan, una canzone immortale che è entrata a far parte del repertorio di quasi tutte le Band, per la sua efficacia e la facilità di esecuzione:
Knockin' on Heaven's Door, scritta da Bob Dylan nel 1973, la quale si basa essenzialmente su 4 accordi: G,D,C (II,II,IV).
La prima versione che propongo è quella originale di Bob Dylan, poi ci sarà una versione di Eric Clapton, in stile Reggae con la classica cassa in levare e la riconoscibilissima mano di Slowhand.
Ultima ma non ultima, quella che forse è la versione più famosa di questo brano, un vero e proprio inno per una generazione Rock: quella dei Guns 'N Roses.
Sono affezionato a questa canzone poiché fu il mio brano di esordio, con la mia prima formazione musicale (Banda esclusa, quello fu nel 1989). Era il lontano 1991.

Dylan version

Clapton version
Guns 'N Roses version


Ho messo i link, per non appesantire il sito.
Lo sketch del 5 che Duff McKagan da ad Axel mentre Slash inizia l'arpeggio, lo abbiamo usato per anni!
Era il Freddie Mercury Tribute del 1992.

Laici si, ma tolleranti. Laicità e rispetto verso tutte le religioni. Rispetto verso la nostra cultura da parte di tutte le religioni e religiosi.


Il mancato discorso del Papa alla Sapienza, ha sollevato un polverone. Come la penso in merito l'ho già espresso in un post, quindi non torno su quell'argomento.
La laicità è importante, ma chiariamo bene cosa sia la laicità. La laicità è il contrario dell'integralismo, è apertura, dibattito, democrazia, rispetto per gli altri, rispetto per se stessi. Come ho detto, quella dell'altro giorno a mio avviso è stata una sconfitta per la laicità; si poteva fare parlare il Papa e poi discutere, una volta tanto non parlava dal suo Balcone di San Pietro, ma da una sede laica. Sarebbe stata una bella occasione per dialogare, anche se non con lui direttamente, ma si poteva ribattere alle sue parole, magari in altra sede.
Passo oltre. La laicità è importante, il rispetto per le religioni deve essere massimo, ma non dobbiamo farci imporre precetti religiosi. Questo vale per tutte le religioni. Tempo fa ci fu la discussione sul velo nei luoghi pubblici: il velo che copre anche il viso deve essere vietato, punto! E' vietato in un paese islamico come la Turchia, le nostre leggi non prevedono di potere girare a volto coperto. Il velo può coprire i capelli ma, in Italia, non deve coprire il viso. Queste sono le nostre leggi.
Quando poi leggo di maestri che hanno vietato ai bambini di fare il presepe, ritengo di potere dire che queste sono amenità pazzesche. Il presepe, più che un fatto religioso, è un fatto culturale, esiste praticamente da sempre nei nostri luoghi ed è una gioia per i bambini. Inoltre ricordo che Cristo è un messia anche per gli islamici, quindi non vedo quale disturbo possa dare la realizzazione di un presepe, ai bambini non crisitani.
L'Italia ha una sua cultura, che mischia indubbiamente una tradizione crisitana a una laica. Non possiamo rinunciare alla nostra cultura, chi lo vuole fare, è perché non ha cultura.
Ci vuole rispetto, per tutti, ma non possiamo rinunciare a ciò che siamo e ciò che abbiamo. Dobbiamo permettere agli stranieri di integrarsi nel nostro paese, favorire la loro integrazione, ma non dobbiamo chinare il capo e rinunciare alle nostre conquiste di libertà e laicità. Noi abbiamo uno Stato che ha certe regole, le dobbiamo rispettare e fare rispettare, altrimenti rischiamo di passare da un ramo all'altro, dalla laicità a nuovi modelli di integralismi religiosi.
Io non rinuncerò mai alla mia cultura. Difendere la laicità dello Stato, deve andare in tal senso: tollerare tutti i credi, ma porre dei paletti comuni e, soprattutto, non rinunciare a ciò che i nostri avi hanno costruito negli anni, solo per un buonismo radical-chik da salotto.
La laicità deve valere nei confronti di tutte le religioni: Cristiani, Islamici, Buddisti, Induisti, ecc.
Laicità per tutti e nei confronti di tutti.
La nostra cultura deve permettere agli altri di integrarsi, ma non deve rinunciare a se stessa, come a volte è successo e sta succedendo.

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giovedì 17 gennaio 2008

Comunicato stampa di Vincenzo Di Biasi Dipartimento Sindacale Funzione Pubblica CGIL sull'assenteismo nel Pubblico Impiego


In qualità di RSU-CGIL ho ricevuto dal mio Sindacato questo comunicato, che pubblico sul blog:

L’enfasi con la quale anche oggi su molti quotidiani è stato presentato come fenomeno grave il cosiddetto assenteismo nel pubblico impiego è da caccia alle streghe, mentre se si leggono i dati con la dovuta, ed onesta, attenzione si può affermare che il caso delle assenze per malattia si può ricondurre all’interno di una quasi fisiologicità.
Da sempre la FP CGIL ha contestato la sommarietà dei dati che venivano divulgati poiché privi delle necessarie scomposizioni utili a comprendere se esiste effettivamente un fenomeno e se e come intervenire. Le nostre insistenti richieste finalmente trovano parziale, ma interessante, riscontro nell’ultima pubblicazione del Conto Annuale relativo all’anno 2006 della Ragioneria Generale dello Stato. Così come avevamo sollecitato vengono scorporate le varie tipologie di assenze e fra queste, con una rilevazione a se stante, quella per malattia e così si rivela che il fenomeno dell’assenteismo non è poi così tanto fenomeno visto e considerato che le assenze per malattia hanno pari media di quella che si verifica nel mondo del lavoro privato (10,5 giornate/anno per i pubblici e 9,64 giornate/anno per i privati). E’ necessario ancora che le ricerche effettuate dalla R.G.S. siano più puntuali, in modo che siano ancora più evidenti le varie e singole cause di assenza tanto da poter effettivamente analizzare il trend di ogni tipologia per intervenire, se è necessario, ma soprattutto per evitare lo scandalismo e gli attacchi strumentali contro il lavoro pubblico ed i dipendenti pubblici. Ancora oggi, quindi, i dati diffusi dalla R.G.S. con il Conto Annuale 2006 risentono di una tecnica di ricerca da affinare poiché è indubbio che, relativamente alla tipologia “Assenze per malattie retribuite”, sarebbe interessante capire se in essa vi siano comprese, ad esempio, le malattie per cause di servizio o gli infortuni e se e quanto pesano le malattie di lunga durata dovute a patologie oncologiche. Lo sforzo di ricerca effettuato con il Conto Annuale 2006 è comunque apprezzabile poiché avvia una azione di trasparenza, purché finalizzata ad azioni positive, e di possibile confronto fra lavoro pubblico e lavoro privato; distinguendo fra diritti sociali e comuni ai due settori e fenomenologie specifiche, poiché si presume sia chiaro a tutti che quelle che sono garanzie sociali generali di tutela delle persone e dei lavoratori rientrano nella fattispecie della inderogabilità. L’auspicio è che nessuno abbia in mente di intervenire su fattispecie di garanzie e tutele sociali quali quelle derivanti dalla legge 104 (assistenza ai disabili) o dalle leggi a tutela della maternità e dei congedi parentali. È altrettanto indubitabile che i datori di lavoro pubblici debbano, per primi, garantire il rispetto e l’applicazione delle suddette leggi e controllare affinchè altrettanto avvenga nel mondo del lavoro privato; settore nel quale si è recentemente distinto il Presidente di Confindustria che, unendosi al coro degli strillatori a proposito dell’assenteismo nella P.A. e del suo costo, ha lanciato, strumentalizzando i dipendenti pubblici, una battaglia contro alcuni diritti dei lavoratori. In ogni caso il Conto Annuale 2006, nonostante gli evidenti limiti da noi rilevati, mostra in tutti i Comparti del lavoro pubblico un calo delle giornate di assenza per anno, sia per quanto riguarda le malattie che per altri permessi e assenze retribuite e non retribuite così come si può rilevare dalla tabella che confronta i dati 2006 sull’anno 2005 (allegata tabella). E’ utile rilevare che questo andamento in diminuzione si è manifestato anche negli anni precedenti. In alcuni comparti del lavoro pubblico, quali ad esempio Ministeri, P.C.M. e Agenzie Fiscali, si rileva comunque un tasso medio annuo di assenze per malattie leggermente superiore ad altri comparti e questo a nostro parere è frutto di un meccanismo, divenuto distorsivo, di detrazioni retributive o meno in virtù del numero di giorni continuativi di assenza. Un sistema introdotto nel 1995 che oggi mostra i suoi limiti poiché di fatto danneggia, quasi esclusivamente, coloro che accusano patologie quali forme influenzali di breve durata; motivo per cui in sede di contrattazione all’Aran è stato richiesto che tale sistema venga rivisto adeguatamente. Da quando, a partire dagli anni novanta, fu avviata la riforma del lavoro pubblico, la FP CGIL è in prima linea per difendere gli onesti e combattere eventuali fenomeni di puro e semplice assenteismo, ma non c’è dubbio che sono anche altri i soggetti interessati in queste iniziative a partire dal Governo al quale si chiede il rispetto dei contenuti del “Memorandum” ed i rinnovi contrattuali e coinvolgendo, ad esempio, i medici ai quali compete la valutazione dello stato di salute del paziente/dipendente pubblico senza per questo farne una vittima sacrificale alla distorsione mediatica che si è prodotta nei suoi confronti e che insistentemente viene riproposta dai giuslavoristi di passaggio.

Vincenzo Di Biasi
Roma 15 Gennaio 2008

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Mastella indagato per concussione, la moglie ai domiciliari, 23 persone con custodia cautelare, ma i colpevoli sono sempre i Giudici...

Mastella, la serietà al Governo...

Ieri Sandra Mastella, moglie del Guardasigilli, è stata arrestata per tentata concussione, Mastella (Clemente) indagato pure lui per concorso in concussione assieme al consuocero Camileri, ai danni di Bassolino (un altro di quelli buoni...); assieme a loro altri politici.
Una parola sola si sarebbe dovuta levare dalla politica italiana: VERGOGNA!!!
Questa parola si è levata, ma nei confronti dei Giudici, sotto attacco del Parlamento a tempo di record, per questo provvedimento. La verità è che i nostri Parlamentari sanno che in tanti di loro potrebbero finire in galera allora, per prevenire, accusano e attaccano.
L'Associazione Nazionale Magistrati respinge la condanna del Parlamento. La condanna del Parlamento??? Chiamate l'ONU, poiché i nostri Parlamentari non conoscono la democrazia!!!
Franceschini, numero 2 del PD, quel partito che sta cercando di fondare un secondo polo di centrodestra, ha dichiarato: "Rispettiamo anche questa volta l'azione della magistratura la sua autonomia anche quando tempi e modi di alcune azioni fanno riflettere e mettono dubbi".
Toh, sono quasi le stesse dichiarazioni di Berlusconi. Allora perché votare PD quando si può votare l'originale? Fossi il Cavaliere chiederei i diritti a Franceschini.
Ognuno ha diritto a votare chi vuole e io non sono qui a dire cosa, chi e come; personalmente so per chi NON votare anche se, francamente, fatico a trovare per chi potrei votare (ma ciò non è importante né interessante ai fini di questo discorso).
Nel 2006 si chiese la discontinuità da una certa politica, ma ciò non è avvenuto. Sulla Giustizia siamo rimasti come eravamo prima, chi all'epoca contestava le leggi sulla Giustizia, alla ricerca di voti a questo punto lo possiamo dire, fingeva. Quella legislazione è rimasta tale e quale anzi, è peggiorata, grazie all'indulto.
I nostri Parlamentari, da destra a sinistra, continuano a volere godere di una immunità (non quella Parlamentare, ma quella ombra che aleggia su di loro da sempre) che gli permetta di fare ciò che vogliono senza essere giudicati. Sono cose che non succedono in nessun altro paese civile, sono fatti da regimi sudamericani, da centro-africa. Succede da noi e oramai non ce ne meravigliamo più.
Faccio un breve accenno, a me caro: a tutt'oggi, non c'è un solo politico uno in Italia, che sia in galera per mafia. La mafia è colpa solo degli italiani, i nostri politici non c'entrano, non sono mai stati collusi con la criminalità organizzata. Falcone, Borsellino, Caselli, con le loro indagini hanno dimostrato tutt'altro, ma i tempi in Italia forse, ancora non sono maturi.
Eh si, ci vorrebbe proprio una bella Rivoluzione Culturale, un cambiamento totale nella società italiana.


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mercoledì 16 gennaio 2008

Situazione dell'aria allarmante in Romagna. I pericolosissimi inceneritori.

Il dott. Daniele Cortesi mi ha segnalato questo video, realizzato dall'Associazione Clan-Destino e dal Movimento Impatto Zero di Forlì e Cesena. Sono associazioni che da tempo si battono per la tutela dell'ambiente e del territorio, in particolare contro la realizzazione di inceneritori. Più volte Beppe Grillo e Dario Fo hanno partecipato alle loro iniziative. Nei loro interessanti siti, potrete trovare tutte le notizie sui danni provocati dagli inceneritori e tutte le loro battaglie.

martedì 15 gennaio 2008

Vado controcorrente: il Papa aveva diritto di parlare alla Sapienza. Gli studenti erano liberi di non andare.


Papa Benedetto XVI, invitato dal Rettore della Sapienza a parlare all'Università, dopo le recenti polemiche, ha declinato l'invito. Credo che il Papa avesse diritto di parlare all'Università, come tutti dovrebbero avere diritto ad esprimersi liberamente. La Costituzione Italiana così prevede.
Privare una persona del diritto di espressione è grave, vedere quei ragazzi che esultavano saltando, senza sapere bene il perché, non è stata una bella immagine di libertà: esultavano per avere censurato qualcuno. Se non volevano il Papa, potevano non andare ad ascoltarlo, chi voleva andare era libero di farlo. Questa si chiama libertà e democrazia. E' stato impedito a una persona (per altro molto autorevole, massimo esponente di una delle più importanti religioni del mondo) di parlare. Questa non è laicità. Laicità è il rispetto del pensiero di tutti, seguendo i principi di Voltaire: chiunque deve avere diritto di esprimere le proprie idee. Oggi è stata una sconfitta per la laicità, quella vera, che molti di quei ragazzi che saltavano, non sanno neppure cosa sia.
Laicità è libertà e indipendenza, libertà di opinione e di espressione; la laicità non è censura, non è impedire a qualcuno di parlare.
Atti come quello di oggi, rischiano di creare integralismi laicisti, che non sono molto distanti dagli integralismi religiosi.

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Il Gianni De Gennaro dalla cintola in su.


Chi è Gianni De Gennaro, il Commissario per l'emergenza rifiuti in Campania, nominato dal Governo? Molti lo conoscono solo per i fatti di Genova 2001, per i quali è indagato: starà alla Magistratura stabilire le eventuali responsabilità. Molti però dimenticano il De Gennaro dalla cintola in su, il "superpoliziotto" che ha dedicato una vita all'Antimafia, collaboratore per 11 anni di Giovanni Falcone. Di lui ricordo la promozione per meriti straordinari nel 1980, per avere preso parte ad un conflitto a fuoco all'interno dell'Ambasciata Belga di Roma, salvando 30 ostaggi, e la promozione nel 1990 al grado di Dirigente Superiore grazie alle importanti operazioni a livello internazionale, contro la Mafia. Anche in America sanno chi sia e stimano Gianni De Gennaro, per le operazioni Antimafia congiunte. In Italia invece si ha la memoria corta... Per carità, se si dovessero trovare prove contro De Gennaro per i fatti di Genova questi questi dovrà pagare le sue eventuali colpe (cosa che invece molti altri, nel tempo non hanno fattto...)
Non dimentichiamo che l'Italia è il paese che manda in Parlamento ex-terroristi, o gente con preoccupanti precedenti penali. Ci facciamo rappresentare da Sergio D'Elia (a me questa persona non mi rappresenta per nulla) con precedenti per terrorismo, o Francesco Caruso (condannato a 3 anni e 4 mesi in primo grado per estorsione, se preferite...; è forse eccessiva, ma non mi interessa tanto il tipo di condanna, quanto la levatura morale del personaggio), o Daniele Farina. Una certa politica a queste persone vorrebbe perdonare tutto: si perdonano gli ex terroristi anzi, li si invitano vergognosamente a parlare nelle università, come che avessero qualcosa da insegnarci. Gente come De Gennaro invece, che ha dedicato una vita alla lotta alla mafia, diviene, per qualcuno, il peggiore dei criminali (non è ancora stato giudicato da alcun Tribunale, a differenza dei precedenti personaggi che ho citato).
Ripeto, se De Gennaro ha delle colpe dovrà pagare, ma nessuno dimenticherà e/o cancellerà mai quanto di buono e bene ha fatto per l'Italia nella lotta alla Mafia. Degli altri invece, si farebbe bene a parlare di più del loro lato nero, soprattutto per quei personaggi che hanno militato in formazioni terroristiche, commettendo crimini contro lo Stato e contro tutto il popolo italiano. Non mi piace quella politica che dimentica troppo presto e ricorda solo ciò che gli fa comodo...

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La fiction su Provenzano non mi ha convinto.


Ieri è andata in onda su Canale 5, la seconda e ultima puntata della Fiction su Bernardo Provenzano, l'Ultimo Padrino. Dico subito che non mi ha convinto e spiegherò i perché:

A parte gli aggiustamenti cinematrografici per rendere più avvincente il film (che però si discostano dalla realtà), dalla fiction emerge un'immagine di Provenzano che non è quella reale. Provenzano è stato un sanguinoso criminale, potentissimo, mentre dal film emerge quasi una figura compassionevole, un uomo che media, che vorrebbe evitare spargimenti di sangue, un vecchio malato, braccato dalle Forze dell'Ordine, molto devoto a Dio, insomma, viene quasi trattato alla stregua di una vittima! La figura di Provenzano è ben lontana da quella fornita dalla fiction, l'ho riportata in un capitolo del mio libro "Cosa Nostra, attacco allo Stato": Provenzano ha sempre ostentato il suo potere, seppure non si fidasse di nessuno, era circondato dai più potenti elementi di Cosa Nostra, non era un uomo in gabbia, ma un potentissimo sovrano a cui nessuno avrebbe mai mancato di rispetto.

La finzione cinematografica tende a rivalutare le figure profondamente negative, mettendone in risalto il lato umano. Ciò è successo anche nel film "La Caduta", dove Hitler viene mostrato in una luce totalmente diversa da quello che era nella realtà.

Proprio per questo ho voluto cominciare il mio libro "Cosa Nostra attacco allo Stato", con una minuziosa descrizione dell'attentato al Giudice Chinnici, per dimostrare la malvagità con cui gli uomini di Cosa Nostra operano. Credo sia molto importante, per non alterare la realtà.

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lunedì 14 gennaio 2008

Sudditanza psicologica degli arbitri: è il turno dell'Inter?



Ancora polemiche sugli arbitri nel campionato di calcio italiano. Ieri la capolista Inter è passata in vantaggio a Siena con un rigore molto dubbio. Ne è nato un polverone: per qualcuno non c'era, per altri c'era, nel bar abbiamo discusso tutta la partita. Per me non c'era, ma quello su Cruz non è stato certo il rigore più scandaloso dato nella giornata (vedi Genoa e Fiorentina).
Ricordo che i dirigenti Juventus dicevano che gli errori arbitrali con il tempo si compensano: forse è venuto il momento in cui si compenseranno tutti quelli subiti dall'Inter negli anni passati, e ch hanno regalato tanti scudetti a Juve e Milan; la loro però non era sudditanza psicologica, ma frode, come calciopoli ha dimostrato. Visto che ho la memoria lunga, ricordo tantissimi casi sospetti ai danni delll'Inter, a partire da un lontano Milan-Inter con rigore clamoroso su Desideri non concesso dall'arbitro, che espulse persino il giocatore per simulazione. Negli anni a seguire poi, gli "strani errori" non si conteranno (chi non ricorda il famoso rigore su Ronaldo non concesso da Ceccarini?).
Ora ci si lamenta per un rigore dato all'Inter, ma non ci si ricorda tutti i danni che l'Inter ha subito negli anni passati. Non voglio fare l'interista vittimista, ma carta canta!
Io, da interista, non voglio alcun regalo, ma da qui a dire che l'Inter vince solo perché aiutata dagli arbitri e non perché più forte, ce ne passa!

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domenica 13 gennaio 2008

Il "Pecoraro espiatorio". Di Davide Fabbri, consigliere Verdi

Di fronte alla grave crisi ambientale che si è creata in Campania, dovuta a 12 anni di gestione straordinaria e fallimentare dei rifiuti, il ministro Di Pietro ha pensato bene di individuare nei Verdi e in Pecoraro Scanio il capro espiatorio di tutta questa vergognosa vicenda.

Non la camorra che in combutta con molte aziende del nord Italia ha per decenni riversato in discariche abusive rifiuti tossico nocivi, non i responsabili regionali e locali e i commissari che avrebbero dovuto individuare le aree e le politiche integrate per risolvere questo annoso problema, non lo scandalo dell'associazione di imprese costituita da Fibe e Fisia Campania, ma chi si è sempre battuto per una gestione trasparente dei rifiuti, denunciando le inadempienze e le collusioni.

Questa squallida operazione di delegittimazione ha un unico scopo, far credere ai cittadini e all’opinione pubblica che l’unico modo per affrontare il problema rifiuti siano gli inceneritori, come quello che si sta realizzando a Forli, non invece la raccolta differenziata, che se gestita in modo intelligente ed efficace permette anche il superamento di tale logica.

Beppe Grillo difende i Verdi sulla vicenda dei rifiuti di Napoli.
Non era scontato.

I Verdi stanno subendo un attacco immeritato, una offensiva in piena regola, un linciaggio politico e morale senza precedenti.

"Il fallimento della politica ambientalista" è lo slogan preferito dai giornalisti di regime (meglio chiamarli giornalai addetti alla propaganda).

Chiedo gentilmente solidarietà e appoggio di quanti sono al nostro fianco nel progetto di ripensamento dell'attuale modello economico insostenibile.

Pertanto dico grazie a Beppe Grillo e a tutti quelli che prenderanno posizione pubblica, anche sulla stampa locale, contro questo linciaggio politico e mediatico nei confronti dei Verdi.

Ringrazio anticipatamente.
Saluti ecologisti
Domenica 13 gennaio 2007

Davide Fabbri
consigliere comunale a Cesena esecutivo regionale dei Verdi

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Movimento per la Pace, Agnese Ginocchio: Solidarietà e sostegno ai Vigili del Fuoco. Vergogna ai mandanti del vile gesto.

Campania- Napoli / (13 Gennaio 2008) Su notizia circa il grave agguato provocato da teppisti senza scrupoli ai danni dei Vigili del fuoco accaduto lo scorso 9 Gennaio 2008 in località Rione Toiano, mentre da un' altra parte della città si stava svolgendo la manifestazione pacifica e nonviolenta contro la discarica Pisani in Pianura, la rappresentante del Movimento per la Pace Agnese Ginocchio (nella foto insieme a Alex Zanotelli, autore foto Andrea Pioltini, fotoreporter ) , testimonial per la Pace, che ha da poco ricevuto il premio nazionale per la Legalità Borsellino per l'impegno sociale e civile, ha inviato una nota alle redazioni manifestando la propria solidarietà e vicinanza a questa istituzione (Vigili del Fuoco) ed ha espresso dura condanna al grave attentato accaduto. "Se non fosse stato per questi nostri validi operatori, durante la scorsa estate saremmo tutti soffocati vivi in Campania a causa degl record degli incendi dolosi provocati da piromani e folli senza scrupoli che ancora una volta hanno voluto attaccare l'ambiente( la vita)..."- ha fatto sapere Agnese Ginocchio- "A queste persone esprimergli il nostro "Grazie "-si legge ancora nella nota- è troppo poco per le infinite missioni che svolgono ovunque per la tutela della vita, dell'ambiente e del bene comune. I Vigili del Fuoco svolgono una professione o meglio un servizio che non fa distinzioni tra persone, non fa caso alla razza o al colore, all'orientamento politico, allo stato sociale e a tutto il resto. In un certo senso questo loro ruolo si potrebbe paragonare all'impegno di un operatore di Pace che opera per il bene comune avendo come punto di riferimento i colori dell' arcobaleno ovvero delle diversità e delle convivialità delle differenze come diceva don Tonino Bello, profeta di Pace. Queste persone sono sempre lì a portare soccorso a tutto e a tutti gli uomini che ne hanno bisogno, specie nei periodi di emergenza e di calamità. Fu grazie all'enorme impegno di un vigile del fuoco che la reliquia della Sacra Sindone ( il tessuto nel quale fu avvolto il corpo di Nostro Signore dopo la sua crocifissione e morte) che si conserva nel duomo di Torino, fu salvata da un'incendio devastante; infatti se fosse rimasta lì tra le fiamme ancora un altro poco sarebbe andata persa completamente. Quello di allora, fu un fatto che particolarmente mì colpì al cuore. Da allora compresi il grande lavoro ed il rischio che ogni volta queste persone svolgono per la tutela della vita e del bene comune. Cominciai a provare molta ammirazione per questi uomini-eroi. Ma con quale coraggio si é potuto pensare di mettere in atto un piano diabolico di attentare al loro servizio e quindi alla loro vita? VERGOGNA a questi scellerati!!! Il 9 gennaio ero anch'io a Napoli, mi trovavo in capo al corteo insieme al comitato organizzatore, ad Alex Zanotelli e a molti altri nomi autorevoli, a partecipare e a sostenere la manifestazione contro i rifiuti e contro quel mostro della discaridca Pisani di Pianura. La manifestazione é stata molto sentita, carica della sofferenza di un popolo che sta pagando le tristi conseguenze di un sistema politico corrotto da mafia e potere, a causa del quale si trova ad affrontare un'emergenza che non ha alcuna giustificazione se non quella di chiedere con tutte le forze le dimissioni e gli arresti dei corrotti che hanno permesso questo scempio ambientale e grave attentato alla salute umana, vero e proprio genocidio di massa. Peccati capitali, che neanche Dio perdona. Guai a chi scandalizza..!!! Esprimo profondo sdegno e dura condanna ai mandanti di questo folle ed insensato gesto intimidatorio provocato ai danni dei Vigili del Fuoco, perchè mettendo in atto questo diabolico piano hanno voluto in un certo senso screditare e colpire anche la nostra manifestazione contro i rifiuti a sostegno di Pianura, cui noi tutti popolo per la Pace, per la difesa della vita e dell'Ambiente con tutte le nostre forze vi abbiamo voluto fermamente partecipare. I Vigili del fuoco sono gli "Ambasciatori della vita", uomini coraggiosi che vanno ammirati e rispettati, stimati profondamente e sostenuti con tutte le forze dell'animo. Essi -conclude la testimonial della Pace- sono dunque uomini di Pace"!!! * Segue nota della redazione: "A queste parole non si può che non restarne colpiti. Ancora una volta l'instancabile e onnipresente donna dagli alti valori etici e morali, che impiega la sua vita per la promozione dei valori della Pace, dei diritti umani e della fratellanza fra i popoli qual'é Agnese Ginocchio, richiama noi tutti alla riflessione e all'impegno, all'azione e al rispetto reciproco, ideali che prima di essere riportati quì per iscritto, sono, dalla testimonial per la Pace, vissuti in prima persona. Una fulgida speranza per tutti noi, specie per il nostro sud travagliato dalle infinite emergenze....

Rocco Siffredi è il miglior produttore del nostro cinema.


Lo ha stabilito l'Avn Awards, l'organizzazione statunitense che da 25 anni premia i migliori film hard. Rocco Tano, meglio conosciuto come Siffredi, è l'attore italiano che ha ricevuto più premi in tale rassegna. Attorno al mondo del porno girano ogni anno circa 13 milioni di dollari.
Oggi Siffredi non fa più l'attore, ma il produttore di film hard. La patatina, come disse in una nota pubblicità, vince sempre!

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