sabato 16 febbraio 2008

Febbre al sabato sera.


All work and no play makes Jack a dull boy.
Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca.
Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca.
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Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca.
Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca.

Il crollo di Cosa Nostra, se non "controllato", può essere un rischio per lo Stato

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Probabilmente mai come ora Cosa Nostra è con le spalle al muro. La più potente organizzazione criminale del mondo, dopo i recenti arresti in serie, è stata decimata nei suoi vertici.
Ovviamente ciò è una notizia positiva, che però potrebbe comportare alcuni rischi.
Il primo è quello di una nuova Guerra di Mafia, per ristabilire le gerarchie di potere, dopo che molti appartenenti alle sfere alte dell'associazione, sono stati arrestati. Dopo le bombe del 1993, la mafia era tornata silente e nel silenzio aveva ricominciato a fare affari. Ora che i vertici sono traballanti, gli affiliati potrebbero scontrarsi duramente, per ottenere una posizione egemone.
"La Mafia - come diceva Falcone - è un fatto umano e come ha avuto un inizio, avrà anche una fine". Tutti ci auguriamo che questa fine sia prossima, ma c'è un altro problema, di cui lo Stato dovrà farsi carico. Cosa Nostra infatti, seppure da una posizione di illegalità, mantiene un certo ordine, dall'alto della sua egemonia criminale. Se crolla Cosa Nostra, potrebbero sostituirsi ad essa altre associazioni criminali. Le varie Mafie di tutto il mondo, non si lasceranno scappare questa occasione. Per questo lo Stato italiano, in concertazione con quelli stranieri, dovrà stroncare sul nascere questa possibilità: la decimazione di Cosa Nostra, non dovrà consentire ad altre associazioni criminali, di sostituirsi ad essa.
Ultimo ma non ultimo come importanza, è questo fatto: la Mafia (tutte le mafie), sopravvivono grazie alle loro connivenze con la politica. In passato molti partiti hanno applaudito quando si arrestavano i mafiosi, ma quando politici rappresentanti di quei movimenti finivano nel registro degli indagati, ecco che si cominciava ad accusare la magistratura (quando i politici delinquono, stranamente i colpevoli diventano i criminali). Successe con Falcone e Borsellino prima e con Caselli poi.
Fino a che le indagini non faranno luce sulle connivenze tra mafia e politica, sarà difficile estirpare questo fenomeno criminale. Avere indultato il 416ter sul voto di scambio mafioso, la dice lunga su quale sia la strategia della maggior parte dei partiti politici italiani (eccetto Di Pietro e pochi altri).

venerdì 15 febbraio 2008

Casini chiama Berlusconi che non risponde. Fini chiama Casini che non risponde. Ma la dignità di "Er Caghetta"?


Pierferdinando Casini ha dichiarato di avere chiamato poco fa Silvio Berlusconi, ma questi non gli ha risposto, dicendo al leader UDC che lo avrebbe richiamato più tardi.

Fini nel frattempo ha chiamato Casini per invitarlo ad entrare nel PdL, ma Pierferdy ha risposto sdegnato: "Ho amicizia per Fini e lo rispetto però anche lui e An la smettano di rivolgermi appelli per entrare nel Pdl che sembrano quelli di chi si vuole lavare la coscienza: invece di chiedersi perché io non entro sono loro a dover spiegare perché, dopo le cose che dicevano fino a poco tempo fa, hanno compiuto questa scelta".

Stai a vedere che alla fine Casini batte Fini in quanto a dignità (gara tutt'altro che ardua...).

Il leader di AN aveva fatto il bellimbusto, dichiarando (notizia ANSA): "con me Berlusconi ha chiuso, la frattura non è più sanabile, se Berlusconi si accorda con Veltroni, per quanto riguarda An il Cavaliere non tornerà più a Palazzo Chigi".

Poi Fini ha calato le braghe e si è piegato a 90°. Negli anni '70 dai suoi colleghi di partito veniva chiamato: "Er Caghetta". Il nome è il suo programma.

Oggi è la giornata del Risparmio Energetico: segui anche tu il decalogo!


In tutta Europa oggi è la giornata del risparmio energetico: un'iniziativa che dovrebbe diventare una costante di tutti i nostri giorni: dalle 18 si spengeranno piazze e monumenti, dal Colosseo alla Tour Eiffel alla facciata del Foreign Office a Londra al Castello di Edimburgo.
In Italia hanno aderito 500 comuni, Camera e Senato, 70 Ipercoop, 20 sedi del Demanio, i Mc Donald's, le sedi dell'Ikea e del gruppo Coin. Anche l'Enea ha aderito.
Sperando che in futuro, la giornata M'Illumino di meno, la si faccia tutti i giorni!
Ecco il decalogo, per risparmiare energia:

1. spegnere le luci quando non servono

2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici

3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l'aria

4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l'acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola

5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre

6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria

7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne

8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni

9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni

10. utilizzare l'automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.

E' stato calcolato che se Google avesse uno schermo nero, si potrebbero risparmiare 750 Megawatt/ora. Google ha così creato una versione "nera" del suo motore di ricerca, chiamata "Neroogle", con le stesse funzioni e potenzialità di quella in bianco, ma con un consumo di energia decisamente minore.
Ecco la versione italiana di google con schermo nero, con risparmio energetico, provare per credere http://www.neroogle.it/

E ricordati di spegnere tutte le luci e i dispositivi elettrici non indispensabili venerdì 15 febbraio alle ore 18!

La BCE sempre dalla parte dei potenti: ora dice che i nostri salari crescono troppo...


Secondo la Banca Centrale Europea, esiste un rischio al rialzo per la stabilità dei prezzi nel medio termine, per questo motivo la settimana scorsa ha lasciato invariati i tassi, nonostante la crescita dell'economia in questo periodo sia minore rispetto alle aspettative.

Per la BCE il pericolo verrebbe dalla crescita dei salari. Come al solito la Banca Centrale fa gli interessi dei potenti: quando il pericolo è portato dal sistema creditizio, non si prende alcun provvedimento, ora invece la colpa sarebbe della crescita dei salari (dati ovviamente contestati da tutto il mondo sindacale). Il costo della vita è alle stelle, soprattutto in Italia, e i salari hanno un potere d'acquisto attuale che è la metà rispetto a quello degli anni '70, quando i salari italiani erano tra i più alti d'Europa.

Inoltre va distinta (come sempre) l'Italia dal resto dell'Europa: quando i prezzi salgono negli altri Stati, in Italia salgono in modo più che proporzionale; quando i prezzi altrove calano, da noi restano invariati.

Attualmente in tutta Europa i prezzi delle case stanno scendendo. In Italia invece il costo delle abitazioni è rimasto invariato dal 2006. Come al solito c'è una categoria, quella dell'alta imprenditoria e della finanza che ci guadagna sempre e comunque, mentre i soliti noti (i lavoratori) ci rimettono.

L'inflazione erode il potere di acquisto dei nostri salari e, guarda un po', il problema sono i nostri salari che crescerebbero troppo. Qualcuno di voi se n'è per caso accorto?

giovedì 14 febbraio 2008

Perché il Centro Destra "presunto" liberalizzatore, quand'era al governo non ha liberalizzato?


Il Governo Berlusconi, tra il 2001 e il 2006, non ha fatto (quasi) nessuna liberalizzazione. Si sono riempiti la bocca con questa parola, ma al dunque hanno fatto più niente che poco. Berlusconi aveva troppa paura che, liberalizzando, avrebbe scontentato quelle categorie che sono suoi elettori. Il cosiddetto "liberismo a parole". L'unico tentativo fu fatto con la Legge Maroni, cercando di colpire i lavoratori, favorendo gli imprenditori (categoria elettoralmente molto cara al Cavaliere).

Le uniche liberalizzazioni (solo alcune, bisogna dirlo) sono state fatte con il decreto Bersani e subito il Centro Destra s'è inalberato, a difesa delle corporazioni di destra colpite: "E' una vendetta contro tassisti e farmacisti" - è stato detto. Forse invece è stato un provvedimento che è andato a colpire categorie oligopoliste, che negli anni hanno pagato poco e incassato molto: "non è sempre pasqua"; sarà ora di fare pagare anche quelli che non pagavano mai!

L'Italia è un paese estremamente corporativo, dove ognuno si fa gli affari suoi e se può, lo mette in quel posto a più persone possibili. Allora è chiaro che queste liberalizzazioni sono non solo necessarie, ma fondamentali, per renderci più competitivi e equi, nei confronti della cittadinanza. Berlusconi invece ha ben pensato di sanare la sua posizione di imprenditore, con la legge Gasparri, bocciata anche dall'Unione Europea (si prevede una multa di 400 mila euro al giorno, per le illegalità commessa dalle sue TV; però pagheremo noi, non lui, che continuerà a ridersela a 64 denti).

Fini e Casini hanno dichiarato che, quando erano al governo, c'era qualcuno che faceva in primis i propri interessi personali, a discapito di quelli del paese. Poi sono tornati tutti amici, in quanto la dignità in certi casi (e ambienti), è un optional.

La situazione italiana è tale per cui cui i governi di sinistra, se possono, liberalizzano soprattutto a spese degli elettori di destra (delle corporazioni che votano a destra) e i governi di destra, se possono, liberalizzano a spese delle corporazioni legate alla sinistra.

Bisognerebbe invece liberalizzare, senza preoccuparsi di non scontentare i propri elettori (che troppo spesso fanno parte di quelle categorie che non pagano mai!).

Sta di fatto però che il Berlusconi presunto liberalizzatore, ben si è guardato dal liberalizzare i settori i cui interessi erano fortemente rappresentati nell'allora maggioranza di destra.

I liberalizzatori a parole, a discapito dei fatti.

Vale sempre il detto: "è facile fare i finocchi, con il culo degli altri" (con tutto il rispetto per gli omosessuali ovviamente, ho solo citato una frase che credo renda l'idea).

L'ultimo viaggio di Marco Pantani.

Era il settembre del 1997, ma sembra ieri. La domenica della Festa di Sant'Antonio, suonammo con la Banda, arrivai a casa e c'era lui, il Pirata.
Difficile spiegare cosa fosse per me Marco Pantani, vorrei però sintetizzarlo con poche parole: "Marco era un dispensatore di emozioni". Nessun altro sportivo mi ha regalato tali sensazioni, Pantani era poesia pura.
Lo conobbi quel giorno, poi lo vidi altre volte. L'ultima, quel triste 14 Febbraio 2008, dentro una bara. Eravamo in tanti, tantissimi ad accompagnare Marco nella sua ultima corsa: un muro di oltre 20 mila persone ai lati della strada, mentre lui passava davanti a noi; dietro sfilavano le sue maglie, quella gialla, quella rosa e quella del campionato del mondo. Un'atmosfera surreale, tutti eravamo molto commossi. Qualcuno gridava: "Marco, Marco", come facevamo quando lo seguivamo nelle Alpi e nei Pirenei. Il Pirata volava davanti a noi, ma quel 14 febbraio, il carro procedeva lento e Marco non rispondeva ai nostri incitamenti. Poi, davanti al cimitero un ultimo, lunghissimo e intenso applauso, per dire grazie a Pantani e a tutte le emozioni che aveva saputo regalarci.
Mi manca il Pirata, dopo di lui il ciclismo non è stato più lo stesso, e io ho quasi smesso di seguirlo. Nessuno sa regalare le emozioni che dava lui. Ogni tanto vado al cimitero a Cesenatico e mi soffermo sulla sua tomba: nel libro dentro la cappella, ci sono centinaia di migliaia di firme e attestazioni di stima, di gente proveniente da tutto il mondo.
Andai sulla tomba di Marco anche il 3 febbraio 2007, pochi minuti dopo ebbi l'incidente in moto. Ci sono tornato.
Non potrò mai dimenticare, Marco Pantani.

mercoledì 13 febbraio 2008

Padoa Schioppa ci prende per il culo?

Padoa Schioppa, il ministro dell'Economia, ha dichiarato: "Non c'è nessun tesoretto. L'ho detto a dicembre e da allora la situazione è solo peggiorata". Ma se per mesi ci hanno fatto una testa come un pallone con questo tesoretto, e ognuno diceva la sua su come impiegarlo! Qualcuno non la racconta giusta, e qualcosa mi dice che quel qualcuno sia proprio Padoa Schioppa.

Secondo i Sindacati l'extragettito ammonterebbe a più di 10 miliardi di euro, mica bruscolini! Quei soldi, secondo i leader sindacali, dovrebbero essere redistribuiti a lavoratori e pensionati.

Voglio però dire una cosa, che non è né di destra, né di sinistra, né di centro:

La verità è che in questo paese non si è mai fatta una seria politica economica e oggi, dopo 60 anni di Repubblica, ne paghiamo le conseguenze. Abbiamo i salari più bassi d'Europa e il costo della vita più alto. Ciò significa che buona parte dei politici che hanno governato, da una parte e dall'altra, sono stati degli inetti che non hanno saputo amministrare la cosa pubblica, non hanno saputo spendere bene i nostri soldi, non hanno saputo regolare e incentivare l'economia italiana. Dopo gli anni del boom anni '50, siamo progressivamente andati indietro, come i gamberi.

Diciamo la verità: che ci sia o non ci sia questo tesoretto, cambia ben poco! si perché sarebbero indicativamente 200€ a testa, per ogni italiano. Ci cambiano la vita 200€, se poi il costo della vita rimane fuori dalla grazia di dio come lo è adesso?!?

La verità è che i nostri politici, devono smetterla di fare i politicanti, e cominciare a governare per bene, riallineandoci agli standard europei. Abbiamo il debito pubblico più alto d'Europa, lo dobbiamo risanare, ma non si può fare sempre e solo la politica del tirare la cinghia, chiedendo i sacrifici sempre alle stesse persone!

I nostri salari sono fermi da 10 anni (e forse anche di più), mentre il costo della vita sale vertiginosamente ogni giorno. I politici, per lavarsi la coscienza dicono: "dobbiamo redistribuire". Ma redistribuire cosa?!? Fate una politica economica seria, affinché i nostri stipendi si allineino con quelli europei, e il costo della vita anche. Poiché se andiamo avanti così, facciamo la fine dell'Argentina. E la colpa è tutta dei governanti che abbiamo avuto, incapaci di governare!

Ma di cosa parlano?


Sto guardano Ballarò (ieri ndr), ci sono ospiti in studio: Bertinotti, Tremonti, Franceschini e Pezzotta.
Fino ad ora hanno discusso se AN è destra, destra-centro, centro-destra, centro; su chi entra nel partito popolare europeo e chi nei socialisti europei; sulla grande storia del '900, sul ritorno dei democristiani.
Ma di cosa parlano?
Non capisco, devo essere ritardato dal loro punto di vista politico (o accelerato, come direbbe Germano). Parlano di tutto, per non parlare di niente. Sono fuori dal mondo e dal tempo, non hanno alcuna idea di cosa sia questo paese e quali necessità questo abbia.
Pezzotta dice che il bipolarismo è superato e servono partiti competitivi (il suo, che avrà si e no l'1%), Franceschini che non ha ancora capito con chi si dovrà confrontare, Tremonti che se non entra tutta la PdL nel partito popolare europeo fa una strage, Bertinotti che parla della falce e martello. Datemi una pera!!!
E questa sarebbe la gente che dovrebbe governarci? Ma nemmeno amministratori di condominio li vorrei!
Sarà anche vero che l'erba del vicino sembra sempre più verde, ma i nostri politici quell'erba, se la fumano a quanto pare.
Non c'è un politico che sia uno, ospite della trasmissione, che abbia parlato di programmi e di problemi seri del paese.
Vorrei sentire qualcuno che parli di: risparmio energetico, utilizzo di energie alternative, produzione economica, sviluppo sostenibile, nuove tecnologie, taglio agli sprechi pubblici, semplificazione e sburocratizzazione del sistema pubblico, tassazione, lotta all'evasione, programmi sociali, sostegno dei salari, competitività, programmi di integrazione, lavoro giovanile, politiche del lavoro, e ci sarebbero altri 100 argomenti da discutere e approfondire.
Niente! Ora stanno decidendo dove andrà Casini. Io un bel posto dove mandarlo lo avrei!
La campagna elettorale è cominciata nel peggiore dei modi!

martedì 12 febbraio 2008

"Vorrei avere anche io i privilegi fiscali di Valentino Rossi". Di Lorenzo Zangoli

In riferimento all'articolo, su repubblica sport, di Corrado Zunino del 08 febbraio 2008: "Valentino la rinascita comincia col fisco restituirà 20 milioni e poi una festa".
Vorrei anch'io ( come penso diversi italiani) avere la possibilità di non versare, non dico 60 milioni di euro (come Valentino Rossi) ma quelli che ho versato nello stesso periodo, cioè dal 2000 al 2004, da lavoratore dipendente, ovvero circa 60.000 euro in 5 anni .
Vorrei che lo Stato anche con me fosse così buono da non chiedermi su di essi more ed interessi, bensì, oggi nel 2008, si accontentasse di 20.000 euro, dato che con Vale si è accordato su un versamento a saldo di 20 milioni di euro.
Vorrei infine che lo Stato anche a me concedesse di rateizzare in 48 mesi (4 anni) il mio debito (sarebbero meno di 420 euro al mese, ma in tasca ne avrei da tempo 60.000) cosicchè nel 2012, quando avrò finito di versare quello che dovevo già dal 2000, anche con un semplice cittadino dipendente, che non ha versato il dovuto al fisco, lo Stato si è accontentatato di poco più degli interessi maturati sul non versato.
( Nota tecnica: 60.000 euro in titoli di stato ad un saggio medio corrente d'interesse semplice di poco più del 3% netto, porgono circa 2000 euro all'anno, per un periodo medio di 8 anni, circa dal 2002 al 2010, garantiscono 16.000 euro, senza valutare in aggiunta gli interessi composti. Se lo Stato si accordasse col semplice cittadino dipendente su 20.000 euro...).
Dimenticavo: lo Stato farà perdere peso al fatto penale di omessa denuncia e dichiarazione infedele ( se lo fa a Vale lo farà anche a me) e si otterrebbe di chiudere i controlli dal 2005 al 2007 (cioè in tale periodo non mi verrebbe chiesto nulla sul e del non versato?).
Per me ( e tanti altri italiani) non sarebbe certo una rinascita, ma una festicciola penso saremmo in tanti a farla.
Ma è tutto vero?

Lorenzo Zangoli

Imporre la sharia come legge è una cagata pazzesca

L'Arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, ha dichiarato che è «inevitabile» l'adozione di alcune norme della Sharia, la legge islamica, nella società britannica. A quel punto pare che Fantozzi si sia alzato dal pubblico, sia salito nel palco e abbia così risposto: "per me, imporre la Sharia come legge, è una cagata pazzesca!". 42 minuti di applausi!
Tornando al serio: spero sia solo una boutade, per attirare l'attenzione. La legge è laica per definizione e nessuna religione deve avere il potere di imporre i propri dogmi come legge.
Uno Stato democratico non può tollerare una invasione tale nelle sue competenze da parte della religione. Chi vuole rispettare i dettami religiosi lo può fare, ma nessuno deve imporli come legge.
Non importa quale religiose sia: islamica, cristiana, ebraica, buddista o di quale altro tipo.
Lo Stato è laico e tale deve restare. Non solo, tutti abbiamo il dovere di batterci per la laicità dello Stato. Guardate cosa è successo in Turchia: migliaia di persone sono scese in piazza (soprattutto donne) contro l'abolizione del divieto di portare il velo nelle università.
Non possiamo tollerare che le religioni impongano i loro dogmi e credi, come leggi.
Sono uno strenuo difensore della laicità dello Stato e lo difenderò dagli attacchi che perverranno da qualsiasi religione.
Libero Stato.

Democrazia partecipativa: scrivi 5 punti del tuo programma di governo.


Voglio provare un piccolo esperimento di Democrazia Partecipativa qui sul blog, se funzionerà poi lo ripeteremo, in altre situazioni.

Chiedo a voi lettori (in vista delle imminenti elezioni), di scrivere 5 punti di un ipotetico vostro programma di governo (come se foste voi i candidati a Primo Ministro). In questo modo potremo vedere le diverse ipotesi politiche per (cercare di) giungere alla soluzione dei problemi italiani.

Ognuno dei 5 punti dovrà essere brevemente spiegato, ovvero spiegare il "perché" si voglia attuare quel punto e il "come" lo si vorrebbe fare, magari condendolo con qualche riga che dica quali risultati ci si attendano (il "cosa").

Se non fossi stato chiaro vi faccio un breve esempio:

Punto 1: riduzione delle imposte => (perché) per dare un impulso all'economia stagnante; (come) tagliando le aliquote fiscali; (cosa) a seguito della riduzione delle imposte mi aspetto una maggiore circolazione di denaro e una crescita economica, soprattutto della piccola e media impresa, con conseguente mantenimento del gettito fiscale globale in favore dello Stato.

Ovviamente il mio è solo un esempio (anche un po' troppo di destra, tra l'altro, ma non volevo influenzarvi...).

Chiedo quindi a voi di inserire i vostri 5 punti e discuterli brevemente. Nessuno ovviamente, vi chiede di essere degli economisti o dei politologi, ma solo di esprimere la vostra opinione.

Sono convinto ci siano politici migliori tra i lettori, rispetto a molti che siedono in parlamento.

lunedì 11 febbraio 2008

Lorenzo Lanzi strepitoso in Quatar ma la stampa pro Biaggi lo ignora.

Il centauro sampierano Superbike, che quest'anno correrà su Ducati 1098 clienti nel team RG, ha stabilito il miglior tempo nella prima giornata di prove dei test che si stanno svolgendo a Losail, in preparazione del mondiale che prenderà il via tra due settimane.
Lorenzo ha fermato il cronometro a 1'59''6. Dietro di lui il vuoto, in seconda posizione Ruben Xaus su Ducati Sterilgarda, staccato di 1''5, mentre Biaggi, anche lui su Ducati, ha realizzato il tempo di 2'01'2, ben 1''6 distante da Lorenzo.
La stampa parla sempre e solo di Biaggi, oppure di Michel Fabrizio, ma qualcosa mi dice che quest'anno Lorenzo tornerà protagonista del mondiale come nel 2005.
Lanzi si trova molto bene su questa moto, che dai primi test appare incredibilmente competitiva.
Lorenzo sa che si gioca molto nelle prime gare della stagione, quando le moto clienti saranno ancora abbastanza simili a quelle ufficiali. Se i risultati arriveranno, Ducati sarà obbligata a fornire pezzi competitivi al centauro sampierano, che si appresta così a vivere una stagione da protagonista nel mondiale Superbike 2008.
La moto di Lorenzo sarà di colore giallo e nero, con il numero 57 sul cupolino. Proprio come quella del 2005, che portò tanta fortuna.
Speriamo che questo sia l'anno della consacrazione di Lorenzo Lanzi nel mondiale Superbike.

"All Right O quasi". Di Lorenzo Mazzoli Segretario Nazionale FP CGIL

I successi delle forze dell’ordine di queste ore rappresentano segnali importanti nella lotta alla criminalità. Ma non solo.
La mano di un poliziotto che viene posata sul “Capo” per farlo entrare nell’auto che lo porterà in galera, è un gesto straordinario: ti proteggo perchè non ti faccia del male sbattendo la testa, ma adesso risponderai dei tuoi delitti che hai archiviato lì dentro.
E’ l’autorevolezza dello Stato che non ha bisogno di umiliare per vincere.
L’operazione Old Bridge Palermo-New York contro “le famiglie” e l’arresto del boss dell’area nord di Secondigliano meritano tutta la nostra attenzione e soddisfazione. La criminalità si può battere. E’ questione di capacità e volontà. Il male si può isolare e sconfiggere. Lo Stato e le istituzioni possono essere autorevoli, è questione di capacità e volontà. Repressione e legittimata azione politica.
Siamo alla vigilia di importanti elezioni. Election day, bene.
Ora sta ai partiti, tutti, dare un segnale. Queste elezioni era bene non farle adesso, ma ora ci sono. Possono essere una grande occasione, possono ridare fiducia e speranza ai cittadini. Possono ridare credibilità ed autorevolezza alle istituzioni. Possono, appunto.
Un nuovo patto di cittadinanza a Costituzione invariata si può. Si deve.
Siano i “migliori” a stare nelle liste. Rappresentino valori, senso delle istituzioni, politica a servizio dei cittadini. Poi ci sono i valori che devono tratteggiare le differenze tra destra e sinistra. Dunque, innovare la realtà con una bella ventata di “normalità”.
Vale per l’Italia, per il Mezzogiorno è vitale.
Una nuova classe dirigente (non solo politica) che “offra il petto” se non è in grado di evitare tonnellate di rifiuti nelle strade con relativi topi giganti e bagarozzi volanti.
Fuori dalle liste chi si è occupato di direttori generali e non della salute dei cittadini.
Si impedisca di stare nelle istituzioni chi ha utilizzato i finanziamenti pubblici per sprecarli in opere inutili e regali “agli amici”. Si promuova chi ha fatto bene.
Non sarebbe difficile essere orgogliosi di noi stessi. E’ questione di capacità e volontà. Appunto.

Lorenzo Mazzoli Segretario Nazionale FP CGIL

Chi striscia non inciampa.


Berlusconi, parlando ai Circoli della Libertà, si è tolto qualche sassolino dalle scarpe, nei confronti di Casini. Lo ha fatto in modo forte, plaudendo poi alla nascita del PD e indicando quest'ultimo e il suo Partito della Libertà, come il futuro della politica italiana.
Casini ha tentennato tanto nell'ultimo periodo: vado, non vado, faccio, non faccio. Da buon democristiano, voleva ancora comandare imponendo diktat. Ora che Berlusconi lo ha tagliato fuori (ma credo lo voglia solo spaventare, un posticino, dopo averlo umiliato, glielo troverà) ecco che ricomincia a strisciare, mettendo da parte tutte le sue ambizioni, sperando che il Cavaliere riaccolga nel suo regno la pecorella smarrita. Casini, dopo avere fatto il bellimbusto, appena sentitosi alle corde ha dichiarato: "sono disponibile al dialogo".
Fini dal canto suo ha abbassato nuovamente la testa, sperando in una magnanimità futura di Berlusconi, che lo nomini come successore. Fini sembra il Principe Carlo d'Inghilterra, l'eterno secondo, che aspetta una vita per succedere al trono e che magari all'ultimo momento verrà "trombato", rimanendo con un pugno di mosche in mano.
Conoscendo Berlusconi potrebbe anche farlo per dispetto, nominare qualcun'altro come suo successore, al posto di Fini, vendicandosi di tutti i tira e molla che ha patito nella CdL, da lui definita, solo pochi mesi fa, un ectoplasma.
Molti parlano di Michela Brambilla, ma sarebbe un suicidio, troppo impreparata politicamente, almeno in questo momento. Più probabile qualcuno tipo Gianni Letta, per una transizione, poi si vedrà se all'interno di FI ci sarà qualcuno che il Cavaliere riterrà degno di succedergli.
Non credo proprio che Berlusconi voglia lasciare spazio come leader a una persona fuori dal suo partito, rischiando così di perdere le redini della situazione.
Per Fini e Casini, i quali dopo i proclami belligeranti dei mesi scorsi dove sembrava volessero cambiare il mondo, vale sempre il detto: "chi striscia non inciampa".

domenica 10 febbraio 2008

Foibe


" ... va ricordato l'imperdonabile orrore contro l'umanità costituito dalle foibe (...) e va ricordata (...) la "congiura del silenzio", "la fase meno drammatica ma ancor più amara e demoralizzante dell'oblio". Anche di quella non dobbiamo tacere, assumendoci la responsabilità dell'aver negato, o teso a ignorare, la verità per pregiudiziali ideologiche e cecità politica, e dell'averla rimossa per calcoli diplomatici e convenienze internazionali".
Con queste parole il 10 febbraio 2007 il Presidente Napolitano, celebrò la giornata delle Foibe. Ma cosa furono le foibe? Furono un atto criminale, di questo non v'è dubbio, ma visto che la storia è storia, questa va raccontata, affinché la gente la conosca cosa successe in quel periodo.
Dopo il 1920 l'Italia, con il trattato di Rapallo, annesse Gorizia, Trieste, Istria e Zara (successivamente anche Fiume, dopo il noto volo sulla città di D'Annunzio). Durante il ventennio il regime fascista cerco di cancellare, con i metodi tipici che ben conosciamo, tutte le istituzioni croate e slovene, estromettendo dai pubblici impieghi le persone di quelle nazionalità. Circa 100 mila sloveni e croati furono costretti ad abbandonare quelle terre e si consolidò in loro un forte sentimento anti-italiano. Nel '41, dopo l'occupazione dei territori Jugoslavi da parte dell'Italia, il regime fascista deportò molte persone appartenenti alle minoranze slave, nei campi di Arbe, Gonars e Renicci.
Dopo l'armistizio del '43, cominciò la vendetta Jugoslava nei confronti degli Italiani, il regime di Tito attuò le sue violenze nelle zone di Trieste, Gorizia e Capodistria. Secondo la commissione bilaterale italo-slovena "tali avvenimenti si verificarono in un clima di resa dei conti per la violenza fascista e appaiono essere il frutto di un progetto politico preordinato in cui confluivano diverse spinte: l’eliminazione di soggetti legati al fascismo e l’epurazione preventiva di oppositori reali".
Secondo lo storico triestino Spazzali "
le foibe furono il prodotto di odii diversi: etnico, nazionale e ideologico. Furono la risoluzione brutale di un tentativo rivoluzionario di annessione territoriale. Chi non ci stava, veniva eliminato".
Le Foibe furono sicuramente un gravissimo crimine, ma credo sia altrettanto importante fare un'analisi storica di quel periodo. Personalmente condanno quell'atto di violenza inaudita, nella quale perirono un numero ancora non ben precisato di persone. E' importante comunque conoscere la storia e capire come si arrivò a quel momento d'odio, che non deve comunque essere da scusante per i crimini commessi da una parte (prima) e dall'altra (poi).