venerdì 3 ottobre 2008

Americani sconcertati per il processo ad Amanda Knox ma lei è molto fortunata a subirlo in Italia questo processo.


Vedere gli americani scandalizzarsi di qualcosa fa un pò ridere: un popolo che bombarda altre nazioni, che stermina civili, che ha prigioni come Guantanamo dove si calpestano i più elementari diritti civili, che ha tribunali che spesso condannano solo per il colore della pelle, dove i neri sono ancora oggi cittadini di serie C, ecco un popolo così ha il coraggio di scandalizzarsi per il processo che vede imputata Amanda Knox per omicidio.

Essi non si pongono il problema che sia stata uccisa una ragazza ma protestano per le modalità di funzionamento della Giustizia italiana (che potrà avere tantissimi difetti ma non ha nulla da imparare da quella americana).

Si lamentano della carcerazione preventiva per Amanda Knox ma dovrebbero rallegrarsi del fatto che la loro concittadina verrà processata in Italia poiché in America potrebbe anche essere condannata a morte. Forse dovrebbero ricordarselo, questa nazione di bigotti.

Fini contro Berlusconi: "La Camera farà sentire la sua voce!" (vignetta satirica)

IL RUGGITO DEL CONIGLIO

giovedì 2 ottobre 2008

I Parlamentari sono depressi...parola di Berlusconi.


L'ho sentito proprio ora, era lui che parlava, a prova di smentita: silvio berlusconi il presidente del consiglio.

Ha detto che i Parlamentari sono depressi, per questo il suo Governo va avanti con i decreti legge.

Ah ecco perché sono così assenteisti, SONO MALATI!.

Credo non ci sia bisogno di aggiungere altre parole...

mercoledì 1 ottobre 2008

Frankfurt 451


Una calda giornata di settembre, l'aereo sarebbe partito da Forlì alle 19. Erano le 16 avevo da poco smontato dal servizio e Luca subito ci dette subito buca: "non vengo". Quando si impunta non c'è modo di smuoverlo e allora partimmo solo io e Matteo, destinazione Francoforte Germania. Scendemmo la valle del Savio con l'Ottundina, rigorosamente guidata da me. Matteo non guidava mai la sua auto in mia presenza, mi tirava le chiavi si metteva a lato posto guida e cominciava a palugare. Giunti a Forlì con discreto anticipo facemmo regolare check-in, bagaglio a mano e dentro in aereo. Il bagaglio a mano di Matteo era la borsa da dottore di suo babbo riempita con sei Moretti da 66cl avvolte da un asciugamano, per non fargli fare rumore. Se gliel'avessero aperta cosa avrebbero pensato i poliziotti? Perquisirono solo me, mi perquisiscono sempre oramai è un classico.
A Matteo avevo copiato da poco il cd Flight simulator per computer, praticamente guidò assieme al pilota tutto il viaggio: flap a 35 gradi - ritirare i flap - aumentare la potenza. Atterrammo a Francoforte in tarda serata, nell'areoporto c'era una pizzeria e mangiammo. Nessuna fretta, Matteo mi aveva assicurato che era stato già a Francoforte e sapeva dove andare. Niente di più falso a Francoforte non c'era mai stato, lo disse solo per tranquillizzarmi. Cominciava a farsi tardi e dissi che forse sarebbe stata ora di partire. Matteo rispose: "nessun problema, se non c'è l'autobus ci avviamo a piedi". Capii poco dopo che Matteo Francoforte non sapeva neanche dove fosse nella cartina. Dall'aeroporto alla citta sul Meno ci sono circa 200 Km, se ci fossimo avviati forse oggi saremmo stati ancora per strada. Il pullman fu la nostra salvezza, giungemmo in città che era mezzanotte, nel piazzale della stazione treni. Guardai la struttura e capii subito che quello sarebbe stato un buon posto per dormire. Ovviamente non c'eravamo preoccupati di prenotare un albergo o guardare su internet dove fossero gli hotel più economici. Ma il problema si poneva: trovare un posto dove chiudere gli occhi, possibilmente non per sempre. I tassisti non ci davano udienza, chiedevamo loro: "cheap hotel", ma non volevano caricarci sulla macchina. Non ho mai capito il perché. Si fece l'una di notte e noi ancora eravamo in città, senza un posto dove coricarci. Mi tornò in mente la stazione dei treni e là ci recammo. Nessun problema, non era la prima volta che dormivamo assieme ai barboni e non sarebbe stata certo l'ultima. Addocchiai due panchine e in una di queste mi sdraiai. Matteo fece altrettanto. Dopo qualche minuto due cingalesi si avvicinarono a noi e dissero: "italiani...avete bisogno di un posto dove dormire?". Non ero abituato alla cortesia e la cosa mi puzzò un po', ma risposi: "si". "Allora venite con noi" disse uno dei due, e cominciammo a camminare in direzione di quello che a suo dire era l'albergo più economico di Francoforte. Dopo cinque minuti arrivammo a destinazione, all'hotel Paris in pieno centro. Matteo voleva assolutamente pagare da bere ai due i quali, probabilmente astemi, declinarono cortesemente. Matteo come suo solito si offese e se non lo avessi trattenuto, avrebbe risposto male ai due giovani che si allontanarono dopo i miei ringraziamenti. L'hotel Paris era si economico, ma anche una bettola adatta a puttane e magnaccia. Salimmo le strette scale fino all'ultimo piano dove c'era la nostra stanza: un letto matrimoniale un bagno e la TV. Matteo l'accese e chissà come, trovò subito un porno: "oh finalmente adesso mi faccio un bel raspone!". Si tirò giù le mutande e cominciò l'opera, mentre io in bagno facevo la doccia. Niente di strano, Matteo lo faceva spesso e per me è stato come un fratello, non mi sono mai scandalizzato di nulla con lui. Mentre mi lavavo lo sentivo imprecare contro il dottor Mosconi, reo di averlo rovinato con una circoincisione: "non sento un cazzo!" ripeteva mentre si masturbava. Quando uscii dalla doccia Matteo aveva già finito ed era pronto per uscire, erano oltre le 2 di notte ma visto che il nostro soggiorno sarebbe stato breve, decidemmo di andarci a bere qualcosa fuori in un locale. Scendemmo in strada e orientandoci alla meglio ci dirigemmo verso quello che sembrava essere il centro città. La gente parlava italiano, tutti capivano l'italiano, non ci fu dunque difficile chiedere dove recarci. A quell'ora però i locali erano tutti chiusi tranne uno, che Matteo trovò subito... In giro c'eravamo noi e pochi altri ma appena giunti in quel quartiere, ecco che si aprì davanti a nostri occhi la "movida" francofortina. Alzai lo sguardo e davanti ai miei occhi si svolse una scena che faticavo a credere reale: al secondo piano di un palazzo, dalla finestra potevo scorgere una donna orientale completamente nuda che scappava inseguita da un uomo che cercava di prenderla, anche lui senza vestiti. Matteo aveva già capito dove fossimo e cominciò a rallegrarsene: era il quartiere a luci rosse di Francoforte, l'unica zona viva in quel momento. Tutti i buttafori dei locali ci fermavano chiedendoci di entrare, ma io facevo finta di non capire. Matteo non si teneva: "andiamo, andiamo". "No - gli dissi - non mi farò mai spennare in un night", ma eravamo troppo italiani per non far si che i gestori dei locali ci attirassero con una proposta allettante, e così fu. "Italiani entrate che per voi è gratis, niente biglietto di ingresso". Annusai subito la fregatura ma Matteo era già dentro seduto su una poltrona con un'entreneuse vicina. Mi sedetti fianco a lui e la ragazza cominciò il suo spettacolo togliendosi i vestiti a suon di musica, fino a rimanere completamente senza. Sapevo che la fregatura sarebbe arrivata: l'ingresso non costava nulla, ma la prima bevuta 50€! Mi incazzai di brutto con Matteo che mi aveva coinvolto in quella puttanata, mi alzai e gli dissi: "io esco e provo a trovare un pub dove una birra non costi più di 5 euro!". Fece finta di non sentire ed io uscii. Appena fuori dalla porta c'erano due poliziotti tedeschi che stavano manganellando un uomo a terra, lo ammanettarono e lo caricarono sulla camionetta. Cominciai a passeggiare e trovai un piccolo bar dove mi sedetti prendendo qualcosa da bere. Dopo 10 minuti giunse anche Matteo, chissà come fece a sapere dove mi trovavo. Gliene dissi di tutti i colori, ovviamente i 50€ spesi erano i miei poiché Matteo usciva sempre senza soldi. Lui cominciò a canticchiare un motivetto sulla melodia del cartone animato Pollon: "noi siamo polli, polli da spennary...". Non potevo non perdonarlo. La cameriera del bar cominciò a spazzarci i piedi e capimmo che era giunta ora di tornare all'albergo...
(CONTINUA?).

Granbassi ad Annozero. Perché no?


Margherita Granbassi, campionessa di scherma, è stata invitata da Michele Santoro nella sua trasmissione "Anno Zero" in qualità di giornalista, in sostituzione di Beatrice Borromeo.

La Granbassi, che gareggia per l'Arma dei Carabinieri, nella prima puntata ha tenuto una presenza discreta e gradevole.

Poi è intervenuto Cossiga che è tutt'altro gradevole e discreto, il quale ha stigmatizzato la presenza della Granbassi definendola vergognosa. Io ritengo invece che di vergognoso ci sia solo (e non solo...) la presenza in Parlamento di gente come Cossiga che si è più volte spocata le mani durante la propria storia politica (vedi Gladio). E' anche per gente come lui che talvolta ci vergognamo di essere italiani. Subito a ruota di Cossiga è andato Maurizio Gasparri (il cui fratello è un militare dell'Arma, con buonapace per l'Arma...) il quale dall'alto della sua intelligenza comunicativa (è noto per la legge Gasparri, quella per cui si è pronunciata contro l'Unione Europea oltre che la Corte Costituzionale) ha sottoscritto la petizione di Cossiga, poiché il vero problema dell'Italia non sono la crisi economica, le leggi ad personam, ma la Granbassi.

L'Arma dei Carabinieri sotto queste pressioni, ha deciso di revocare l'autorizzazione alla Granbassi che però, da parte sua, ha detto di volere andare avanti. Probabilmente si congederà e il danno di immagine sarà tutto per l'Arma dei Carabinieri che dovrà ringraziare per questo due luminari come Cossiga e Gasparri.

martedì 30 settembre 2008

Collaborazione con Report On Line


Da qualche giorno ho iniziato la collaborazione con il sito Report On Line
Potrete trovare là qualche mio articolo che vi linkerò quando saranno pubblicati.
Altri miei articoli potrete trovarli, come succede già da un anno, su Il Passatore.
Le trasmissioni continueranno comunque regolarmente su Linea Gotica, non vi farò perdere nulla!
Ecco i primi due:

Tolmino goes to Holliwood: partito con la sua tromba da un piccolo paese e giunto fino all'olimpo della musica internazionale.

Tolmino è sicuramente il più eclettico musicista di Bagno di Romagna. Nonostante l'età matura ha ancora una carica da ventenne e si diverte a suonare ovunque capiti. Porta sempre dietro con se la sua tromba ed è facile vederlo unirsi ad altri musicisti durante le serate, portando la sua carica e la sua allegria.
Ha un curriculum che sembra una Divina Commedia (e che sotto vi riassumo), ma è un musicista dotato di grandissima umiltà oltre che di talento.
Ho avuto la fortuna di suonare spesso con lui sia nella Banda Santa Cecilia che nella Tholmini Big Band, oltre che in alcune serate di piano bar, che restano per me indimenticabili.
A tergo dell'articolo vi propongo la parte di un video che è stato girato in America quando nel 2002 andò in concerto con Paolo Conte. Buona visione!

Tolmino MARIANINI nasce a Bagno di Romagna il 15/05/1944. All’età di 11 anni inizia a suonare il genis nella Banda musicale del paese, per passare poi alla tromba. Con alcuni coetanei forma un piccolo gruppo musicale per suonare nelle sale da ballo nei paesi limitrofi. Si iscrive quindi al Liceo Musicale di Cesena ma, per motivi familiari, termina gli studi a Torino, dove si diploma in tromba presso il Conservatorio “G. Verdi” nel 1967.
Dal 1967 inizia a suonare nell’Orchestra Sinfonica della RAI di Torino e in quella del Teatro Regio a cui seguiranno poi molti altri contratti anche con altre orchestre sinfoniche e liriche italiane (Teatro alla Scala di Milano, Teatro Comunale di Bologna, Orchestra Stabile dell’Emilia Romagna di Parma, Orchestra Sinfonica di Sanremo, AIDEM di Firenze, Orchestra del Giglio di Lucca, Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, orchestra della RAI di musica leggera di Milano, etc.) sotto la direzione dei più grandi direttori d’orchestra, da Z. Metha a R. Muti, da C. Abbado a C.M. Giulini, da L. Maazel a D. Oren, da M. Gusella a N. Sanzogno, da L. Berio a R. Chailly, da S. Celibidache a G. Kuhn, da T. Schipper a G. Prètre, e molti altri).
Oltre che essere stato scritturato varie volte in qualità di prima tromba in orchestra, la sua versatilità lo ha portato a suonare anche come attore-solista in scena in opere liriche come in “The Rake’s Progress” con la regia di Ken Russell, e nell’”Elisir d’amore”, allestite al Teatro Comunale di Firenze.
Nel 1968 viene scritturato dal Piccolo Teatro di Milano, in qualità di attore-musico, per una lunga tournée europea (toccherà 40 città della Germania e della Francia) dello spettacolo “Arlecchino, servitore di due padroni” con la regia di Giorgio Strehler. La collaborazione con questo teatro continuerà ininterrottamente fino al 1983 e lo porterà a suonare nei maggiori teatri mondiali, anche in occasione di importanti festival teatrali quali Salisburgo, Dubrovnik, Parigi, Nizza, Berlino, Tokio, Caracas, San Pietroburgo, etc.
Sempre nel 1968 partecipa ad un’audizione al Teatro alla Scala in cui risulta vincitore. Gli viene pertanto proposto un contratto di lavoro, che si trova costretto a rifiutare essendo sotto contratto, in quel periodo, con il Teatro Stabile di Torino per la messa in scena della tragedia “Orgia” di Pier Paolo Pasolini, sotto la regia dello stesso autore, nella quale, unico musicista, esegue musiche originali di Ennio Morricone.
Di alcune di queste rappresentazioni e concerti, sono state fatte registrazioni televisive e incisioni discografiche.
La sua passione per tutti i generi musicali lo porta a preparare, oltre che a partecipare come componente e solista, gruppi di ottoni ed eseguire numerosi concerti in diverse località italiane ed estere, con un repertorio che spazia dal barocco al jazz.
Ha eseguito anche, come solista, molti concerti per tromba ed organo utilizzando il trombino.
L’amore per il jazz lo fa incontrare a Firenze, città nella quale si trasferisce nel 1975, con dei giovanissimi promettenti musicisti con i quali formerà il “Bee Boop Quintet”: Luca Flores, Luca di Volo, Nicola Vernuccio e Sandro Di Puccio. Inizia così anche ad insegnare la tromba per 17 anni, nella Scuola di Musica di Fiesole. Annovera tra i suoi allievi Fabio Morgera, Luca Marianini, Marco Crusca, Franco Baggiani, etc. Insegnando inoltre al CAM “Andrea del Sarto” di Firenze e a Scandicci, ha la possibilità di suonare, oltre che con altri esponenti del panorama jazzistico fiorentino (A. Fabbri, D. Carraresi, S. Rapicavoli, L. Pareti, G. Grisolia, M. Bini) anche con P. Tonolo, B. Tomaso, E. Pierannunzi, G. Trovesi, P. Fresu, Steve Lacy, Lee Konitz, e con l’affezionato amico Rudy Migliardi.
Nel 1980 coinvolge in un suo progetto la Filarmonica “V. Bellini” di Scandicci, e fonda così la sua prima Big Band, nella quale dirige ed è tromba solista. Di li a qualche anno, sollecitato dalla passione e l’entusiasmo di alcuni musicisti dilettanti (in primis Giovanni Crocchini), metterà su la Big Band “50ZERO28” di Tavarnelle V. di Pesa, con la quale farà diversi concerti in importanti manifestazioni, sia in Italia che all’estero (Francia, Germania, Ungheria, etc.). Anche all’interno della Filarmonica “Santa Cecilia” di Bagno di Romagna viene formata la “Tholmini Big Band”. Il repertorio comprende standard americani (Ellington, Miller, Carmichael, Gershwin, etc.), musiche da film e musical.
Anche il dixieland ha avuto una grande importanza nella sua vita musicale. Con un organico pressochè fedele ai dettami classici, nel 1991 si forma il sestetto “Really the Blues” (Marianini cornetta, Cordovani clarinetto, Grisolia sax baritono, Tarlini basso tuba, Ciolli banjo, Rapicavoli batteria). Il repertorio, che spazia dalle musiche di Joplin a Waller, da Handy a Bechet, da Ory ai pezzi resi celebri da Bix Beiderbecke e Louis Armstrong, gli dà l’opportunità di esprimere al meglio, attraverso la cornetta, tutto il suo entusiasmo per questa musica.
Nel 1999 viene chiamato da Paolo Conte, per un concerto ad Alessandria, in sostituzione del suo trombettista ufficiale Mandarini. Verrà poi richiamato nel 2001, per partecipare alla tournée negli Stati Uniti d’America, e nel 2003 per un concerto a Divonne, suonando sempre la cornetta.

Attualmente continua con grandissima passione la sua attività di musicista.

Chi sarebbe quello che ha disprezzo per le Istituzioni?


"Avere la faccia come il culo" = è un modo di dire che si usa per classificare quelle persone che non si vergognano di nulla e/o non hanno remore a chiedere qualcosa che non meritano o a cui non hanno diritto.

Il forzitaliota Cicchitto ha avuto il coraggio di scandalizzarsi per le parole del segretario dell'ANM Cascini, il quale in merito al Lodo Alfano ha dichiarato, riferito a Berlusconi: "non rispondo a quello che dice un imputato del suo processo". Cicchitto ha avuto il coraggio di accusare il segretario dell'ANM di avere disprezzo per le Istituzioni.

Nello stesso giorno il Presidente del Consiglio in carica attaccava ancora la Magistratura (uno dei tre poteri dello Stato, con pari dignità, Montesquieu: Legislativo, Esecutivo, Giudiziario) dicendo che i giudici che lo devono giudicare sono militanti estremisti di sinistra. Dopo avere definito in passato alcuni giudici quali deviati mentali, criminali ecc. continua il suo attacco alla Magistratura.

Chi sarebbe quello che ha disprezzo per le istituzioni?

lunedì 29 settembre 2008

29 settembre, compleanno di Berlusconi (vignetta satirica)


Politicanti: a minaccia ai giudici fare seguire minaccia agli avvocati, così son pari.


Si parla tanto di responsabilità penale dei Magistrati che per Berlusconi sono il male assoluto dell'Italia (ovviamente vede il male dove ne ha interesse personale).
La responsabilità penale dei magistrati esiste già e in quanto Pubblici Ufficiali possono essere chiamati a rispondere di reati quali abuso d'ufficio, omissione di atti d'ufficio, corruzione, concussione, ecc.).

Il governo vorrebbe dare una stretta ai Magistrati, soffocandone la loro opera. Si parla di togliere l'obbligatorietà dell'azione penale e tenere sotto minaccia i giudici.

Isomma, si parla solo di Magistrati e mai di Avvocati.

Come la mettiamo della presenza di Avvocati in Parlamento che continuano la loro attività professionale? Come la mettiamo con gli avvocati di Berlusconi, Pecorella e Ghedini che stanno in Parlamento a creare leggi per favorire il proprio assistito? Non è un clamoroso conflitto di interessi? L'accusa e la difesa (lo stato e uomini dello stato) rappresentati dallo stesso soggetto!

Come la mettiamo in questo caso? nessuno vuole porsi il problema, tanto sono loro stessi che fanno le leggi.

A chi vorrebbe vedere processati i Magistrati per il loro operato io dico: "perché non processiamo anche gli avvocati per il loro operato". Se difendono un delinquente, perché non vengono condannati assieme al loro assistito? Ovviamente è una provocazione, ma ciò che dicono certi politici sui magistrati, non è affatto una provocazione, ma un delirante piano da mettere in opera.

Visto che l'obiettivo principale è mettere sotto minaccia giudici e PM, perché non operare anche sugli avvocati?

Allora faccio questa proposta: nel caso in cui un avvocato sostenga l'assoluta innocenza del proprio assistito e questi venga riconosciuto colpevole, anche l'avvocato dovrà essere condannato assieme al suo cliente.

A minaccia dei giudici segue minaccia per gli avvocati, così sono pari.

domenica 28 settembre 2008

Ferrari tutti a casa

Se non hai tecnici all'altezza, piloti all'altezza, meccanici all'altezza, non puoi sperare di vincere il mondiale.