sabato 20 dicembre 2008

D'Alema: "nel PD c'è Unità" (vignetta satirica)

Ottimo parcheggio, complimenti!

"Parcheggio" di giovedì sulla strada tra Pontassieve e Bagno a Ripoli (Firenze)

venerdì 19 dicembre 2008

Inter - Manchester


Peggio non ci poteva andare ma in fondo ce la meritiamo. Sarebbe stato ingiusto trovare una squadra più scarsa, poiché nel girone abbiamo fatto pena e allora meritiamo di incontrare subito la più forte.

L'Inter può passare poiché non è inferiore a nessuno, ma tutto dipende dalla sua mentalità. Ricordiamo che negli anni passati è riuscita ad uscire contro Valencia e Villareal, dopo gironi facili e spianati. A parte il Liverpool dello scorso anno, era parecchio che l'Inter non trovava una squadra veramente forte in Champions.

L'andata sarà in casa a Milano e questo può essere un problema in quanto il Manchester all'Old Trafford è molto forte e difficilmente perde. L'Inter dovrà quindi vincere all'andata e con un cospicuo scarto, di almeno 2 se non 3 gol. Sembra impossibile, ma l'Inter è capace di prenderne altrettanti al ritorno, quindi meglio tutelarsi da subito.

Se l'atteggiamento sarà quello timoroso e insulso (a parte le vergognose espulsioni che abbiamo subito) dello scorso anno contro il Liverpool siamo già fuori prima di scendere in campo. Se l'atteggiamento sarà invece quello dimostrato contro Juve e Roma allora ci sono buone possibilità che l'Inter passi il turno.

Speriamo bene.

I politici rubano quindi serve una riforma della Giustizia.


No, non sono diventato scemo tutto d'un botto, ma è ciò che vogliono i politici italiani.
Invece di dire: "basta rubare", dicono: "riformiamo la Giustizia" che nel loro personalissimo vocabolario significa "affossiamola".
Ma che paese è questo? Dove invece di punire chi ruba si punisce chi cerca di impedire loro di rubare? Una vergogna assoluta, una vergogna tutta e solo italiana. Uno schifo. Non ci sono altre parole. Vogliono persino riabilitare l'epoca delle tangenti, i politici che rubavano. Gli italiani hanno la memoria corta e gli piace stare a 90 gradi e prenderlo nel didietro a secco. E avanti così!

giovedì 18 dicembre 2008

La Casta assolve se stessa e trova capro espiatorio. Italiani sveglia!!!

tratto da Report OnLine

Esattamente un anno fa l'odio per la Casta politica toccava il suo apice, il libro di Stella era oramai un best-seller, a Roma i cittadini tiravano monete e uova marce sulle auto blu con i politici dentroLa politica corse ai ripari, confidando nella memoria corta degli italiani. Promisero tagli alla Casta, le Comunità Montane sarebbero state ridimensionate se non cancellate, le Province idem, i privilegi dei politici eliminati. Fu poi lasciato passare un pò di tempo, gli italiani contenti delle promesse dimenticarono e i politici ricominciarono a fare quel cavolo che gli pareva.Ma non tutti dimenticarono, cosicché servì spostare l'attenzione dal problema, dalla Casta politica ad altri.
Il capro espiatorio fu ben presto trovato da Brunetta che per distogliere l'attenzione dai politici e dalle sue assenze al Parlamento europeo, cominciò con una campagna di denigrazione del pubblico impiego che va avanti ancora adesso. Il populismo, fomentato dalla stampa di regime, ha di fatto spostato l'attenzione dalla casta politica agli impiegati pubblici che vengono quotidianamente "massacrati" e insultati dal ministro che scova fannulloni ovunque, tranne che in Parlamento e al Governo.
Ah già, perché oltre agli amici, c'è pure lui.

mercoledì 17 dicembre 2008

La Troupe di canale 5 a Le Balze.

Domani sera alle 23 andranno in onda le riprese televisive registrate alla sorgente del fiume Tevere nella giornata di ieri dalla troupe televisiva di “Terra!”, il programma d’approfondimento del TG5 a cura di Toni Capuozzo e Sandro Provvisionato.
Il programma ha dedicato un ampio spazio al Tevere sotto i riflettori in questi giorni a causa della piena alimentata da un’ondata eccezionale di piogge di notevole entità.
Le riprese televisive partono dalla sorgente alle pendici Monte Fumaiolo fino ad arrivare alla sua foce a Roma, e attraversano tutti i paesi che sono lambiti dalle sue acque.
Il programma d’approfondimento del TG5 ha inoltre raccolto testimonianze da alcuni abitanti del paese delle Balze. Sono stati intervistati il primo cittadino di Verghereto Fedele Camillini, il presidente della Pro Loco Franco Rossi ed alcuni abitanti del paese. Ha collaborato con la troupe anche il presidente dell’associazione romana “amici del Tevere” l’ing. Giuseppe Maria Amendola.
La troupe di Mediaset ha poi proseguito verso Pieve Santo Stefano dove è stato intervistato anche il sindaco Lamberto Palazzeschi. Nello scorso fine settimana , quando a Roma si temeva la piena straordinaria del Tevere, c’erano quattro volontari di Verghereto che hanno prestato il loro contributo per far fronte alla situazione di emergenza creatasi nella capitale. I quattro volontari della Misericordia di Verghereto hanno prestato la loro opera sotto la direzione del Coordinamento Nazionale delle Misericordie.
Nel ringraziare i singoli volontari per questo nuovo attestato di disponibilità e solidarietà, l’assessore alla Protezione Civile di Forlì-Cesena Alberto Manni intende porre l’accento sull’alto grado di efficienza e preparazione ancora una volta dimostrato dal nostro Coordinamento Provinciale di Protezione Civile che, come in precedenti situazioni di crisi, è stato scelto dai responsabili regionali e nazionali per fronteggiare questa emergenza.

Evelyn Morri

Ottaviano del Turco: "Che gioia, sono felice per il voto" (vignetta satirica feroce)

martedì 16 dicembre 2008

Fini e la Storia: chi la conosce e chi volutamente la ignora


Il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha lodevolmente ribadito la sua condanna per le Leggi Razziali emanate in Italia durante il periodo fascista.
Queste le dichiarazioni di Fini: "L'ideologia fascista non spiega da sola l'infamia delle leggi razziali. C'é da chiedersi perché la società italiana si sia adeguata nel suo insieme alla legislazione antiebraica e perché, salvo talune luminose eccezioni, non siano state registrate manifestazioni particolari di resistenza. Nemmeno, mi duole dirlo, da parte della Chiesa cattolica".
Apriti cielo spalancati terra, Giovanni Sale di Civiltà Cattolica ha attaccato Fini accusandolo di non conoscere la Storia. Secondo lui la Chiesa si sarebbe sempre opposta al fascismo.
Ah si?Papa Pio IX, quello citato da Sale come oppositore del fascismo, definì Mussolini "l'uomo della Provvidenza", mentre Pio XII di Mussolini disse "il più grande uomo da me conosciuto, e senz'altro tra i più profondamente buoni".
Riprendo qui sotto un mio post di un anno fa, sulla collusione tra Chiesa e Fascismo.

In tutta l'Europa del Sud, in Spagna, in Portogallo e in Croazia, la chiesa fu un affidabile alleato nell'instaurazione dei regimi fascisti. Il generale Franco in Spagna fu autorizzato a fregiare la sua invasione del paese e la distruzione della repubblica con l'onorifico titolo di La Crujada (la crociata). In Ungheria, il golpe militare dell'estrema destra guidato dall'ammiraglio Horty fu caldamente sostenuto dalla chiesa, così come gli affini movimenti fascisti in Slovacchia e in Austria. In Francia le organizzazioni fasciste cattoliche, come l'Action Française di Charles Maurras e la Croix de Feu, condussero una feroce campagna contro la democrazia. La gerarchia cattolica tedesca impose di celebrare annualmente il compleanno di Hitler.

La collusione con il Nazifascismo continuò anche dopo la guerra, il Vaticano aiutò i criminali Nazisti a fuggire in sudamerica, fornendo passaporti, documenti, denaro e contatti, collaborando con le dittature di estrema destra di quei paesi.

Nel 1993 il Vaticano inviò questa lettera in Cile: "Al generale Augusto Pinochet Ugarte e alla sua distinta sposa, Signora Lucia Hiriarde Pinochet, in occasione delle loro nozze d'oro matrimoniali e come pegno di abbondanti grazie divine", firmata Giovanni Paolo II. Il Cardinale Sodano si spinse oltre, riaffermando al generale "la più alta e distinta considerazione".

Credo che non sia necessario aggiungere altro, se non una parola: indignazione.

Di Pietro raddoppia il PD si dimezza e Veltroni si domanda il perché

Sabato scorso sono andato a Rimini a vedere lo spettacolo di Daniele Luttazzi. Fantastico, come sempre. Forse a quelli del PD farebbe bene andare a vedere questo spettacolo invece di ragionare e parlare del nulla.
A un anno di distanza dalla sua creazione ancora si discute cosa voglia essere e a cosa serva il PD: non fa opposizione a Berlusconi, cerca accordi con Berlusconi mentre questo li massacra. Eppure continuano a non fare opposizione e a cercare accordi con Berlusconi, crollando nei consensi.
In abruzzo il PD è sceso al 20% mentre Di Pietro ha raggiunto il 15%. Continuando su questa strada ci sarà uno storico sorpasso. Si perché il PD non sta facendo nulla, la sua opposizione è inesistente, gli elettori si sono stufati di un partito che fa da stampella a Berlusconi e viene continuamente preso a schiaffi.
Il PD nacque senza anima, come semplice somma di due partiti, DS e Margherita, ha avuto uno spostamento verso il centro incredibile, insomma è una nuova Balena Bianca ma visti i risultati potremmo parlare di acciuga. Che per Berlusconi è pure buona da mangiarsi.

Un'ottimistica recessione

Tratto da Report OnLine

Recessione e ottimismo sono due parole che difficilmente si conciliano. Eppure succede anche questo in Italia: va male ma sorridiamo, poiché potrebbe sempre andare peggio

E se nello scendere toccheremo il fondo, ci sarà sempre pronto un badile per cominciare a scavare.

Il Presidente del Consiglio della metà degli italiani ha detto che bisogna essere ottimisti, sorridere. Il pessimismo è comunista, l'ottimismo è berlusconiano.

Poi ha rilasciato alcune dichiarazioni: "bisogna spendere, rilanciare i consumi" (ricordate la pubblicità "fai girare l'economia", a me faceva girare altro...).
Ha detto che "non ci sono motivi affinché le aziende calino la loro produzione" (fu così che nel '29 in USA giunse la Grande Depressione).

La colpa della crisi, secondo Berlusconi, è la nostra (mai la "loro") poiché non spendiamo i nostri soldi (che non abbiamo).
"Dovete spendere i vostri soldi" grida il Cavaliere, ma se non ci sono cosa spendiamo?
"Fate un mutuo e spendete i vostri soldi". Ah... Mi ricorda un mio compaesano quando fu chiamato dalla sua banca che gli disse che era sotto nel conto corrente.
Lui serafico rispose: "e dove sta il problema, vi farò un assegno...".

La colpa della crisi è dei soliti tirchi comunisti che si rifiutano di spendere il loro denaro e che non fanno girare l'economia.
In compenso signor Berlusconi, altre cose girano, e parecchio.

lunedì 15 dicembre 2008

domenica 14 dicembre 2008

Quando i rifiuti non esistevano

di Lorenzo Spignoli, Sindaco di Bagno di Romagna

Quando ero bambino i rifiuti quasi non esistevano. Perlomeno non esistevano nella vita di una piccola comunità appenninica, ancora essenzialmente rurale, quale noi eravamo.
Le poche cose che le famiglie compravano erano spesso “sfuse”: tanto la farina che la pasta, tanto le sigarette che i tessuti. La scarsa disponibilità finanziaria dei compratori (che non erano ancora “consumatori”) richiedeva che le varie merci costassero il meno possibile. Ecco allora che produzione e distribuzione risparmiavano sugli imballaggi e sulle confezioni.
Non c’erano sportine di plastica, non c’erano neppure lontanamente vuoti a perdere. Chi andava ad acquistare il litro di vino doveva portarsi la bottiglia. Il massimo di confezionamento per i generi alimentari era la carta gialla, che poi veniva conservata nelle case per essere riutilizzata. Appena qualcuno di noi monelli si procurava un bernoccolo, ecco che la carta gialla, debitamente inumidita, svolgeva la propria funzione di riassorbente ideale.
Le famiglie erano più numerose di quelle attuali e così scarpe, cappotti e maglie passavano attraverso catene di figli, fratelli e sorelle fino alla loro consunzione definitiva.
Il materiale metallico (non c’erano lattine per bibite, più che altro si trattava di scatole per il tonno o i pelati e vecchie pentole irrimediabilmente bucate) solitamente veniva gettato nel fiume. Noi ragazzi lo raccoglievamo e provvedevamo a separarlo: qua la latta, là l’acciaio, là ancora l’alluminio. Nei giorni di mercato lo vendevamo a qualche ambulante: 2 lire per ogni chilo di latta, 10 per ferro e acciaio, 15 per l’alluminio.
Quello che restava, nelle case, finiva nel fuoco dei camini e delle stufe.
Il netturbino comunale ogni tanto faceva il giro del paese con un carretto a stanghe dove la gente buttava quelli che oggi definiremmo “rifiuti ingombranti”. All’imbocco di ogni via si annunciava soffiando dentro un corno di bue. Io ne ero affascinato. Pensavo a Orlando che a Roncisvalle aveva soffiato dentro il suo corno Olifante fino a farsi scoppiare le tempie e mi chiedevo se al nostro netturbino sarebbe mai potuto accadere niente di simile.
Oggi, come sappiamo, il mondo è diverso e non tutto ciò che è avvenuto da allora mi sento di classificarlo come progresso.
Nel 2007 gli abitanti del Comune di Bagno di Romagna hanno prodotto 4.136 tonnellate di rifiuti. Fanno 680 chili di rifiuti prodotti in media da ciascuno di noi, lattanti compresi. Pensate che solo nel 2005 eravamo a 580 chili a testa. In due anni un quintale tondo di rifiuti in più prodotti da ciascuno di noi. Non è lievemente spaventoso? Certo, nel totale andrebbero conteggiati anche i nostri ospiti, i turisti, e questo può modificare qualche parametro di riferimento, ma la sostanza non cambia.
E come gestiamo questa ingentissima quantità di materiali vari? Male. Oppure, se vogliamo, potremmo essere certamente capaci di fare molto molto meglio.
Le amministrazioni locali attuali negli ultimi anni si sono ritrovate da svolgere anche un compito particolarmente complesso: quello di organizzare e governare il passaggio delle gestioni di acqua e rifiuti ad organismi appositi, le cosiddette multiutility. Da noi, come si sa, c’è Hera. Composizioni difficili, nuovi equilibri da trovare e consolidare, problemi ancora aperti. Uno di questi, certamente, è costituito dalle tariffe che in genere sono cresciute in modo sensibile rispetto alle gestioni precedenti e che non in tutti casi sono eque. Devono essere rivisitate e dove necessario rimodulate. Consiglierei anche di tenerle calmierate per un certo periodo di tempo.
Un altro problema, per l’appunto, è l’indispensabile ottimizzazione della gestione dei rifiuti. Da una parte il gestore deve tendere sempre più ad una situazione di piena efficienza, regolarità e pulizia. Dall’altra la collettività ha grossi margini di miglioramento. Nel giro di pochi anni la nostra quota di raccolta differenziata è salita dal 16 al 31% ma è ora di accelerare.
Qualche sera fa, organizzato dal nostro assessore all’ambiente, da Hera e dalla comunità montana, si è svolto in municipio un interessante incontro volto ad incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti. Sono state svolte considerazioni importanti, che avrebbero meritato di essere ascoltate da un numero di persone ancor più ampio.
Era il primo passo di una offensiva di progresso che proseguiremo, dialogando con famiglie e imprese. Una comunità cosciente e solidale come la nostra, fortemente orientata al progresso come è sempre stata, non può prendere sottogamba una battaglia di civiltà come questa. La raccolta differenziata per il bene dell’ambiente, della qualità della nostra vita, per le generazioni future, ecco una iniziativa che svilupperemo sempre di più. E chi non ci arriverà col cuore, ci arrivi con la ragione: le buone abitudini come queste costano alle nostre tasche immensamente di meno.
Buona raccolta differenziata a tutti.