venerdì 18 dicembre 2009

Vado in ferie

Ci si risente per gli auguri di Natale!!!

giovedì 17 dicembre 2009

Consumi d'acqua in bottiglia: un primato tutto italiano

Ricevo da Lavoceromagnola e pubblico



Esistono ottime ragioni, ambientali ed economiche, per scegliere di consumare l’acqua dell’acquedotto. I dati però collocano l'Italia come il paese in cui si ha il maggior consumo di acqua in bottiglia nel mondo con una media di quasi 190 litri a testa, il 65% della quale è commercializzata in bottiglie di plastica: circa 9 miliardi di bottiglie. Nel corso dell’ultimo decennio la produzione nazionale di acque minerali e’ passata da 6.100 milioni di litri a 9.150 milioni di litri, per un valore annuo di quasi due miliardi e mezzo di euro. Da un sondaggio di Centimetri.it in Emilia Romagna oltre il 90% della popolazione consuma acqua minerale in bottiglia, siamo quindi in linea con i consumi nazionali che ci vedono tra i maggiori clienti delle aziende venditrici di acqua in bottiglia. Ma facciamo due conti: considerando un consumo medio di 1000 litri all'anno per una famiglia di 4 persone e il prezzo medio di 40 centesimi per litro di alcune acque minerali naturali in commercio, la spesa per l'acqua minerale sarà di circa 400 euro all'anno contro1 euro o poco più al m3 (1000 litri) visto che la vendita dell’acqua nelle nostre abitazione si paga a metro cubo. Quindi ogni famiglia semplicemente cambiando un abitudine tutta italiana originata in buona parte dagli innumerevoli spot pubblicitari che attribuiscono all’acqua proprietà taumaturgiche, risparmierebbe certamente un considerevole cifra, e lo farebbe comunque per l’acquisto di una risorsa quantomeno uguale a quella in bottiglia. A meno che qualcuno non voglia mettere in dubbio la qualità e la sicurezza dell’acqua che esce dai nostri rubinetti? Oltre a ridurre in questo modo le bottiglie di plastica che finiscono regolarmente in discarica per essere bruciate con conseguente danno per l’ambiente, il consumo di acqua del rubinetto offe un altro grande vantaggio economico ambientale cioè quello di consumare un prodotto a chilometri 0, infatti la principale voce di costo nel prezzo dell'acqua è quello del trasporto; per trasportare 10.000 bottiglie da 1.5 litri un camion consuma 1 litro di gasolio ogni 4 Km. Meditate gente meditate…

LaVoceRomagnola

La giustizia che Tartaglia (satira)


Tartaglia resta in carcere, per lui la Camera non ha votato contro l'arresto...

martedì 15 dicembre 2009

Mi sono laureato

Ieri mi sono laureato in Scienze Politiche a Forlì, volevo mettere una foto ma ora non ce l'ho (le ha fatte mia mamma) quindi lo farò più avanti.
E' andata bene, sono contento. Ho preso 100/110 e la tesi me l'hanno valutata con il massimo punteggio, significa che è stato un buon lavoro. Tenuto conto che non ho curato la media voto degli esami e che mi sono laureato molto velocemente, sono più che soddisfatto.
Ah dimenticavo, la tesi era: POLITICA, DECISIONI E CONFLITTI, I PRIMI 18 MESI DEL GOVERNO BERLUSCONI IV.

lunedì 14 dicembre 2009

Ediltubi: si salvi chi può!

Ricevo da Lavoceromagnola e pubblico:



CESENA – Il tempo passa e la situazione ambientale dell’ex area Ediltubi a case Missiroli sulla via Emilia che già in passato aveva mostrato alcune criticità a causa dello stato di conservazione delle coperture in eternit e della vicinanza di case e luoghi di lavoro continua a rimanere un caso aperto. Era infatti il 30 settembre 2008 quando il consiglio di quartiere pose il suddetto problema al comune di Cesena; pochi mesi dopo i residenti della frazione di Case Missiroli chiesero ufficialmente un incontro pubblico con il Quartiere e i responsabili degli uffici Ambiente dei Comuni di Cesena e di Longiano affinché si potesse trovare una soluzione nell’area dove prima era ubicata la sopraindicata ditta cementifera. Ma tutt’ora vi sono ancora dislocati pannelli di eternit (migliaia di mq), con conseguente rischio di spargimento nell’aria di polveri di amianto. Inoltre ad aggravare ulteriormente la situazione c’è la presenza, all’interno di una baracca, del bivacco di qualche disperato che da tempo soggiorna lì nonostante le condizioni siano malsane e davvero pericolose. Infatti ciò che è determinante per il rischio salute non è la presenza dell’amianto ma lo stato di conservazione. Con l’andare del tempo infatti le coperture in eternit subiscono un deterioramento per l’azione delle piogge acide, degli sbalzi termici, dell’erosione eolica e di organismi vegetali, che determinano corrosioni superficiali con affioramento delle fibre e conseguente liberazione di queste in aria. Nelle coperture la liberazione di fibre avviene facilmente in corrispondenza di rotture delle lastre e di aree dove la matrice cementizia è corrosa. Il metodo utilizzato per valutare lo stato di conservazione delle coperture è costituito dal rilevamento, mediante ispezione visiva, di alcuni parametri considerati indicativi del rilascio di fibre dal materiale e quindi della loro aero dispersione. Le Linee-Guida per la valutazione dello stato di conservazione delle coperture in Cemento-Amianto e per quella del rischio per la salute pubblica istituite dal Servizio Sanità Pubblica Regione E. Romagna parlano chiaro: la friabilità del materiale (la matrice si sgretola facilmente dando luogo a liberazione di fibre); le condizioni della superficie (evidenza di crepe, rotture, sfaldamenti); l’integrità della matrice (evidenza di aree di corrosione della matrice con affioramento delle fibre di amianto); lo sviluppo di muffe e/o licheni sulla superficie; la presenza di materiale pulverulento in corrispondenza di scoli d’acqua e nella gronda; la presenza di materiale pulverulento aggregato in piccole stalattiti in corrispondenza dei punti di gocciolamento. Il risultato dell’esame effettuato sul posto attraverso una tabella a punteggio per la valutazione dei rischi per la salute redatto dall’Assessorato Sanità E. Romagna è allarmante. Il giudizio dello stato di conservazione è infatti pessimo e le azioni conseguenti al giudizio espresso sullo stato delle coperture e al contesto in cui sono ubicate è preoccupante. La linea prevedrebbe infatti un intervento di bonifica entro 18 mesi, privilegiando la rimozione come soluzione d’eccellenza. In questo caso però l’aggravante della contiguità del manufatto a luoghi con presenza di persone, imporrebbe la rimozione entro 6 mesi, fatti salvi tempi più brevi secondo giudizio dell’Organo di controllo. Ricordiamo che il rischio maggiore per la salute umana è rappresentato dal Mesotelioma Pleurico. La quasi totalità dei casi attualmente rilevati di questo tumore è correlata all'esposizione alle fibre aero disperse dell'amianto (asbesto), con una latenza temporale particolarmente elevata - 15-45 anni - e un decorso di 1-2 anni. Vogliamo aspettare ancora?
LaVoceRomagnola