lunedì 8 marzo 2010

Area ex-Ediltubi, occorre la bonifica immediata dell'amianto

Intervento di Davide Fabbri
dell’Esecutivo Provinciale dei Verdi di Forl’-Cesena,
presidente dell’Associazione Esposti Amianto Provincia di Forli-Cesena.

Desidero ringraziare il Sindaco del Comune di Longiano che – dopo diverse sollecitazioni dei Verdi, dell’Associazione Esposti Amianto e della stampa locale (che avevano denunciato una situazione di grave allarme ambientale e sociale, e cioè la dispersione nell’ambiente di fibre di amianto ex area produttiva Ediltubi) – ha emesso la necessaria ordinanza per la messa in sicurezza e bonifica ambientale della zona.

Ci sono voluti quasi tre mesi per arrivare alla firma di tale ordinanza di bonifica ambientale, da noi richiesta nel dicembre del 2009; tale ordinanza ora va attuata con urgenza, obbligando la proprietà (l’immobiliare Befac di Lombardini sas) alla bonifica di quasi 4.000 mq di lastre di eternit presenti all’interno dell’area in stato di totale abbandono.

Da troppo tempo sta avvenendo una pericolosa dispersione di fibre di amianto presenti nelle coperture dei fabbricati esistenti – capannoni, pensiline, tettoie - nell’ambiente circostante (sono presenti in zona diverse famiglie residenti lungo la via Emilia e lungo la via Case Missiroli; quest’ultima via funge da confine fra il Comune di Longiano e il Comune di Cesena). I cittadini residenti in zona da anni segnalano un tasso anomalo di concentrazione di mortalità causata da tumori; per tale motivo abbiamo richiesto all’Azienda Usl una indagine epidemiologica tesa ad evidenziare eventuali nessi causa-effetto rispetto all’insorgenza delle malattie e morti. La nostra proposta è caduta nel vuoto.

La respirazione della polvere e delle fibre estremamente sottili di amianto sono estremamente pericolose per la salute umana, poichè possono determinare malattie diverse, tutte comunque caratterizzate da un lungo intervallo di tempo fra l’inizio dell’esposizione e la comparsa della malattia (da 15 a 40 anni); le malattie principali che possono essere provocate dall’amianto sono: asbestosi, mesotelioma, carcinomi polmonari, tumori del tratto gastro-intestinale e della laringe.

Ora occorre promuovere con sollecitudine gli interventi necessari per la rimozione e messa in sicurezza dell’area, per eliminare gli appurati rischi per la salute pubblica connessi alla inalazione di fibre che si liberano nell’ambiente quando l’amianto si presenta in forma friabile.

Gli enti pubblici competenti (Dipartimento di Prevenzione dell’A.Usl di Cesena, Comune di Longiano e Comune di Cesena) – dopo anni di colpevole inerzia – devono ora immediatamente vigilare sulla buona esecuzione del Piano di bonifica per lo smaltimento dell’amianto, se hanno a cuore fino in fondo la salute dei cittadini.

Saluti ecologisti

Cesena, 7 marzo 2010 Davide Fabbri

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