Notizia che ha dell'incredibile, una ragazza, minorenne all'epoca dello stupro, si è vista condannata dalla Corte Suprema degli USA poiché, in qualità di Cheerleader non aveva applaudito il suo stupratore, giocatore di basket. La motivazione, secondo la Corte Suprema, è che "la ragazza in quel momento era la portavoce dell'istituto e non di se stessa, quindi non aveva alcun diritto di starsene in silenzio".
La (presunta) più grande democrazia del mondo...
















2 commenti:
questi sono fuori di testa!
@ernest: la patria della libertà (di espressione).
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