E' uscito il nuovo Album di Enri Zavalloni, “Nine melodies from my Forest” (Atomic Studio
2011). Dopo il sound coinvolgente di Music Performed (Atomic Studio
2005), Enri si cimenta in un Album profondamente introspettivo. Lo si
capisce subito dalla prima traccia “Universe from the glade”, un
brano strumentale, dall'atmosfera malinconica e psichedelica, che
richiama le sonorità anni '60-'70, rivisitandole in chiave moderna.
Il disco è un continuo crescendo, una vera e propria esperienza
sensoriale che si sviluppa attraverso un viaggio onirico, nel cuore
della Foresta e nella Foresta del cuore, in un turbinio di emozioni
scatenate da suoni ricercati, melodie che si intrecciano con le
armonie, creando un'atmosfera profondamente riflessiva e
comunicativa. Filo conduttore di questo viaggio “...from my Forest”
è l'Organo Hammond e le sue sonorità anni '70, in un percorso che
guarda al proprio passato, per trovare una via futura. Una riscoperta
della natura, in un mondo che corre troppo in fretta, per accorgersi
delle proprie bellezze. Enri con questo suo nuovo disco vuole
parlare, ridestando emozioni presenti ancora nel nostro cuore, ma che
rischiamo di accantonare in stili di vita che guardano più all'avere
che all'essere. Enri, con i suoi suoni e le sue melodie, ci fa
riscoprire l'importanza dell' “essere” e invita a guardarci
dentro, lasciandoci cullare dalla bellezza della musica. Musica che
negli ultimi 20 anni è diventata sempre più commerciale a scapito
della ricerca e della sperimentazione. Enri, con le sue composizioni,
si oppone alla concezione della musica come Industria Culturale, dove
anche le espressioni artistiche diventano un prodotto da vendere,
come fossero una bibita. La musica per Enri è soprattutto emozione.
E' una sfida difficile oggi, in un mondo travolto dalle logiche
consumistiche dove i prodotti, anche artistici, nascono
principalmente per vendere e non per emozionare. Enri, come un grande
Capo Indiano del passato, ci ricorda che “...quando l'ultimo pesce
sarà pescato, l'ultimo animale sarà ucciso, l'ultimo albero sarà
tagliato, ci accorgeremo che il denaro non si mangia”. Nine melodies from my Forest invita a pensare, è un richiamo a ciò che è
veramente importante nella vita e che ognuno di noi dovrebbe cercare
dentro di se, fermandosi un attimo a riflettere, nella corsa
irrefrenabile del mondo.
Tra l'altro è importante sottolineare
come Enri sia veramente artista a tutto tondo, è il compositore e
arrangiatore dei brani ma non solo, suona buona parte degli strumenti
che potrete apprezzare nel disco. Ed è un'importante eccezione nel
mondo musicale odierno, dove buona parte dei dischi sono composti al
computer, senza nemmeno far suonare degli strumenti reali. E' il
mondo digitale, cui Enri contrappone quello analogico. Al
determinismo digitale oppone il romanticismo analogico, più vero,
più reale. E' un po' come il confronto tra una foto e un ritratto:
la foto ci mostra cosa vediamo, il ritratto ci mostra cosa vorremmo
vedere. Vedere dentro e fuori di noi, come ci invita a fare Enri con
questo suo nuovo lavoro artistico. Un prodotto bello, completo,
sofisticato, tutto da ascoltare lasciandosi travolgere dalle
emozioni, e che apprezzerete sempre di più ad ogni nuovo ascolto,
che susciterà in voi emozioni sempre nuove, facendo ricercare nel
proprio Io una nuova dimensione naturale dell'Essere.

















1 commento:
Enri è attualmente in tourneé con Mike Patton, l'istrionico cantante dei Faith no More. Da parecchi anni il cantante americano si avvale della preziosa collaborazione di Enri, il migliore hammondista italiano, molto più conosciuto fuori dall'Italia che da noi. Enri con i suoi vip200, assieme ai montefiori cocktail, è stato il principale esponente del lounge italiano.
Dovremmo imparare a valorizzare meglio i nostri artisti, smettendola di seguire solo le logiche commerciali, andando a guardare la qualità dei prodotti e il vero valore degli artisti.
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