E' ancora polemica, dopo le risatine di Merkel e Sarkozy verso l'Italia di Berlusconi. Ma non ci aveva dato, il Cavaliere, un prestigio internazionale mai avuto prima? Si, infatti si vede...
Ridono di noi, ora anche nelle cerimonie pubbliche. Mai il nostro Paese era stato così umiliato sulla scena internazionale, mai così in basso dal punto di vista della sua credibilità. Quale credibilità? praticamente è nulla.
Ma fa anche ridere Bersani che intima agli altri di non ridere di noi. A quale titolo parla Bersani? Ah forse per quando hanno votato in massa di non ridursi i privilegi.
E' buona parte della nostra politica che fa ridere, non solo Berlusconi.
Fanno ridere gli italiani "furbi", quelli che evadono il fisco e poi magari vanno pure a chiedere le sovvenzioni.
Fanno ridere gli italiani che pensano quasi esclusivamente all'interesse privatistico, senza curarsi di quello pubblico.
Fanno ridere gli italiani che vogliono i condoni e quelli che non li vogliono ma poi aderiscono.
Fanno ridere gli italiani che invece di guardare al futuro, propongono il nulla.
Fanno ridere molti italiani, non solo Berlusconi...

















8 commenti:
la verità è che ci stanno facendo smettere di ridere e sicuramente piangeremo amaramente quando a fine mese, ma che dico, a meta mese non ci si arriverà!...loro cotinuano a rimpinzarsi a più non posso, alle spalle di chi continuerà a stringere la cinghia!
E ridono in molti degli italiani, non solo Merkel e Sarkozy..
Ho una sorella che lavora in Germania, dovresti sentire che mi racconta.
Dagli atri mucosi, dai fori cadenti,dai boschi,dall'arse fucine stridenti, dai solchi bagnati di servo sudor,
un volgo disperso repente si desta;
intende l'orecchio, solleva la testa
percosso da novo crescente romor
Alessandro Manzoni
Adelchi ,
atto terzo,
scena nona
LO SPECCHIO DEL PASSATO
Immagini riflesse in un mondo senza Anima.
Risa di bambini risvegliano i ricordi di un passato lontano
dove dignità e rispetto erano l’unica ricchezza
i RIONI anima della città
dove la vita pulsava sanguigna
per strada
si giocavano giochi inventati dalla fantasia
la fanciullezza scorreva felice paga del poco che aveva
ad ogni angolo sprizzava la vita
botteghe artigiane davano risalto al folklore creativo
rumori di vita vissuta riempivano il quotidiano
profumi fanciulli che giocano
il brusio delle massaie che si scambiano notizie
su i fatti del giorno appena trascorso
le malignità alla prima occorrenza lasciavano il passo
alla solidarietà.
Hai nostri giorni Tutto questo non esiste più
l’ Anima rionale rivive solo nei ricordi di quei fanciulli oggi vecchi
che quando passano di li sentono ancora il bisbiglio
dell’ANIMA VITTORIO
la risposta migliore è scritta sull'Amaca di Michele Serra... quella risata era per tutto il paese, dove i colpevoli sono tanti.
@Ernest
L'ho letta l'amaca. Non proprio per tutto il Paese, ma per i sostenitori di mister B senza se e senza ma.
poco fa ero in auto, sintonizzato su radio2. era ospite un antropologo e si parlava di italiani "furbastri". Il conduttore elencava: 7 su cento non ha l'assicurazione, 70mila falsi invalidi, contraffattori di carte di circolazione, contraffattori di tesserini invalidi. ed era ancora alla parte migliore...
25 Febbraio 2012, Il buio incombe nelle campagne, il giro di perlustrazione armata, dopo una giornata di lavoro nell'orto, è duro.
Nella roulotte, moglie e figlia giocano, nella serra in legno e plastica le verdure fotosintetizzano placide.
Ancora un mese e sarà finito questo inverno. Giusto in tempo: gasolio, munizioni, farina e patate sono ormai agli sgoccioli nella baracca-magazzino.
Andare in città è pericoloso, la popolazione è allo sbando, ma mi serve il filtro del gasolio del gruppo elettrogeno, e l'ho lasciato in garage nella vecchia casa del condominio di periferia dove abitavo fino a pochi mesi fa.
Devo scegliere: andare o stare senza energia elettrica stanotte.
Alla fine decido di andare, lascio a mia moglie il fucile, lei lo sa usare, mi porto la pistola, non si sa mai.
Nelle strade non c'è un'anima, ma sento degli spari provenire dalla vicina stazione ferroviaria occupata da mesi dagli insorti.
Salgo in casa giusto il tempo di controllare che tutto sia a posto, poi salto in macchina e dopo pochi minuti sono di nuovo in campagna con le mie donne.
La luce si riaccende, il portatile si riconnette.
Ancora un mese, e tornerà la buona stagione con le buone erbe dei campi e uova e carne.
Fuori, la nazione brucia.
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