venerdì 11 novembre 2011

Chi vuole il Governo Tecnico e chi no: ecco i motivi.



Se qualcuno si illude che i politici italiani stiano affrontando questa crisi nell'esclusivo interesse del paese si sbaglia di grosso. Essi si stanno comportando come previsto da Machiavelli tanti secoli orsono: stanno curando principalmente i propri interessi elettorali. Che non si curino adeguatamente degli interessi del paese lo si è visto da tempo: i non tagli ai costi della politica, i voti quasi all'unanimità sul mantenimento dei propri privilegi. Due parole: la Casta. Che non è un partito, è un movimento trasversale.
Ma scendiamo più nel dettaglio:

Berlusconi si opponeva (fino a 10 minuti fa..) al governo tecnico ma ora pare che la sua posizione si sia ammorbidita (scrivo l'articolo giovedì 10): Berlusconi ritiene, erroneamente, di essere stato eletto direttamente dal popolo e, nel suo ego smisurato, pensava che non ci fosse nessun altro al di fuori di lui che avesse diritto a governare, era convito che con elezioni subito sarebbe stato rieletto; poi ha sondato gli umori, ha guardato i sondaggi, e ha capito che non ce l'avrebbe mai fatta. Ha pensato ad Alfano, ma ha capito che lo avrebbe bruciato, poiché lo avrebbero visto come un naturale prosieguo di Berlusconi e gli avrebbero addossato tutte le colpe di questo governo (il Berlusconi IV), che sarebbe stato chiamato a fare scelte impopolari, dal punto di vista elettorale. Berlusconi ha così capito che a febbraio perderebbe le elezioni ed è convinto che la causa non sia lui e le colpe non siano del suo governo, ma che siano esterne. Ma se le colpe sono esterne, lui non vuole prendersele. Allora, quale soluzione migliore che condividere con tutti gli altri le colpe e non servire una campagna elettorale sul piatto d'argento agli avversari? Quindi Berlusconi accetterà il governo tecnico, che prenderà misure impopolari, non più imputabili al suo governo. In questo modo, secondo la sua visione, la prossima campagna elettorale il centrodestra la farà depurato dalle colpe del suo governo (una sorta di ritorno alla verginità...), con misure impopolari che saranno affrontate da un governo tecnico al quale imputare tutti i sacrifici che saranno chiesti.

L'UDC vuole il governo tecnico con dentro il PD un po' per gli stessi motivi: se ci si dovranno accollare responsabilità politiche per misure impopolari, dovranno prendersele tutti. Questo il ragionamento di Casini. Mica perché vuole una alleanza col PD. Col PD vuole una alleanza di responsabilità e spartizione di colpe, per eventuali misure impopolari che ricadrebbero sul consenso elettorale. Non può fare altrimenti l'UDC, poiché se si votasse adesso resterebbe fuori da tutte le logiche di potere.

Di Pietro invece si chiama fuori da sostegno a un governo tecnico: lui pensa che così facendo, il suo partito sarà identificato come quello che ha detto di no al governo tecnico che, come detto, presenterà politiche impopolari, con ricadute negative sul consenso elettorale. La sua campagna elettorale sarà così incentrata sul fatto che il suo partito non avrà chiesto sacrifici agli italiani, da imputare ai partiti che sosterranno il governo delle larghe intese.

Lo stesso discorso vale per la Lega. I suoi elettori vogliono che si stacchi da Berlusconi, per riprendere consenso non darà sostegno al governo tecnico e farà una campagna elettorale in stile IDV, con le responsabilità per le misure impopolari che saranno fatte ricadere su chi sosterrà il governo delle larghe intese.

E il PD? Il PD dorme e non ha ben capito cosa gli sta succedendo attorno. Rischia di presentarsi alla prossima campagna elettorale con un centrodestra purificato dalle responsabilità delle misure impopolari che saranno prese da un governo tecnico sostenuto anche da loro. Così tutti i danni del governo Berlusconi (del fatto e non fatto), diventeranno condivisi: tutti colpevoli, nessun colpevole.
Il problema del PD non sono tanto le idee, ma la dirigenza che le dovrebbe mettere in atto.

18 commenti:

Plasma Solitario ha detto...

Dal 2008, ho votato convintamente Di Pietro pensando che fosse l'unico che si salvava da quella palude che è "la casta". Eppure, ultimamente, ne ha anellate pure lui di figuracce (prima a sistemato il figlio nella giunta regionale in Molise, poi la gaffe sulla legge Reale bis) e quella di non sostenere un governo tecnico mi sembra una fesseria. È giusto dire che gli si darà fiducia solo nel caso in cui il programma sia condivisibile, ma la sua chiusura mi sembra troppo pregiudiziale. Quanto agli altri partiti, quoto in pieno, sostengono il governo tecnico solo per non assumersi personalmente la responsabilità delle vere riforme che questo paese necessita. Io lo vado sostenendo da tempo: per uscire da questa crisi, è necessario che al governo siedano personaggi che non devono far conto poi con gli elettori, altrimenti ogni legge sarà mediocre perché frutto solo di compromessi e non delle reali esigenze del popolo.

Lorenzo ha detto...

Non sono d'accordo su una cosa. I "danni" fatti da Berlusconi. Secondo me la cosa peggiore che ha fatto è stato sputtanare l'Italia con la storia delle feste e delle donne. Ma ce la siamo voluta visto che invece di nascondere tutto come fanno altrove, noi l'abbiamo messo in piazza proprio per sputtanare Berlusconi e cosi facendo ci siamo auto-sputtanati.

Invece penso che la cosa peggiore dell'ex-governo sia stato quello che NON ha fatto, piuttosto dei danni. In altre parole il danno maggiore deriva da non avere fatto niente o quasi.

Adesso quello che mi preoccupa è l'eccesso in direzione opposta e cioè "misure impopolari" a casaccio solo per dare il contentino a chi ci guarda da fuori ma senza un progetto sensato a medio e lungo termine.

In particolare mi preoccupa l'incremento della pressione fiscale per aumentare le entrate invece di procedere a misure strutturali che riducano la spesa e sostengano per quanto possibile lo sviluppo.

E, ribadisco sempre, il problema enorme mai risolto del divario tra nord e sud, fino ad oggi visto solo in logica assistenziale.

Alberto ha detto...

Cito solo Bossi: "Così ci rifacciamo una verginità". Non so se ci riescano dopo il lungo abbraccio col Cavaliere.

Lorenzo ha detto...

La parabola della Lega è una parentesi triste alla quale preferisco non pensare.
Faranno molta molta fatica a tirarsi fuori dalla cacca dove sono affondati.
Gente che a chiacchiere era a Roma per fare "le riforme" e che alla fine non ha riformato nulla.
Anche ammesso che abbiano mai pensato di riformare qualcosa, il patto scellerato con il PDL è una cosa che l'elettorato non manderà giù per un bel po' di tempo.

Io comunque ribadisco la mia intenzione di non votare fintanto che non troverò qualcuno che mi possa rappresentare. La banalizzazione del voto non la sopporto.

Linea Gotica ha detto...

@plasma: è il problema molto italiano, dove si curano prima i propri interessi, poi quelli degli altri.

@lorenzo: infatti parlo di "fatto e non fatto". girando per i blog, i più scontenti in questo momento sono quelli che credevano nella "rivoluzione liberale";

@alberto: come sai gli italiani hanno la memoria molto corta, si rifarebbe una verginità anche cicciolina in un quarto d'ora...

@lorenzo bis: la Lega si è "romanizzata" a una velocità che neanche all'autodromo della padan...pardon monza si vedono sfrecciare così

Lorenzo ha detto...

Per credere che in un Paese come l'Italia si possa verificare una "rivoluzione liberale" bisogna essere deficienti.

Abbiamo tutto il peggio qui, ex-comunisti nostalgici, democristiani di ogni sorta, mafiosi, ciarlatani e faccendieri. Ma di liberali neanche l'ombra.

Linea Gotica ha detto...

@lorenzo: la "grande promessa" di berlusconi era quella.
sembra che l'italia sia il paese della politica incompiuta: niente socialdemocrazia, niente liberalismo. molti interessi privatistici.

Lorenzo ha detto...

Secondo me gli elettori di Berlusconi non sono gente propensa alle rivoluzioni e nemmeno ai cambiamenti. Berlusconi secondo me era più il continuatore del "centro destra" di ispirazione vagamente democristiana. Il "buon governo" e roba simile.

E Berlusconi si è autodistrutto sia per non essere stato capace di tenere insieme la sua coalizione, scagnozzi a parte, sia per essere andato troppo sopra le righe anche per l'ipocrisia della (doppia) morale cattolica con la sua corte dei miracoli.

Linea Gotica ha detto...

@lorenzo: io credo che berlusconi sia sceso in campo per interessi personali ben precisi. E' stato bravo a convincere e a far credere alla maggioranza degli italiani che avrebbe realizzato per loro il nuovo miracolo italiano. Il fatto che gli italiani gli abbiano creduto, non è certo un punto a loro favore..

rossorosso ha detto...

Il quadro è desolante ma l'uscita di Berlu è quanto di meglio sia successo ultimamente.Tardi, è tardi ma era proprio ora.Ciaoooo.

Linea Gotica ha detto...

è finita la stagione più buia degli ultimi 60 anni. questa è Storia!

Alberto ha detto...

Buongiorno Italia.

silvia ha detto...

Concordo con plasma solitario.
Di Pietro non mi piace, non mi piace la sua demagogia e la sua retorica, ma anch'io l'ho votato, qualche anno fa, perchè l'IDV era stato l'unico partito -forse anche la lega- a votare contro l'amnistia carceraria. Io sono dostoieskiana: delitto e castigo.
Adesso, se lo rivotassi, sarebbe solo perchè sono stati gli unici a votare per l'abolizione dei privilegi castali.

Linea Gotica ha detto...

@alberto: buongiorno italia, ora speriamo che si sveglino anche gli italiani.

@silvia: il problema è la campagna elettorale permanente di cui è pervasa la politica italiana. un po' tutti antepongono il loro interesse in termini di consenso, all'interesse verso la buona politica.

Demil ha detto...

Speriamo di riappropriarci del diritto di scelta nella cabina elettorale, allora si che potremo tornare al sereno. Occorre effettuare un reset, azzerare tutto e ricominciare,puntando su una classe dirigente composta da persone tra i 30 e 50 anni,creare un progetto condiviso con il popolo. La sinistra deve uscire dai salotti e tornare tra le gente e i giovani... come un tempo a discutere delle idee.
Buona serata
D.

Anonimo ha detto...

caro plasma, essere solitari va bene ma ogni tanto sarebbe opportuno farsi accompagnare, magari dall'h....

Linea Gotica ha detto...

@demil: prospetti l'impresa più difficile, che poi è quella della società italiana che tenta di uscire dalla mediocrità in cui è piombata.

duhangst ha detto...

Io non so come faranno a ricostruire da queste macerie..
Sicuramente l'uscita di Berlusconi è una grande notizia comuanque.