Negli ultimi mesi tutti si sono interessati allo spread, d'altronde giornali e TV non fanno altro che parlarne. Ma cosa è questo spread? se prendi un mutuo ad esempio, lo spread è il "guadagno" della Banca (calcolato in interessi). Nel caso più discusso negli ultimi mesi, si intende come spread la differenza tra il rendimento dei titoli di Stato italiani con quelli tedeschi (che sono i più sicuri dell'area euro, quindi presi come riferimento). Più lo spread sarà alto, più il nostro Stato (cioè noi) dovrà pagare interessi elevati a chi ha acquistato i nostri titoli. Succede quando l'economia di uno Stato è percepita dai mercati come poco solida e poco sicura.
Un dubbio però mi sorge, da mesi questo spread si sta alzando, ogni mese qualcuno ci dice: se passa il 5% è il punto di non ritorno; passato il 5% ci dicono, se passa il 6% è il baratro; poi passato anche il 6% ci dicono, al 7% è default.
Mi chiedo, ma quale è il limite che veramente non bisogna passare per non dover chiudere baracca e burattini? Economisti, ci mettiamo d'accordo un attimo?
limite 1: settembre 2011
limite 2: novembre 2011
limite 3???
giovedì 10 novembre 2011
Ma quale è il vero limite insuperabile dello spread?
Pubblicato da
Linea Gotica
a
giovedì, novembre 10, 2011
Etichette: economia
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12 commenti:
Gli economisti sono grossomodo d'accordo, sono i giornalisti ad andare a caso.
Il 6% sul titolo a 10 anni attiva la spirale del debito per cui, anche se riusciamo a pagare gli interessi, questo non diminuisce.
Il 7% è la soglia dell'insostenibilità del debito, ovvero il Paese trova chiuso l'accesso al mercato dei capitali ed è costretto a chiedere prestiti internazionali.
(Chiaramente non si tratta di percentuali puntuali ed automatiche: si deve arrivare al 6 o al 7% e rimanerci, in modo tale che i prezzi sul mercato secondario possano essere acquisiti sul mercato primario, e quindi passare dall'essere tassi teorici a tassi effettivi)
[Btw, sono un economista]
Tutte balle, non esiste ne un limite ne una regola. Il problema è il mantenimento dello status quo, non quello che si potrebbe fare in teoria. In teoria potremmo anche non rimborsare un euro a nessuno.
il limite è dato dalla nostra pazienza. direi.
Ma che la nostra pazienza. Noi non contiamo una beata fava. Qui è tutta una questione interna alle banche e agli organismi sovra nazionali che in qualche maniera regolano la finanza. La nostra unica funzione è quella di bestie da soma. Il famoso "parco buoi" della Borsa. Quelli che ci mettono i risparmi e se li fanno fregare.
tooby, la mia era un "polemica" più su come i giornali riportano la notizia. Tra l'altro la percentuale in se non è determinante in assoluto, è importante anche sapere chi detiene certe quote (se abbiamo una maggiore esposizione estera o se buona parte dei titoli sono posseduti da italiani). In più il debito è alto, ma molto alto è anche il Patrimonio pubblico e privato che abbiamo. Un 7% per noi è più sostenibile che magari un 5% per altri paesi. Le variabili in gioco sono tante.
lorenzo, in teoria potrebbe on rimborsare nessuno o uscire dall'euro e stampare moneta creando inflazione. Dipende molto da chi detiene i titoli di debito, se la tua esposizione è fortemente "estera", difficilmente lo potresti fare, poiché nessuno ti garantirebbe in seguito un minimo di credibilità economica e politica.
Io quoto Ernest..
il problema è che i politici italiani si stanno preoccupando più del loro futuro elettorale, piuttosto che della crisi (che a loro colpisce relativamente, in modo diretto). LA crisi la vivono gli italiani comuni, loro sono diversamente italiani...
Il fatto è che Berlusconi ha capito che perderebbe le elezioni a febbraio, quindi aprirà a un governo tecnico che prenderà misure economiche elettoralmente impopolari, così "tutti colpevoli nessun colpevole" e lui (la sua parte politica) si rifarà una verginità per la prossima campagna elettorale. La Lega (e in parte IDV) perseguono la stessa logica, ma con una strategia diversa, non appoggeranno il governo tecnico e in campagna elettorale diranno che i sacrifici ce li hanno chiesti gli altri, non loro (altri nuovi vergini). L'UDC vuole che il PD sia dentro a un governo delle larghe intese per condividere le responsabilità...
Nel PD, che non sono molto svegli a quando pare, rischieranno di perdere il vantaggio elettorale che hanno, sostenendo un governo che sarà probabilmente lacrime e sangue. Così alle prossime elezioni ripartiranno tutti da zero, tutti vergini. E il centrodestra uscirà deresponsabilizzato da una crisi in cui ci ha portato dentro, con una sottovalutazione del problema che va avanti da 3 anni.
Io sono dell'idea che dietro a questi numeri ci sia solo una piccola parte di verità. La verità reale dell'andamento dell'economia la conoscono in pochi, quelli che realmente hanno le leve di tutta la baracca.
A me la situazione ricorda molto quella dopo la prima guerra mondiale che ha portato alla presa di potere del Fascismo e seguente "modernizzazione". Chi è curioso può fare riferimento a Wikipedia.
io credo che i politici italiani (un po' tutti), stiano pensando più alle prossime elezioni e a sistemarsi i loro posti, piuttosto che alla crisi. l'ho scritto in un post che si pubblicherà in automatico domattina alle 8. magari ne discutiamo.
Non c'è un limite hard, ma dipende dalle condizioni del paese. Gli economisti dicono che, visti i precedenti, un tasso di interesse al 7% è il punto di non ritorno, ma è un qualcosa di empirico.
Ad esempio, se per un paese i titoli arrivano al 7% ma il debito è il 10% del PIL, i tassi sono sostenibili. Vero è che comunque con un debito al 10% è praticamente impossibile avere il tasso al 7%, perché probabilmente non hai nemmeno necessità di finanziarti sul mercato.
Per quanto riguarda il non pagare il debito, accennato da qualcuno, sottolineo che è deleterio non solo se ad investire nel debito sono stati gli stranieri, ma anche se siamo stati noi italiani. Infatti, non pagare in questo caso significa ridurre in un colpo solo i risparmi delle famiglie, sarebbe come ad esempio dimezzare (nell'ipotesi di pagare il 50%) di colpo il valore di tutti i conti correnti ... Pensate che catastrofe.
Nicola, non so se ricordi Maurysto, che durante la campagna elettorale del 2008 farneticava su questo blog del fatto che non importa fare debito pubblico ciò che importa ai cittadini è che le tasse siano ridotte ... Chissà cosa penserebbe adesso, con i mutui al 6-7%, i prestiti alle imprese a doppia cifra ...
ciao Rokko innanzitutto bentornato! certo che lo ricordo, non è più ripassato da qua :)
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