Mamma mia come ci si può ridurre male... E pensare che sul finire degli anni '80 e primi '90 era il leader indiscusso dei Guns 'n Roses, un gruppo simbolo per la mia generazione. Poi passano gli anni e non si capisce perché non si ha la dignità di dire basta. Poteva essersi ritirato all'apice del del successo, invece è voluto tornare a calcare le scene, forse per raccattare un po' di soldi, ma chi lo vede oggi, penserà che eravamo scemi noi ad ascoltare i Guns. Invece erano un gran bel gruppo i Guns e ci hanno lasciato canzoni e concerti indimenticabili.
Tutti i gruppi che cominciarono a suonare sul finire degli anni '80 (me compreso), avevano nel repertorio almeno un paio di pezzi dei Guns n' Roses.
Meglio ritirarsi all'apice, sempre. Per favore, dei Guns, lasciatecene un degno ricordo.
venerdì 7 ottobre 2011
Axl Rose, che senso ha calcare ancora i palchi così?
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venerdì, ottobre 07, 2011
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Non mettersi mai contro, al dio del Vento Contro...
Ieri (anche se dovrei scrivere "oggi" visto che il post l'ho scritto ieri sera, per chi legge, e l'ho pubblicato in automatico alle 9.00) è stata una di quelle giornate che se fossi rimasto a letto tutto il giorno sarebbe stato molto meglio.
Ma andiamo agli eventi: avevo preso un giorno di ferie poiché avevo l'idraulico in casa che mi doveva montare la stufa a pellet ma, visto che ha finito prima del previsto, perché non approfittare di un bel giro in bici in una splendida giornata da fine estate? mai l'avessi fatto...
Innanzitutto per la scelta su dove andare: quest'anno ho fatto, varie volte direi, praticamente tutte le principali salite romagnole. Allora perché non tornare sul Trebbio, dove andai l'ultima volta a vedere il Giro d'Italia 2009? (c'erano ancora le scritte sull'asfalto, la più bella recitava così: "ad Auro (Bulbarelli) piace la figa? Si - No", con una croce che barrava il No :) Così ho preso la macchina e sono andato a Dovadola, da lì sono partito; e subito tornato indietro, poiché mi ero dimenticato i soldi, avevo già fatto un km e pensavo di proseguire poi ho girato e mi son detto: "valà, meglio prenderli su che non si sa mai...". Era già il sentore. Mi sentivo molto in forma, sono salito sul Trebbio molto bene, direi pure forte, senza particolari problemi, sono sceso a Modigliana e successivamente ho affrontato Monte Corno, verso Brisighella (l'ultima volta su queste strade 11 anni fa, quando ero Carabiniere), il mio obiettivo era arrivare a Riolo, per un totale di oltre 100km, molti dei quali in salita. Tra l'altro mi era pure sembrato di sentire, in alcuni brevi tratti, del vento a favore! Ma era il preludio alla vendetta...Nella discesa verso Brisighella, ecco il cartello che preannuncia ghiaino in strada... rallento, passo piano, piano, ancora piano, piano, opssssssssssssssssssssssssssss, gomma bucata!!!!!!!!!!!!!! nooooooooooooooooooooooooooooo nel punto più lontano da casa. E al dio della ghiaia, non chiedere mai...
Cosicché scendo, sia dalla bici che lungo la discesa, poiché a Brisighella mancavano ancora un paio di Km. Con una ruota forata, puoi anche procedere, ma se la strada è dritta e in pianura, se ci sono curve, ancor peggio tornanti, vai in terra. Così mi sono incamminato. Chi va in bici sa quanto siano scomodi gli scarpini con gli attacchi; ecco io alla scomodità degli attacchi aggiungo la mancanza dell'astragalo destro e dei legamenti della caviglia, il tutto allegramente tenuto assieme da 5 viti in titanio.
La speranza di trovare un meccanico aperto si spenge guardando l'orario: 12.31. Proviamo comunque, la prima persona mi dice di sentire il benzinaio, ovviamente chiuso. Provo a chiedere ad un altra, mi dice di non conoscere meccanici di bicicletta a Brisighella. Poi un altro signore me ne da la certezza: non ci sono meccanici per bici da corsa. Ma a me basterebbe una camera d'aria, forse... Cosicché citofono al benzinaio, risponde la moglie e mi dice che non hanno camere d'aria, bisogna andare in ferramenta che apre alle quattro e ora è l'una. Il signore dell'indicazione mi viene in soccorso, mi dice che il fratello ha la bici da corsa, vediamo se avesse anche una camera d'aria. Vedo la luce. Che si spenge ben presto: bucata anche quella. Cosicché tentiamo la carta Girardengo, tagliamo l'altra camera d'aria, creiamo una specie di toppa e la incolliamo col mastice. Sembra che tenga. 10 metri, esplosione del copertone. A quel punto non mi salva più neanche il meccanico, poiché ho 10 euro in tasca e per il copertone non basterebbero.
Nel frattempo avevo avvisato Federica, che era al lavoro, e che mi fa: "manco la so la strada per Brisighella". Sono messo ufficialmente male. Non ho altre soluzioni che raggiungere Faenza e prendere il treno per Forlì. Risalgo in bici procedendo praticamente solo sulla ruota davanti e percorro quei 15 km che mi separano dalla stazione. Mi pare superfluo aggiungere che mentre entravo (in stazione) il primo treno per Forlì partiva... Quello successivo, circa 45 minuti dopo. Va be', mi siedo in attesa, casco ben allacciato in testa e puntuale arriva il treno. Cerco la carrozza per le bici, mi sembra quella di testa, corro là e il controllore mi dice che è quella in fondo. E vado in fondo, finalmente salgo e mi siedo. Il treno riparte e quando stiamo per giungere a Forlì, oramai sono sottigliezze ma le racconto, la porta da cui dovrei scendere è guasta... Mi precipito all'altra poiché di scendere a Cesena proprio non ne avrei voglia.
Nel frattempo la Fede e Ale scendono la valle del Bidente e ovviamente, paletta, fermati dalla polizia... Che fortunatamente non fa troppe storie e i lascia ripartire. Io nel frattempo mi sono riavviato e ci incontriamo a Carpena, dove finalmente termina la mia giornata di merda. O quasi, poiché nella macchina della Fede la mia bici non ci sta, se c'è anche Ale. Allora lego con una fune (che già ci servì un'altra volta, per togliere l'auto da un fosso...) bici e portabagagli e via verso Dovadola, dove recuperiamo la mia auto. E finalmente, questa volta si, finisce questa giornata.
In polemica, alle 17.30 ero già in pigiama...
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venerdì, ottobre 07, 2011
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giovedì 6 ottobre 2011
Fisica anomala: perché in bici il vento è sempre contro.
Oggi inauguriamo una nuova rubrica: Fisica anomala. In fisica anomala discuteremo di tutti quei fenomeni fisici e non solo fisici, inspiegabili, per esempio: perché il brutto tempo arriva sempre nel weekend, perché ci si ammala sempre il giorno prima di partire per le ferie, perché se vai allo stadio una volta ogni 5 anni quella partita la tua squadra la perde sempre, perché il pane con la marmellata cade sempre dalla parte della marmellata, perché quel finestrino dell'autobus che d'estate non riesci ad aprire è lo stesso che poi d'inverno non riesci a chiudere, perché anche se hai il miscelatore nella doccia l'acqua esce o gelata o bollente, perché il tuo treno è sempre in ritardo, perché il tuo aereo è sempre quello che rimane fermo in pista poiché non autorizzato al decollo, e molto altro.
Oggi discuteremo di un fenomeno fisico molto noto ai ciclisti: il vento contro. Pare che nella storia umana, nessun ciclista abbia mai avuto il vento a favore. Come vai vai, dove ti giri ti giri, pare che Eolo ti stia seduto sul manubrio e ti guardi. Soffiando a più non posso. Non è un falso mito, è realtà. Più di una volta, esasperato dal vento contro ho detto: "basta ora mi giro". E appena girato, ecco che il vento tutto a un tratto smette di soffiare. Tu avanzi e piano piano comincia a spirare una brezza che dopo poco si trasforma nuovamente in vento contro. Non puoi sfuggirgli, in bicicletta il vento contro soffierà sempre.
Purtroppo non c'è soluzione a questo fenomeno di fisica anomala. Prendete il motorino...
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giovedì, ottobre 06, 2011
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L'Inter dopo due anni , scopre di non avere un centrocampo
In verità sono molto più di due anni, che l'Inter non ha un centrocampo all'altezza. L'inserimento di Thiago Motta fu fondamentale per dare qualità (e senza qualità a centrocampo, puntando tutto sulla muscolarità, magari vinci in campionato, ma certo non in Europa, vedi l'Inter di Mancini e quella del primo anno di Mourinho) a un reparto cui l'Inter si è troppo spesso interessata poco. Si guardava alla difesa e all'attacco, ma a centrocampo la qualità non c'era. C'era senso tattico (Cambiasso) e agonismo (Stankovic), ma mancavano i piedi buoni, i giocatori che sapevano far girare la palla (magari di prima) e impostare le azioni.
Già nel 2010 subito dopo il successo nella Champions, dicevo che servivano due centrocampisti, un interditore e un interno. E pensavo a due nomi precisi: Mascherano (o Schweinsteiger) e Fabregas (e quanto ci avrebbe fato comodo Pirlo!!!). E guarda un po', entrambi sono finiti al Barcellona.
Cambiasso, Zanetti, Stankovic, (lo stesso Thiago "di cristallo" Motta) possono giocare ancora qualche spezzone di partita, una volta ogni 15 giorni, ma di certo non tutti i turni di campionato e di coppa, mettendo in campo la loro esperienza.
Invece si è voluto perpetrare. Chi capisce poco di calcio, pensa che i numerosi gol subiti dall'Inter quest'anno, siano colpa della difesa invece, come già successo lo scorso anno, le maggiori colpe sono del centrocampo, che non copre, non raddoppia, è lento a impostare e a difendere e spesso i giocatori non sono mai dove dovrebbero essere. Lo si è visto incredibilmente bene nella sciagurata difesa a 3 di Gasperini, dove i centrocampisti non scalavano mai in fase di non possesso, per realizzare una linea a 5, come sarebbe dovuto accadere. E poi le diagonali, queste sconosciute... Ma lo si vide già nella A-tattica Inter di Leonardo, rivedere la partita con lo Schalke please e controllare i movimenti (quali movimenti???) dei centrocampisti.
Ora è un po' tardi per accorgersi che l'Inter ha grossissimi problemi a centrocampo. Non solo si sono persi due anni, ma se ne perderanno altri in futuro. Poiché il rendimento dei centrocampisti attuali è crollato, l'Inter non può spendere per prenderne di livello e deve sperare in un miracolo degli osservatori. Molto improbabile, visto che hanno osservato Alvarez...
Non si può vincere sempre è vero, ma almeno capire un po' di calcio, quello si.
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giovedì, ottobre 06, 2011
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mercoledì 5 ottobre 2011
E se chiederanno di rettificare entro 48 ore la Costituzione?
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mercoledì, ottobre 05, 2011
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Quando Cina, Corea, Iran e Afghanistan guarderanno all'Italia come al paese illiberale
L'andazzo è questo. Oramai è solo un falso mito parlare dall'Italia di illiberismo in paesi come la Cina, la Corea, l'Iran, l'Afghanistan. L'Italia fa di tutto per superarli ed è da tempo partita in quarta. In 17 anni di Berlusconismo, ci si è curati quasi esclusivamente degli interessi di Berlusconi. Non importava nulla di cosa pensasse e cosa volesse la gente, contava solo cosa pensava e cosa voleva Berlusconi. Sono state calpestate le più elementari regole democratiche e di diritto, si cambiavano persino le leggi a processo in corso per fare gli. interessi di Berlusconi. E lo si fa ancora, anche se ciò significa essere sorpassati nelle libertà civili da paesi come l'Iran o la Corea. Il decreto sulle intercettazioni, la proposta sui blog, non ha uguale illiberale nei paesi democratici e probabilmente neanche in quelli non democratici. Non si respirava aria talmente tanto illiberale, dai tempi del fascismo. Viviamo uno dei punti più bassi della storia Repubblicana e la colpa non è solo di Berlusconi, ma di chi lo vota e chi lo sostiene, della sua fedelissima cerchia politica. Gli italiani, certi italiani, sono colpevoli della situazione attuale dell'Italia, almeno quanto lui. E ne renderanno conto alla Storia.
ps. Alfano, il delfino di Berlusconi, la cui incapacità politica è uguale alla sua non conoscenza del sistema giudiziario (e infatti Berlusconi lo ha voluto ministro della giustizia prima e segretario di partito poi) sta cercando di farmi ricredere sul Cavaliere. Pensavo che non potesse esserci personaggio politico peggiore di Berlusconi, come pensavo non potesse esserci peggior delfino del Trota. Lui invece, ce la sta mettendo tutta per riuscirci.
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mercoledì, ottobre 05, 2011
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martedì 4 ottobre 2011
Il rumore dei media e il silenzio delle vittime
Non sono un'appassionato di cronaca nera, anche se ho tutta la collana dei Dvd di Blu Notte di Lucarelli, ma quella è un'altra cosa (giornalismo d'inchiesta). Raramente parlo sul blog di cronaca nera, farò una piccola eccezione, ma sotto un altro punto di vista: non mi interessa in questo caso l'innocentismo o il colpevolismo, i pro Amanda o i contro Sollecito. Mi pongo solo alcune domande: resto molto perplesso quando una sentenza viene completamente ribaltata in un grado di giudizio, sia nel caso di innocenza che in quello di colpevolezza. Se non emergono nuove prove precedentemente sconosciute, significa che una delle due corti ha completamente sbagliato il proprio lavoro. Insomma, è plausibile che tra i vari gradi di giudizio possano esserci delle differenze, ma la contrapposizione ON-OFF è difficile da concepire. Resta il fatto che nel sistema giuridico italiano, non è così facile essere condannati, servono prove inconfutabili e incontrovertibili. Il dubbio, nella condanna, non è ammesso.
I dubbi in questa brutta storia restano, ma non è di questo che voglio parlare.
Il rumore e le pressioni mediatiche proveniente dagli USA sono state stucchevoli, mentre in pochi si sono accorti dell'umile silenzio della famiglia della vittima, Meredith. Poiché in troppi si sono dimenticati che è stata uccisa una ragazza e che questa famiglia ha sofferto e soffrirà molto di più di tutti gli altri protagonisti di questa vicenda. E il sospetto balza in testa a chiunque: Meredith fosse stata americana e Amanda che ne so, rumena, si sarebbe svolto tutto nello stesso modo? Resta il dubbio, un forte dubbio. Poiché la Giustizia è e deve essere una sola: si è innocenti o colpevoli. E quando si salta dall'innocenza alla colpevolezza e viceversa, in modo vorticoso, qualcosa che non va sicuramente c'è. E non può essere solamente il sistema Giustizia o perlomeno non solo quello. Poiché rabbrividisco quando sento gente che dice: se avesse avuto un buon avvocato l'avrebbero assolto. Ma cosa vuole dire?!? Che se uno è colpevole ma ha un buon avvocato, sarà assolto? Uno deve essere assolto se è innocente, non se ha un buon avvocato! (o pressioni mediatiche favorevoli!)
Quanto le pressioni mediatiche e politiche influiscono sull'esito dei processi? Sappiamo che gli americani non amano che loro cittadini vengano processati altrove (strano senso di giustizia, ricordate il Cermis?). Insomma, restano tanti dubbi, ma una sola certezza: una ragazza è morta, nel silenzio delle vittime.
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martedì, ottobre 04, 2011
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lunedì 3 ottobre 2011
Cesena, non ci si salva con quaranta 0 a 0
Ieri il Cesena ha pareggiato col Chievo una partita che, scendendo in campo il primo tempo con la giusta determinazione, sarebbe stata probabilmente portata a casa. Invece il primo tempo è stato giocato a livello torneo Arci e il pubblico, visibilmente infastidito, ha cominciato a fischiare invitando i giocatori a "tirare fuori le palle".
E' servito il secondo tempo e l'ingresso di Bogdani, passato in pochi mesi da fischiato a idolo dei tifosi, per cambiare un po' la musica, ma sempre troppo poco per una squadra che si vuole salvare. Tifo spaccato a metà tempo, qualcuno dal settore B (un presagio...) cantava "...tanto già lo so, che st'altranno noi, giochiamo il sabato", non seguiti dal resto della curva. A fine partita qualche centinaio di tifosi ha contestato con dei cori l'allenatore Giampaolo, ma la protesta non è stata seguita dagli altri.
I giocatori sono venuti per la terza volta di fila sotto la curva, ma se non cominceranno a metterci più impegno, non riceveranno più applausi.
Le squadre piccole hanno dei momenti ben definiti durante il campionato, in cui si devono giocare il tutto per tutto e altri che servono per respirare. Il primo periodo corrisponde alle prime giornate di campionato, quando le grandi sono ancora imballate; quello è il momento per portare più punti possibili in saccoccia, come successo lo scorso anno al Cesena. Poi a novembre-dicembre le Big vanno in forma e allora devi cercare di raccattare ciò che capita. Tra gennaio e febbraio le Big hanno un calo, soprattutto quelle che preparano la Champions e il rush finale (è proprio un fatto di carichi di lavoro). Questo è il momento in cui le piccole devono rimettersi a macinare gioco e punti. Infine le ultimissime partite, quando buona parte delle squadre non ha più nulla da giocarsi e allora non si dannano l'anima per portare a casa i 3 punti. Sono questi i tre momenti topici per le piccole squadre. Il Cesena quest'anno ha clamorosamente toppato la prima parte, ora si fa molto dura ma fortunatamente la classifica è molto corta e con 4 sconfitte e un pareggio, il Cesena incredibilmente non è ultimo. Dietro infatti, a pari punti, c'è il Bologna.
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lunedì, ottobre 03, 2011
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L'Inter e la zona retrocessione
Dopo 5 giornate di campionato, l'Inter è ufficialmente invischiata nella zona retrocessione. Poiché un conto è essere ultimi dopo la prima giornata, un altro è essere quart'ultimi dopo 5 giornate. La classifica è molto corta è vero, ma non ricordo un inizio di campionato così nella storia dell'Inter. Nel '94 rischiammo di retrocedere, salvandoci all'ultima giornata, ma vincemmo la Coppa Uefa, grazie anche a quel Bergkamp che faceva la differenza in Europa ma in campionato spariva, insomma il contrario di Ibrahimovic.
E conta poco recriminare sul pur scandaloso arbitraggio di sabato sera, o sui rigori contro inesistenti subiti dall'Inter in questa stagione. La squadra è quella che è: mediocre. Manca un centrocampo, non dico degno della serie A, ma di una squadra di professionisti. E sentire Moratti dire che Zanetti sarà un pilastro in campo dell'Inter per ancora molti anni, ci fa pensare che una lotta in zona retrocessione per tutto il campionato non sia poi così fantascienza. Poiché giocare con Zanetti, Cambiasso, Stankovic, (Thiago Motta, una partita si cinquanta no) a centrocampo, è come non giocare. E gli anni passano anche per gli altri, vedi Samuel e Lucio, in fase calante. Per non parlare di Julio Cesar o Milito. Insomma, va bene la riconoscenza, ma qua si parla di giocatori che potrebbero giocare ancora, ma come riserve e spezzoni di partita. Se imposti su questi tutta la stagione, poi stai in fondo, pericolosamente in fondo.
Ma evidentemente qualcuno a Moratti ha detto che quest'anno la classifica bisogna guardarla dalla colonna destra.
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lunedì, ottobre 03, 2011
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