sabato 15 ottobre 2011

Inter: tra bolliti, mediocri e incompetenti, il rischio è la Serie B

Negli anni sto maturando una convinzione, che non ha un conforto statistico reale, ma è comunque una mia impressione, ovvero che tra gli interisti ci sia il maggior numero percentuale di berlusconiani.
Ci sono delle affinità incredibili e non mi meraviglia affatto che Berlusconi abbia detto: quando non gioca il Milan sto per l'Inter.
Provo a spiegare un po' i perché: i berlusconiani si esaltano per una battuta riuscita del premier, gli interisti si esaltano per un recupero di Zanetti senza guardare cosa ha fatto il resto della partita (stasera fortunatamente non l'ho vista, ma chi sa un minimo di calcio ben sa che le prestazioni di Zanetti nell'ultimo anno e mezzo sono state spesso al limite dell'inguardabilità calcistica; però si esaltano per un recupero...
I berlusconiani reputano un grande statista berlusconi in quanto è stato il premier con più presenze al governo, idem succede all'Inter...
La Roma panchina Totti, la Juve panchina Del Piero, il Real vende Raul, da noi Zanetti giocherà titolare fisso fino a cent'anni. Vorrei incontrarti tra cent'anni, cantava Ron...
E' sempre più evidente che il 2010 è stato un caso, una congiuntura astrale un po' come lo fu per l'Italia al mondiale del 2006. La società si è trovata con una incredibile serie di eventi fortunati: la partenza di Ibrahimovic permise l'arrivo di Eto'o, Sneijder, Lucio, Milito e Motta. E poi ovviamente Mourinho, che deve aver fiutato più di una cosa, all'indomani della conquista della Champions... Milito visse un anno da miracolato irripetibile (sono quegli anni in cui ti va bene qualsiasi cosa). E i tifosi si esaltarono: pensavano che Milito fosse annoverabile tra i tre più grandi attaccanti di ogni epoca, e invece chi capiva un minimo di calcio già all'indomani della Champions sperava che l'Inter accettasse le offerte che pervennero (pervennero?) per lui.
L'Interista medio pensa che gli Zanetti, i Cambiasso, gli  Stankovic, dovrebbero giocare per altri 70-80 anni. Infatti l'interista medio capisce poco di calcio. Non parlo della partita di stasera ripeto, non l'ho vista. Parlo in generale dell'Inter.
Così come gli elettori berlusconiani hanno grosse responsabilità sui disastri del governo, anche i tifosi interisti, seppure non abbiano un controllo diretto della società, con il loro pensiero, il loro modo di essere interisti (e il loro pensiero), penso possano avere inciso negativamente su questa società. Che va detto, ha pochi fulmini di guerra al suo interno. Lo sapevamo già e un pur periodo luminoso di vittorie non poteva far dimenticare quello che era sempre stata l'Inter, negli ultimi 30 anni.
E basta sentir parlare di riconoscenza, di rivolgersi ai giocatori come fossero pseudo-divinità o benefattori dell'umanità. Parliamo di gente strapagata per calciare un pallone... E quindi, visto che pago biglietti per vedere le partite, visto che pago la tv per vedere le partite, ho tutto il diritto di criticare.

Andiamo avanti coi bolliti, andiamo avanti con i giocatori che inspiegabilmente giocano in Serie A.
Andiamo avanti così e andremo in B.

Bersani sembra quel giocatore di Maraffa con l'asso in mano ma che non ricorda che...


Ride Bersani, ha sempre quel sorriso stampato sulla faccia e spesso si fatica a capirne il perché.
Usando una metafora, Bersani sembra quei giocatori di Maraffa che sorridono al tavolo poiché hanno in mano un asso (pensando di fare l'ultima mano) ma non si ricordano che non è uscito ancora il 3... (per le regole della Marafona, vedi qui).
Bersani aspetta che il Centro Destra si autoestingua e fa ben poco per creare una seria alternativa a questa maggioranza, da tempo solo parlamentare e non più tra la gente. Oggi il Centro Sinistra non ha una propria alternativa reale e credibile a questo governo. Poiché ancora oggi, abbastanza vicini ad ipotetiche elezioni politiche anticipate, non sappiamo quale sia la coalizione di centro sinistra, da chi sia composta e chi ne sia il leader.
Il leader è Bersani? francamente ne dubito, ha l'appeal del giocatore di Maraffa appunto.
Se Berlusconi è rimasto in auge per tanto tempo è anche colpa della mediocrità dell'opposizione. Non è mediocre solo il governo in questo paese.
Un appunto finale: ma chi li ha voluti dentro il Partito Democratico i Radicali o i Calearo?
Risposta: Veltroni
E di che partito è Veltroni?
Ah, ecco.

Fisica anomala: il dilemma delle cose dispari

Oggi fisica anomala si occuperà del dilemma delle cose in numero dispari, che spesso ci complicano la vita.
Siamo abituati ad avere cose in numero pari: due mani, due braccia, due occhi, due gambe, due orecchie, un cervello ma con due emisferi, un naso ma con due narici, un solo pistolino...dev'essere per la monogamia...

Anche gli utensili sono impostati sul numero pari: le pinze, così come le tenaglie, hanno due bracci (provate ad agganciare qualcosa, con un manico solo!!!), le auto hanno 4 ruote, le biciclette e le moto 2.

Ma c'è qualcosa che la scienza non ha ancora saputo spiegare: perché i pavesini nelle confezioni, sono in numero dispari?!?
Credo che più d'uno se ne sia accorto. I pavesini sono biscotti asimmetrici, che trovano logico completamento accoppiati l'un con l'altro. Ma nella confezione sono dispari!!!
Gli scienziati ci hanno ragionato e forse si è giunti a una soluzione: bisogna scomodare le leggi economiche.
Quando inizi un pacchetto di pavesini, non puoi fare a meno di accoppiarne un con l'altro. E' più forte di te, proprio non resisti. Finché arrivi all'ultimo e noooooooooooooooooo è rimasto solo soletto. Come puoi mangiare un pavesino singolo, se fino a quel momento li avevi accoppiati tutti? Cosicché apri un'altro pacchetto... La matematica qui ci viene in aiuto: qualsiasi numero X moltiplicato per 2, darà sempre un numero pari. Quindi puoi accoppiare il tuo pavesino rimasto solo, aprendo un altro pacchetto di pavesini. Ma se apri un nuovo pacchetto di pavesini, finisci la confezione di pavesini ad una velocità 2Y. E comprerai una nuova confezione a velocità 2Y. E gli introiti della ditta che realizza i pavesini saranno 2Z.
Gli scienziati concordano su questa teoria.

Ma ci sono dei dispari famosi, sopratutto nella musica: Take Five di Paul Desmond è un 5/4. Money dei Pink Floyd è un 7/4. I walzer sono 3/4.
E poi ci sono i Beatles, che erano soliti comporre brani con una struttura di battute in numero dispari. Generalmente la musica ha strutture di battute in numero pari: il blues in 12 misure, l'anatole con il suo schema AABA. I Beatles andavano spesso in deroga e l'effetto all'orecchio, era ed è ancora, molto gradevole.

venerdì 14 ottobre 2011

300 (e sedici)


E così Berlusconi resiste, come Sparta, anche se, questa volta, non si tratta certo di 300 (e sedici) eroi...
Pare che il consenso di questo governo non vada di molto oltre, nei numeri, a 316, su 60 milioni di italiani... E sembran pure troppi, visto l'indecenza di questo esecutivo, dal punto di vista politico e non solo.
Ma tant'è, i numeri bisogna averli dove contano. E l'opinione degli italiani e del mondo intero, su questo esecutivo, evidentemente contano poco.
Berlusconi parla di figuraccia dell'opposizione, ma la fiducia l'aveva chiesta lui. Insomma, rovescia sempre le questioni, ma d'altronde è abituato a vivere fuori della realtà. E come lui, buona parte della sua cerchia politica che va avanti, nell'interesse contrario a quello degli italiani. Questo governo è nato principalmente per perseguire gli interessi di Berlusconi. L'Italia, gli italiani, sono sull'orlo del baratro, ma sono gli interessi di Berlusconi che devono essere tutelati per prima cosa. Il resto, se c'è tempo, e comunque, sempre nell'interesse di Berlusconi.
Ma gli italiani non se ne accorgono o forse, masochisticamente, ne provano piacere. Vogliono qualcuno che governi per interesse privatistico, mettendo in secondo piano l'interesse di tutti.
Non si tratta più di Berlusconi o non Berlusconi, qui il problema sono gli italiani. Ha senso avere ancora fiducia in uno Stato dove buona parte dei rappresentati sono quasi peggio dei loro rappresentanti?

Berlusconi a ripetizione di Diritto Costituzionale: la strada non è quella delle urne, ma quella per il Quirinale.

Il rapporto degli italiani con il governo

Non è mai tardi per mettersi a studiare, anche a 75 anni se, nonostante 17 anni in politica, ancora non hai ben capito cosa prevede la nostra Costituzione, per quanto riguarda rapporti tra Governo e Parlamento, nonché i poteri del Presidente della Repubblica.
Berlusconi ieri durante il suo intervento alla Camera ha prima dato uno zuccherino alla figura del Capo dello Stato, poi neanche una frase dopo lo ha messo da parte, privandolo di una prerogativa che gli è propria: scegliere il Capo del Governo all'interno di una maggioranza Parlamentare.
Berlusconi crede di essere stato eletto direttamente dai cittadini ma non è così. E' stato incaricato dal Presidente della Repubblica e ha dovuto chiedere la fiducia al Parlamento. Funziona così nel nostro Stato Costituzionale.
Non sta scritto da nessuna parte, ma proprio da nessuna parte, che se cade Berlusconi non ci sia altra via che le urne. Può essere un giudizio politico personale di Berlusconi, ma non è certo un giudizio tecnico-politico sulla base di ciò che prevede la Costituzione.
Poiché è nelle facoltà del Presidente della Repubblica verificare se in Parlamento esista ancora una maggioranza (qualora Berlusconi non dovesse più averla, ovviamente) e se questa maggioranza possa esprimere un incaricato a formare il Governo che possa ottenere la fiducia Parlamentare.
La prima strada da prendere è quindi quella che porta al Quirinale (non per rimanerci, beninteso!), non quella delle urne. Se non ci sarà più una maggioranza parlamentare che potrà fornire un nome per la guida di un nuovo esecutivo, allora si che si andrà alle urne.
Non basta Giurare sulla Costituzione, bisognerebbe anche leggerla..

giovedì 13 ottobre 2011

Berlusconi chiede al Parlamento quella fiducia che non ha più tra gli italiani


E' vero, lo sappiamo, un Governo in una Repubblica Parlamentare, cade solo in seguito ad un voto di sfiducia (o di mancata fiducia, qualora chiesta) da parte del Parlamento. Solo che se lo ricordano solo quando gli pare a loro. Per anni Berlusconi ha parlato di stragrande maggioranza degli italiani che è con me, senza mai capire bene da chi fosse rappresentata quella stragrande maggioranza; ora che la sua popolarità è ai minimi storici, ora che anche gli amati sondaggi lo danno praticamente una tacca sopra a Scilipoti (pare che se riesce ad aumentare di un punto la sua popolarità, arriva a zero...), ecco che si ricorda del Parlamento. Faccio un giro a raccattare un po' di fiducia, almeno qui, visto che gli italiani non ne hanno più per niente. Quando al Governo c'erano gli altri, tutti i giorni a snocciolare sondaggi che sostenevano (lui sosteneva...) che Prodi non aveva la maggioranza tra i cittadini e che si doveva tornare alle urne. Erano i sondaggi di Berlusconi e non le elezioni a decidere chi fosse legittimato a governare. Ora che la gente si è finalmente accorta (almeno si spera, meglio tardi che mai) che razza di personaggio sia Berlusconi, ecco ora non si interessa più di sondaggi e di popolarità tra gli elettori. No ora il pensiero e l'opinione degli elettori non contano più (prima sembrava contasse solo quello, ma d'altronde se la diceva e se la cantava da solo; chiunque può dire "sono il più popolare dell'universo" sulla base del nulla), ora conta solo avere i numeri in Parlamento (e ribadisco, sappiamo che un Governo resta in carica fino a che ha la fiducia del Parlamento), anche se ciò dovesse comportare una campagna acquisti in stile Real Madrid. Se un suo deputato passa all'altro schieramento è ribaltone, se quello di un altro schieramento passa con lui è responsabilità.

Non capisco perché al CERN di Ginevra e al Gran Sasso continuino a spendere soldi per fare ricerche sulla velocità dei neutrini. Basta vedere con quale velocità Berlusconi cambia opinione e smentisce se stesso, per essere certi che esista qualcosa che viaggia a velocità superiore ella luce.

mercoledì 12 ottobre 2011

Parte la conta nella maggioranza: chi siete? dove andate? si ma quanti siete? un fiorino!

La conta nel PdL: Chi siete? dove andate? si ma quanti siete? un fiorino!

Il Governo è andato sotto alla Camera (pare che Berlusconi abbia detto che gli piace anche così...). Cicchitto e La Russa invitano Berlusconi a chiedere la fiducia. Non è stato un caso, non può essere stato un caso. Poiché qualcuno è rimasto fuori dall'Aula e non per caso, ma per scelta. Berlusconi è sempre più alle corde ma, come già detto qui, non si vuole rassegnare all'evidenza. Poiché ora non solo il suo consenso tra gli elettori è ai minimi storici, pure in Parlamento i numeri cominciano ad essere deficitari.
Purtroppo nel PdL non c'è l'autorevolezza politica per dire a Berlusconi che serve una stagione nuova (il PdL non ha stagioni, ha Berlusconi). Nel PdL sanno che quando Berlusconi uscirà di scena, il partito si squaglierà più velocemente della neve nel Sahara. E allora se lo tengono stretto, anche se c'è da pensare che gli occhi di qualcuno siano vigili, poiché i politici italiani sono sempre stati gli assi di briscola a saltare sul carro più conveniente.
Bossi e Berlusconi politicamente sono finiti e tutti quelli che oggi fanno parte della loro cerchia, dovranno a breve trovarsi una collocazione sullo scacchiere politico. Gli italiani si sa, hanno la memoria corta (o vogliono averla) e questo aiuta, nel riciclarsi velocemente e senza troppi danni.

martedì 11 ottobre 2011

Ibrahimovic è stanco del calcio o stanco del Milan?

Ibrahimovic, con l'unica maglia che non può cambiare.

Generalmente non mi occupo dei problemi calcistici degli altri, ma visto che Ibrahimovic è un ex, farò un eccezione. Gli è tornato il mal di pancia e anche questa volta credo non basterà un'enterogermina per sistemare il tutto. Ibrahimovic si è reso conto che molto probabilmente al Milan non vincerà la Champions, non c'è riuscito col Barcellona, figuriamoci col Milan (oggi questa considerazione vale per qualsiasi squadra italiana).
Forse però non si è mai posto una questione importante: forse non la merita lui, la Champions. Sarà un caso, ma da dove va via lui, la si vince. E' successo all'Inter, è successo al Barcellona. Guadagna tantissimi soldi, Ibrahimovic, e ne fa guadagnare molti anche al suo procuratore. Non so se al Real potrebbe strappare un contratto ancora più ricco di quello che ha già, ma può essere che il suo procuratore abbia fiutato l'affare. E allora un po' stanchezza e un po' di mal di pancia, sono effetti collaterali che non fanno troppo male...

lunedì 10 ottobre 2011

Fisica anomala: perché il brutto tempo arriva sempre nel weekend (e torna bello il lunedì)


Nella foto, impiegati escono il venerdì pomeriggio dal lavoro e si apprestano a passare un magnifico weekend

Pescando tra l'altro in pieno l'evento (brutto venerdì 7, sole il lunedì 10) proviamo ad affrontare "scientificamente" questo fenomeno, che porta il mal tempo sempre nel weekend e beffardamente fa tornare il sole il lunedì. Vasco negli anni '80 cantava "odio i lunedì", chissà perché...
Gli "scienziati" non sono ancora pienamente d'accordo sulla spiegazione del fenomeno, ma pare che nel corso dei millenni "qualcuno", una presunta entità superiore che governerebbe tutti gli eventi fisici naturali del mondo, si sia accorta che gli uomini erano abituati a lavorare dal lunedì al venerdì, per stare a casa il sabato e la domenica. La presunta entità invece, se la doveva lavorare anche i suddetti giorni cosicché presumibilmente pensò: "e chi sono io, il figlio della povera schifosa?!?". Cosicché cominciò a far mutare repentinamente le condizioni metereologiche il venerdì pomeriggio e il lunedì mattina: il venerdì peggiorava, il lunedì migliorava.
Qualcuno aveva pensato di ovviare al problema spostando il giorno festivo al mercoledì, ma certamente dopo un breve periodo di assestamento, avrebbe cominciato a farsi brutto il martedì, per migliorare il giovedì...
In verità una soluzione c'è. Gli scienziati pensano alla "festività random". Ogni settimana vengono stabiliti due giorni festivi consecutivi a caso, in modo che l'entità superiore, non possa avere il tempo di organizzare il maltempo per quei due giorni lì. Cosicché una settimana sarà festa il martedì e il mercoledì, un'altra il venerdì e il sabato, un altra ancora la domenica e il lunedì. Così a caso.

Sostieni anche tu il progetto scientifico della festività random. Pare che il governo italiano abbia contribuito agli studi con 5 milioni di euro, prendendoli da quelli avanzati dal tunnel gelmini, che collega gran sasso alla svizzera.

I "sultani" non abdicano e non rinunciano al proprio potere personale.


Fa un po' sorridere sentire esponenti dell'opposizione chiedere continuamente di fare un passo indietro a Berlusconi. Probabilmente non sanno in che paese vivono... La cosa (la richiesta di dimissioni) avrebbe un senso se fosse indirizzata a uno statista politico con senso dello Stato, nonché saldi principi etici e morali. Ma non ci troviamo di fronte a niente di tutto ciò. A dire il vero Berlusconi ritiene di non dovere rendere conto a nessuno, né agli elettori, tantomeno a una coalizione o a un partito. E le parole di Alfano lo confermano. 
Non esiste una coalizione, esiste Berlusconi;
Non esistono elettori cui rendere conto, esiste Berlusconi;
Non esistono politiche, esistono politiche nell'interesse di Berlusconi.
Chissenefrega se Berlusconi divide come nessun altro nella storia italiana, chissenefrega se si è ampiamente dimostrato inadatto e incapace a governare, d'altronde l'equazione è presto fatta: Berlusconi è il proprietario di un'azienda (l'Italia) con tanti dipendenti (gli italiani) che devono operare nell'interesse della proprietà. Il fatto che questi dipendenti abbiano un fastidioso diritto di opinione o di voto, è solo un effetto collaterale cui dover trovare, in vari modi, rimedio. Lo abbiamo visto con la storia dei Referendum: il popolo non la pensava come Berlusconi, quindi lui cercò di modificare le norme sul nucleare, per non far votare il Referendum.
Continua a dire che governa e resterà al governo perché è stato votato dagli italiani: è un falso clamoroso, sia storico che politico: gli italiani hanno votato una coalizione, non hanno votato Berlusconi. E' il Presidente della Repubblica che sceglie il Premier, in una Repubblica Parlamentare (dovremmo esserlo ancora..). Inoltre, neanche è stato votato dalla maggioranza degli italiani; ha la maggioranza in parlamento, grazie al premio di maggioranza. Però per anni ha continuato a dire che la stragrande maggioranza degli italiani era con lui. Mentiva sapendo di mentire (gli riesce bene..).
Ora che è alle strette, ora che un suo passo indietro servirebbe a dare un minimo di dignità politica a questo paese, non ci pensa proprio a farlo. E come potrebbe, è sceso in politica per curare i suoi interessi, ora (ancora ora) che ne ha bisogno, come potrebbe farsi da parte?
Si è mai visto un sultano rinunciare al proprio potere?
Se poi la sua corte fa quadrato attorno a lui, priva di un benché minimo senso etico politico, il gioco è fatto. Ma non meno colpevoli sono tutte quelle persone che lo hanno sostenuto e che, incredibilmente, lo sostengono ancora.
Finirà il berlusconismo, ma l'Italia continuerà a dover avere a che fare con questa gente che ha contribuito fortemente, anche con il proprio voto, a far cadere questo paese nel baratro attuale.