In solidarietà ai genovesi, ai liguri e a tutti coloro che sono stati colpiti dall'alluvione.
sabato 5 novembre 2011
venerdì 4 novembre 2011
Berlusconi non è prigioniero della poltrona, ma del suo Ego.
Berlusconi non avrebbe neanche più bisogno del potere che ha, per sistemare le sue cose, i suoi interessi privati. Lo ha già fatto e, se sarà necessario, ci sarà ancora qualcuno che lo farà per lui in futuro.
Non fa il passo indietro, non per non perdere la poltrona, è talmente ricco che non ha bisogno di poltrone, ma perché ha un ego smisurato. Si sente superiore a tutto e a tutti e non concepisce che qualcuno la possa pensare diversamente da lui. Il consenso elettorale è per lui solo qualcosa da sbandierare, non si è mai posto il problema se ci fosse oppure no, per lui non è importante l'opinione degli altri, importa solo la sua. Per questo motivo per lui il consenso c'è, deve esserci, anche se non c'è.
Quante volte lo abbiamo sentito delirare, a partire dal famoso Unto dal Signore. Ha manie di grandezza che lo obbligano a sembrare grande anche quando è piccolo, i tacchi o le foto sugli scalini più alti lo confermano. Non si pone il problema se sia in grado o no di fare qualcosa, si sente una sorta di semidio: così accusò Ancelotti quando allenava il Milan sostenendo che se avesse allenato lui avrebbe stravinto lo scudetto, così come sosteneva (e sostiene tuttora!) di essere il miglior Presidente del Consiglio della Storia, o il più amato. E nulla importa se i dati lo smentiscano su tutti i fronti, lui vive nella sua campana di vetro e ne è convinto.
Perché dovrebbe fare un passo indietro, se si sente il migliore, quasi eterno? A volte sentirlo parlare sembra una persona in preda al delirio, ma probabilmente questa sua personalità lo ha portato a condurre la sua vita imprenditoriale fino a convincere buona parte degli italiani di presunte sue capacità quasi taumaturgiche. E nonostante 17 anni di governo fallimentare, molti continuano a credergli. Ed è questa la sua grande forza, riesce a vincere anche quando è pessimo, riesce a convincere anche quando è il mondo a dargli torto.
Sarà molto più facile togliergli la poltrona, che il suo ego.
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venerdì, novembre 04, 2011
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giovedì 3 novembre 2011
Crisiantemo (poesia di una crisi)
Ei fu (l'Italia). Siccome immobile (il governo)
dato il mortal sospiro (l'economia)
stette la spoglia immemore (gli italiani)
orba di tanto spiro.
O cavallina cavallina storna (il miracolo economico)
che portavi colui che non ritorna (il benessere).
Piove (governo l....). E' uno stillicidio
senza tonfi ('spetta che tra un po' lo senti il tonfo...).
Piove sul Parlamento (credo siano pomodori..)
Di che Reggimento siete fratelli? (mah non lo so, ma siam rimasti in pochi...)
Di queste case non è rimasto che qualche brandello di muro (e ancora avevo il mutuo da pagare...)
né mai più toccherò le sacre sponde (emigrazione di massa..)
Così tra questa immensità s'annega il pensier mio
e il naufragar m'è dolce in questo mar...
le poesie, che avrete riconosciuto, sono tratte dalle opere di alcuni dei principali autori italiani (in ordine): Manzoni, Pascoli, Montale, Ungaretti, Foscolo, Leopardi.
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Linea Gotica
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giovedì, novembre 03, 2011
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mercoledì 2 novembre 2011
salvo peggioramenti, morirà...
Qualcuno ricorderà questa battuta che circolava negli anni '80. Erano gli anni in cui l'Italia viveva molto al di sopra delle proprie possibilità e ora ne vediamo i risultati.
Nessun catastrofismo, vorrei essere ottimista: siamo usciti dalla due guerre, non sarà il capitalismo consumista ad ammazzarci. Però una svegliatina è necessaria. E soprattutto sveglia su chi debba pagare in maggior misura. O perlomeno, su chi debba cominciare a pagare e non beneficiar solo del fatto che gli altri paghino per loro. Una parola su tutte. PATRIMONIALE. Comincino a pagare adeguatamente anche i ricchi.
E poi gli evasori fiscali: potenziare gli incroci su quanto dichiarato e quanto posseduto.
Poiché la crisi la pagano sempre gli stessi, l'economia la sostengono sempre gli stessi. Parlo anche di imprenditori onesti che pagano quanto dovuto, mentre loro colleghi non lo fanno.
Nessun monolite, siamo tutti pronti ai sacrifici, li stiamo già facendo. Però vedo puntare il dito troppo su chi paga e troppo poco su chi paga poco. Si parla di condoni, no la patrimoniale invece no. Sembra che la colpa di tutto sia il Pubblico Impiego e i Pensionati. Ci sono delle responsabilità anche qui, certo che ci sono. Ma qui si guarda il dito per non vedere la luna. Poiché ci saranno sprechi si, nessuno lo nega, però loro almeno pagano (ritenute alla fonte). Gli evasori invece NON pagano.
E poi cominciamo col dare segnali ben precisi: riduzione dei costi della politica, reali, non solo proclami! taglio delle indennità, messa in vendita delle auto blu, riduzione del numero dei parlamentari, abbattimento del costo del parlamento, dei ministeri. Taglio degli Enti inutili. Solo politiche simboliche? a volte servono anche i simboli, poiché non è possibile chiedere i sacrifici sempre agli altri. La politica non deve più decidere sulle sue retribuzioni!!! si usi un parametro europeo, si prenda la media di tutti gli altri paesi, italia esclusa. E si calcoli la retribuzione su quello.
I sacrifici devono essere per tutti e proporzionali, non sempre per le stesse persone.
Poiché allora sì che l'Italia muore.
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mercoledì, novembre 02, 2011
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martedì 1 novembre 2011
lunedì 31 ottobre 2011
Renzi: se la destra fa la destra e la sinistra fa la destra, la sinistra chi la fa?
Le mille anime del PD
Ho letto i suoi 100 punti (ecco, fare 100 punti programmatici, fa pensare che la sua collocazioni possa essere nel centrosinistra... ricordate le quasi 200 pagine del programma del governo Prodi?), molti sono anche condivisibili, ma è quella sua leadership in stile centrodestra, in particolare in tema di lavoro e sindacati (ricordate il suo sto con Marchionne o le sue critiche ai sindacati, tutto legittimo, ma difficile pensare fossero ragionamenti di sinistra), che rischia di renderlo un'anomalia della sinistra.
Poiché, se la destra fa la destra e la sinistra fa la destra, la sinistra chi la fa?
In Francia Sarkozy spiazzò l'elettorato di sinistra, facendo una campagna elettorale che faceva propri alcuni simboli della sinistra ma attenzione, è un altro paese la Francia e soprattutto in quel caso, era molto più facile avocare a se certe tematiche e certi simboli. In Italia la sinistra chi dovrebbe fare come proprio un simbolo della destra, Gasparri???
Il problema reale che pone Renzi, è quello del "cambiano i simboli ma i leader (più o meno occulti) restano gli stessi". Poiché la sinistra italiana si è nascosta negli ultimi 17 anni dietro e Berlusconi e il berlusconismo, senza rendersi conto di quanto fosse "berlusconizzata" lei stessa. Poiché nel '94 si discuteva di Veltroni e D'Alema e oggi la questione è ancora quella tra veltronismo e d'alemismo. Forse se avessero guardato più dentro al proprio partito e meno dentro a quello degli altri, oggi il centrosinistra italiano avrebbe proposte più concrete e meno correnti al suo interno, che oramai hanno raggiunto il numero degli elettori. Ogni elettore del centrosinistra è una corrente... E tira molta aria, soprattutto dentro al PD.
Berlusconi e il berlusconismo sono stati troppo spesso per il centrosinistra la maschera dietro cui nascondere i propri fallimenti politici. Sotto questo punto di vista è giusto quello che dice Renzi, la dirigenza è da cambiare poiché ovunque nel mondo, se fallisci vai a casa. In Italia invece se fallisci ti trasformi in qualcos'altro, ma resti sempre te, e lì. Cambiano le poltrone ma non i personaggi.
Però fare la sinistra inseguendo la destra, non mi sembra la strategia ottimale. La strategia deve essere quella di proporre politiche di centrosinistra e spiegarle agli elettori, cercando di convincerli. Se poi gli elettori preferiscono le politiche di destra, non è che la sinistra può fare la destra per vincere. La strategia politica deve essere quella di rendere vincenti le proprie idee, senza dover usare le idee degli altri.
Serve un cambiamento, serve gente nuova e servono idee di sinistra.
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lunedì, ottobre 31, 2011
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domenica 30 ottobre 2011
Bersani le "canta" a Renzi (satira)
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Linea Gotica
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domenica, ottobre 30, 2011
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