lunedì 7 novembre 2011

Berlusconi e le sue visioni

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo. Come lacrime… nella pioggia…



Berlusconi vive fuori dalla realtà. E' sempre vissuto fuori dalla realtà. D'altronde succede, se sei così ricco. Ma la sua parabola è persino peggiore, se possibile, del suo avvento.
Non ha più un contatto con il mondo reale, prima negava la crisi quando tutto il mondo si adoperava per affrontarla, così l'Italia è rimasta indietro. Ora, incredibile, continua a negarne i suoi effetti: parla di ristoranti pieni... Non si rende conto che il paese è sull'orlo del baratro e ce lo ha portato lui. Chiunque con un minimo di buon senso ne avrebbe preso atto. Lui no, ora vede persino numeri dove non ce ne sono: ha i numeri o da i numeri?
La barca affonda, non la sua, ma la nostra. E lui con la cetra e un po' di figa, sta lì a guardare. Due giorni fa la notizia della prossima uscita del suo disco. Per Marte, spero.
Parliamo probabilmente del peggior premier della storia democratica occidentale, che ha reso l'Italia ridicola davanti al mondo (serviranno anni per ritrovare un minimo di dignità), che ha anteposto i suoi interessi personali a quelli di tutti.
Bastava non votarlo, qualcuno lo ha fatto giustamente notare. Eh già, poiché Berlusconi sarà pure responsabile, ma è altrettanto responsabile una società, quella italiana, che ha permesso tutto ciò.
Gli italiani dovrebbero farsi un esame di coscienza, poiché come ho detto più volte (vale un po' per tutte le forze partitiche) i politici non sono mai peggiori o migliori della società che li esprime, semplicemente ne sono i degni rappresentanti. Quindi se la situazione è così misera, la colpa è anche degli italiani.

sabato 5 novembre 2011

Genova per noi

In solidarietà ai genovesi, ai liguri e a tutti coloro che sono stati colpiti dall'alluvione.

venerdì 4 novembre 2011

Berlusconi non è prigioniero della poltrona, ma del suo Ego.




Berlusconi non avrebbe neanche più bisogno del potere che ha, per sistemare le sue cose, i suoi interessi privati. Lo ha già fatto e, se sarà necessario, ci sarà ancora qualcuno che lo farà per lui in futuro.
Non fa il passo indietro, non per non perdere la poltrona, è talmente ricco che non ha bisogno di poltrone, ma perché ha un ego smisurato. Si sente superiore a tutto e a tutti e non concepisce che qualcuno la possa pensare diversamente da lui. Il consenso elettorale è per lui solo qualcosa da sbandierare, non si è mai posto il problema se ci fosse oppure no, per lui non è importante l'opinione degli altri, importa solo la sua. Per questo motivo per lui il consenso c'è, deve esserci, anche se non c'è.
Quante volte lo abbiamo sentito delirare, a partire dal famoso Unto dal Signore. Ha manie di grandezza che lo obbligano a sembrare grande anche quando è piccolo, i tacchi o le foto sugli scalini più alti lo confermano. Non si pone il problema se sia in grado o no di fare qualcosa, si sente una sorta di semidio: così accusò Ancelotti quando allenava il Milan sostenendo che se avesse allenato lui avrebbe stravinto lo scudetto, così come sosteneva (e sostiene tuttora!) di essere il miglior Presidente del Consiglio della Storia, o il più amato. E nulla importa se i dati lo smentiscano su tutti i fronti, lui vive nella sua campana di vetro e ne è convinto. 
Perché dovrebbe fare un passo indietro, se si sente il migliore, quasi eterno? A volte sentirlo parlare sembra una persona in preda al delirio, ma probabilmente questa sua personalità lo ha portato a condurre la sua vita imprenditoriale fino a convincere buona parte degli italiani di presunte sue capacità quasi taumaturgiche. E nonostante 17 anni di governo fallimentare, molti continuano a credergli. Ed è questa la sua grande forza, riesce a vincere anche quando è pessimo, riesce a convincere anche quando è il mondo a dargli torto.
Sarà molto più facile togliergli la poltrona, che il suo ego.

giovedì 3 novembre 2011

Crisiantemo (poesia di una crisi)


Ei fu (l'Italia). Siccome immobile (il governo)
dato il mortal sospiro (l'economia)
stette la spoglia immemore (gli italiani)
orba di tanto spiro.
O cavallina cavallina storna (il miracolo economico)
che portavi colui che non ritorna (il benessere).
Piove (governo l....). E' uno stillicidio
senza tonfi ('spetta che tra un po' lo senti il tonfo...).
Piove sul Parlamento (credo siano pomodori..)
Di che Reggimento siete fratelli? (mah non lo so, ma siam rimasti in pochi...)
Di queste case non è rimasto che qualche brandello di muro (e ancora avevo il mutuo da pagare...)
né mai più toccherò le sacre sponde (emigrazione di massa..)
Così tra questa immensità s'annega il pensier mio
e il naufragar m'è dolce in questo mar...

le poesie, che avrete riconosciuto, sono tratte dalle opere di alcuni dei principali autori italiani (in ordine): Manzoni, Pascoli, Montale, Ungaretti, Foscolo, Leopardi.

mercoledì 2 novembre 2011

salvo peggioramenti, morirà...


Qualcuno ricorderà questa battuta che circolava negli anni '80. Erano gli anni in cui l'Italia viveva molto al di sopra delle proprie possibilità e ora ne vediamo i risultati.
Nessun catastrofismo, vorrei essere ottimista: siamo usciti dalla due guerre, non sarà il capitalismo consumista ad ammazzarci. Però una svegliatina è necessaria. E soprattutto sveglia su chi debba pagare in maggior misura. O perlomeno, su chi debba cominciare a pagare e non beneficiar solo del fatto che gli altri paghino per loro. Una parola su tutte. PATRIMONIALE. Comincino a pagare adeguatamente anche i ricchi.
E poi gli evasori fiscali: potenziare gli incroci su quanto dichiarato e quanto posseduto.
Poiché la crisi la pagano sempre gli stessi, l'economia la sostengono sempre gli stessi. Parlo anche di imprenditori onesti che pagano quanto dovuto, mentre loro colleghi non lo fanno.
Nessun monolite, siamo tutti pronti ai sacrifici, li stiamo già facendo. Però vedo puntare il dito troppo su chi paga e troppo poco su chi paga poco. Si parla di condoni, no la patrimoniale invece no. Sembra che la colpa di tutto sia il Pubblico Impiego e i Pensionati. Ci sono delle responsabilità anche qui, certo che ci sono. Ma qui si guarda il dito per non vedere la luna. Poiché ci saranno sprechi si, nessuno lo nega, però loro almeno pagano (ritenute alla fonte). Gli evasori invece NON pagano.
E poi cominciamo col dare segnali ben precisi: riduzione dei costi della politica, reali, non solo proclami! taglio delle indennità, messa in vendita delle auto blu, riduzione del numero dei parlamentari, abbattimento del costo del parlamento, dei ministeri. Taglio degli Enti inutili. Solo politiche simboliche? a volte servono anche i simboli, poiché non è possibile chiedere i sacrifici sempre agli altri. La politica non deve più decidere sulle sue retribuzioni!!! si usi un parametro europeo, si prenda la media di tutti gli altri paesi, italia esclusa. E si calcoli la retribuzione su quello.
I sacrifici devono essere per tutti e proporzionali, non sempre per le stesse persone.
Poiché allora sì che l'Italia muore.


martedì 1 novembre 2011

Autumn Leaves



THOLMINI BIG BAND (2002)