Secondo l'analisi delle politiche pubbliche denominata Public Choice, gli attori politici perseguono i propri interessi in un'ottica di interesse personale. Non c'è quindi, secondo questa teoria, un perseguimento dell'interesse pubblico come fine principe ma la somma del perseguimento degli interessi individuali dovrebbe portare a un certo equilibrio. Dovrebbe, poiché in uno Stato dove l'etica pubblica dei cittadini è elevata, si otterrà un buon risultato ma, se questa non lo è, il risultato sarà pessimo.
L'Italia ha dei grossi problemi di qualità dei politici. Se applichiamo la teoria della Public Choice ad essi, è probabile che il risultato finale non sarà ottimale. Come cambiare nel breve (poiché nel lungo periodo il discorso è differente e più complicato) questa situazione? I politici, secondo la Public Choice, tenderanno a perseguire i propri interessi in una sorta di politica circolare: cercheranno il modo di mantenere i posti di potere e quando scadranno i loro mandati, di essere rieletti. Far decidere loro quale debba essere la legge elettorale, mette in atto la politica circolare per cui le persone decidono per se stesse il modo in cui massimizzare il proprio interesse personale. Se questi politici decidono quale debba essere la legge elettorale, è molto probabile che lo faranno nel loro interesse. Per uscire da questa politica circolare la soluzione è a mio avviso una sola, partendo dalla legge elettorale.
Questo, a mio modo di vedere, potrebbe essere un buon metodo:
fare elaborare da una commissione di esperti (politologi) 3 possibili leggi elettorali da sottoporre poi a Referendum consultivo agli italiani.
In questo modo si eliminerebbe il problema della politica circolare (per cui i politici farebbero probabilmente una legge elettorale nel loro interesse e non nell'interesse pubblico). Sarebbero i cittadini a scegliere la legge elettorale e in questo modo il cambiamento politico, dei politici, sarebbe più probabile.
Purtroppo in Italia il referendum consultivo non è previsto a livello nazionale (anche se una volta è stato svolto) ma a livello locale e non è neppure vincolante. E' però necessario uscire da questa politica circolare, in modo che i cittadini possano riappropriarsi pienamente del diritto di scelta.

















9 commenti:
tra poco la riforma, e potrai dormire tranquillo
dalle anticipazioni che ho letto, mi convince poco. Troppo Casini centrica...
Secondo me il difetto in questo ragionamento è che non prende in esame il rapporto tra eletto ed elettori.
Negli USA la politica funziona in base alle lobby. Il candidato fa il giro e raccoglie i fondi dai suoi "amici", una volta eletto si fa garante di tutelarne gli interessi.
Gli elettori a loro volta rappresentano una lobby "generica", se viene eletto un repubblicano saranno prevalenti gli interessi "conservatori" e "liberisti", se viene eletto un democratico si andrà su interessi "progressisti" e "sociali(stoidi)".
In Italia funziona uguale, con la differenza che il finanziamento delle campagne è garantito (almeno ufficialmente) dallo Stato.
In ogni caso chiunque venga eletto ha il compito di tutelare gli interessi degli "amici".
In Italia la qualità media dei politici rispecchia la qualità media degli elettori. Noi non abbiamo la lobby degli armaioli e di quelli che hanno il fucile d'assalto in casa ma abbiamo una intera nazione che tira a fregare su ogni minima cosa. Per esempio quando si parla di pensioni nessuno mai discute del rapporto tra contributi e somma erogata.
in america hanno il presidenzialismo, noi no, quindi i sistemi sono profondamente diversi. In America tendenzialmente hanno principi etici (per quanto riguarda la politica interna) migliori dei nostri (puniscono pesantemente la corruzione che è la prima cosa da punire per ripulire la politica).
Il sistema delle lobby in europa non è strutturato come in America (da noi i triangoli di ferro praticamente non esistono). Le lobby ci sono a livello europeo ma fanno pressioni sulla commissione europea, che non viene eletta. Da noi ci sono corporazioni che fanno pressioni, ma generalmente non lobby (che sono un fenomeno complesso; in Italia le lobby non movimentano le masse né creano movimenti di opinione)
I valori civici di una nazione non si cambiano in una settimana. Ma da qualche parte bisogna partire
Non credo che si tratta solo di una questione di leggi più o meno rispettate; è una questione di morale ovvero di costume.
Se noi italiani non cambiamo mentalità, cioé modo di considerare gli altri resteremo sempre al palo. I primi che dovrebbero cambiare sono proprio i politici che "CREDONO" di saper governare. In realtà si accapigliano solo per acquisire potere di ricatto verso gli altri.
I recenti fatti di corruzione dimostrano quanto sia vecchio il nostro modo di governare.
il cambiamento deve partire dalla società civile: non è possibile avere politici migliori se non migliora la società civile. Questo è un processo lungo e difficile, ma assolutamente da cominciare
Le differenze che dici sono sulla carta. Le lobby sottese alla politica sono conglomerati industriali e finanziari e agiscono trasversalmente su TUTTI i governi, per inciso che siano democratici o meno. La differenza è che in democrazia il meccanismo è implicito nella triade "fondi-voti-mandato".
Vedi bene che se l'industria degli armamenti ha una influenza fortissima sul governo degli USA, comprendendo l'insieme di Presidente e Senato, la stessa industria agisce anche sugli "alleati". Vedi anche che il gonfiaggio e sgonfiaggio delle "bolle" speculative viene determinato a Wall Street ma poi si riverbera pari pari anche da noi. Eccetera.
Una cosa su cui non si riflette abbastanza secondo me è il concetto espresso dalla Costituzione per cui un rappresentante eletto esercita la sua funzione "senza vincolo di mandato". In teoria significa che un parlamentare non è obbligato a votare una legge contraria alla sua coscienza ma nella pratica, considerato che i politici sono sostanzialmente dei piazzisti, significa che un parlamentare può votare una legge contraria agli interessi dei suoi elettori ma funzionale agli interessi suoi o di chi lo "manda". Cosa inasprita dal fatto che il parlamentare viene in realtà nominato dal "partito" prima di essere eletto.
Non sarei tanto sicuro che le democrazie delle altre Nazioni siano più "morali" o "etiche" della nostra. A me sembra piuttosto che noi siamo tradizionalmente portati a fare la sceneggiata dello "Zappatore" in piazza mentre gli altri risolvono le loro questioni al chiuso delle Segrete Stanze. Tanto per citare un esempio classico, mentre noi abbiamo fatto una questione di Stato delle "feste" berlusconiane, negli USA i presidenti vanno con le "amiche" sotto la supervisione dei Servizi Segreti (che poi ovviamente li tengono per le balle).
Ah, a proposito di referendum, ci sono diversi casi di referendum che sono stati bellamente ignorati da Camera e Senato, nel senso che gli Italiani hanno votato per abolire una legge che è stata immediatamente reintrodotta. Da cui la "consultazione popolare" è una finzione.
Il sistema dei gruppi di pressione (o lobbies) dei paesi europei, è generalmente considerato meno forte (anche economicamente) e strutturato di quello statunitense. Per quanto riguarda il caso italiano, quali gruppi di pressione di una certa forza possiamo considerare sindacati e confindustria, poco altro.
E' diverso proprio il modo di concepire il gruppo di pressione, con una adesione maggiormente attiva per quanto riguarda il modello statunitense (fatta eccezione per il sindacato, per quanto riguarda il caso italiano, dove le masse vengono ancora movimentate, sebbene non più come un tempo). Ma se escludiamo il sindacato in Italia vediamo come spesso i gruppi di pressione siano corporazioni di ambito piuttosto ristretto (spesso per categorie di lavoro). Negli USA utilizzano una forma definita peak association per cui varie lobbies minori si associano per avere maggiore potere di pressione. Da noi i legami sono molto labili, le pressioni spesso inconcludenti.
Ridurre il fenomeno dicendo "è colpa di questo o quello" non ha molto senso. Ma, riferendosi al caso italiano, anche la storia ci insegna che il malcostume, la corruzione e la criminalità organizzata, sono stati un potentissimo gruppo di pressione.
Secondo me altri stati (penso a Francia, Germania, Inghilterra, paesi nordici e, oltreoceano, Stati Uniti) hanno un'etica pubblica decisamente migliore della nostra (senza volere per forza generalizzare). Noi apparteniamo a quel gruppo di paesi del mediterraneo dove, secondo i sociologi, prevale ancora quello che viene definito "familismo amorale" (se vi interessa il concetto, senza volere approfondire troppo, su wikipedia è presente una buona descrizione di questo fenomeno).
Per quanto riguarda il "senza vincolo di mandato", basterebbe introdurre alcuni elementi di razionalizzazione parlamentare, per superare il problema. In Inghilterra ad esempio, il fenomeno della "devianza" rispetto alle linee di partito (che a volte può pure essere un bene, se il deputato agisce veramente secondo coscienza) è pressoché inesistente, per il semplice motivo che il parlamentare che dovesse farsi i cavoli propri non avrebbe speranza di essere ripresentato dal partito e tantomeno, come succede da noi, ripescato in altri. Chi fa gli interessi propri, solitamente poi esce di scena (ribadisco, non è che altrove sia tutto rose e fiori, ma confronto a noi il resto del mondo spesso viaggia molto meglio).
Tornando al post, secondo la Public choiche tutti fanno i propri interessi, ma nel farlo il risultato complessivo dovrebbe essere un buon compromesso generale. Non lo è invece se, al posto di perseguire i propri interessi, ci si fanno i cavoli propri, talvolta in modo non lecito. Esempio: il politico che vorrà farsi rieleggere (e ha questo come interesse primario), in una comunità politica normale, cercherà di operare a favore di questa (sicuramente il suo interesse primario sarà quello di essere rieletto, piuttosto che quello del bene comune); se però il politico per essere rieletto, comprerà i voti o si farà corrompere, beh allora in questo caso la public choiche non garantisce affatto un risultato ottimale.
Posta un commento