venerdì 27 aprile 2012

Democratizzazione e riflusso autoritario: l'Europa è a un bivio?


Nel libro "La terza ondata" il politologo Huntington analizza i processi di democratizzazione che si sono compiuti alla fine del XX secolo in quella che viene definita appunto la terza ondata, cominciata nel 1974 e terminata nei primi anni '90.
La ricerca verifica, tra le altre cose, il fenomeno del riflusso, conseguente alle ondate di democratizzazione:
- prima ondata 1828 - 1926 (riflusso 1922 - 1942)
- seconda ondata 1943 - 1962 (riflusso 1958 - 1975)
- terza ondata 1974 - ? (riflusso ?).

Tecnicamente l'epoca in cui viviamo ora, potrebbe essere la fase del riflusso. La maggior parte degli Stati europei sono democrazie consolidate e il riflusso storicamente ha operato in democrazie deboli (e giovani). Ma se guardiamo gli indicatori proposti da Huntington, possiamo accorgerci come la fase del riflusso potrebbe veramente essere quella che stiamo vivendo.
Le cause del passaggio dalla democrazia all'autoritarismo nei passati riflussi sono stati sostanzialmente sette:
1) debolezza dei valori democratici presso le élite e l'opinione pubblica;
2) crisi economica o collasso che ha intensificato il conflitto sociale, con aumento della popolarità per rimedi autoritari;
3) polarizzazione sociale e politica a causa delle riforme socioeconomiche;
4) classi superiori e conservatrici che escludono dal potere i movimenti populisti;
5) frantumazione dell'ordine e della legge a causa dell'emergere di fenomeni terroristici o insurrezionali;
6) intervento o la conquista ad opera di un governo non democratico;
7) effetto valanga sotto forma di dimostrazione del collasso o della caduta di altri regimi democratici.

Il contesto sociale politico ed economico che stiamo vivendo in questo momento, ci porta a dire che delle sette cause sopra elencate, qualcuna è già in atto. Si pensi alla crisi economica, ai fenomeni terroristici, alla polarizzazione sociale, nonché, seppur in misura minore, alle forze della conservazione (la casta politica, la tecnocrazia, il governo dei poteri forti, ecc.) che si oppongono ai cambiamenti (in una sorta di dittatura della finanza). Al momento non paiono presenti criticità per quanto riguarda le debolezze nei valori democratici, anche se in Europa l'estrema destra sta avanzando; vediamo però come alcuni paesi europei abbiano operato uno spostamento verso forme di governo, diciamo meno democratiche di quello che è lo standard cui siamo abituati (si pensi all'Ungheria). Se poi qualcuno volesse vedere l'Europa (intesa non tanto come Unione Europea, ma come insieme dei poteri forti) come un'organismo che decide senza una adeguata legittimazione popolare democratica, mancherebbe solo il settimo punto: l'effetto valanga.

Probabilmente le nostre democrazie sono abbastanza consolidate da non subire riflussi autoritari, ma la grave situazione economica potrebbe comportare inaspettate conseguenze anche sul piano politico.

6 commenti:

Soffio ha detto...

Già con il signor B le conseguenze non sono state poche.....

Linea Gotica ha detto...

ce ne vorrà per tornare un paese normale. nella speranza che ci si riesca..

Lorenzo ha detto...

L'unico problema che ha l'Europa è la "globalizzazione". La globalizzazione significa che certe elite guadagnano spostando beni e persone su e giù per il mondo.

Gli interessi di queste elite sono in contrasto "tattico" e "strategico" con quelli delle persone il cui tenore di vita era protetto proprio dalle barriere che ostacolavano lo spostamento di beni e persone.

E' ovvio che per chi si considera "cittadino del mondo" la globalizzazione è un fenomeno positivo mentre per chi si considera "Pisano" o "Fiorentino", significa l'apocalisse.

Linea Gotica ha detto...

la globalizzazione è un fenomeno complesso e problematico. Il problema più evidente è il controllo democratico dei decisori politici: la finanza internazionale ad esempio non è controllabile con voto democratico da parte dei cittadini. La globalizzazione è prima di tutto un problema di democrazia. Nel suo libro "consumati, da cittadini a clienti" B. Barber fa un'ottima analisi. E' un libro molto interessante che, nonostante abbia molte pagine, ho divorato in pochi giorni.

Lorenzo ha detto...

Secondo me la democrazia è sostanzialmente una favola.
Diciamo che con democrazia intendiamo una forma di oligarchia meno fastidiosa di altre.
E siccome esistono queste oligarchie, un conto è se sei dentro la cerchia dei "pochi", un conto se sei ai margini, un conto se sei lontano dalla cerchia.

Comunque secondo me "semplicemente" (ovvie virgolette) si tratta di alzare delle barriere protezionistiche almeno attorno alla UE. Il problema è che conviene a qualcuno e non conviene a qualcun altro.

Linea Gotica ha detto...

in realtà la democrazia è un concetto molto semplice, che i politici tendono a rendere complesso spesso per confondere le idee alla gente (quante volte sentiamo dire: questa non è democrazia, serve più democrazia, vi daremo più democrazia, ecc.).
La definizione di democrazia di Bobbio è chiarissima:
1) tutti partecipano alla decisione direttamente o indirettamente;
2) la decisione viene presa dopo una libera discussione a maggioranza.
da ciò discendono tantissime cose, ma la definizione è semplice. Possiamo poi discutere sulle varie forme di governo democratico, ma spesso i politici usano il concetto di democrazia o in modo distorto o senza conoscerlo.
Un esempio semplice, tra i due modelli democratici che Lijpart definisce "maggioritario" o "consensuale", non ce n'è uno "più democratico" dell'altro (tra i due). Banalizzando estremamente, sarebbe come dire che "le more sono più democratiche delle bionde". Ecco, spesso il livello di alcuni politici che "giocano" sul concetto di democrazia per accalappiare voti, è questo.