giovedì 12 aprile 2012

L'etica italiana e lo spirito dell'italianità



Nel noto libro "l'etica protestante e lo spirito capitalistico" Max Weber, definito da alcuni il Marx liberale, egli riconduceva lo spirito del capitalismo originario (molto differente dal capitalismo attuale) all'etica della religione protestante. Secondo i protestanti non servono le buone opere, tantomeno le indulgenze, per salvarsi dal giudizio divino. L'uomo deve lavorare, ottenere profitto e reinvestire per conseguire altro profitto, poiché Dio ha già deciso chi si salva e chi no.
L'opera di Weber è stata molto discussa e molto diversi sono i giudizi su essi. Ma trattandosi di Weber, uno dei maggiori pensatori degli ultimi secoli, è opportuno tenerne conto.
L'Italia è un paese storicamente cattolico, la quale religione (semplificando al massimo) vede la salvezza, tra le altre cose, nelle indulgenze e nel perdono. Nel Medioevo (e non solo...) bastava pagare per rimettere i propri peccati. L'etica pubblica poteva tranquillamente essere superata, confidando nel perdono.
Vedete per caso qualche conseguenza di questo sistema nell'Italia attuale?
Eccolo qua: quante volte vediamo che basta pagare per ottenere qualcosa anche in modo non lecito e che si potrà contare in qualche perdono, per molte malefatte?
Fate caso alle prime domande che il/la giornalista solitamente fanno a una persona vittima di un crimine: "è pronta per il perdono?".
Ma perché dovrei essere pronto per il perdono? Io sono pronto per avere giustizia, la giustizia laica degli uomini tramite le istituzioni che si sono liberamente dati. Il perdono, quello che viene posto nella domanda, è sostanzialmente un fatto religioso che appartiene alla sfera privata delle persone, non a quella pubblica. La religione (tutte le religioni) in uno Stato laico, sono un fatto privato.
Uno Stato, che detiene l'uso legittimo della forza (la madre di tutti i poteri, quello di fare leggi, governare e giudicare), non si pone il problema del perdono, ma del rispetto delle leggi. Uno Stato si può basare solo ed esclusivamente sul rispetto delle leggi. Il perdono, è un fatto privato. Il rispetto della legge invece, è un fatto pubblico.

Rileggevo in questi giorni il libro "La deriva" di Rizzo-Stella. La domanda è: esiste uno Stato più ipergarantista di quello italiano? dove essere puniti è impresa quasi impossibile, dove (riportano gli autori) è successo che un uomo che ha ammazzato la moglie, ha scontato 2 (due!!!) giorni di carcere, tra attenuanti varie.
In quale altro Stato al mondo chi delinque è spesso più tutelato delle vittime dei reati? Solo in Italia succede questo.
Siamo il paese che si pone il problema dell'indulto, mica di fare nuove carceri e punire in modo esemplare chi delinque (costruiamo carceri che possano contenere 30 milioni di persone, sarebbe un importante segnale da dare a chi delinque...).

Fino a che resterà la logica per cui basta pagare (l'origine della corruzione) per ottenere qualcosa e si verrà perdonati per qualsiasi cosa, questo Stato non avrà alcun futuro. Cambieranno politici, passeranno gli anni, ma fino a che non stabiliremo che solo il rispetto della legge e la punizione esemplare di chi delinque (in qualsiasi forma) sono la Religione dello Stato, questo Stato non avrà alcun futuro.

nota finale
La tesi del post ovviamente non è né può essere che le religioni siano la causa del degrado della società italiana (ci sono lati positivi di etica pubblica, anche nelle religioni). 
Non che con altre religioni vada meglio anzi... Nell'Islam molti seguaci ritengono che l'unica legge sia quella del Corano e che l'uomo non possa dotarsi di altre leggi se non quelle scritte dal loro profeta.
Come sostiene Huntington, fino a che non nascerà un Machiavelli islamico, la separazione tra religione e politica, in quel mondo, non sarà possibile.
In compenso noi, la nostra società, il nostro Stato laico, non possiamo tollerare che precetti religiosi siano considerati alla stregua della legge (o che la influenzino pesantemente in una sorta di Stato confessionale), talvolta da qualcuno ritenuti persino sovraordinati a quelli dello Stato. Non è tollerabile che alcuna religione, Islam o Cattolicesimo (etc.) che siano, possano in qualsiasi modo creare "problematiche" (di etica pubblica e di rispetto delle leggi) alle società laiche degli Stati (del nostro Stato!!!).
L'unica Legge è quella dello Stato, sarà bene che i buonisti di ogni categoria si rendano conto che se rinunciamo alla supremazia dello Stato sui precetti religiosi, finiremo molto ma molto male. 
Fortunatamente altri paesi in Europa e nel resto del mondo, hanno ben chiaro il fatto che lo Stato laico ha la supremazia sulla religione e che le leggi da rispettare sono quelle dello Stato.
Sarebbe bene che l'Italia si adegui, prima che sia troppo tardi.

3 commenti:

Ernest ha detto...

etica e giustizia non abitano più qui da tempo

Alberto ha detto...

"Sarebbe bene che l'Italia si adegui"
Sarebbe bene sì, ma, e dico una banalità, qui abbiamo il Vaticano in casa.

Linea Gotica ha detto...

@alberto: un giorno forse avremo uno Stato laico, "come cristo comanda"...