La parola più frequente che sentiamo dire al Ministro Fornero è "licenziare". Quando avrà licenziato 60 milioni di italiani e non lavorerà più nessuno, forse l'Italia potrà finalmente crescere; non si sa come e cosa, ma lo farà.
Prima la riforma dell'articolo 18, ora si chiede la possibilità di licenziare gli statali (possibilità che esiste già tra l'altro, se il ministro non lo sa è bene che cominci a informarsi). Se il principio è rendere simili i diritti dei lavoratori pubblici e privati è giusto (ma gli ambiti in cui operano pubblico e privato sono diversi, come stabilire ad esempio il licenziamento per motivi economici in un sistema di Enti non economici, che non perseguono il profitto?). Sarebbe interessante però capire come, chi e perché i lavoratori (in generale) dovrebbero/dovranno essere licenziati. Se lo si farà a sentimento o per interessi clientelari/politici, ciò sarà inaccettabile (tra l'altro non è semplice giustificare il licenziamento di un lavoratore assunto per concorso pubblico, dopo che l'amministrazione ha messo a concorso il posto; il licenziamento per inefficienza e altri motivi, esiste già; non si capisce quale debba essere il nuovo criterio pensato dalla Fornero, chissà se varrà anche per "i figli di").
Ma poi mi chiedo, forse l'Italia ha bisogno di avere posti di lavoro e non perdere quelli che ha già. Se la politica del governo è licenziare tutti, non servivano certo i professori a implementarla. Non meravigliamoci se il livello dell'Università italiana è quello che è, se il livello dei professori è questo (se questi sono i meglio, chissà come sono gli altri...).

















5 commenti:
sai cosa si faceva molto tempo fa? si bruciava la foresta per poi coltivarci sopra.
A proposito di crescita, sto facendo un contest, sei invitato, anzi obbligato a partecipare :)
sai cosa si faceva molto tempo fa? si bruciava la foresta per poi coltivarci sopra.
A proposito di crescita, sto facendo un contest, sei invitato, anzi obbligato a partecipare :)
Licenziare non crea crescita... Ma sembra che tutti problemi li creiamo noi dipendenti...
io alla fornero fino ad ora l'ho sentita parlare soprattutto di licenziamenti. si vede che le nuove politiche che insegnano all'università sono licenziare tutti, non lavorare nessuno.
La Fornero ha presente un concetto fondamentale: nel momento un cui il "lavoratore" diventa solo UN COSTO invece che essere UNA RISORSA, l'azienda che lo impiega è sulla via del fallimento. Una azienda che fallisce non può pagare NESSUNO stipendio.
L'Italia, come qualsiasi azienda, non ha bisogno di creare "posti di lavoro", ha bisogno di creare il lavoro e sono due concetti ben diversi.
La Fornero ha presente che in Italia si è usato per decenni l'Impiego Pubblico (con tutto l'indotto) come Ammortizzatore Sociale. Questo ha come conseguenza implicita ed inevitabile la creazione di un passivo che ad oggi non ci possiamo più permettere.
Sul fondo c'è sempre il problema degli Italiani che per convinzione o per comodità aspirano a vivere in uno Stato del Socialismo Reale, dove appunto è lo stato che ti dice cosa fare e ti garantisce.
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