venerdì 1 giugno 2012

Berlusconi: ecco la mia pazza idea (satira)

Se immagino che tu, sei qui con me (ma anche no)
sto male lo sai (pensa me!)
Voglio illudermi di riaverti ancora
com'era un anno fa (col cavolo!!!)

Io stasera insieme a un altro (va beh, non è che Monti sia tutta sta bellezza..)
e tu forse sarai a ridere di me (di me o di te?)

Pazza idea, fai quello che vuoi, basta che non torni piuuuuuuuuuuuuuuuuuu


20 commenti:

Lorenzo ha detto...

Non è che dall'anno scorso gli Italiani siano cambiati poi tanto, non credi?
Sono sempre gli stessi che l'hanno votato. Lui e la sua corte.

Ieri sera ho ascoltato per un po' "la zanzara" su Radio 24 e Cruciani parlava con degli ascoltatori che insistevano con lo slogan dei "politici giudicati dal Popolo". Al che Cruciani gli chiedeva, facendo finta di non sapere da dove veniva lo slogan, "si, va bene, ma come" e gli ascoltatori si limitavano a ripetere lo slogan a macchinetta.

La cosa non è sorprendente, cambiando l'etichetta della scatola di piselli i piselli non diventano pesche sciroppate.

Linea Gotica ha detto...

in particolari momenti socio-politici, il populismo è la forma di discussione/promozione politica che fa più presa. Molti politici lo sanno, gli spin doctor di Berlusconi lo sanno.
Berlusconi, nella sua storia politica, ha saputo spesso raccogliere il consenso con il populismo.
La proposta di stampare moneta (o di ritorno alla lira, o utilizzo di moneta "locale") è stata avanzata anche da un altro movimento. Movimento che, secondo me, farebbe bene a staccarsi dal suo "volano amplificatore", prima che sia troppo tardi. La strada intrapresa sembra essere quella della Lega di 20 anni fa (e sappiamo come sia andata), ma con un frasario di idee (degli ideologi, ora sappiamo siano due) molto più confuso.

Lorenzo ha detto...

Io continuo a vedere nella Lega degli ideali che non vedo altrove. Che poi la Lega sia diventato un minestrone annacquato con dentro un calzino sporco è un altro discorso. Un certo grado di demagogia è connaturato nella democrazia. E ci sta. Il problema è quando non c'è niente altro. Qui siamo ad un'altra edizione de:
Fronte dell'Uomo Qualunque ma con tutto il peggio che si può dire dei remake.

Lorenzo ha detto...

"Il termine qualunquismo, poi rimasto nel lessico politico con evidente accezione negativa, definisce atteggiamenti di sfiducia nelle istituzioni democratiche, di diffidenza e ostilità nei confronti della politica e del sistema dei partiti, di insensibilità agli interessi generali, che si traducono in opinioni semplicistiche e sostanzialmente conservatrici sui problemi dello stato e del governo.

In verità il movimento era tutt'altro che disinteressato ed insensibile alla vita politica del Paese, ma piuttosto sfiduciato dal sistema partitocratico e dallo scarso interesse che la politica mostrava verso i reali problemi della gente, dell'uomo qualunque appunto. Nella cultura francese esiste un termine analogo, poujadisme."

Correva l'anno 1944.

Linea Gotica ha detto...

va detto che certi "vizietti" non sono solo italici ma investono un po' tutti i popoli (e soprattutto, quando vengono in Italia, in molti sono piuttosto svelti ad adeguarsi all'andazzo). Ho letto il mese scorso "Lo scontro di civiltà" di Huntington, un testo di Scienza Politica molto discusso negli ultimi 20 anni. Senza approfondire qui (lo farò con un post a parte ma il testo è piuttosto lungo e complesso, merita che gli dedichi un po' di tempo), una delle tesi che si riportano è come la civiltà orientale si senta superiore a quella occidentale, in quanto ragion(erebbe) sul bene comune in-vece degli istinti individualistici egoistici di quella occidentale.
Poi sento un amico che lavora in banca e mi dice che la difficoltà a concedere i mutui ai cinesi (che tra l'altro sono quelli che generalmente pagano quando gli viene concesso) è data dal fatto che spesso dichiarano poco. Pochi mesi fa la Gabanelli aveva fatto un servizio sui cinesi e su come essi (non solo loro ovviamente) beneficino di tutti i servizi pagati con le tasse degli italiani (e non solo degli italiani, di tutti quelli che le pagano), tasse che, a conti fatti, non sempre altri pagherebbero (vedi link).
http://triskel182.wordpress.com/2012/04/16/report-contanti-saluti-al-nero/
Allora ci si abitua molto in fretta all'italianità...

Lorenzo ha detto...

Guarda che la Cina formalmente è un Paese comunista quindi lo Stato è assistenzialista al massimo e dirigista e centralizzato. Nello stesso tempo è ovvio che il Cinese tiri a fregare, come è normale succeda per chi vive in quel contesto.

L'Italia è cosi com'è tra gli altri motivi proprio perché la Repubblica è stata fondata dai Cattolici e dai Comunisti, quindi i Cinesi qui si trovano un po' a casa loro. Sempre nel senso del rapporto tra Stato accentratore e cittadino servo/suddito.

Lorenzo ha detto...

Traduco, in un contesto di poche risorse e che tende ad uniformare tutti attraverso una burocrazia capillare ed asfissiante è normale che l'evoluzione vada a premiare i "furbi" e le loro "furbate". Burocrazia capillare e apparato elefantiaco generano inevitabilmente inefficienza e corruzione capillare e pervasiva, se vuoi avere l'autorizzazione per aprire la finestra devi allungare la mazzetta al commissario politico condominiale.
Allo stesso tempo se lo Stato gestisce una economia semi-collettivizzata non può che interpretare il lavoro come una "grazia", una concessione al cittadino suddito/servo. E necessariamente da questo si sviluppa l'abitudine infantile a "chiagnere e fottere", cioè a trarre il massimo vantaggio col minimo sforzo.

Linea Gotica ha detto...

ciò di cui parli sono "degenerazioni", è chiaro che se la degenerazione diventa una costante, significa che il sistema sociale, prima ancora di quello politico, ha un problema.
Quello italiano è innanzitutto un problema sociale, detta così sembra anche facile la questione ma non lo è, poiché questo problema, che è complesso, ha origini lontane nel tempo e non lo si può sistemare dall'oggi al domani.

Lorenzo ha detto...

Certo esiste un pregresso storico ma ripeto, i sistemi creati per fallire di solito falliscono. Non sono "degenerazioni", è lo scopo ultimo per cui esiste la macchina.

Linea Gotica ha detto...

tutti i sistemi nascono, crescono, muoiono e vengono poi sostituiti da altri sistemi.
Esiste un sistema migliore di tutti in assoluto? Il sistema mondo è molto complesso, sperare che sia tutto bene - niente male è solo un'illusione.
Bisogna puntare sempre al miglioramento, consci del fatto che gli ostacoli sono tantissimi e spesso imprevedibili.
Poi, come diceva Mill 150 anni fa, l'umanità è permeata di mediocrità, la massa è mediocre per definizione. Ma non credo che a fronte di ciò, l'unica scelta possibile sia arrendersi a questa evidenza.

Lorenzo ha detto...

Mettiamo che un giorno Dio ti appaia e dica "Linea Gotica, recati presso l'autodromo di Monza, scegli una macchina e vinci nel Mio nome".

Allora te vai, entri in pista e vedi davanti a te le seguenti alternative:
- Seicento di Fantozzi con sedile coperto di chiodi e statuetta della Madonna di Lourdes piena di acqua miracolosa sul cruscotto.
- Carro armato modello "balilla" in lamiera rivettata, da guidare sporgendo la testa coperta da casco a scodella di sughero e occhialoni.
- Trattore di fabbricazione sovietica dono di una città sul volga gemellata ai tempi di Peppone con un comune dell'Emilia, ottimo negli avviamenti a freddo ma mancante di una ruota.
- Berlina Audi media cilindrata, revisionata, lavata e lucidata.

Ora, se non sei completamente pazzo scegli la berlina Audi, pur sapendo che non è una Ferrari.

Il punto è che tutti i "sistemi" hanno le loro magagne ma mentre qualcuno funzionicchia, altri sono improponibili e altri ancora sono chiaramente assurdi. Tirarsi le martellate sugli zebedei non è una "degenerazione", inteso come evento cosmico inevitabile, è masochismo.

Linea Gotica ha detto...

i sistemi spesso entrano in crisi non tanto perché sono concepiti male, quanto perché i partecipanti a esso non rispettano le norme (T.Parsons). Se gli individui non rispettano le norme (sociali, politiche, economiche, ambientali, ecc.) è molto probabile che il sistema fallisca. Purtroppo a volte bastano pochi comportamenti anti-sociali, per mettere in crisi un intero sistema.

Lorenzo ha detto...

Dai, ti faccio un altro esempio concreto: domani mattina facciamo la rivoluzione, tutto viene nazionalizzato e dato in gestione ai "lavoratori".
Viene da te Cipputi e dice "compagno Linea Gotica, quanti pezzi dobbiamo fare oggi?"
E te gli rispondi "boh che ne so, dobbiamo nominare un responsabile di produzione".
Fine della rivoluzione.

Lorenzo ha detto...

Ma quali regole e quali partecipanti. Un sistema che afferma e nega nello stesso momento è un paradosso. Tipo "repubblica democratica di Linea Gotica" dove si votano i candidati unici nominati da Linea Gotica, con tanti saluti al demos.

Lorenzo ha detto...

O se vuoi il "libero mercato" che è in mano ad una oligarchia di poche decine di persone che governano sopra miliardi di altre. E quindi con "libero" si intende "nessuno va a rompere le scatole ai mammasantissima".

Lorenzo ha detto...

Be ok, se per "regole" intendiamo qualcosa tra "favole" e "balle", allora sono d'accordo.

Linea Gotica ha detto...

intendevo regole nel senso sociologico del termine, come teorizzato da Parsons nel suo modello AGIL (ma non entriamo troppo nel tecnico, di tecnici ne abbiamo già abbastanza..).
Io non credo esista un modello unico e assoluto migliore degli altri, credo nella discussione, nella dialettica e nella ricerca di soluzioni condivise che possano comportare miglioramenti di condizione di vita per tutti (dire per tutti si rischia di entrare già nel campo dell'utopia).
Per mia formazione personale, ho letto e leggo tuttora testi dei più vari pensatori, dai liberali ai socialdemocratici, dai marxisti ai liberisti, proprio per avere una visione d'insieme più ampia possibile. Poi è ovvio, ho le mie idee, che si sono sviluppate e modificate nel corso degli anni.
Di una cosa sono certo, non sono un ideologizzato che sposa una teoria come dogma.

Lorenzo ha detto...

Da questo si potrebbe ricavare un teorema tipo "tanto più un sistema è dogmatico tanto più è probabile che sia inapplicabile".

Nella tua definizione c'è un problema di fondo e cioè il concetto di "migliore" che alla fine rimanda al concetto di "giusto e sbagliato" o di "bene e male".

Per quello io preferirei usare una definizione in termini funzionali, cioè di efficienza misurabile invece che in termini astratti come "felicità".

Per esempio se qualcuno mi propone un sistema "democratico" che sacrifica la libertà personale in funzione della uguaglianza io vado a misurare questa uguaglianza e se vedo che alla fine i cittadini non sono uguali manco per niente, ne concludo che trattasi di una menzogna e che la libertà personale in realtà viene sacrificata nell'interesse di una oligarchia che domina all'interno di un regime dittatoriale.

E non si può parlare di "degenerazione" se il governo oligarchico era già implicito nelle premesse. Si può parlare di menzogna.

Lo stesso si può dire nella direzione opposta, quando un sistema sacrifica la uguaglianza dei cittadini in funzione della libertà personale. In quel caso vado a misurare se è vero che i cittadini sono liberi. Quando scopro che in realtà sono soggetti all'arbitrio assoluto di una oligarchia affermo di conseguenza la menzogna.

Lorenzo ha detto...

Il discorso della dialettica ci porta ad un problema e cioè cosa succede se tu dici che la terra gira attorno al sole e tutti gli altri dicono che il sole gira attorno alla terra? Alla fine anche li si nascondo delle menzogne, tipo affermare che le Leggi sono basate su principi assoluti quando in realtà sono semplicemente la formalizzazione del senso comune di una data epoca.

Nel concreto, cosa succede se gli Italiani si vogliono suicidare in massa come quel signore di 80 anni che è morto in un albergo qua vicino mentre era occupato con tre accompagnatrici professioniste, invece che seguire una politica di rigore morale ed economico?

Oppure, cosa succede se alla maggioranza del Popolo di una Nazione va bene essere schiavi di una oligarchia e rinunciare a diritti e libertà in cambio della tutela?

E via via.

Linea Gotica ha detto...

determinismo e meccanicismo non sono facilmente applicabili ai sistemi sociali. Non lo sono neppure all'economia, figuriamoci a sistemi ancor più complessi.
Perlomeno in epoca postmoderna, è un pensiero piuttosto diffuso.
Poi ripeto, la verità in tasca non l'ha nessuno.