lunedì 4 giugno 2012

Finanzcapitalismo: il grande Leviatano moderno



Finanzcapitalismo è un termine utilizzato da Gallino in un suo recente libro che analizza la crisi finanziaria che stiamo vivendo attualmente. Oggi il capitalismo finanziario ha espropriato i cittadini di molte loro prerogative democratiche, in particolare il Finanzcapitalismo è completamente slegato da ogni logica di controllo mediante voto popolare. Gli investitori istituzionali non rispondono ad alcun elettore, ma solo al proprio profitto speculativo.
Negli ultimi 30 anni il mercato finanziario è cresciuto molto più dell'economia reale, sottraendo così risorse ad essa.
Il Finanzcapitalismo è un mostro che sta distruggendo il nostro mondo, dal punto di vista sociale, economico e ambientale. I governi non sembrano particolarmente interessati ad affrontare drasticamente il problema  (poiché pressati dalle lobbies finanziarie) ma, così facendo, rischiamo il collasso.
Bisogna far tornare il sistema finanziario a una dimensione controllata e meno complessa, che sia funzionale all'economia reale e che non viva di vita propria, autoreplicandosi.
Come fare? Dubito fortemente delle soluzioni semplicistiche per problemi molto complessi (ndr. stampiamo moneta), però alcuni strumenti ci sono: innanzitutto regolamentare maggiormente il mercato finanziario che, a differenza di quanto credono i neoliberisti, non si autoregola; tassare maggiormente le rendite finanziarie; nazionalizzare, se necessario, le banche. Queste sono solo alcune ipotesi.
Tutto gioca però attorno alla regolamentazione di un mercato, quello della finanza, che attualmente è prossimo all'anarchia totale, ma soprattutto pensato per fare arricchire pochi potenti a discapito della stragrande popolazione mondiale.

10 commenti:

Lorenzo ha detto...

Se vai a leggere la storia del periodo che precedette il famoso crack di Wall Street nel 1929 ti accorgi che non c'è niente di nuovo sotto il sole.

Ci sono una serie di differenze al contorno e una fondamentale riguarda la "soluzione" dell'intervento statale e delle politiche "keynesiane". Nel 1929 la gente era povera e gli Stati ricchi in proporzione alla povertà generale. Oggi siamo nella situazione opposta, la gente è ricca, o meglio, vive come se fosse ricca e gli Stati si sono svenati e indebitati a forza di pompare liquidità nel sistema per tenere in piedi questa illusione di ricchezza. Cosa tanto più vera in situazioni come l'Italia dove c'è una densità di abitanti per chilometro che è sei volte gli USA ma ci sono anche molte meno risorse.

Secondo me il problema non consiste nel regolamentare la Finanza, anche se certe cose come la vendita allo scoperto sono abbastanza assurde. Il fatto è che la Finanza finisce per gabbare i risparmiatori e se uno ha del risparmio da investire si vede che è relativamente ricco. In soldoni la Finanza, il Madoff di turno, è un problema dei ricchi.

Il problema di noi gente comune secondo me è un altro e cioè che la ricchezza in mano alle famiglie italiane è illusoria e un governo qualsiasi prima o poi dovrà andare a dire agli Italiani che sono molto più poveri di quanto gli hanno raccontato negli ultimi 30-40 anni.

I paesi europei che stanno saltando per aria, Grecia, Italia, Spagna, sono paesi dove i governi hanno creato una scenografia di cartapesta di un mondo di benessere diffuso rimandando il problema del conto da pagare alle generazioni future. Pensare che a partire da questo comportamento si possa migliorare le cose a forza di tasse e di nazionalizzazioni, cosa che implica l'idea che lo Stato sia in grado di spendere BENE, direi che è abbastanza demenziale. Non metti un bulimico a fare il commesso di una pasticceria.

Lorenzo ha detto...

Che poi è la ragione per cui i Tedeschi non ne vogliono sapere di integrazione economica se non possono dirigere loro la baracca.

Linea Gotica ha detto...

visto che abbiamo usato alcuni paragoni sportivi in commenti precedenti, proseguo.
La Germania in Europa, è un po' quello che era Ibrahimovic all'Inter. Un ottimo giocatore in una buona squadra (quella pre Eto'o-Snejider-Milito, che diventò poi una squadra formidabile), un giocatore però che si sopravvalutava, un po' arrogante, che ascriveva a sé buona parte dei meriti dei successi.
Ibrahimovic se avesse giocato nel Forlimpopoli, sarebbe stato Ibrahimovic a Forlimpopoli...
Conti alla mano, la Germania ha beneficiato più di tutti gli altri dell'euro (soprattutto in termini di loro PIL), grazie anche alla sua forte economia, capacità produttiva e al fatto che il marco, a differenza di altre monete, aveva la forza dell'Euro e non è stato tirato un po' per il collo per così dire. Il mercato unico è stato molto il mercato tedesco.
Hanno dato tanto ma hanno ricevuto anche tanto.
Quindi forse, è il momento che dicano grazie anche agli Zanetti e ai Cambiasso che hanno tirato la carretta...

Lorenzo ha detto...

Si ma una sera ho sentito qualcuno, forse Monti, dire una cosa che mi ha fatto pensare e cioè che per i Tedeschi, fatta la tara della loro ovvia convenienza, l'economia è una derivata della "filosofia morale". E da questo deriva la loro intransigenza, nel senso che non riescono a vedere come da un "male" possa derivare un "bene".

Ora, io non sono in grado di scendere nei tecnicismi ma trovo difficile accettare l'idea che se i paesi sopra citati sono nella palta (fango) è colpa della Germania che gli ha tirato il collo. Al massimo la Germania può avere tirato l'acqua al suo mulino ma la natura del problema è quella che ho detto e cioè promettere tutto a tutti, promettere l'America, come si dice, quando le condizioni al contorno sono radicalmente diverse.

Anche la storia della Finanza ha una parte di verità quando pensiamo al fatto che gli Stati sono costretti a sostenere le banche che tutto hanno fatto tranne che meritarsi il sostegno pubblico. Ma poi viene la parte di menzogna quando si attribuisce alla Finanza una "crisi" che in realtà era inevitabile a partire dalla forbice tra Spesa Pubblica ed Entrate Fiscali.

E ripeto, come ti aspetti che i Tedeschi possano accettare di mettere in mano ad un qualsiasi governo italiano un eventuale piano di salvataggio d'emergenza quando gli Italiani hanno scientemente preferito andare a fondo e ancora adesso pensano che si possa uscire dalla palta tramite tasse e nazionalizzazione delle banche?

Linea Gotica ha detto...

premesso che l'economia è una materia complessa e tutti i tentativi di ridurla a una scienza esatta hanno fallito, il discorso sulla spesa pubblica è complesso.
Tutti i paesi al mondo nel '900, sono cresciuti economicamente con l'indebitamento, spingendo la domanda aggregata come teorizzato da Keynes (lo hanno fatto un po' tutti, dai liberisti ai socialdemocratici).
La spesa pubblica è quella che ha fatto girare l'economia in tutti questi anni. Il problema non è la spesa pubblica in sé, ma gli sprechi ovvero quando questa viene spesa male.
Se la crescita del Pil è maggiore della crescita della spesa pubblica, conviene continuare a spingere con essa. Quando la spesa pubblica cresce più del Pil, questa va ridotta.
Teoricamente se c'è pareggio tra entrate e spese, potrebbe esserci stagnazione (ripeto, il discorso è piuttosto complesso).
Il problema non è la spesa pubblica in sé ma lo spreco.

Lorenzo ha detto...

A parte il fatto che nel nostro caso la stagnazione sarebbe già un gran bel risultato rispetto alla alternativa del fallimento ed in pratica è quello a cui ha puntato il governo Monti.

Da come la vedo io non serve una scienza a capire che indebitarsi può anche andare bene fintanto che il debito è proporzionato alle entrate. Se tu compri un motorino a rate da 300 euro e guadagni abbastanza per pagarle, sei indebitato ma non c'è nessun problema.
Se invece compri una Ferrari con un finanziamento con rate da 3000 euro al mese, sei indebitato formalmente nello stesso identico modo del motorino, solo che la situazione pratica è abbastanza differente.

E' chiaro che gli USA si possono indebitare molto più di noi, avendo una densità di popolazione 6 volte inferiore e con tutte le risorse naturali del mondo, senza contare la posizione di predominio politico, culturale ed economico che è conseguita all'Ultima Guerra.

Direi che c'è Keynes e Keynes, non è tutto lo stesso Keynes.

Lorenzo ha detto...

E comunque io la penso come i Tedeschi, alla fine due sbagli sommati non fanno una cosa giusta. Ci può stare una certa tolleranza, il flettersi da una parte o l'altra a seconda del momento. Ma in tutte le cose alla fine bisogna avere dei principi. Un conto è uno Stato che sostiene l'economia a ragion veduta, un altro è mentire sistematicamente e truccare le carte. Come appunto abbiamo fatto noialtri "mediterranei" che adesso vogliamo essere tirati fuori dai guai e lo vogliamo anche fare alle nostre regole.

Linea Gotica ha detto...

in economia non esistono "meccanismi" giusti in assoluto, ne è conferma il fatto che qualsiasi tentativo di renderla una scienza esatta è fallito.

Lorenzo ha detto...

A rigore di logica non esiste nessuna "scienza esatta". La esattezza è propria solo della matematica che deriva la sua esattezza proprio dal fatto di non essere scienza ma metafisica, in quanto fondata su concetti primitivi che per definizione non sono suscettibili di falsificazione.

Detto questo, non serve fare dei sofismi teologici. Chi ha governato l'Italia a partire dagli anni '70 sapeva benissimo che l'agire dello Stato in quanto "benefattore" ed "elargitore di tutele" era moralmente sbagliato ed economicamente suicida.
Ma siccome ai politici interessa solo il consenso per essere eletti e portare a termine il mandato, l'idea era quella di spostare l'inevitabile redde rationem il più possibile avanti nel tempo. Negli anni '70 il 2012 sembrava un futuro lontano.

Il discorso delle politiche "keynesiane" a sostegno dell'economia è banalmente una nobile scusa per l'assistenzialismo e il magna magna paramafiosi da cui sono dipesi milioni di Italiani per decenni.

Il motivo per cui i Tedeschi sono recalcitranti è semplicemente che non si fidano di noi. E non si fidano perché come ho detto siamo andati avanti per decenni a forza di menzogne e gioco delle tre carte.

Che adesso rigiriamo la frittata e vogliamo fare passare loro per i disgraziati e noi come le vittime mi puzza di Juve lontano un chilometro.

Kind of Technology ha detto...

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