giovedì 21 giugno 2012

Mi chiami Monti! Non posso, è un'interurbana

La spending review passa dal telefono. I professori hanno pensato che con le urbane ce la si può fare. Peccato che all'Università non insegnino, o non imparino, come funziona veramente il mondo. Il mondo vero, non quello per cui sei colto (o te lo fanno credere) perché hai letto qualcosa sui libri (P.P.Pasolini: "quelle che amo di più sono le persone che possibilmente non abbiano fatto neanche la quarta elementare, cioè le persone assolutamente semplici").
Io di quasi tutte le persone con cui ho contatti per lavoro, ho il numero di cellulare. Funziona così nel 2012 (professori, c'è ancora la Sip?Nop! richiamando una vecchia barzelletta degli anni '80, dovremmo essere nel 2000 e passa...). Inoltre ho ditte per lavori, servizi e forniture, anche fuori dal prefisso telefonico della zona in cui lavoro (sono interurbane), non potrò più chiamarle? Non chiamerò più le altre Amministrazioni? Il mio Ente è su tre province, non potremo più chiamarci tra colleghi? Il mio Ente dipende dal Ministero, non potranno esserci più contatti se non tra i dirigenti? Bloccheremo la P.A. poiché non si potrà più chiamare al di fuori del proprio prefisso telefonico? E tutti quei dipendenti che operano sul territorio e sono rintracciabili solamente tramite cellulare? Non siamo mica tutti su una scrivania a Roma.
Dove sarebbe l'efficacia e l'efficienza in questo provvedimento, professori?
Di provvedimenti senza senso questo, se fosse vero, penso li batterebbe tutti.
ps. qualcuno ha mostrato i prezzi della telefonia consip5 ai professori?
Nel mio Ente abbiamo brillantemente affrontato la questione della riduzione dei costi telefonici, operando nel contempo una ottimizzazione del servizio, in un'ottica di efficacia ed efficienza (economicità).
Ci chiamino, gli spieghiamo come si fa.
Ma al'Università, cosa insegnano?

6 commenti:

Lorenzo ha detto...

Dai, lo sai bene che un po' i "professori" qualcosa devono dire ogni tanto per dare l'impressione di essere sul ponte della nave che affonda e non sulla riva come il mitico Schettino.

Un po' le informazioni che abbiamo sono quelle che ci vengono propinate dai media, con tutte le conseguenze del caso, sopratutto considerato che la "stampa indipendente" non esiste in Italia.

D'altra parte, tutti sanno che l'unico modo per incidere sul costo della Amministrazione, fatta la tara dei truffatori, corrotti e curruttori, è tagliare il personale. Che poi non è diverso da quello che fa qualsiasi azienda che è in perdita.

Io ho avuto un certo numero di dipendenti in una certa fase della mia vita. Quando abbiamo cominciato ad andare sotto per mancanza di clienti, ho fatto come la maggior parte dei "padroncini", non ho tagliato subito, ho insistito nel cercare di tenere tutti e la baracca in piedi. Il risultato è stata una sequenza di eventi che alla fine ha implicato la chiusura di fatto (in realtà una acquisizione ma fa lo stesso a fini pratici).

Nel caso dell'Italia i "professori" stanno cercando di tenere in piedi la baracca del "pubblico" a costo del rischio di mandare l'Italia in default.

E dai, siamo d'accordo che non si può fare di tutta l'erba un fascio ma se ribalti la questione non si può nemmeno mantenere cani e porci perché uno su cento è meritevole.

Lorenzo ha detto...

Si può anche vedere la cosa da un'altra prospettiva.

In Lombardia ci sono circa 3 mila dipendenti su una popolazione di 10 milioni di abitanti.

In Sicilia ci sono circa 20 mila dipendenti su una popolazione di 5 milioni di abitanti.

A rigore di logica non ha molto senso andare a sfrucugliare i dipendenti della Lombardia per le telefonate, eppure stai sicuro che a loro contano i peli del sedere mentre agli altri che fanno metà del lavoro con 6-7 volte il personale daranno licenza di telefonare alle basi antartiche per passare il tempo.

Poi il "professore" fa la sparate generica sulla pubblica amministrazione dove c'è dentro tutto, chi fa bene, chi fa male, chi fa coi numeri sostenibili, chi fa coi figli e i nipoti, eccetera.

Linea Gotica ha detto...

ma proprio perché non si può fare di tutta l'erba un fascio che i professori dovrebbero operare tagli agli sprechi, con criteri ben definiti. non mi sembra servissero professori per dire basta interurbane.
personalmente quando ho scritto la mia tesi di laurea, nella parte in cui ho parlato specificamente di tagli, usando anche formule economiche, ho avuto l'impressione che il mio relatore non capisse il "reale" e cercasse continuamente riferimenti alla letteratura scientifica, sul già scritto. servono novità, non riferimenti al già detto che non funziona. ma l'università autoreferenziale è ferma lì, si danno il 5 tra loro e, salvo eccezioni, fanno fatica ad analizzare il mondo reale, preferendo quello dei libri. per analizzare la P.a. e i suoi tantissimi problemi, devi viverla per comprenderla,non ergersi a sapienti del tempio senza mai essere scesi sulla strada.

Lorenzo ha detto...

Be ma scusa, te pretendi che il Papa si affacci in Piazza San Pietro e dica urbi et orbi: "ci ho pensato e Dio non esiste".

In Italia dopo "boom economico" abbiamo costruito per decenni il fondale di cartapesta nel quale viviamo oggi e te ti aspetti che esista non solo l'interesse ma anche la capacità concettuale di invertire la rotta.

Io non ho mai visto una manifestazione sindacale nella quale si protestasse e si chiedesse alla amministrazione pubblica di gestire assunzioni e spesa con criteri uguali al settore privato. Cosi come non ho mai visto una manifestazione nel settore privato che fosse a sostegno della competitività delle aziende italiane, nel senso del produrre, vendere, fare utili e distribuirli.

Non serve andare a leggere saggi e teorie, basta osservare dei paradossi terra terra, come il fatto che abbiamo milioni di disoccupati ma nello stesso tempo ci viene detto che dobbiamo importare manodopera. Se poi andiamo a vedere scopriamo che tra i milioni di immigrati solo uno su tre o uno su quattro ha un lavoro regolare. Epperò ci viene detto che sono una risorsa.
E' tutto una contraddizione continua.

Allo stesso modo, si dichiara di volere premiare il merito e poi leggi che la Sicilia, oltre il numero spropositato di dipendenti che già ha, assume/regolarizza altri 22 mila precari. Te ti lamenti della sparata sulle telefonate interurbane ma dovresti sapere che in molti (quasi tutti) gli uffici pubblici del centro-sud chi arriva al lavoro timbra 3 o 4 cartellini.

E via via.
Siamo d'accordo che la storia delle telefonate è una cretinata. Ma solo di cretinate possiamo parlare, perché dei problemi veri non si può.

Linea Gotica ha detto...

invece sarebbe ora di parlare dei problemi veri e in modo nuovo, non facendo riferimento al già detto già scritto che, abbiamo visto, spesso non funziona. l'italia è un caso complesso e particolare che andrebbe affrontato come tale. invece si continuano a non vedere novità, abbiamo constatato che l'università italiana nella sua autoreferenzialità non è in grado di affrontare e risolvere certe problematiche, serve qualcosa di nuovo anche nell'ambito della ricerca. ne scriverò in altro post

Lorenzo ha detto...

Non so, a me sembra che il continuo riferimento a concetti superiori serva appunto a non toccare niente nella realtà quotidiana.

Dove per "non toccare niente" si intende non toccare nessuno.

Faccio un esempio. Mi si rompe il monitor, chiamo la Samsung. Mi rompono un po' le scatole con il fatto se il danno è coperto o meno dalla garanzia ma poi mi mandano un corriere a ritirare il prodotto e dopo una settimana lo stesso corriere me lo riporta riparato. Il tutto per un prodotto che io ho pagato 120 euro nuovo.

Nel frattempo, oltre 4 o 5 telefonate dalla assistenza, mi hanno anche chiamato due volte dalla Samsung per chiedermi se ero soddisfatto del servizio.

Ora, prova ad immaginare un mondo dove il settore pubblico funziona con gli stessi criteri. E lo dico io che vivo in Lombardia, dove tutto sommato le cose funzionano decentemente e a costi sostenibili. Se vivessi in altre località e avessi a che fare con un altro tipo di organizzazione, probabilmente sarei in galera per strage a quest'ora.

E' vero che stando dentro una certa organizzazione si vede di più che stando fuori. Ma tutti noi abbiamo a che fare con lo "apparato" e dai e dai alla lunga accumuliamo una certa esperienza, sia come privati cittadini che sul lavoro. E l'idea che il "pubblico" sia stato utilizzato come ammortizzatore sociale e come strumento per distribuire "regalie" in cambio di voti o semplicemente come conseguenza del famoso "familismo amorale" è inevitabile conseguenza.

La cosa che secondo me non ha senso è aspettarsi che il sistema sia capace di correggersi da solo. Che sia disposto ad strapparsi di dosso le parti inutili o marce a beneficio della Nazione. Quando la sua ragione di esistere è esattamente il contrario, cioè la "furbata" di antica tradizione.