lunedì 9 luglio 2012

Il nuovo progetto Inter


(100 kg fa...per lo scudetto 2010)

Sto seguendo, anche se un po' distrattamente, il nuovo progetto Inter. Vorrei fare un paio di considerazioni: l'Inter sta facendo ora quello che si doveva fare (e lo scrissi molte volte) il 23 maggio 2010. La cosa positiva è che lo si sta facendo, quella negativa è che oramai è troppo tardi, affinché quella strategia potesse essere veramente vincente.
Come stradetto in questo blog (ho scritto decine di post a tema, con tanti in forum interisti che mi contestavano...) il 23 maggio l'Inter doveva liberarsi immediatamente di quei giocatori che la sera stessa della finale valutavano le offerte e/o chiedevano adeguamenti di contratto. L'Inter nei confronti dei suoi giocatori è sempre stata fin troppo generosa, la riconoscenza semmai doveva essere di questi, molti dei quali pagati incredibilmente più del loro reale valore, nei confronti della società. Dovevano partire quindi subito Milito, Sneijder e Maicon, i quali tra l'altro sostenevano di avere importanti offerte. Si poteva incassare (le cifre di cui si parlava erano queste) circa 100 milioni dalle tre cessioni e altrettanti dai mancati stipendi, un'operazione da favola per complessivi quasi 200 milioni! Dopo avere salutato i 3, si sarebbe potuto fare altrettanto con i vari Stankovic, Chivu e magari lo stesso J.Cesar che aveva, pure lui, un ottimo mercato. Poi si prendevano i restanti senatori e si diceva loro: pronti a fare da chioccia per i nuovi, voi siete le riserve che devono insegnare il mestiere agli altri. Col senno di poi, pure Lucio poteva essere salutato (viste anche le sue prestazioni successive, in particolare quelle dell'ultimo anno). Dei big ad alto costo avrei tenuto il solo Eto'o (per un anno, come è stato fatto, per l'Intercontinentale sarebbe servito) e mi sarei tenuto Balotelli (visto che Milito e pure Pandev, sarebbero dovuti partire). Niente di tutto ciò è stato fatto, quelle che potevano essere cessioni e risparmi milionari, sono sparite nel nulla.
Dopo due anni di non mercato, ora con estremo ritardo si prova a riparare ringiovanendo la squadra in ottica futura e di risparmio sui contratti (c'è stato un periodo sportivo in cui l'Inter era diventata la mutua, una sorta di assistenza sociale per i giocatori).
L'idea in sé è buona, peccato per l'estremo ritardo. Fatta 2 anni fa poteva comportare incassi per oltre 200 milioni, oggi il vantaggio economico non esiste più, solo quello di ripartire con dei giovani. Le cose fatte in estremo ritardo purtroppo spesso non producono (perlomeno nell'immediato), i frutti sperati.

8 commenti:

fcoraz ha detto...

Meglio tardi che mai. La rifondazione è cominciata due anni e cinque allenatori dopo...

Lorenzo ha detto...

Tutto giusto tranne una cosa: l'Inter non sta "rifondando" nel senso di riportarsi nella condizione che ha portato il triplete.
Sta "rifondando" nel senso di portarsi nella condizione di una squadra che se va male arriva a metà classifica e se va bene arriva nei primi tre.
Nessun giocatore ne allenatore di quelli che da soli fanno la differenza può essere ingaggiato dall'Inter per via del tetto degli ingaggi che è un quinto di quello che prendeva Eto.

duhangst ha detto...

In ritardo, ma da qualche parte bisognava pur cominciare e poi ho voglia di vedere entusiamo e gioventù in squadra.

Linea Gotica ha detto...

la strada è indubbiamente giusta, non vorrei però che il FpF finisse a tarallucci e vino e, ancora peggio, che tutti gli europei venissero chiamati a salvare i debiti delle banche spagnole causa politiche delle squadre di calcio e sport in generale, poiché sarebbe veramente intollerabile, in tutti i sensi.

Lorenzo ha detto...

"Tutti" gli europei sarà difficile, visto che noi per esempio abbiamo le nostre rogne da grattare. C'è un'altra cosa che non consideri e cioè che nelle banche ci sono i risparmi dei cittadini europei. L'ipotesi di permettere che falliscano non viene nemmeno presa in considerazione. E un'altra cosa che non consideri è che tutte queste vicende non sono nel futuro, sono nel passato, sono già accadute. Nel senso che la famosa "integrazione politica" è prodromica (esiste questa parola?) alla "integrazione fiscale" e quest'ultima significa proprio questo, cioè che chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, da li in poi i "debiti" si spalmano sui redditi di tutti i cittadini della Unione.
Che ti spiega come mai l'Inghilterra non ci starà mai e perché la Germania vuole avere la supremazia in cambio dell'esborso.

Lorenzo ha detto...

A conferma del fatto che è già storia, leggo sul Corriere:

"BRUXELLES - Alla fine, un risultato importante è stato ottenuto: l’Eurogruppo, il vertice dei ministri finanziari della zona euro, ha stabilito che la Spagna in difficoltà per le sue banche riceverà un primo versamento di 30 miliardi di euro, entro la fine di luglio. Questo prestito servirà appunto a ricapitalizzare le banche spagnole più oberate dal debito e dalle conseguenze delle vecchie "bolle immobiliari". "

Linea Gotica ha detto...

in America l'ipotesi l'hanno presa in considerazione.
Tra l'altro, se io presto soldi alle Banche, poi le nazionalizzo (lo disse persino Tremonti). Sono soldi di tutti i cittadini e le banche sono istituti con fini di lucro e se vediamo come hanno lucrato, io i soldi non glieli darei, se non a determinate condizioni.

Lorenzo ha detto...

In America di banca ne hanno fatta fallire UNA e il fallimento ha scatenato la fine del mondo, dopodiché hanno pensato bene di salvare tutte le altre con aiuti pubblici.

No, se dai soldi ad una azienda senza chiederli indietro diventi socio. Se glieli presti, con un certo interesse, è un rapporto cliente-fornitore all'interno di un servizio finanziario.

Il problema qui è duplice, primo, mi vengono in mente numerosi esempi in cui lo Stato ha dato soldi senza chiederli indietro, in varie forme. Secondo, appositamente gli aiuti alle banche europee NON vengono erogati dagli Stati ma dalla BCE, che in quanto ente sovranazionale non può "nazionalizzare" nulla.

Siamo d'accordo, anche io FAREI un sacco di cose SE fossi l'imperatore. Il problema è che io e te contiamo un c@zzo. Il caso delle banche non è diverso dal caso della FIAT, solo il ricatto è diverso.