giovedì 5 luglio 2012

La novella del rigore


Il "rigore, rigore, rigore", il parlare di licenziamenti piuttosto che di posti di lavoro, sentir dire che bisognerà abituarsi a stare peggio piuttosto che al benessere, i tagli tagli tagli piuttosto che lo sviluppo, mi ha fatto tornare in mente una storia (vera) accaduta nel mio paese parecchio tempo fa.
Questa storia si lega bene ad alcune scelte politiche messe in atto da questo governo.

(Userò qualche termine dialettale virgolettato, traducendolo tra parentesi) 
A San Piero c'era un contadino che aveva una "bricca" (femmina di asino) da lavoro, che svolgeva egregiamente il suo compito, come tutti i bravi asini. Lavorava tutto il giorno e la sera il contadino le dava da mangiare. Il contadino a un certo punto pensò che forse poteva risparmiare qualcosa, continuando a fare lavorare la sua "bricca", cosicché decise di ridurre il cibo per l'animale. L'asino continuò a lavorare, seppure dimagrendo un po'. Il contadino tutto soddisfatto per avere tagliato le sue spese, pensò che forse poteva risparmiare un altro po' e razionò ancora di più il cibo per l'animale, il quale continuò a lavorare senza lamentarsi, ma cominciando a deperire. Il contadino pensò allora che forse poteva togliere del tutto il cibo all'animale, continuando a farlo lavorare, avrebbe tagliato i suoi costi e perseguito il suo profitto. Dopo un paio di giorni l'animale morì. Il contadino disperato esclamò: "propri'adess cl'eva imparat a stà sensa magna, l'è morta" (proprio adesso che aveva imparato a stare senza mangiare, è morta).

Non so voi, ma vedo parecchie analogie tra quel contadino e certe scelte di questo governo.

6 commenti:

Lorenzo ha detto...

Si bella analogia, a parte che gli asini sono milioni e che mangiano più di quanto producono.

Cito il Corriere:
"La Sicilia ha più dipendenti del governo inglese"

Lorenzo ha detto...

O se preferisci, cito il TG1:
"Con i suoi 621.253,75 euro annui, non c'è capo della Polizia più pagato di quello italiano, il prefetto Antonio Manganelli. [...] Lo stipendio base del capo dell'Fbi è pari a 155mila dollari (intorno ai 116mila euro). A questi vanno aggiunte delle compensazioni sulla base del pericolo dell'incarico o del livello di responsabilità che varia tra il 12,5 e il 28% dello stipendio iniziale."

Povera asinella affamata, che pena che mi fa.

duhangst ha detto...

Perfetto calza a pennello...

Linea Gotica ha detto...

non parlavo di pubblico impiego, parlavo di tutti gli italiani.
se poi si è convinti che tutti i dipendenti pubblici siano il problema eliminiamoli tutti, cosa ti devo dire.

torno al tema del post, facendo un esempio per provare a chiarire meglio cosa volevo dire (userò una metafora, bella la metafora).

due persone comprano assieme 1 litro di latte al giorno e con questo devono dare da mangiare ai rispettivi figli. la prima persona versa i suo 500cc nella tazza, la seconda è imbranata e lo versa tutto fuori, così va avanti tutti i giorni. Si verifica un chiaro spreco, di 500cc. Si decide di tagliare lo spreco, acquistando mezzo litro di latte. La prima persona verserà i suoi 250cc nella tazza, l'imbranato tutti fuori. Lo spreco non è stato eliminato, è stato ridotto ma, nel contempo è stato ugualmente ridotto della metà il latte della persona che lo impiegava bene (il bambino col padre virtuoso sarà costretto a mangiare la metà, quello col padre imbranato sarà assistito da qualcun altro altrimenti morirà di fame). Non sarebbe stato meglio insegnare all'imbranato (ottimizzare) a versare il latte o se proprio questo non era in grado, fargli fare altro (riorganizzare) o mandarlo via (tagliare)?
Invece con la logica lineare, si premia l'imbranato che continua a sprecare e si punisce il virtuoso che ha meno latte disponibile.

non serve un professore per capirlo eh

Lorenzo ha detto...

No l'esempio giusto è: ci sono 20 famiglie in un paese. In 3 di queste famiglie lavorano tutti mattina e sera, in 2 lavora qualcuno, nelle altre 15 cantano, ballano e fanno ikebana.
Ogni mattina arriva il carretto del latte, le famiglie si riuniscono e le 3 famiglie dove lavorano tutti comprano il latte per se e per le 15 che fanno ikebana, le 2 famiglie rimanenti comprano il latte per se stessi.
Arrivati a tavola, nelle 5 famiglie che si comprano il proprio latte lo distribuiscono in parti uguali. Nelle 15 famiglie che se lo sono fatte comprare invece una parte finisce in terra e il resto viene fatto sparire da tre cugini baffuti per famiglia. Dopodiché le 15 famiglie in questione mandano a comprare altro latte e lo pagano firmando dei pagherò.

Se tu sei uno dei componenti delle famiglie che si fanno il culo a strisce e che pagano il latte per gli altri che cantano, ballano e fanno ikebana, ci sono due opzioni, o sei un idiota e quindi ridi contento, oppure ti girano le balle.

I tagli "lineari" mi fanno un baffo, dove abito io non c'è niente da tagliare, l'unica cosa che possono fare è aumentare le tasse e farmi pagare il triplo per il ticket sanitario, sempre per pagare il latte degli altri.

Berica ha detto...

bella metafora!