martedì 17 gennaio 2012

Come si scelgono i comandanti


Premessa: non mi piacciono i processi mediatici, soprattutto quelli in cui il 99,99% delle persone non ha assolutamente idea di cosa si stia parlando. I processi spettano alla Magistratura. Secondo punto, la mia esperienza in mare non va oltre la guida del pedalò, già nella canoa ho difficoltà di manovra. Non farò quindi alcuna affermazione tecnica, ma condividerò con voi alcune considerazioni che riguardano non solo le navi, ma il "comando" di mezzi in generale.
Tutti abbiamo utilizzato mezzi che vengono guidati (o comandati) da altri [c'è grossa differenza tra guida e comando, ma non è questo che voglio analizzare]: dal taxi, all'autobus, dal treno all'aereo alla nave. Nei primi due casi si parla di guida, il treno sta un po' nel mezzo (il macchinista, colui che guida, non è il comandante del treno, lo è il capotreno), aereo e nave sono comandati.
La nostra percezione della sicurezza sui convogli è solitamente distorta: è infatti più facile trovare fobie quali la paura di volare o di navigare, piuttosto che quella di andare in auto. Eppure l'auto è un mezzo incredibilmente meno sicuro di una nave o un aereo.
Quando saliamo su un aereo o su una nave la maggior parte delle volte non vediamo il comandante, talvolta sentiamo la sua voce, ma non lo vediamo mai nell'espletamento delle sue funzioni. Ci fidiamo, il nostro pensiero sostanzialmente è: "cavolo, a me hanno fatto un culo così per prendere la patente, se a questo gli fanno guidare un aereo o una nave saprà pur fare". Si instaura un rapporto di fiducia con chi guida mezzi che sfidano la fisica (il ferro non vola né galleggia come dice un mio amico...) e dei quali noi non sappiamo un benemerito nulla su come si faccia a "comandarli" (mentre un taxi o un autobus, probabilmente li sapremmo guidare pure noi).
Ma come si scelgono le persone che hanno responsabilità di comando in mezzi come gli aeromobili e le navi? Beh, sarebbe interessante saperlo. Un tempo buona parte dei comandanti erano ex militari passati al civile. Fino a una ventina di anni fa non si trovava un comandante di aereo che non fosse stato un militare (la carriera militare aeronautica alla guida degli aeromobili, per ovvi motivi, è piuttosto breve). La garanzia era la formazione militare: rigida, severa, responsabilizzante. Questo perché se si hanno grosse responsabilità, bisogna saperle portare sulle spalle. Una formazione rigida e severa, fa capire se certe persone siano "portate" oppure no a svolgere certe mansioni (esempio: io ho fatto il CAR nell'Arma, dopo pochi giorni un congruo numero di persone avevano rinunciato e se n'erano andate. E parlo di CAR, non formazione per la guida di navi o aeromobili).
Tutti sbagliamo, tutti commettiamo errori, ma se abbiamo grosse responsabilità sulle spalle, bisogna che siamo preparati a saperle reggere. Non basta essere preparati tecnicamente, è molto più importante esserlo mentalmente. La tecnica è nulla senza controllo.
Ma le logiche commerciali quanto tengono conto di tutto ciò? La formazione militare (per i comandanti ad esempio) è qualcosa di "pubblico" (formazione militare intesa come formazione pubblica, non privata), non è pensata per fare introiti, per monetizzare qualcosa, ma è tesa principalmente alla responsabilizzazione dei formati. E' possibile che le logiche private siano diverse. Ma allora come selezionano nel privato, i comandanti? Ecco, questo sarebbe bene saperlo.
Poiché quando saliamo su un aereo o su una nave, affidiamo la nostra vita ai comandanti. E questi devono sapere sopportare questa pesante responsabilità.

lunedì 16 gennaio 2012

Bossi, l'uomo che riuscì a far sembrare simpatico persino Maroni.


Dopo le tante promesse non mantenute da parte della Lega, pare essere avvenuta un'impresa titanica: la fatwa contro Maroni (termine usato dallo stesso ex Ministro degli Interni) ha portato alcuni non leghisti a solidarizzare con colui che da molti è indicato come possibile successore di Bossi.
Sappiamo che Maroni vorrebbe slegarsi dall'alleanza con Berlusconi, mentre Bossi è legato al Cavaliere da un patto d'acciao di cui forse in futuro sapremo qualcosa di più. Che nella Lega, nonostante le smentite, ci siano due fazioni in campo è più che evidente, che ci sia una carenza di democrazia interna pure. Non si era mai sentito prima che a un importante esponente di partito fosse vietato di tenere comizi (dai tempi del ventennio perlomeno) e altrettanto grave l'affermazione di un esponente del Carroccio che avrebbe minacciato "legnate" per chi avesse eventualmente contestato Bossi (anche qui, dal ventennio). I partiti sono strumenti di rappresentanza per la partecipazione democratica alla vita politica da parte dei cittadini. Ma se viene a mancare la discussione, la partecipazione democratica sparisce e i partiti diventano oligarchie che rappresentano se stesse e non gli elettori. La gravità di ciò che è accaduto, aldilà delle possibili simpatie o meno per Maroni, è evidente. Da chi è partito l'ordine di vietare a Maroni di tenere comizi? Nella Lega si sono affrettati a smentire che possa essere stato Bossi, ma chi all'interno di quel partito potrebbe impedire di tenere comizi a colui che di fatto è il numero due della Lega? Che partito è quello che sostanzialmente sostiene che o si è con Bossi o si è fuori dal partito? In una sorta di idea unica che ricorda molto la linea berlusconiana del Pdl (Fini docet). Il partito aggrega le idee degli elettori e compete con gli altri partiti per il governo del paese, ma se viene a mancare il legame tra elettore e rappresentante (e dirigenza del partito), svanisce l'idea di partito quale portatore degli interessi dei cittadini. Diventa altro, qualcosa di poco bello.

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Milan Inter 0 a 1, neroazzurri ancora in corsa per lo scudetto?


L'Inter ha vinto il derby di ieri sera che, sommato al 3 a 1 del Cesena sul Novara ha significato per me un'ottima giornata calcistica, nonostante il freddo patito al Manuzzi (certe partite dovrebbero farle durare 45 minuti..).
Tornando al derby, l'Inter ha vinto meritatamente una partita non spettacolare, dove i migliori in campo sono stati due giocatori di quantità, Zanetti per l'Inter e Van Bommel per il Milan, mentre ha deluso Pato uscito tra i fischi dopo la telenovela della scorsa settimana.
L'Inter, dopo un gol ingiustamente annullato per fuorigioco a Thiago Motta è passata in vantaggio nel secondo tempo con un perfetto contropiede firmato da Milito, dopo una grande sgroppata del Capitano.
L'Inter in questo momento è probabilmente la squadra più in forma del campionato, non certo la più forte (sussistono ancora importanti lacune in tutti i reparti). Per questo l'obiettivo è e resta il terzo posto, ma vediamo cosa il campionato può riservare. Per quanto riguarda la qualità in questo momento solo il Milan è leggermente superiore all'Inter, ma qualche innesto in questo mercato autunnale potrebbe cambiare le carte.