Ho fatto un altro articolo nei giorni scorsi. In pochi giorni parlo due volte di
Sanremo, ma quello che mi interessa è il (purtroppo) basso livello in cui è precipitata la musica italiana negli ultimi anni. Credo sia una conseguenza sociale, in
Italia la cultura artistica in generale, compresa quella musicale, è piuttosto bassa. Abbiamo alcuni tra i più grandi musicisti del mondo in tutti i campi, dalla classica al jazz, purtroppo il pubblico all'altezza di cotanto talento è molto ristretto. Cosicché succede che questi grandi musicisti, vengano quasi totalmente ignorati, in patria.
L'Italia ha bisogno di interpreti o piuttosto di cantautori, mi chiedevo nel post precedente?
Secondo me c'è un sistema che non funziona ed è quello dei reality musicali che, seguendo logiche commerciali, tendono a produrre bassa qualità. L'Italia oggi ha bisogno di compositori e di valorizzare quelli che ha (ce ne sono di molto bravi, spesso sconosciuti al pubblico, ma apprezzati all'estero, magari nei cosiddetti ambienti underground).
Credo che negli ultimi anni il Festival di Sanremo abbia prodotto poca qualità. Il livello musicale della canzone sanremese è, a mio avviso, molto molto basso (salvo rare eccezioni). Le responsabilità sono tante ma la più grossa è quella delle logiche commerciali. Anche a causa dei televoti che oramai hanno invaso il mondo della televisione. Si televota tutto, pensando che il teleutente sia in grado di decidere cosa sia buono e cosa no. In realtà il teleutente non è quasi mai un esperto nel campo in cui viene consultato, egli si esprime quindi su cosa gli piace e cosa no, che è ben diverso.
Inoltre partiamo da un assunto: quelli che votano col telefonino sono molto probabilmente le stesse persone che lo fanno in altre trasmissioni, quali Amici o X-Factor. Il risultato complessivo che emerge non è quindi di tipo demoscopico (non è statisticamente rappresentativo). Non meraviglia che negli ultimi 4 Sanremo, col televoto, abbiano vinto 3 usciti dal programma della De Filippi (vogliamo parlare del livello qualitativo dei vari Carta o Scanu?). Va altresì detto che nel caso di Sanremo non si sceglie un rappresentante del popolo, quindi non ha molto senso chiedere al popolo di esprimere un giudizio qualitativo (in modo, come ho sottolineato prima, neppure rappresentativo) su un prodotto artistico (sarebbe come chiedere di fare scegliere il nostro governo a chi guarda Amici di Maria De Filippi. Siete pronti?).
Credo si debba separare il successo dato dal pubblico con l'acquisto dei dischi e la scelta di qualità espressa da professionisti del settore. Oramai siamo ostaggio dei televoti, su tutto. Ma nessuno (spero) verrebbe in mente di sottoporre al televoto la modalità con cui fare un'operazione a cuore aperto o progettare un ponte a una campata di 1 km. In quei casi ci affidiamo ai professionisti del settore.
C'è una confusione di ruoli che a mio avviso è frutto anche di una percezione generale distorta su cosa sia
democrazia (
ne ho parlato anche in un post sulla legge elettorale), consultazione popolare, volontà popolare e giudizio popolare, per cui si tende a credere che oggi qualsiasi cosa debba essere sottoposta al giudizio popolare (magari col
televoto...), che sarebbe l'unico "giusto". Ma storicamente sappiamo che ciò, anche in politica (e qui, ricordo, siamo in altro campo, quello artistico musicale), ha creato non pochi problemi di democrazia, dal cesarismo al plebiscitarismo napoleonico, eccetera.
Democrazia, che è un concetto politico, non significa che chiunque debba dire la propria in qualsiasi campo (anche se credo/temo che la rosa dell'Inter ad esempio, scelta col televoto, potrebbe essere migliore di quella attuale...è una battuta ovviamente). Per favore usciamo dalla logica che tutti debbano dire la propria su tutto, in qualsiasi campo. Questo non è
democrazia e smettiamo di abusare di questo concetto che è filosofico e politico, quindi non applicabile all'universalità delle cose. Non voglio buttarla in politica a tutti i costi ma credo che la musica italiana come prodotto culturale, debba uscire da questo sistema per riacquistare quella qualità musicale che oggi latita (sfido chiunque a ricordare il ritornello delle ultime 10 canzoni vincitrici). Oggi col sistema del televoto
La locomotiva di
Guccini o
Crueza de ma di
De André molto probabilmente si prenderebbero un "per me è no" delle varie Ventura o De Filippi.
Basta coi televoti e con le logiche commerciali. Non possiamo televotare tutto poiché in questo modo non si premia in alcun modo la qualità.
Il 18 febbraio era l'anniversario della nascita di De André. Fabrizio, quanto ci manchi.