La morte di Lucio Dalla non è stata solo la scomparsa di un grande artista, ma ha aperto una pagina che vede contrapposte due posizioni per quanto riguarda l'omosessualità del cantautore bolognese, ufficialmente mai dichiarata in pubblico.
L'attacco è arrivato da Aldo Busi, che si autocelebra come il più grande scrittore di sempre; se penso che Brunetta si è autoconsegnato il nobel, Berlusconi autonominato miglior premier degli ultimi 150 anni, capisco che in Italia chiunque può darsi da sé qualcosa. Quindi, un caro saluto dal vostro Jury Gagarin...
Ma torniamo a noi, il punto è: la sessualità di una persona è un fatto privato o pubblico. Leggi alla mano, è un fatto privato (tutelato dalla Costituzione all'articolo 3 e dalle leggi sulla privacy). Diventa pubblico nel caso in cui qualcuno lo voglia rendere pubblico, per vari motivi (che sono personali). Non si può obbligare nessuno a fare outing, contrasta con l'articolo 3 della Costituzione. Dichiarare in pubblico la propria sessualità è semmai una scelta, non certo un dovere. Ma è e deve essere così anche al di fuori delle leggi, poiché non possiamo tollerare che esistano discriminazioni che si basino sulla sessualità delle persone. Nel momento in cui si chiede che le persone dichiarino pubblicamente la propria sessualità, significa che non si ritiene la sessualità tutta uguale (come invece deve essere). Eterosessualità e omosessualità sono entrambe condizioni naturali. Non c'è bisogno di dichiarare pubblicamente la propria sessualità, se riteniamo queste condizioni uguali, di fatto e di diritto. Ma se di fatto lo sono (e vanno tutelate e difese; qui si che si entra nella sfera pubblica, ma non riguarda la sessualità privata in sé, ma le discriminazioni tutte, di sesso, religione, razza), di diritto il discorso è diverso, poiché le coppie omosessuali non vengono riconosciute dalla legge.
Qui il discorso diventa pubblico, soprattutto perché è un discorso di diritto e che riguarda un fatto sociale, la convivenza delle persone. In questo caso è la coppia e non la sessualità che entra nella sfera pubblica. Se uno Stato dovesse imporre ai suoi cittadini di rendere pubblica la propria sessualità, sarebbe uno Stato totalitario, dove il privato non esiste poiché tutto è pubblico. E' la discriminazione sessuale che riguarda la sfera pubblica, non la sessualità in sé. Un conto è battersi per la parità dei diritti tra eterosessuali e omosessuali, un altro è pretendere che le persone dichiarino la propria sessualità, facendo così una distinzione di genere. E' come se lo Stato chiedesse a tutti di dichiarare l'appartenenza a una razza. E' totalitarismo morale.
Chiudo tornando a Lucio Dalla: è stato un grande artista e noi ci ricorderemo per sempre della sua arte, continuando a sentirla, apprezzarla e viverla.
Chiudo tornando a Lucio Dalla: è stato un grande artista e noi ci ricorderemo per sempre della sua arte, continuando a sentirla, apprezzarla e viverla.
E a quelli che hanno niente da dire, del tempo ne rimane...
E si farà l'amore ognuno come gli va,
anche i preti potranno sposarsi
ma soltanto a una certa età,
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
saranno forse i troppo furbi
e i cretini di ogni età.















