venerdì 30 marzo 2012

Pastrocchio elettorale

Ho scritto un post dal titolo "Ritorno alla Zero Repubblica", l'indomani della bozza ABC (Alfano, Bersani, Casini) sulla possibile nuova legge elettorale, di cui vi riporto l'introduzione e rimando al link del post (sul Giornale del Passatore):

Dai dettagli che sono emersi, relativamente all’incontro Alfano, Bersani, Casini per la riforma della legge elettorale, la considerazione prima da fare è che l’Italia dovrà a “arrendersi” a Casini e la sua Zero Repubblica: si torna indietro, neanche alla Prima Repubblica, si riparte da zero. Casini, dall’alto del suo 7-8% sta imponendo le sue logiche, è lui che per interesse di partito non vuole il bipolarismo (che lo fagociterebbe), è lui che vuole il proporzionale, è lui che pretende di avere un ruolo importante, nonostante il suo 7-8%.


segue

martedì 27 marzo 2012

Politica circolare


Secondo l'analisi delle politiche pubbliche denominata Public Choice, gli attori politici perseguono i propri interessi in un'ottica di interesse personale. Non c'è quindi, secondo questa teoria, un perseguimento dell'interesse pubblico come fine principe ma la somma del perseguimento degli interessi individuali dovrebbe portare a un certo equilibrio. Dovrebbe, poiché in uno Stato dove l'etica pubblica dei cittadini è elevata, si otterrà un buon risultato ma, se questa non lo è, il risultato sarà pessimo. L'Italia ha dei grossi problemi di qualità dei politici. Se applichiamo la teoria della Public Choice ad essi, è probabile che il risultato finale non sarà ottimale. Come cambiare nel breve (poiché nel lungo periodo il discorso è differente e più complicato) questa situazione? I politici, secondo la Public Choice, tenderanno a perseguire i propri interessi in una sorta di politica circolare: cercheranno il modo di mantenere i posti di potere e quando scadranno i loro mandati, di essere rieletti. Far decidere loro quale debba essere la legge elettorale, mette in atto la politica circolare per cui le persone decidono per se stesse il modo in cui massimizzare il proprio interesse personale. Se questi politici decidono quale debba essere la legge elettorale, è molto probabile che lo faranno nel loro interesse. Per uscire da questa politica circolare la soluzione è a mio avviso una sola, partendo dalla legge elettorale.
Questo, a mio modo di vedere, potrebbe essere un buon metodo: fare elaborare da una commissione di esperti (politologi) 3 possibili leggi elettorali da sottoporre poi a Referendum consultivo agli italiani. In questo modo si eliminerebbe il problema della politica circolare (per cui i politici farebbero probabilmente una legge elettorale nel loro interesse e non nell'interesse pubblico). Sarebbero i cittadini a scegliere la legge elettorale e in questo modo il cambiamento politico, dei politici, sarebbe più probabile. Purtroppo in Italia il referendum consultivo non è previsto a livello nazionale (anche se una volta è stato svolto) ma a livello locale e non è neppure vincolante. E' però necessario uscire da questa politica circolare, in modo che i cittadini possano riappropriarsi pienamente del diritto di scelta.

lunedì 26 marzo 2012

Pronto, c'è l'Inter?

Per chi, come me, è nato nel 1977, vedere l'Inter perdere è piuttosto normale: ho perso per tutta la mia infanzia e gioventù, cominciando praticamente a vincere dopo i 30. Ma c'è modo e modo di perdere e questo, francamente, è fastidioso.
Si perché questa squadra che vede in campo troppi ex giocatori, fa passare la pazienza a chi, come me, ne ha già poca di suo.
Ma, come ho detto con amici interisti, non mi preoccupa tanto il presente quanto il futuro, di una società che non ha un progetto chiaro e che, temo, vorrà continuare con giocatori la cui parabola oramai tocca l'asse delle ascisse. Quest'anno in B non si andrà, ma il futuro potrebbe essere molto peggio di questo infausto presente, a meno che in società si cambi, e parecchio.

ps. non vorrei sentire qualcuno dare la colpa della situazione ai giovani: le colpe, di chi sono, sono chiare ed evidenti.

domenica 25 marzo 2012

Alonso migliore della sua ferrari

Rocambolesca vittoria di Alonso che ci mette tanto del suo e una buona dose di fortuna nel GpF1. La ferrari è inferiore a molte delle altre auto in pista, ma una serie di circostanze favorevoli, non ultimo l'errore a pochi giri dalla fine di un Perez nettamente più veloce, hanno consentito allo spagnolo di vincere. Ennesima gara da dimenticare per l'altro ferrarista, inadeguato, Massa.