La cosiddetta Seconda Repubblica è vissuta sotto l'egida di alcuni partiti padronali, caratterizzati da una sorta di "culto del capo". In tal senso la strada era stata aperta dal PSI di Craxi, ma fu con Forza Italia e Lega Nord che tutto ebbe compimento. Ora, nel giro di pochi mesi, pare essere giunto l'epilogo, anche se in Italia mai dire mai. Perché l'Italia, da nord a sud, che sia Mezzogiorno o Padania, è caratterizzata da vizietti molto simili. Chi gridava "Roma Ladrona", stiamo vedendo cosa fa e faceva.
I partiti padronali sono deleteri proprio perché invece di svolgere le attività tipiche dei partiti (aggregare la domanda degli elettori), spesso sono guidati nell'interesse dei leader (e cerchi più o meno magici vari..). Lo abbiamo visto con Berlusconi e con Bossi.
Nel resto del mondo si parla di leaderismo, dove sostanzialmente delle figure politiche si mettono alla guida di partiti e/o di governi, esercitando una leadership (che secondo Max Weber può essere di tre tipi: carismatica, tradizionale, legale razionale) con finalità di governo.
In Italia la cosa sostanzialmente cambia, la finalità spesso non è il governo della cosa pubblica, ma il perseguimento di interessi privatistici. Anche per questo motivo da noi il leaderismo non funziona e non siamo ancora pronti per farlo funzionare (non siamo preparati a una eventuale Repubblica Presidenziale o Semi-Presidenziale alla francese).
Soluzioni? non sono semplici e gli effetti li si potranno constatare solo nel lungo periodo. La cosa da perseguire è una: "civismo". Serve una ritrovata (anzi trovata) educazione ai doveri di cittadinanza, partendo dalla scuola, educando alla legalità e al rispetto delle regole, insegnando che ai diritti si accompagnano anche i doveri. Incentivare il rispetto delle regole, premiare chi le rispetta e punire molto severamente chi non le rispetta. Fino a che saremo il paese dove è facile farla franca, sarà molto dura uscire da questa situazione.
Non sarà per niente facile poiché quello italiano è oramai diventato un atteggiamento (nel senso sociologico del termine), ovvero una predisposizione a comportarsi in un certo modo. Se un'opinione può modificarsi col ragionamento razionale, per l'atteggiamento è molto più difficile, in quanto predisposizione personale (o di gruppo).
Ci vorranno tantissimi anni per modificare certi atteggiamenti (comportamenti) degli italiani, ma è ora di cominciare poiché ne beneficeranno le generazioni future.

















