venerdì 13 aprile 2012

L'Inter da altri sport

(100 kg e una Champions, fa...)

Questo è un gioco. Proverò a fare la formazione dell'Inter, prendendo interpreti di altri sport. Cercherò di collocare giocatori che abbiano determinate caratteristiche fisiche e tecniche (nei loro sport) e che, secondo me, potrebbero servire all'Inter vera (le loro caratteristiche). Forse potrebbero giocare persino questi, d'altronde fare peggio della squadra attuale francamente mi pare impossibile.

Partiamo con la formazione (un 4-3-3 per Stramaccioni):
- portiere: Stefano Tempesti (pallanuoto), tanta resistenza, concentrazione e preparazione;
- difensori centrali: Martin Castrogiovanni e Sebastien Chabal (Rugby) due col fisico, attaccanti provate a sfondare, se avete il coraggio...;
- terzini destro e sinistro: Tom Boonen (ciclismo) e Armin Zoeggeler (slittino), due veloci in difesa e con ottima tecnica;
- linea di centrocampo: Roger Federer (tennis) e Kobe Bryant (pallacanestro) un bel po' di tecnica a centrocampo... Bode Miller (sci), uno tecnico e che sa fare tutto, a centrocampo...;
- laterali di attacco: Asafa Powell e Usain Bolt (atletica) due che corrono (e veloce!!!) e rientrano anche a coprire, sulle fasce...;
- centrale d'attacco: Vitaly Klitschko (pugile) non avrà problemi a farsi valere tra i difensori avversari...;

Per me questa formazione "stende" quella vera :-)

giovedì 12 aprile 2012

L'etica italiana e lo spirito dell'italianità



Nel noto libro "l'etica protestante e lo spirito capitalistico" Max Weber, definito da alcuni il Marx liberale, egli riconduceva lo spirito del capitalismo originario (molto differente dal capitalismo attuale) all'etica della religione protestante. Secondo i protestanti non servono le buone opere, tantomeno le indulgenze, per salvarsi dal giudizio divino. L'uomo deve lavorare, ottenere profitto e reinvestire per conseguire altro profitto, poiché Dio ha già deciso chi si salva e chi no.
L'opera di Weber è stata molto discussa e molto diversi sono i giudizi su essi. Ma trattandosi di Weber, uno dei maggiori pensatori degli ultimi secoli, è opportuno tenerne conto.
L'Italia è un paese storicamente cattolico, la quale religione (semplificando al massimo) vede la salvezza, tra le altre cose, nelle indulgenze e nel perdono. Nel Medioevo (e non solo...) bastava pagare per rimettere i propri peccati. L'etica pubblica poteva tranquillamente essere superata, confidando nel perdono.
Vedete per caso qualche conseguenza di questo sistema nell'Italia attuale?
Eccolo qua: quante volte vediamo che basta pagare per ottenere qualcosa anche in modo non lecito e che si potrà contare in qualche perdono, per molte malefatte?
Fate caso alle prime domande che il/la giornalista solitamente fanno a una persona vittima di un crimine: "è pronta per il perdono?".
Ma perché dovrei essere pronto per il perdono? Io sono pronto per avere giustizia, la giustizia laica degli uomini tramite le istituzioni che si sono liberamente dati. Il perdono, quello che viene posto nella domanda, è sostanzialmente un fatto religioso che appartiene alla sfera privata delle persone, non a quella pubblica. La religione (tutte le religioni) in uno Stato laico, sono un fatto privato.
Uno Stato, che detiene l'uso legittimo della forza (la madre di tutti i poteri, quello di fare leggi, governare e giudicare), non si pone il problema del perdono, ma del rispetto delle leggi. Uno Stato si può basare solo ed esclusivamente sul rispetto delle leggi. Il perdono, è un fatto privato. Il rispetto della legge invece, è un fatto pubblico.

Rileggevo in questi giorni il libro "La deriva" di Rizzo-Stella. La domanda è: esiste uno Stato più ipergarantista di quello italiano? dove essere puniti è impresa quasi impossibile, dove (riportano gli autori) è successo che un uomo che ha ammazzato la moglie, ha scontato 2 (due!!!) giorni di carcere, tra attenuanti varie.
In quale altro Stato al mondo chi delinque è spesso più tutelato delle vittime dei reati? Solo in Italia succede questo.
Siamo il paese che si pone il problema dell'indulto, mica di fare nuove carceri e punire in modo esemplare chi delinque (costruiamo carceri che possano contenere 30 milioni di persone, sarebbe un importante segnale da dare a chi delinque...).

Fino a che resterà la logica per cui basta pagare (l'origine della corruzione) per ottenere qualcosa e si verrà perdonati per qualsiasi cosa, questo Stato non avrà alcun futuro. Cambieranno politici, passeranno gli anni, ma fino a che non stabiliremo che solo il rispetto della legge e la punizione esemplare di chi delinque (in qualsiasi forma) sono la Religione dello Stato, questo Stato non avrà alcun futuro.

nota finale
La tesi del post ovviamente non è né può essere che le religioni siano la causa del degrado della società italiana (ci sono lati positivi di etica pubblica, anche nelle religioni). 
Non che con altre religioni vada meglio anzi... Nell'Islam molti seguaci ritengono che l'unica legge sia quella del Corano e che l'uomo non possa dotarsi di altre leggi se non quelle scritte dal loro profeta.
Come sostiene Huntington, fino a che non nascerà un Machiavelli islamico, la separazione tra religione e politica, in quel mondo, non sarà possibile.
In compenso noi, la nostra società, il nostro Stato laico, non possiamo tollerare che precetti religiosi siano considerati alla stregua della legge (o che la influenzino pesantemente in una sorta di Stato confessionale), talvolta da qualcuno ritenuti persino sovraordinati a quelli dello Stato. Non è tollerabile che alcuna religione, Islam o Cattolicesimo (etc.) che siano, possano in qualsiasi modo creare "problematiche" (di etica pubblica e di rispetto delle leggi) alle società laiche degli Stati (del nostro Stato!!!).
L'unica Legge è quella dello Stato, sarà bene che i buonisti di ogni categoria si rendano conto che se rinunciamo alla supremazia dello Stato sui precetti religiosi, finiremo molto ma molto male. 
Fortunatamente altri paesi in Europa e nel resto del mondo, hanno ben chiaro il fatto che lo Stato laico ha la supremazia sulla religione e che le leggi da rispettare sono quelle dello Stato.
Sarebbe bene che l'Italia si adegui, prima che sia troppo tardi.

mercoledì 11 aprile 2012

Quale è il Tribunale competente per la causa sul dominio mediaset.com?

Capita a volte in Italia, che i Tribunali si pronuncino su ogni cosa. Anche questo potrebbe essere causa della lentezza della Giustizia. Questa volta è capitato per la vicenda del dominio mediaset.com che la società di Cologno Monzese si è "dimenticata" di rinnovare ed è quindi stato acquistato da una società statunitense.
Il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso di Mediaset, imponendo alla società statunitense di cessare l'uso del dominio acquistato (comminando anche una penale per ogni giorno di inadempimento). 
Dove sta il problema? il problema è che la società statunitense è appunto negli USA, rispetta le leggi USA e molto probabilmente se ne fregherà della sentenza del Tribunale italiano. E' un fatto di giurisdizione. Il Tribunale italiano ha giurisdizione su questo tipo di faccenda? 
Anche in passato abbiamo avuto sentenze che sono poi state rigettate dal diritto internazionale, vedi la condanna che un Tribunale italiano comminò alla Repubblica Tedesca nel recente passato. Aldilà delle ragioni riguardanti il fatto, francamente pare strano che il Tribunale di uno Stato possa (e decida di) condannare un altro Stato (non il cittadino di un altro Stato, ma proprio lo Stato!).
Credo sia necessaria una profonda riforma della Giustizia in Italia (e che dovrà coinvolgere attivamente i Magistrati, ovvero coloro che meglio ne conoscono i problemi), che tocchi tutte le tematiche di questa e affronti in modo chiaro tutte le problematiche che essa presenta, per renderla più efficiente.


lunedì 9 aprile 2012

Film dell'assurdo: Frozen


Ieri sera ho visto un film assurdo, si intitola Frozen. La scelta è stata dovuta alla durata contenuta (90 minuti) rispetto ad altri film in programmazione. 

Brevemente la trama: tre intelligentoni decidono di andare a sciare (una coppia di fidanzati e il migliore amico di lui), lei è imbranatella e loro non riescono a sciare come vorrebbero (manco fossero Bode Miller). Cosicché mentre gli impianti stanno per chiudere (è già buio), supplicano il manovratore della seggiovia di fargli fare l'ultima discesa (chi non vorrebbe rischiare di ammazzarsi su una pista al buio?). Lui cede alla tetta di lei, così che i tre salgono ma il manovratore va via e viene sostituito da un altro che spenge la seggiovia lasciando "a pollaio" i tre. E' domenica sera e l'impianto riaprirà dopo una settimana. Arriva un gatto delle nevi proprio sotto di loro e loro cosa fanno? esultano. Ma quello del gatto non li vede e se ne va; solo dopo che lui è a 100 metri di distanza, tirano gli sci e racchette, senza risultato (avrebbero potuto tirarli sopra al gatto, quando era sotto di loro). Pensano a una soluzione, uno degli intelligentoni si butta giù dalla seggiovia e si pianta nel terreno tipo Fantozzi, dalle gambe esce un osso di qua e un altro di là. Dalle immagini non si capisce quale possa essere l'altezza, ma vedendo i piloni della seggiovia e la conformazione del territorio, essa non poteva essere più di 15 metri. E' un bel salto, ma se sai fare potresti anche farcela, soprattutto se ti butti nella neve. Invece lui giù, tinco come una bietta... L'oca giuliva gli tira una sciarpa e prende la pianta, quasi impossibile come centrare una palma nel deserto. A un certo punto arrivano i lupi e se lo mangiano. Ora, magari per il lupo americano è diverso (anche se ho cercato su internet e non ho trovato casi di attacchi di lupi all'uomo) ma dalle nostre parti, in appennino, non esistono attacchi di lupo all'uomo negli ultimi 150 anni e l'ultimo caso era legato a un fenomeno di rabbia. Dopo 10 minuti, con l'ex fidanzato di cui è rimasta solo una mano, lei (che ha perso un guanto, al freddo e al gelo, per accendersi una sigaretta...) chiede a lui come se la cava con le donne... (il lutto più breve della storia) lui è il classico "ex" che tutti vorrebbero e nessuno se lo piglia. E ti credo, è un incapace! Decide infatti di arrampicarsi sulla fune della seggiovia e arrivare al pilastro, una ventina di metri dopo. Chiunque abbia fatto il militare (ma anche no) conosce la tecnica con cui si supera una fune orizzontale (mani e gambe), lui no, procede solo con le mani (cosa francamente molto difficile per una distanza così lunga e al gelo, a meno che tu non sia una scimmia). Arriva al palo e scende, ma ci sono i lupi che tenta di scacciare con una racchetta (!!!). Parte con lo snow ma di lui si perdono le tracce. Lei intanto, passata la notte (rimane con una mano agganciata al ferro e gli si strappa via tutta la pelle..), precipita dalla seggiovia che si sgancia dalla fune (come avrà fatto, cedimento strutturale? boh) nel cadere gli finisce la struttura proprio sopra la gamba (mal, malann e usc adoss). Riesce a trascinarsi giù e incontra il tonto della fune, sbranato dai lupi. I lupi non la cagano poiché banchettano allegramente con l'amico dell'ex cosicché lei arriva alla strada e la salvano.

Scusatemi se vi ho rovinato la trama, ma il film francamente era inguardabile.