venerdì 11 maggio 2012

Berlusconi, tra detto e cosa voleva dire


Berlusconi: "diremo si a ciò che ci convince" (detto)
Berlusconi: diremo si a ciò che ci conviene (significato e intenzione)

mercoledì 9 maggio 2012

Peppino Impastato


 Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!

P.Impastato (1948-1978)

martedì 8 maggio 2012

Gilles Villeneuve

Gilles Villeneuve: 1950 - 1982

lunedì 7 maggio 2012

I partiti sono morti (?), viva i partiti (?)


Un tempo lo si diceva del Re, ora ci si chiede che fine faranno i partiti.
I partiti sono veramente morti? Ma cosa sono e cosa fanno i partiti? E i movimenti?
Semplifichiamo: 
- un partito politico è una libera associazione che aggrega la domanda politica dei cittadini e compete in libere elezioni per la conquista del potere politico;
- un movimento è una formazione che può avere vari fini e scopi e che, nel caso della politica, promuove idee e azioni politiche.
Dove sta la differenza principale? In una democrazia rappresentativa, la differenza principale risiede nella competizione elettorale. Il partito partecipa alla competizione elettorale, il movimento no. Nel momento in cui il movimento sceglie di competere alle elezioni, assume le caratteristiche dei partiti (programma politico, candidati, competizione politica, ecc.). 
Non c'è nulla di male nei partiti che, volenti o nolenti, rappresentano il migliore strumento per il funzionamento della democrazia rappresentativa (non può esistere democrazia rappresentativa senza partiti). Il problema sussiste se ci sono cattivi rappresentanti e cattivi politici nei partiti. Il problema non è nel partito che, in una democrazia rappresentativa, è l'unico strumento che può aggregare la domanda dei cittadini. Il problema è appunto se i partiti funzionano male a causa di cattivi politici e cattiva politica.

In una democrazia rappresentativa, i partiti non muoiono, semmai si riformano.

domenica 6 maggio 2012

Introdurre i play-off nel campionato di Serie A

Sono convinto che l'introduzione dei play-off nel campionato di Serie A, come già previsto in altri sport di squadra, sia necessario per vari motivi, che proverò brevemente ad elencare.
Innanzitutto, la formula dei play-off è spettacolare, le squadre più forti si scontrano per conquistare il titolo. Lo spettacolo dello sport è vedere scontrarsi i più forti;
Il campionato italiano oramai si conclude a gennaio, fatti salvi rari imprevisti, generalmente i risultati delle ultime partite delle prime, sono piuttosto scontati. Considerate poi le inchieste sul calcioscommesse, per essere certi della sportività dei risultati, meglio fare scontrare direttamente le squadre che lottano per il titolo.
La formula del campionato infatti, premia la squadra più costante, prima ancora che la più forte. E' vero che tutti si scontrano con tutti, ma non lo fanno nello stesso momento e con le stesse motivazioni. Tra le prime, magari a fine campionato qualcuno si scontra con squadre senza alcuno stimolo, mentre altre lottano per qualcosa. Insomma, sarebbe come dare la medaglia d'oro dei 100 metri alle olimpiadi, a chi ha ottenuto i dieci migliori risultati cronometrici negli ultimi quattro anni: sarebbe assurdo ma soprattutto non ci sarebbe spettacolo.
Non capisco come mai non si introducano i play-off, renderebbero tutto più spettacolare e soprattutto premierebbero veramente la squadra più forte.