lunedì 23 maggio 2016

La polarizzazione del Referendum Costituzionale


Aldilà delle differenti posizioni (e ragioni) del e nel merito della Riforma Costituzionale, il principale problema (nonché rischio) è quello che diventi un Referendum pro o contro Renzi e il suo governo. L'affermazione del Primo Ministro “se perdo me ne vado”, cui è seguita quella del Ministro Boschi ieri (“se perdiamo, me ne vado anche io”), altro non ha fatto che polarizzare ancor di più il referendum su Renzi SI o Renzi NO, piuttosto che sulle necessità e ragioni riformiste del testo Costituzionale. Si sta parlando poco del contenuto di quelle Riforme ed è un errore soprattutto da parte di chi le ha proposte. Certo, le riforme a colpi di maggioranza portano con sé il rischio per cui chi non è stato coinvolto nel processo, si opponga più per il mancato coinvolgimento piuttosto che per i contenuti legislativi della riforma. Ma oramai la campagna referendaria è polarizzata sul Governo Renzi SI o NO e difficilmente uscirà da quel solco. La strategia appare più quella di cercare endorsement (o avocarli a sé) di varie categorie di soggetti, associazioni e stakeholder in generale. A tutto ciò vanno aggiunti i malumori all'interno del PD i quali paiono dettati più da questioni di rapporti di forza interni al partito, piuttosto che di merito. La cosiddetta minoranza sa che l'unica strada per provare a riprendersi il partito, passa dall'accantonamento di Renzi ma, così come già successo per tanti anni in passato, la loro proposta politica non sembra riuscire ad andare oltre al l'essere “contro qualcuno”, poiché di proposte credibili, da parte loro, se ne vedono (e se ne sono viste) sempre poche.