venerdì 24 giugno 2016

La Spending Review secondo la Corte dei Conti

Il Presidente della Corte dei Conti definisce "assai severo" lo sforzo di contenimento della spesa degli ultimi anni, ricordando come i risparmi per redditi da lavoro nel pubblico impiego sono stati pari a 10 miliardi di euro (alla faccia demagogica di chi sostiene che il pubblico impiego non sarebbe stato toccato dai tagli). Il problema, sottolineato da Squitieri, è che i tagli di spesa hanno reso difficile la salvaguardia di politiche pubbliche vitali, quali infrastrutture e opere pubbliche, ovvero gli investimenti.
Tagliare per tagliare serve a poco, se non si opera un riequilibrio, altrimenti si finisce come un tale originario del mio paese che tanti anni fa aveva un asino, cui cominciò a dare da mangiare a giorni alterni e vide che l'animale continuava a fare il suo lavoro, cosicché cominciò a dargliene solo una volta a settimana e l'asinello, pur in affanno, continuava a lavorare. Fino a che decise di smettere di dargli da mangiare e dopo pochi giorni l'animale morì. Il padrone disse: "proprie adess cu s'era abituat a no magnà, l'è mort" (trad. proprio adesso che si era abituato a non mangiare, è morto).
Penso che i tagli alla spesa li stiamo vedendo (e subendo) tutti: manutenzioni sempre più sporadiche, meno servizi, meno opere pubbliche, meno investimenti. 
Certo, rientrare dall'enorme debito pubblico è importante, ma non pare essere quella intrapresa (a livello europeo) la strada per la ripresa, altrimenti si rischia di fare la fine dell'asino che restò senza cibo.