martedì 14 giugno 2016

Rinnovo del contratto degli statali


Dopo 6 anni di blocco, dovrebbe arrivare il rinnovo per il contratto degli statali, ma non per tutti. Gli aumenti retributivi dovrebbero riguardare solo i lavoratori con reddito complessivo lordo sotto i 26.000€ annui. 
Negli ultimi 15 anni il comparto pubblico è stato interessato da varie spending review, compresa una riduzione costante del personale, passato dai 3.215.554 del 2001 ai 3.036.712 del 2012 (ultimo dato reperito). 
Il mancato rinnovo dei contratti ha consentito allo Stato, in questi anni, un sensibile risparmio, il decremento lineare del numero dei dipendenti non ha però certo migliorato la qualità dei servizi, essendo mancata una riorganizzazione complessiva: gli organici sono diminuiti, l'anzianità di servizio (e anagrafica) dei dipendenti aumentata (mancanza turn-over), mobilità interna piuttosto bassa, sviluppi di carriera limitati, contrattazione decentrata quasi svuotata di contenuti (premi produttività molto contenuti). Inoltre, in generale, i titoli di studio sono mediamente bassi e la mancanza di turn-over non aiuta certo a migliorare la situazione. 
Non è pensabile che un rinnovo contrattuale possa risolvere i problemi strutturali dei lavoratori pubblici che qualche studioso ha definito il "coma del pubblico impiego" (Ruffini, 2015).
Soluzioni semplicistiche non ce ne sono, ma sicuramente è necessario intervenire con:
- managerializzazione della Pubblica Amministrazione: mappatura delle competenze, nuovi sistemi di selezione, reclutamento di giovani, retribuzione di merito, carriere più veloci, flessibilità retributiva ecc. (ibid.);
- snellimento legislativo: come sottolineato recentemente anche dalla Corte dei Conti la prevalenza della cultura giuridica è a scapito delle professionalità specifiche. Servono norme più snelle che permettano una gestione manageriale (efficace ed efficiente) di una macchina pubblica che è ancora troppo lenta, pesante e ancora troppo spesso autoreferenziale.
Ma è un passaggio fondamentale nello sviluppo del Paese poiché si riparte veramente solo con un miglioramento netto e sostanziale della macchina pubblica, altrimenti si rischia di subire gli eventi, piuttosto che governarli.