domenica 26 giugno 2016

UE: come si cambia, per non finire

Prendo spunto dall'analisi di Angelo Panebianco sul Corriere della Sera, per fare alcune riflessioni. Panebianco, in un passaggio del suo editoriale, dice: "Chi vuole riformare l’Europa è a un bivio. Può continuare a cantarci la solfa secondo cui ci vuole più integrazione politica: è il modo più sicuro per garantire la vittoria, alle prossime elezioni presidenziali francesi, di Marine Le Pen. Oppure, può riprendere in mano alcune delle più valide obiezioni britanniche spingendo politiche e istituzioni europee in direzione diversa dal passato: fine del dirigismo, fine delle intrusioni immotivate nella vita dei cittadini, concentrazione delle attività dell’Unione su pochissime, essenziali cose, governo dei flussi migratori in primis".
Come ho scritto in precedenti articoli, i cittadini europei oggi percepiscono l'Europa come qualcosa di distante e ciò è per buona parte colpa degli atteggiamenti degli euroburocrati. Non possiamo sapere come sarebbe oggi l'Europa senza UE, ma conosciamo limiti attuali e problemi di questa UE. Invece di dare risposte ai cittadini, gli euroburocrati, con atteggiamento elitario, stanno scollando sempre di più questa istituzione dal popolo, con tutti i rischi che ne possono conseguire.
O si cambia o tutto finisce. Non condivido l'eccesso anti-federalista di Panebianco, poiché credo che uno dei passaggi per salvare l'Union Europea siano proprio gli Stati Uniti d'Europa, che limitino gli strapoteri ed interessi nazionali dei singoli stati (in particolare quelli tedeschi) e promuovano politiche coese negli interessi di tutti e non solo di qualcuno. Ma non possiamo neppure negare l'attuale fallimento, perlomeno nella percezione dei cittadini, delle politiche di sicurezza (economica e sociale) dell'attuale UE. Se il messaggio percepito continuerà ad essere "abituatevi a stare peggio", l'Unione Europea si dissolverà come neve al sole. Purtroppo l'attuale classe dirigente europea, non sembra in grado di dare grandi messaggi di speranza, e questo è un grosso problema per il futuro dell'UE.