venerdì 15 luglio 2016

I brodi di coltura che minano le nostre libertà

Il 14 luglio 2015 ero a Nizza a guardare i festeggiamenti per la Festa nazionale francese, ho guardato i fuochi d'artificio sul lungomare. Non era ancora successo l'attentato al Bataclan, ma mi guardavo attorno (per "deformazione professionale" avendo fatto il Carabiniere), cercando di valutare i potenziali pericoli dell'assembramento. Ne classificai principalmente 3:
1) un auto che si lancia sulla folla dal lungomare (dove non erano presenti dissuasori taglia gomme ed era possibile accedere senza particolari ostacoli);
2) spari durante i fuochi artificiali;
3) utilizzo di armi da taglio tra la folla.
Sono una persona che osserva, ascolta, (anche questo mi hanno insegnato alla scuola militare), cercando di valutare i potenziali pericoli di certe situazioni. Mi sistemai quindi, assieme alla mia famiglia (senza comunicare le valutazioni che avevo fatto, per non mettere ansia), in una zona che avevo valutato più sicura di altre (con adeguate vie di fuga che avevo preventivamente identificato, una verso la spiaggia in caso di attacco da dietro, e una su vie interne in caso di attacchi laterali), sulla base dei tre pericoli di cui sopra.
Il rischio oggi che ci si prospetta, è che tra qualche anno ci si trovi a vivere in un modello di società simile a quello in cui vive lo Stato di Israele.
Ho scritto più volte che ci sono due questioni politiche che oggi rappresentano un pericolo per la nostra società: xenofobia e buonismo radical chic. Essi si alimentano a vicenda, anche all'interno di brodi di coltura, presenti in certi ambienti della nostra società, che minano le nostre libertà.
Ho letto commenti da brividi sul web, che spaventano quanto il rischio terrorismo che stiamo vivendo. Nulla delle libertà che abbiamo ce le siamo conquistate noi, ma ce le hanno donate i nostri predecessori, combattendo per esse. Non possiamo accettare di perderle. Diamo per scontate libertà che 70 anni fa non esistevano e ora, quasi annoiati da quelle conquiste, ci permettiamo quei "se e ma" che minano pericolosamente il nostro mondo. E di questi "se e ma", anche oggi, ne ho visti tanti, troppi. E questo è ciò che mi preoccupa di più e che non mi fornisce grosse speranze, nel breve periodo, sulle possibilità di fronteggiare adeguatamente la minaccia terrorista. 
Le attuali classi dirigenti europee, sono/saranno all'altezza del compito?