domenica 24 luglio 2016

Islam e il problema del radicalismo

Sentiamo molti "politologi improvvisati" sostenere come non ci sarebbe alcun nesso tra la religione islamica e i radicalisti che seminano il terrore. Ovviamente ciò non significa che tutti i musulmani siano dei radicalisti ma che il radicalismo è un problema (grave) all'interno dell'Islam. Come sostenuto da Sartori, le società islamiche hanno problemi di integrazione nelle liberal democrazie, uno dei motivi principali è che la loro religione non prevede separazione tra potere politico e potere religioso, conquista invece ottenuta da secoli nelle società occidentali. Fino a quando non nascerà un "Macchiavelli islamico", sarà difficile vedere passi in avanti in tal senso.
Ma, come sostiene Popper, non possiamo essere "tolleranti con gli intolleranti" e dobbiamo pretendere ed esigere che, per chi vive nelle nostre società, prima vengono le nostre costituzioni e le nostre leggi, solo dopo la religione. Non possiamo tollerare, in nome delle democrazie liberali, che vengano imposti quali leggi dei precetti religiosi. Per chi non lo vuole accettare, semplicemente non c'è spazio nelle democrazie. E questo non è "razzismo", parola spesso mal abusata dai buonisti radical chic che l'hanno privata del suo significato altrimenti, secondo questa logica, anche gli antifascisti sarebbero stati dei "razzisti" con i nazisti. Attenzione quindi a come si utilizzano parole e concetti.
Oggi la problematica ruota attorno a tre vertici di un triangolo, che si alimentano a vicenda: radicalismo islamico, xenofobia, buonismo radical chic. Spetta alla buona politica e ai cittadini trovare urgentemente delle soluzioni, sapendo che non può esistere alcun motivo (nemmeno "buonista") che possa mettere in pericolo le conquiste liberali e democratiche.