mercoledì 27 luglio 2016

Quella sottile linea di incertezza che ci separa dallo scontro di civiltà

C'è un interessante articolo su La Repubblica di Tahar Ben Jelloune che invita la comunità islamica a reagire per contrastare il terrorismo islamico. A un certo punto l'intellettuale scrive: "
Se continuiamo a guardare passivamente ciò che si sta tramando davanti a noi, presto o tardi saremo complici di questi assassini". Quella è la sottile linea di incertezza che ci separa dallo scontro di civiltà (lettura consigliata: Huntington) poiché se è vero che non c'è certezza che tutti gli islamici vogliano imporre la sharia con la violenza al resto del mondo, non c'è neppure certezza del contrario e solo le comunità islamiche, sollevandosi contro il terrorismo islamico possono dipanare questi dubbi che cominciano a fare breccia in molti cittadini europei.
Deve essere chiaro oltre ogni ragionevole dubbio, per chi vuole vivere nelle nostre società, che prima vengono le nostre costituzioni, le nostre leggi, solo dopo la religione, e solo laddove non in contrasto con le nostre leggi.
Non può esistere alcun "se e ma" al rispetto delle costituzioni e leggi che ci siamo democraticamente dati.